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“Donne tra ricordi e futuro”: la giornata al MiBACT

“Donne tra ricordi e futuro”: la giornata al MiBACT

Il giorno 22 febbraio 2017, nella splendida cornice della Sala Giovanni Spadolini, nella sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e alla presenza di esponenti della cultura, della Radio e Televisione, della politica e di un folto pubblico, nonostante lo sciopero dei mezzi pubblici, è stata presentata la terza edizione del premio Donne tra ricordi e futuro, indetto dal Comune di Pratovecchio Stia e dall’Associazione Culturale Scrivi la tua Storia; con l’occasione è stato anche presentato il volume La Scuola in Cucina, Reconsato a quattro mani, autori gli alunni della scuola primaria di Acquapendente e Bolsena, partecipanti alla sezione cucina in famiglia, della seconda edizione del premio Donne tra ricordi e futuro. Il volume, curato da Lorena Fiorini, è una raccolta delle ricette tipiche della tradizione del territorio dei ragazzi; nel progetto sono stati coinvolti anche i loro familiari, centrando in tal modo due obiettivi ugualmente importanti: il primo, quello di avvicinare le generazioni per mezzo di un argomento di interesse comune e di facile comunicazione, qual è il cibo; il secondo, quello di diffondere e tramandare alle nuove leve la conoscenza di piatti ormai quasi dimenticati e trascurati anche dai locali della cucina tipica. Le ricette sono presentate con vivaci e pittoresche illustrazioni degli alunni, sapientemente coordinate e impreziosite dal tratto dell’artista Dalisca.

Ha dato il benvenuto la presidente del Comitato Unico di Garanzia del MiBACT, Maria Concetta Cassata, illustrando le alte finalità del premio, non ultime quelle della coesione sociale, della promozione culturale attraverso la scrittura, che offre uno strumento in più, rispetto alla tradizione orale, peculiare in passato delle donne delle classi meno acculturate. L’accesso anche agli uomini dalla III edizione consentirà loro di esprimere e di sublimare così anche gli aspetti più reconditi del loro vissuto insieme alle donne o rispetto ad esse.

Marco Danè ha condotto brillantemente l’evento, ricordando anche il carattere itinerante del premio e introducendo di volta in volta i relatori, tutti entusiasti interpreti e sostenitori delle sue finalità. Il Sindaco di Pratovecchio, Nicolò Caleri, ha evidenziato l’interesse della sua comunità per la manifestazione e di come il Parco delle Foreste Casentinesi e di Campigna ne sia degna cornice. Particolarmente commovente è stato l’intervento del Sindaco di Isola del Giglio, Sergio Ortelli, che in una sorta di gemellaggio con Pratovecchio ha ospitato una tappa della II edizione del premio. Infatti, con poche parole, ma con immagini più eloquenti delle stesse, ha rievocato il tragico evento e di come le donne dell’isola si siano devolute senza riserve nel provvedere ai più disparati bisogni, oltre a quelli di cibo e di vestiario dei naufraghi, operato che ha riscosso un meritato riconoscimento da parte delle Istituzioni.

Anselmo Fantoni, già sindaco di Pratovecchio e coautore del premio con Lorena Fiorini, si è soffermato sulle prospettive che si stanno aprendo ai nostri occhi, facendo un sorprendente quanto attuale confronto tra il nostro tempo, misurabile con gli strumenti della meccanica e scandito in: passato, presente, futuro e il tempo della Fisica quantistica, non misurabile con gli stessi strumenti, perché il tempo, come lo conosciamo noi, nella dimensione quantica è abolito. In tale prospettiva si conferma più che mai la necessità della scrittura, perché in essa passato e futuro si rendono presenti.

L’onorevole Ilaria Borletti Buitoni si è particolarmente soffermata sul ruolo centrale della donna quale educatrice e custode dei valori morali e delle memorie familiari e come punto di aggregazione tra le generazioni, risaldandone così le radici comuni, onde conservarne il patrimonio di affetti e di conoscenze attraverso la scrittura, che un malinteso senso della globalizzazione potrebbe minacciare.

