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Strada del Fenaio: risposta scritta ad interrogazione

Strada del Fenaio: risposta scritta ad interrogazione

stemma comune isola del giglio giglionews

Comune di Isola del Giglio
Medaglia d’Oro al Merito Civile
Provincia di Grosseto
Il Sindaco

Spett.le
GRUPPO DI MINORANZA CONSILIARE

e, p.c.:  GRUPPO DI MAGGIORANZA CONSILIARE

Oggetto: Sponsorizzazione costituita dai lavori di manutenzione e ripristino (i) della Strada vicinale del Fenaio. Risposta scritta ad interrogazione.

Riscontro l’interrogazione presentata dai Consiglieri di Opposizione in data 5 aprile 2017, protocollo comunale numero 2762.

In primis, ribadisco ancora una volta, per l’ennesima volta, di avere risposto esaurientemente ad ogni dubbio ed ogni domanda relativamente ai lavori di manutenzione con nota inviata anche ai consiglieri interpellanti in data 12 marzo 2017. Su questo tema, come su altri, il Sindaco, nel concomitante ruolo di Presidente del Consiglio comunale, non si è mai tirato indietro certo di operare sempre in buona fede anche se non entra mai nelle tematiche dei processi autorizzativi prodotti dall’Area Tecnico-Manutentiva.

Rilevo inoltre l’azione insolita e alquanto singolare per cui un consigliere mi interpella su un fatto e poi non presenzia al consiglio nel quale è iscritto all’ordine del giorno. A questo proposito sottolineo le osservazioni prodotte dal Consigliere Giovanni Rossi (ff di capogruppo), nel suo intervento del 24 marzo scorso, in merito all’assenza della Consigliere Paola Muti, firmataria dell’interpellanza. Concludendo il suo breve intervento Rossi chiedeva al Sindaco se questo atteggiamento non fosse da ritenere irriguardoso nei confronti dell’intero Consiglio comunale e quindi ipotizzava la revoca della discussione del punto.

Detto ciò, ricordo per buona memoria, e per evitare inutili ridondanze, che su indicazione dell’ex segretario Daniele Longo, l’Opposizione aveva avuto accesso alla documentazione in data 29 novembre 2016, per tramite del responsabile dell’Area Tecnica il quale, nella stessa data, trasmetteva gli atti alla email del consigliere Alessio Agnelli:

  1. l’email è stata inviata il giorno 29.11.2016, ore 12:54;
  2. l’intero pacchetto progettuale, inerente il recupero ed il ripristino (ii) della strada del Fenaio, è stato inviato lo stesso giorno alle ore 12:57, con sistema WeTransfer;
  3. lo scarico dei files risulta effettuato lo stesso giorno, ore 13:47.

Ad ogni buon fine, armandomi della usuale pazienza, avendo espresso ampia e doverosa premessa, rispondo alle domande sperando che tutto ciò non si trasformi nell’unico argomento sul quale spostare l’attenzione collettiva quando in ballo ci sono questioni ben più importanti ed anche, perché no, speranze di privati cittadini imprenditori.

1. Domanda: “Se trattasi di manutenzione oppure di ristrutturazione”.

Si tratta di un intervento di recupero e ripristino (iii) della vecchia strada vicinale del Fenaio, così come esistente (a) da impianto disponibile al Catasto;

2. Domanda: “Se sarà ad uso carrabile o no”.

Ai sensi dell’art. 2, comma 6, lettera D) del Dlgs n.285/1992, le strade “vicinali”sono assimilate alle “strade comunali” (e quindi a quelle pubbliche) non rientrando dunque nel divieto di circolazione di cui al DGRT 1223/2015 – Allegato A – alla misure di conservazione. La strada vicinale, pertanto, è carrabile per quanto stabilito sopra;

3. Domanda: “in caso di uso carrabile se si è tenuto conto delle opere di sicurezza stradale (protezioni a valle, drenaggi acque meteoriche) e se , eventualmente necessita di parere da parte della Polizia Municipale”.

Si tratta di un ripristino (iv) e non di una nuova strada né di una messa in sicurezza. La strada era esistente (b) fin dai tempi remoti.

 4. Domanda: “in caso di uso carrabile se sono state previste zone di scambio tra mezzi provenienti da direzioni opposte e zone di inversione di marcia a fine tracciato”

La strada vicinale, essendo una strada esistente (c), dovrà essere ripristinata com’era in origine e come rappresentata in Catasto. Se nel vecchio tracciato erano presenti aree di scambio queste verranno ripristinate.

5. Domanda: “se tale opera preveda allargamenti su terreni limitrofi privati, ed eventualmente non espropriati, che possono esporre il Comune a possibili rivalse di terzi visto che nel tracciato catastale la larghezza del sentiero varia da a 4 metri circa”.

L’autorizzazione non consente sconfinamenti rispetto al tracciato della strada che risulta ben evidente nell’impianto del Catasto. Rimando quindi alla lettura del progetto, già da tempo nella disponibilità dell’opposizione. Il Comune, con Soprintendenza e Regione, ha autorizzato il recupero ed il ripristino (v) ma eventuali invasioni di altri terreni dovranno essere accertati dagli organi di vigilanza.

