wanna cry virus isola del giglio giglionews

Wanna Cry

Wanna Cry

Wanna Cry. Finalmente il mondo si è svegliato con questo terrificante argomento, ieri. Un virus maledetto ed odioso che prendeva in ostaggio i dati multimediali, le nostre foto ed i nostri video. Ponendo un flag all’inizio del file li rendeva non apribili. Poi, dopo un riscatto, forse, si avrebbe avuta la chiave per sbloccarli.

Al telegiornale hanno parlato che il virus prendeva spunto dalle vulnerabilità del sistema operativo. E via con le interviste sul cybercrime. Tutti i vari esperti sono stati intervistati per creare audience. I vari esperti, giustamente hanno detto che chi era stato colpito non aveva aggiornato il proprio sistema operativo. Ma uno di loro ha detto che l’aggiornamento è venuto in ritardo ed il virus era già partito. Ed ha menzionato proprio il produttore di tale aggiornamento. Gli altri se ne sono guardati bene di menzionare il produttore, ma quello che ho sentito io lo ha fatto. Ed ha detto proprio Microsoft. Alcuni hanno pensato di chiedere i danni, ma ciò è impossibile, dato che la responsabilità della tenuta del sistema è in carico all’utente finale.

E l’antivirus? Tutti e soprattutto le organizzazioni come la Renault, affetta dal virus letale, hanno un antivirus. Spesso se ne installano abusivamente da soli a decine … L’antivirus dov’era? Che c’entra? Bene, l’antivirus non c’entra nulla. Ahhhhrggggg, come nulla!!!! Loo pagoo! Ebbene non c’entra nulla. L’antivirus funziona solo per i virus conosciuti e soprattutto non può nulla, se il sistema operativo è sfondato, se ha una falla. Allora occorre aprire gli occhi e acquisire più consapevolezza ed illuminazione.

I sistemi operativi sono di due tipi principali, uno windows, modificabile in tutti i meandri, e Unix, non modificabile. Windows si paga, Unix no. Siccome si paga, la gente è obbligata ad usarlo e viene costantemente plagiata per non farne a meno. I notebook ce l’hanno già installato, e questo non dà la libertà di scegliere. Un accordo con i produttori di notebook, chiaro a tutti, vede l’impegno del produttore dei sistemi operativi di rallentarli dopo due anni. Dopo due anni il vostro notebook diventa lento. Voi lo cambiate, convinti! Ma il vostro notebook non rallenta, lo fanno rallentare apposta. Molti gigliesi, miei compaesani, vengono da me e si meravigliano quando resuscito i loro vecchi computer ritenuti catorci, ma in realtà non lo sono.

Ma torniamo alla sicurezza. Se con windows staccate l’antivirus, il firewall, l’antimalware, l’antiphishing, l’anti adware, l’adaware (antipubblicità) … il computer vi si spegne pilotato da remoto … mentre ci lavorate. Quando lo accendete esso si anima magicamente e comincia a mandare email, pubblicità virus e trojan ovunque, mentre voi lo osservate allibiti maledicendo la tecnologia. Io, ho un computer senza firewall ….. e tutti quei software sopracitati … ah! Dimenticavo scusate! L’antitrojan!! Ma come ho fatto a dimenticarlo!! Mentre voi attendete dieci minuti durante i quali questi servizi iperprotettivi partono, nella silicon valley contano i milion di dollari alle vostre spalle. E lui, Bill, che all’epoca di windows 98 era ritenuto il demonio, vi tiene in pugno.

Ma allora che fare quale alternativa possiamo adottare?

Unix. Esso si divide in tre famiglie. La prima (gratis da poco), solo per esperti, sconsigliato ovunque, comunque il più utilizzato dalle organizzazioni come le banche. Poi c’è Apple, di cui però si paga caro il computer. Ed infine c’è Linux. Sempre Unix ma di pubblico dominio. Solido non modificabile, e gratis. No virus, no spyware, no malware, no fishing, no adware, no trojan, no firewall, no servizi che consumano potenza e memoria, nulla. Non serve reinstallarlo e non serve aggiornarlo, soprattutto non si deve temere per i propri dati.

