Le foto della Galvani al Convegno sul recupero Concordia

Le fotografie di Serena Galvani proiettate al Convegno
“Le opere di ingegneria nel recupero della Costa Concordia: incontro con i protagonisti”

Venerdì 28 novembre si è tenuto a Ravenna, presso il Teatro Alighieri, il convegno “Le opere di ingegneria nel recupero della Costa Concordia: incontro con i protagonisti” promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ravenna. Il convegno ha messo in luce molti aspetti sconosciuti al grande pubblico della complessa operazione di recupero che non ha precedenti nella storia dell’ingegneria navale.

SerenaGalvani_4631Nel corso del convegno sono state proiettate un centinaio di immagini scattate dalla Reporter Serena Galvani che ha seguito la vicenda della Costa Concordia dal giorno del suo arenamento a Giglio Porto fino alla partenza del relitto verso Genova. Serena Galvani ha voluto documentare con la sua personale sensibilità non solo la tragedia della Concordia, la nave passeggeri di maggior tonnellaggio mai naufragata nella storia mondiale della Marineria, ma anche l’impegno titanico degli uomini e delle Aziende che hanno realizzato, per la rimozione del relitto, soluzioni innovative grazie a una cooperazione internazionale di altissimo livello.

Emma Garelli, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri ravennati, ha aperto il convegno sottolineando l’importanza e il valore di questa impresa che rafforzerà non solo il settore dell’Ingegneria Navale ma anche l’immagine dell’Italia in un momento non facile per il nostro paese. Il Presidente e A.D. di Micoperi Silvio Bartolotti ha illustrato con chiarezza al pubblico perché un progetto tutto italiano si sia imposto sulla concorrenza estera per la sua genialità e audacia. Durante il convegno è stato anche proiettato un video inedito della Micoperi che ha riassunto le fasi salienti di tutta l’operazione.

Il Convegno, rivolto prevalentemente agli ingegneri, ha registrato oltre 800 iscritti provenienti da ogni parte d’Italia e ha fornito otto crediti professionali ai partecipanti.

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6 commenti

  1. Shore significa riva, “offshore” significa lontano dalla riva, ovvero a largo e non addosso agli scogli._ Luigi, hai solo interpretato male una parola ……, non prendertela !!!_ Offshore non avrebbero potuto applicare probabilmente la stessa tecnologia per il raddrizzamento e il refloating di Concordia._ Se poi vuoi Tu l’elenco delle attività che hanno svolto all’Isola per la Concordio …. te le dico o te le faccio dire dai Gigliesi dalla A alla Z di Zuzzerellone !!!

  2. @Pietro. Quasi tre anni di cantiere. Le più importanti compagnie di lavori off-shore del mondo, catene, cassoni, impianti iperbarici operativi h 24 come se piovesse, la nave da crociere più grande della flotta italiana, le piattaforme con l’invaso, gli anchor block, le perforazioni nel granito, le strutture, i calcoli, le simulazioni al computer, i sensori dappertutto. A me sembra ce ne sia abbastanza, ma volendo l’elenco dell’impegno ingegneristico potrebbe anche proseguire!

  3. Maurizio ….. se le foto sono quelle 89 messe sul rullo sul sito della Galvani, ce ne ho di più io nelle mie cartelle che ho scattato da solo e giglionews nei suoi archivi._ Certo non sono cosi professionali ed artistiche._ Speravo di vederne altre ma subacqueee che mostrassero lo status quo prima dell’intervento di bonifica !!!

  4. Maurizio Scholl

    Oh Pietro mi stupisci:

    serenagalvani.com

    Non sono male.
    Cari saluti a te e al Giglio.

  5. Luigi …. di ingegneria off shore non mi sembra che ci sia granchè, piuttosto sugli scogli di granito messi a disposizione dell’amata Isola del Giglio._ Ma le fotografie proiettate dalla Serena Galvani dove si possono trovare e vedere ???

  6. Sembra di leggere lo statuto dell’ Associazione Nazionale Memoriale della Concordia e i nostri comunicati sulle argomentazioni per la memoria dell’opera di ingegneria.
    Quello del 4 settembre scorso, quando a sostegno della preservazione delle piattaforme, dicevamo:
    “Le strutture interessate rappresentano la testimonianza storica e la memoria concreta ai posteri dell’accaduto, dell’immane impegno industriale che fu necessario per la rimozione del relitto e del colossale impegno dell’uomo in un’opera che non ha eguali nel mondo e nella storia dell’umanità.”
    ” tecnici di tutto il mondo, possano disporre di tali strutture per effettuare sopralluoghi sul campo”
    “il sito sui fondali del Giglio va preservato dalla distruzione… rappresentare il ricordo… le fasi del recupero ed i protagonisti che vi furono impegnati… la storia della navigazione e dell’ingegneria subacquea in Italia e nel mondo”.
    Quello del 15 di settembre, dove dicevamo:
    ” … persone che hanno reso possibile una impresa colossale, senza precedenti nella storia della navigazione, senza eguale nel recupero di relitti, di ingegneria off-shore “fatta su misura” come mai prima e di complessità mai sperimentate nella tecnica, strategia e organizzazione delle immersioni subacquee.”
    Associazione Nazionale
    Memoriale della Concordia

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