Con una poesia di Valentino Zeichen Alba Stella Paioletti si è soffermata particolarmente sulla peculiarità e sull’ efficacia della poesia, perché è capace di far riflettere, commuovere, coinvolgere e anche trascinare il lettore, anche solo con poche immagini e suggestive metafore, creando così una stretta comunione di sensi tra il vissuto di ciascuno.

Emanuela Gobbis, maestra, come lei orgogliosamente si definisce, della 5^ B dell’Istituto Leonardo da Vinci di Acquapendente, si è soffermata sul carattere interdisciplinare del testo realizzato dalle alunne insieme alla famiglia e alla scuola.

L’artista Dalisca ha egregiamente valorizzato i disegni delle alunne, intervenendo con mani di velluto, ribadendo in questo modo il concetto di reconsato, cioè fare insieme. L’artista ha chiuso il suo intervento rivolgendo un appello a tutti coloro che hanno a cuore il futuro delle prossime generazioni, in modo particolare alle Istituzioni (visto che eravamo nel tempio delle Istituzioni, i Beni Culturali) affinché si impegnino in modo concreto alla realizzazione del progetto in questione divulgandolo nelle altre scuole.

Raffaele Tamiozzo ha ricordato la presenza dei cibi e della gastronomia nell’arte, citando alcuni famosi dipinti. Si è poi soffermato sulla qualità letteraria del libro, confrontando la prosa aulica di Ada Boni con quella semplice e diretta degli alunni.

Luigi Saitta ha parlato del premio e del libro. Ha citato il libro di Cinzia Tani Premiopoli, dove ogni città e paese d’Italia ha un suo premio che si vuole differenziare dagli altri. Ma quello di Donne tra ricordi e futuro ha una sua specificità: quella di mettere al centro della scrittura il valore e il contributo della donna alla promozione globale del paese, da sempre sottovalutato. Da questo premio è nato un libro particolare; non è solo un libro di cucina, è anche un libro di cucina. Gli alunni hanno interrogato i parenti anziani, mettendo su carta antiche ricette, alcune dimenticate, realizzando non solo un’operazione gastronomica, ma anche culturale, da cui sono riemersi valori tradizionali, proverbi, oltre alle antiche ricette, che hanno fatto assurgere questo libro a una dimensione antropologica.

Aldo Forbice, anche se non gusterà i piatti a base di carne, essendo vegetariano, ne ammira la presentazione grafica e il messaggio di trasmissione dei saperi e dei sapori. In realtà ha constatato che nei ristoranti del territorio sono assenti le ricette che invece troviamo nel libro. Sottolinea l’importanza dello stesso come uno strumento di divulgazione della sapienza culinaria dei tempi andati da riportare sulla tavola.

Ha chiuso l’incontro la presidente Lorena Fiorini ringraziando tutti, relatori e partecipanti. Ha raccontato la sua storia. Tre Sindaci di Pratovecchio Stia intorno a un’idea: Luca Santini, attuale Presidente dell’Ente Parco delle Foreste Casentinesi, ha presentato il libro che ha dato l’avvio al Premio, Nicolò Caleri, attuale Sindaco di Pratovecchio Stia, ha accolto il Premio e fatto suo, Anselmo Fantoni lo ha lanciato. Tre persone innamorate di progetto, hanno dato il via a un percorso sulla memoria, sui sentimenti, senza se e senza ma, semplicemente, con allegria, con la gioia di vivere momenti insieme intorno alla memoria, alle storie da raccontare. In un momento difficile per l’Italia tutta, trovare una direzione comune ci sorprende e rende felici.

Si è soffermata, inoltre, sulla gratuità del Premio, sull’apertura agli uomini, sull’introduzione della Sezione ambiente. Ha nominato i giurati (Luca Santini, presidente Ente Parco Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Francesco Pasetto, docente, scrittore; Alessandro Bottacci, già responsabile della Biodiversità Corpo Forestale dello Stato; Andrea Gori, direttore Museo dell’arte della lana Stia, responsabile Accoglienza e didattica Museo Galileo dei Firenze). Ha invitato gli autori ad affrettarsi all’invio delle opere visto l’avvicinarsi della scadenza, il 31 marzo p.v. Infine, ha dato appuntamento alle premiazioni previste all’Abbazia di Camaldoli (AR), nell’Appennino tosco-emiliano, il 17-18 giungo p.v.

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