Print Friendly

8 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    Gentile signor Giuseppe Fabiano,
    innanzi tutto La ringrazio per il fatto che, garbatamente, ha scritto, ad uso e consumo (almeno, così ho inteso) del signor Gian Luca Brizi, che scrivere, cercando di “punteggiare”, correttamente, se non e’ proprio un dovere, e’, certamente, un modo di fare che, quantomeno, aiuta a meglio farsi comprendere da chi ci legge.
    Quindi, come vecchio giornalista, che ha diretto e fondato qualche rivista, non per spirito di solidarietà o di casta, ovvero di deferenza (Le assicuro) nei confronti del Direttore e Fondatore di “Giglionews”, entrando nello specifico della sue obiezioni, non posso esimermi dal farLe rilevare che, per prassi e, per etica professionale ed editoriale, consolidata, da quando esiste libertà d’espressione, in una rubrica che si titola, emblematicamente “Dite la vostra”, il responsabile del “Palinsesto”, mentre non può “tirare le orecchie” a chicchessia per le opinioni che esprime e per come le esprime, può, invece, ben censurarlo se usa linguaggi offensivi o blasfemi, ossia contrari al comune, corretto e rispettoso modo d’interloquire tra persone che si confrontano, pur avendo opinioni diametralmente opposte.
    Così come può, se lo ritiene opportuno, nel caso abbia approfondite conoscenze della materia in discussione, esprimere, a sua volta, un’opinione.
    Del resto, dal confronto dialettico, a prescindere dal fatto che, tra i contendenti, ci sia o meno chi gabelli le proprie opinioni, esclusivamente “solipsistiche”, per fatti oggettivi, chi legge, un’idea in proposito, sugli argomenti trattati, bene o male, se la fa, predisponendosi ad affrontare la questione, specie se lo riguarda direttamente, fruendo del cosiddetto “beneficio del dubbio”, virtù prettamente laica, come per primo, in assoluto,ebbe ad asserire Giovanni Spadolini, al termine di un convegno politico, tenutosi presso la Camera di Commercio di Siena e da me organizzato.
    Tant’è che, mentre il signor Brizi, mi aveva, pressoché convinto del Linux, quale “sistema”, immune da difetti o condizionamenti di sorta, dopo che ho letto la Sua, diversa, opinione, ho deciso, appena posso, di documentarmi meglio in proposito. Abbia i miei distinti saluti.

  2. Redazione GiglioNews

    Se la rubrica si chiama “Dite la Vostra” è implicito che gli argomenti al suo interno siano punti di vista parziali e non verità assolute. Così come per la moderazione dei commenti, ci permettiamo di censurare soltanto le volgarità o le illazioni che possano avere implicazioni giudiziarie.
    Non avendo la competenza su ogni argomento, per quanto ci riguarda potrebbe pure, paradossalmente, risultare corretto ciò che scrive il sig. Brizi e falso ciò che scrive lei!
    Per questo lasciamo i lettori liberi di “dire la loro” e gli altri lettori di smentirli attraverso i commenti o pubblicando addirittura un post nel senso contrario.
    La chiudiamo qui scusandoci addirittura per esserci intromessi in una discussione basata esclusivamente sui punti di vista (errati, falsi, corretti e veritieri) dei nostri lettori.

  3. Seppur condivido la libertà di pensiero mi permetto di contestare questo tipo di politica giornalistica.
    Quando si parla di opinioni non si discute ma quando entrano in gioco i fatti non si può indulgere. Queste sono notizie false, non opinioni, e come tali dovrebbero esser tolte.
    Ergo, dovreste moderare questa rubrica come fate con i commenti.

    Cordiali saluti,
    Giuseppe Fabiano

  4. Redazione GiglioNews

    Replichiamo brevemente al sig. Fabiano che, tra le altre cose, puntualizza “… un giornale dovrebbe riportare informazioni (possibilmente veritiere) senza cadere in opinioni personali e, soprattutto, mantenere un livello di scrittura formale e con la giusta punteggiatura …”
    Vogliamo precisare che il post in questione è all’interno della rubrica “Dite la Vostra” e pertanto espressione libera del pensiero, più o meno condivisibile, di ogni lettore che voglia esprimere un suo punto di vista.
    Le notizie in questa rubrica, in quanto opinioni a firma dei lettori, non vengono verificate dalla redazione come invece avviene per ogni singolo argomento presente in Prima Pagina.

