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Il Consiglio regionale ha discusso ieri del caso Concordia. Il dibattito si è chiuso con l’approvazione all’unanimità di una mozione unitaria, “segnale politico importante”, come aveva dichiarato il consigliere Giovanni Donzelli (Pdl), che aveva offerto la disponibilità a una intesa.

Nella mozione, firmata da tutti i gruppi consiliari, si impegna la giunta ad attivarsi, d’intesa con il Governo, per “accelerare i tempi di sicurezza e rimozione del relitto” e “garantire l’individuazione e il monitoraggio di rotte certe, in piena sicurezza, senza danneggiare le attività turistico-commerciali dei porti regionali”, in difesa dell’eco sistema dell’Arcipelago toscano. 

Nel corso del dibattito Paolo Marcheschi (Pdl), dopo essersi associato al cordoglio per le vittime della Concordia e all’apprezzamento per i soccorsi, ha invitato a riflettere sulle rotte. “Questo argomento ci porta ad una italietta che non vorremo vedere – ha sottolineato – l’avvicinamento alle coste è una procedura da non rendere più possibile”. Da qui la richiesta al presidente della Giunta di battere, se necessario, anche il pugno sul tavolo del coordinamento, e soprattutto di fare tutto il possibile per quella che è la priorità assoluta per la Toscana, ovvero la sciagura ambientale, e quindi le operazioni di svuotamento del carburante.

Marta Gazzarri (Idv) ha parlato di due sciagure: la perdita delle vite umane e i rischi per l’ecosistema, che invitano a riflettere sulle sorti di un arcipelago fortemente penalizzato. Basti pensare all’episodio dei fusti tossici nel mare di Gorgona, lo scorso 17 dicembre, e alla recente tragedia della Costa Crociere, con il suo carico di carburante. “Regolarizzare le rotte – ha concluso – non significa penalizzare il commercio e il turismo marittimo, ma vuol dire difendere il nostro Arcipelago, in un percorso che il Presidente Rossi ha attivato con celerità”.

Marco Ruggeri (Pd), partendo dalle Istituzioni tutte che sono state capaci di dare una percezione positiva ai cittadini, nonostante le enormi difficoltà, si è soffermato sulla sicurezza in mare, argomento sul quale il paese non sembra essere troppo attrezzato. Le coste toscane, in sequenza, sono state interessate dalla tragedia del peschereccio, dai rifiuti tossici e dalla Concordia, “tre vicende che hanno portato alla ribalta il problema della sicurezza”. “Nessuno pensa di chiudere i traffici marittimi – ha affermato – ma occorre trovare un giusto equilibrio tra sviluppo economico e sicurezza”.

Anche il presidente della Giunta Enrico Rossi, nella replica,è stato particolarmente deciso: “la Toscana si trova davanti due sfide, da un lato la fase dell’emergenza, che ci impegnerà non poco, dall’altro la soluzione di una problematica di carattere politico enorme, ovvero la dimostrazione che è possibile conciliare lo sviluppo economico con la difesa dell’ambiente”.

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