La differenza tra il dire e il fare

La differenza tra il dire e il fare

La differenza spesso non passa attraverso il fare o il non fare, lo sbaglio o il successo ma proprio attraverso la persona stessa, parlando molto chiaramente le differenti posizioni politiche dovrebbero, almeno che non siano estremistiche, dividere solo sul piano politico non sul personale.
Su queste pagine ho attaccato chiunque in quel momento fosse al governo dell’isola, anche se della mia stessa parte e non certo più crudamente chi era della parte avversa,  per me e ribadisco che era ed è sempre stato un pensiero soggettivo e personale, quando vedevo che non faceva il bene dell’isola, quando non c’era nelle varie delibere e determine e quant’altro il bene comune, ma per pochi singoli. La differenza sta anche nell’atteggiamento che una persona assume nei confronti di chi in quel momento non condivide le sue idee, mi riferisco chiaramente al ex Sindaco Brothel che nonostante ripetuti attacchi non ha mai smesso né di salutare né di comportarsi civilmente lui e tutta la sua famiglia, forse dentro il suo ufficio avrà spesso pensato: “che rompi palle questa qua” e forse avrà usato anche altri termini, ma l’importante e fondamentale differenza sta nell’essere una persona che alla fine della giornata si spoglia della sua veste di sindaco.
La persona che amo è completamente l’opposto di ciò che sono, milanista e di destra, io interista e di sinistra eppure queste diversità hanno spesso sul piano politico portato al confronto e anche alla condivisione di certe idee che molto probabilmente stanno nel centro della stessa vita politica.
Non bisogna essere per forza Don Camillo e Don Peppone ma quando l’arroganza diventa così evidente, anche il saluto diventa difficile. Non mi cambia la vita se chi prima mi salutava oggi si gira dall’altra parte, fiato sprecato in meno e più tempo da vivere per me.
Ma un consiglio lo devo dare, la gente si è stufata di sentire e di leggere sempre, che molte cose non sono state fatte per via della “Tragedia della Concordia” perché l’assurdo di questa situazione è stato proprio l’immobilità, in parte, della vita amministrativa mentre la parte commerciale del paese ha prosperato e lavorato senza tanti indugi per bene 36 mesi, senza nemmeno fare delibere e determine per assumere a vario titolo aiuti nella gestione concordia. Non dimentichiamoci che sono state prese e alcune ancora oggi sono presenti, ben 4 persone esterne, gente di gran calibro si dice, ma a quanto pare non sono bastati.
Ancora oggi mi domando ma l’addetto stampa del comune, che avrebbe dovuto guidare l’immagine in quel periodo, solo dopo pochi mesi aveva scritto un libro sulla tragedia della concordia e lei sig. Sindaco è andato anche a Torino a presentarlo, ne è stata data piena visibilità su dove fosse possibile darla, la pubblicità fatta sui mezzi televisivi è stata anche presa di mira per un supposto plagio, il Dottor Bellaù per contratti con la società titan-micoperi, il suo supporto esterno, sempre della società prima media, l’aiuto esterno all’ufficio tecnico, il suo vice sindaco dedicato solo ed esclusivamente a recarsi alle riunioni dell’osservatorio, quanta gente ci voleva?
Con questa mia lettera credo che i nostri rapporti siano ormai tranquillamente finiti, non sarebbe successo se ci fosse stato da parte sua un atteggiamento ben diverso e non con prosopopea, non solo nei miei confronti intendiamoci.

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Un commento

  1. Stefano Ansaldo

    Franca!!! Peppone poteva essere tutto fuorché un prete ??? un abbraccio e buona estate. STEFANO ANSALDO

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