  5. Vorrei che prendessi questo commento come una critica costruttiva e non distruttiva.
    Premesso questo vorrei farti notare che un giornale dovrebbe riportare informazioni (possibilmente veritiere) senza cadere in opinioni personali e, soprattutto, mantenere un livello di scrittura formale e con la giusta punteggiatura.
    Adesso parliamo del contenuto. Intanto hai cercato più volte di avvalorare le tue tesi chiamando in causa “vari esperti” senza citare le fonti.
    Dal punto di vista tecnico hai affermato molte assurdità:
    1) “L’aggiornamento è venuto in ritardo ed il virus era già partito.” Falso, la maggior parte dei sistemi colpiti avevano installato xp, di cui la microsoft ha terminato il supporto l’8 aprile 2014. Per gli altri sistemi era uscita una patch a marzo 2017.
    2)”I sistemi operativi sono di due tipi principali, uno windows, modificabile in tutti i meandri, e Unix, non modificabile.” Falso, non mi sembra ci sia in giro il codice sorgente di windows (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Software_proprietario)
    3)”Windows si paga, Unix no. Siccome si paga, la gente è obbligata ad usarlo” Non ho capito
    4)”vede l’impegno del produttore dei sistemi operativi di rallentarli dopo due anni. Dopo due anni il vostro notebook diventa lento. Voi lo cambiate, convinti! Ma il vostro notebook non rallenta, lo fanno rallentare apposta.”
    Ma anche no, fonte!
    5)”il computer vi si spegne pilotato da remoto … mentre ci lavorate”
    Penso sia successo solo a te
    6)”Ed infine c’è Linux. Sempre Unix ma di pubblico dominio. Solido non modificabile, e gratis.” Sbagliato, GNU/Linux è un sistema Unix-like e per rendere meglio l’idea la sigla GNU sta per “GNU’s Not Unix”. È solido e modificabile(open source)
    7)”Non serve reinstallarlo e non serve aggiornarlo, soprattutto non si deve temere per i propri dati.”
    Niente di più sbagliato, GNU/linux insieme a Unix è un sistema molto stabile e sicuro ma va aggiornato! Soffre anche lui di exploit che mettono in pericolo l’integrità del sistema. Un esempio è Dirty Cow(https://en.m.wikipedia.org/wiki/Dirty_COW), una grave falla di linux che è stata attiva dal 2007 e che è stata scoperta nel 2016. La fortuna è stata che nessun malintenzionato se ne sia accorto prima.

    Tutto questo casino è stato causato dalla negligenza dei sistemisti delle varie compagnie (vedi Renault) che non avevano aggiornato i loro sistemi. Fine.