6. Domanda: “ad opera ultimata a chi spetterà la manutenzione ordinaria e straordinaria tenuto conto che dovrà essere tenuta in perfetto stato di utilizzo”.

La manutenzione spetta al Comune come per tutte le altre strade ma è facilmente intuibile che la l’attività dovrà essere curata dal concessionario del faro. Il lavoro della strada, infatti, si incardina nel contesto del progetto di recupero e risanamento conservativo del Faro di Punta Fenaio. La società concessionaria dovrà rispettare alcune prescrizioni della Marineria Militare e di Difesa Servizi. Dovrà essere infatti “costituita una servitù di passaggio a favore dell’Amministrazione Difesa per l’accessibilità senza ostacolo alcuno, 24 h su 24, 365 gg. l’anno, ai locali rimasti nell’esclusiva disponibilità dell’Amministrazione Difesa. Tale servitù comprende anche l’utilizzo degli accessi via mare e via terra, i quali dovranno essere mantenuti in efficienza, secondo norma, per consentire l’attracco, lo sbarco, e l’accesso pedonale e carrabile 24 h su 24, 365 gg. l’anno, ……” con il fine di consentire l’accesso pedonale/carrabile all’Amministrazione della Difesa. Non escludo, a tale scopo, di sottoscrivere una convenzione perché quanto sopra possa essere finalizzato.

7. Domanda: “se come previsto dal Regolamento sulle Sponsorizzazioni, è stato ritenuto congruo all’opera il valore della sponsorizzazione e se questa comporti costi extra per il bilancio”;

L’opera è a totale carico dello sponsor/concessionario-faro, senza oneri per il Comune;

8. Domanda: “se sia possibile chiedere alla ditta sponsorizzatrice di evitare l’uso dei calcinacci, provenienti dal cantiere del Faro Fenaio, per la creazione del sottofondo stradale vista la particolare delicatezza dell’ambiente su cui ricade l’opera, anche se già autorizzato”;

Non possono essere utilizzati gli inerti derivanti dalle lavorazioni (né sono stati autorizzati) ma solo materiali di scavo certificati e quindi adatti allo scopo;

Infine, informo gli illustri consiglieri interroganti che da parte mia la questione, sotto ogni profilo, è qui conclusa e che non intenderò rispondere ad altre domande sullo stesso argomento.

Anche qualora mi dovessero chiedere quale è il sesso della strada (!!).

Tanto si doveva per gli obblighi di legge.

Cordiali saluti.

IL SINDACO
Sergio Ortelli

N.B.: (i,ii,ii,iv,v) – (a,b,c) – Repetita iuvant

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    Ho letto con molta attenzione la risposta data dal Sindaco Ortelli, articolata e precisa su ogni punto di cui all’interrogazione della Minoranza, e pur apprezzandone anche i “dettagli”, pur tuttavia, non condivido due sue affermazioni. Non si addice, infatti, ad un Sindaco, che e’ Pubblico Ufficiale, in ogni sua funzione, rifiutarsi di rispondere ad ogni e qualsivoglia ulteriore interrogazione gli verrà presentata in materia, purché adeguatamente motivata. Cosi’ come, appunto in veste di Sindaco e di Pubblico Ufficiale, non essendosi trovato, nell’occasione, come si usa dire, “al bar del cazzotto” a discutere di sport, chiudere questa sua “spiegazione” con la battuta “Anche qualora mi dovessero chiedere quale è il sesso della strada (!!)”, che sa, un po’ di “pecoreccio”, soprattutto perché rivolta a Consiglieri, parimenti Pubblici Ufficiali, e perché la strada ancorché su di essa abbia potestà , non è cosa sua.
    Cio’ detto, grazie all’opprofondimento che il Sindaco ci ha fornito, con tanto di annessi e connessi, rimango, personalmente dell’idea, che questa servitù di passaggio, avendo cessato la funzione pubblica che il Faro aveva, in quanto facente capo al Ministero della Difesa, è da considerarsi, parimenti, cessata la servitu’ di passaggio, cosi’ com’è cessato ogni aggiuntivo diritto d’accesso, per cosi’ dire “coatto”, al manufatto, in mancanza di ragioni che lo giustifichino E questo, anche per tutelare i proprietari dei terreni su cui queste “sudditanze e servitu’ insisterebbero, senza più ragioni pubbliche che giustifichino la “sopportazione” dell’onere.
    Sic rebus stantibus, permango, quindi, dell’idea, e se sbaglio chiedo preliminarmente scusa per aver “malpensato”, alla stregua di quanto asseriva Andreotti, che, quando e’ stato deciso di mettere in vendita il Faro e quando e’ stata bandita la relativa asta, c’era chi ben conosceva, a differenza della generalità dei concorrenti, lo stato delle cose e chi, invece, le ignorava del tutto.

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