Un anno fa … le piattaforme

UN ANNO FA … LE PIATTAFORME

piattaforme pulizia fondali micoperi isola del giglio giglionewsPUBBLICO OGGI QUESTI VERSI, GIA’ POSTATI SUL MIO FACEBOOK UN ANNO FA, PERCHE’, AVENDO MOLTO “SENTITO” LA TRAGEDIA DELLA CONCORDIA NE HO SEGUITO, PASSO PASSO, LE “EVOLUZIONI”, SCRIVENDO ARTICOLI E, CONSENTITEMI DI DIRLO, “POESIE”, CHE NE HANNO TRATTATO OGNI ASPETTO. IVI COMPRESO QUELLO DELLA SORTE DELLE “PIATTAFORME” PER IL “ROVESCIAMENTO” DEL NATANTE E LA RIMESSA IN ASSETTO DI NAVIGAZIONE ALLO SCOPO DI PORTARLO AI CANTIERI DI GENOVA, OVE E’ PRATICAMENTE ORMAI “SMALTITA”. PIATTAFORME CHE, SECONDO ME ED ALTRI BEN ALTRIMENTI ILLUSTRI PERSONAGGI E SCIENZIATI, POTEVANO ESSERE SALVATE DALLA RIMOZIONE, SIA COME SIMBOLO-ICONA DELLA TRAGEDIA, SIA COME TERMINALE DI TANTE ALTRE COSE, CHE, DA QUESTE, POTEVANO PRENDERE PIEDE (SI E’ PARLATO ANCHE DI UNA TELEFERICA CHE CONGIUNGESSE, COME A CAPRI, IL PORTO CON IL CASTELLO), OLTRE A DIVENTARE LUOGO IMPORTANTISSIMO PER ESCURSIONI ED ADDESTRAMENTI SUBACQUEI, FINALIZZATI ALL’OSSERVAZIONE SCIENTIFICA DEI FONDALI E DELLA FAUNA MARINA.. 

PURTROPPO I “DESIDERATA” DEI “BENPENSANTI” SONO STATI DISATTESI E LE PIATTAFORME RIMOSSE, IN RAGIONE DEL PROFITTO CHE, NELL’IMMEDIATO, E’ STATO TRATTO DALLA SOCIETA’ DEMOLITRICE. IN QUEI GIORNI DI UN ANNO FA, LA RELAZIONE SULLO STATO DELLE COSE DELL’AREA INTERESSATA AL NAUFRAGIO, PER CHI L’HA LETTA, DICEVA CHE ERA LETTERALMENTE “DESERTIFICATA”.

MI PIANGE IL CUORE

Mi piange il cuore
per il dolore
e pur di rabbia
schiumo,
chè tanto
mi consumo
a ripensare
al male
che s’è fatto
a lasciar fare
agli altri
(mai s’impara),
“interessati” e scaltri,
lo scempio
a Gabbianara
e pure al Giglio,
di cui mi sento figlio.

Le Piattaforme,
ch’erano d’esempio
d’una tragedia enorme
quanto il mare
eran da preservare
ad ogni costo,
piuttosto
ch’esprimere soltanto,
e sol di tanto in tanto,
un’opinione,
per mettere sossopra
una concione
o qualche discussione
in merito a quell’”opra”,
che, al fine, c’ha lasciato
il tempo ch’ha trovato.

I fatti sono fatti,
amici cari,
Pietro ed Attilio,
amici rari,
considerati “matti”,
e quel tal “visibilio”
di piattaforme
d’attracco
ed altro ancora
non c’è più, ora,
ché tutto è informe
e catafratto
e desolato;
chè tutto
è distrutto
ed il Comune,
che non fe’ belato
ed ha perso il lume,
presenta programmi
di sventura
per la sorte futura
del Paese:
niente investimenti
e niente spese
perché il Bilancio è “teso”,
ovvero tutto è speso
ed impegnato,
e quel ch’è stato
è stato.

Mi piange il cuore
pel dolore
e pur di rabbia
schiumo,
chè tanto
mi consumo
a ripensare
al male
che s’è fatto
a lasciar fare.

Avremmo, piuttosto,
fatto il fatto nostro.
mostrandoci più arguti
e pur più “resoluti”:
dire il dovuto
ma scendere
anche a mare,
a realizzare
uno smacco
“salutare”,
ovvero un blocco
di barche e di gozzi
ardimentosi e rozzi,
pronti alla mischia
a ridosso del cantiere
con chi s’ infischia,
dal “salvaguardare”
ché solo smantellare
è il suo mestiere.

Avremmo potuto,
per atto ultradovuto,
anche arrischiare,
di finire in gabbia
a scontar la rabbia
e l’operare,
perché le piattaforme,
se salvate,
qual attracco informe,
se allestite,
come avemmo a dire,
e a dimostrare,
avria potuto divenire,
non solo il simulacro
d’un’ altare
d’una tragedia
grande
come il mare,
ma anche l’inizio
e non la fine
d’un regime
di tanto quel da fare,
che, se un po’ di giudizio
avesse avuto,
‘sto Comune poco risoluto,
avrebbe ben potuto realizzare.

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Un commento

  1. Caro Gian Piero, come ben capisci, chi avrebbe avuto la possibilità di incidere in qualche modo sulla decisione del mantenimento in loco di quelle enormi strutture sul fondale, non l’ha usata o è stato troppo debole nello slancio passionale._ Sull’Isola si registrò una raccolta di firme che pure diede delle indicazioni di volontà e di lungimiranza, ma anche questo segnale non fù colto dai “Decisori” ……. Tanto fu forte e Potente la regola che “fosse meglio mangiare un uovo subito che una gallina chissà quando”. _ E’ LA FAMOSA REGOLA CHE IMPARANO CELERMENTE I POLITICI NOSTRANI …… IN TUTTE LE SUE PIU’ VARIE INTERPRETAZIONI.

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