  6. Gian Piero Calchetti

    Gentilissimo signor Gian Luca Brizi, Buon giorno (a questo punto, non posso che darLe del Lei ed essere ossequioso).
    Sono perplesso e dispiaciuto, a parte l’uso, come asserisce, di termini “desueti” (ma, ognuno s’esprime come sa e può, alla stregua di come applica la punteggiatura, sempre che la conosca), che, a dire il vero, ho riscontrato , soltanto, nella parola “sesquipedale”, per il fatto che non sia riuscito a farmi capire, non ostante i miei 61 anni di giornalismo, di cui ben 53 da Professionista, mentre , per quanto mi riguarda, forse, con un po’ di presunzione, credo d’aver ben capito, condividendolo in pieno, quello che ha scritto Lei, nelle due “note”, di cui ci ha gratificati.
    Forse, l’altro giorno (15 di Maggio), mi sono dilungato troppo, ed ho così disperso e stemperato il “succo” di quel che volevo dire (del resto, anche le Sue considerazioni, nel primo e nel secondo caso, non sono state proprio brevi. Brevi, ad esempio, qual e’, invece, stata la “replica” alle mie, in quanto chiara, sintetica ed esaustiva, seppure, espressa in poche righe.
    Ragion per cui (a proposito, appunto, di termini desueti) e’ d’uopo, che Le risponda in modo chiaro e breve, se mi riesce, nella speranza di farLe intendere cosa avessi pensato.
    Dopo la sua prima “nota”, mi sono concesso del tempo, per riflettere, approfonditamente, sul fatto accadutoLe, a Grosseto, allo scopo di di spiegarmelo, per poterlo, poi, spiegare a Lei ed agli altri, numerosi, lettori di “GiglioNews”.
    Senonché, quando stavo per inviare la mia “mail” al giornale, ecco che Lei si fa vivo con un altro, meritevole, intervento, circa il ricatto cybernetico, messo in atto, in questi giorni, attraverso un potente virus, da abilissimi malfattori, particolarmente esperti del Settore “telematico”, a danno delle nazioni del mondo intero. E siccome, da quel che ha scritto, ho dedotto che, in fondo, le cause del “malessere”, per non dire di peggio, economico-sociale degli Italiani e della sciagurata gestione (come anche l’ultimissima inchiesta sta dimostrando) degli Immigrati, cui gli Italiani, ancorché, esemplarmente, accoglienti, cominciano a guardare con sospetto, collimano sostanzialmente, con quelle alla base del recentissimo “fatto” di cronaca, ho deciso di “compendiare” in un unico intervento di condivisione le mie considerazioni, in merito sia al primo che al secondo caso.
    in estrema sintesi, per non indurre equivoci su quel che penso, credo che un malinteso senso del Liberalismo, interpretato come Liberismo sfrenato, ha determinato, con il beneplacito, delle istituzioni, in Italia come altrove, le precondizioni perché, in assenza di regole e sanzioni, tempestive, cogenti ed adeguate, la cosiddetta “Legge del più forte” possa prevalere, in senso assoluto.
    Legge da cui discende il fatto che, mentre nel nostro Paese (cito una statistica recente), meno dell’8% della popolazione detenga l’80% della ricchezza nazionale, parimenti, a livello internazionale, il 5% ne detenga più del 50%. Con la conseguenza che chi, già forte, diventi sempre più forte, arrogante ed impositivo delle sue volontà e convenienze, gratificandone, immancabilmente, il tornaconto, a discapito di chi, già povero e marginale, diventa, inevitabilmente, sempre più povero e marginale,
    Questo al punto che, se non siamo ancora giunti alla situazione, di cui tratta “Grande Fratello”, di Orwelliana memoria, poco ci manca.
    Non e’ stato, forse, questo, a meno che non abbia preso “lucciole per lanterne”, il modo di fare delle due grandi società multinazionali d'”Informatica”, Microsoft e Windows, che Lei ha evidenziato, quando ha, addirittura, detto che “siamo gestiti come pecoroni e schiavi”?
    Ho finito, ma prima di congedarmi, con gli immancabili “Distinti Saluti”, Le chiedo, per favore, se, venendo al Giglio, con il computer portatile, ovvero con il fisso, privo di schermo, che reputo “pleonastico” e, quindi, surrogabile con altro, in suo possesso, potrò contare, non e’ una “captatio benevolentiae”, glielo assicuro, sulla Sua indubbia competenza, per applicarmi Linux e darmi le opportune spiegazioni sull’uso?

  7. Gian Luca Brizi

    Buongiorno Calchetti. Di solito non rispondo ai commenti. Uno dice la sua e gli altri commentano. Il fatto è che, scusi, ma non ci ho capito niente dal suo commento. Nulla di nulla.
    Volevo solo evidenziare come siamo “gestiti”. Come pecoroni e schiavi. Bastava che avessero detto: “tutti gli utenti Windows sono a rischio”. Se installate Linux siete immuni. E, con un libretto da 5 euro, imparate le tre semplici cose che c’è da sapere. Il vostro computer non rallenterà più. E’ molto più difficile imparare un nuovo antivirus che Linux. Siamo “gestiti” dai media. Come una mandria di bufali. Ma il suo commento non l’ho compreso proprio. Non riesco a leggere i suoi periodi lunghi, le sue virgole infinite, le sue parole, a volte desuete. Scusi.

