Importanti scoperte archeologiche nella zona di Scopeto

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Importanti scoperte archeologiche nella zona di Scopeto

Pubblichiamo di seguito una breve comunicazione, stampata da alcuni giorni nell’ultimo numero del periodico Studi per l’Ecologia del Quaternario, nella rubrica “Attività e Comunicazioni”, n. 38, anno 2016, relativa ad importanti scoperte archeologiche del professor Mario Brandaglia nella zona di Scopeto all’Isola del Giglio.

“L’interesse suscitato dalle recenti scoperte effettuate in alcuni territori dell’Isola, ha motivato l’invito a delle visite da parte di specialisti: l’invito è stato esteso al Soprintendente ai Beni Archeologici e Culturali della Toscana ed alla Responsabile di Zona, ad alcuni membri del Laboratorio di Ecologia del Quaternario dell’Università di Firenze, al Direttore del Dipartimento di Preistoria dell’Università di Pisa, al Direttore delle Ricerche di Preistoria e di Etno-archeologia dell’Università di Nizza ed infine ad un rappresentante del C.N.R.S.

In tali occasioni i sopralluoghi sono stati allargati anche su altri importanti siti preistorici messi in evidenza in tempi passati: l’attenzione in particolare è stata rivolta alla zona tra le Serre e Cavallo/Scopeto, ove sono allocate delle strutture architettoniche di forma sia circolare che rettangolare, possibili fondi di capanne o di enigmatiche recinzioni, se non anche di eventuali fortificazioni (Brandaglia 1988, 2012).

Le ricerche riprese nel corso degli ultimi mesi, estese dal sentiero Vaccarecce al Fenaio e focalizzate nell’area di Scopeto/ Cavallo, hanno portato ad una ulteriore scoperta di materiale archeologico. Si tratta di frammenti di vasi preistorici ad impasto grossolano associati a dei resti fittili di epoche più tarde, quali embrici o coppi, orli di olle e di altri contenitori, resti di ceramica aretina e parti di anfore riferibili ai tipi Keay LI. In particolare la presenza di materiali di epoca romana potrebbe essere collegabile alla villa dei Domizi Enobarbi di Giglio Porto.

L’intensificazione delle indagini sul territorio sono motivate dall’impegno stringente di sottrarre alla dispersione ed alla definitiva perdita quelle testimonianze che fanno parte del patrimonio storico dell’Isola, dal momento che per estesi terreni di quest’ultima è in progetto una prossima conversione a coltivazioni viticole.

M. Brandaglia”

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