  8. Gian Piero Calchetti

    Caro Gian Luca, già con il “resoconto”, relativo, all’incubo del posteggio all’uscita del supermercato di Grosseto, con tua moglie, chiusa in macchina, e tu , in allerta, per difenderla e difendere te stesso, dal rischio d’assalto, da parte di un extracomunitario affamato, avevi suscitato il mio interesse e le mie riflessioni.
    Tanto che avrei voluto scriverti per dirti che quello che tu avevi “provato”, altro non era che il risultato di una sciagurata politica o non politica, siccome sarebbe meglio dire, sull’Immigrazione. Per la quale, non bisogna e non si deve avere solo il cuore “aperto e solidale”, bensì, anche la testa sul collo, come si diceva una volta, perché, se solo si fa “accoglienza” e, poi, si lascia l’accolto abbandonato a se stesso, è come, ancorché volgarmente si dica, a Roma, “un cazzo e tutt’uno”.
    Ragion per cui, non ci si può aspettare altro, a meno che non lo si alloggi e lo si sfami, umanamente, in modo dignitoso, d’essere odiati e fisicamente a rischio d’aggressione.
    Purtroppo, caro amico del Giglio, siamo in mano a gente, parlo dei “politici”, che, fin’ora, ha impropriamente, guidato la “Res Publica””, vivendo sul giorno per giorno e gestendo quel poco di potere sperequato che riusciva ad arraffare, sia come persone che come partiti , senza mai imporsi ed imporre un “disegno” economico e di sviluppo sociale, programmato, quale , invano, ha chiesto, per anni ed anni, fino alla morte, un certo Ugo La Malfa , indicando come soluzione, quella che lui chiamava “Politica dei Redditi”. Sviluppo economico sociale, che, appunto, programmato, su basi di uguaglianza, di giustizia e di libertà comuni, avrebbe evitato la macroscopica discordanza tra entrate ed uscite, che s’evidenzia in un Debito pubblico, letteralmente “sesquipedale”, tutt’ora in crescita, che, mentre sottrae all’economia reale, risorse per lo sviluppo, al cospetto di milioni e milioni di disoccupati, soprattutto giovanili, parimenti, allarga, vieppiù scandalosamente, giorno dietro giorno, la forbice, oscena, tra ricchezza e povertà che, oltremodo, gia’ ci caratterizza.
    Ebbene, traslato questo sciagurato, quanto, irresponsabile, metodo di conduzione del Paese, che ci sta portando alla catastrofe, a livello di gestione del “fenomeno”, ormai endemico, dell’Immigrazione, per la quale non si programma nessun tipo d’integrazione, in termini di corrispondenza tra “costi e ricavi”, non solo non realizzeremo alcun tipo d’integrazione, ma, continuando ad accogliere disperati su disperati, senza sapere come dignitosamente inserirli, sommeremo la loro fame ed il loro disagio a quelli di milioni di disoccupati, diventati, ormai, endemici, con il rischio d’indurre, presto, ad eventi di vera e propria insurrezione, intesa come guerra civile.
    E questo precondizione rivoluzionaria, che, come Repubblicano e Mazziniano mi sento, senz’altro, di prefigurare , sia eticamente, che politicamente, è da intendersi come il frutto malsano d’un malinteso senso del “Liberalismo”, ormai largamente imperante in ogni settore della società.
    Liberalismo , che, anarchicamente, interpretato, come “fare il proprio comodo”, mentre, da una parte, ha visto lo Stato spossessarsi delle necessarie prerogative d’indirizzo globale dell’economia, nonché di quelle, correttamente, fiscali, atte a perequare, in termini generali, le condizioni di vita delle diverse componenti sociali, dall’altra, ha consentito ai cosiddetti “poteri forti” ed ai molteplici tipi di casta costituita, ogni e qualsivoglia colpo di mano, in termini di accumulazione di ricchezza, privilegi e franchigie, a discapito della generalità dei comuni cittadini, ma, soprattutto di quelli per i quali il lavoro è divenuto un’ingannevole chimera.
    Quindi, prima che tu mi chieda: “Ma, cosa mai c’azzecca, quale osservazione, in calce alla mia documentata relazione sul grave fatto di cronaca, relativo all’attacco cibernetico, di cui sono vittime circa 100 nazioni?”, ti dico, subito, in modo spiccio, a meno che non abbia interpretato grossolanamente quello che hai scritto, e che ritengo, addirittura, chiaramente, “rivelatorio”, sul complesso mondo dei computer e dei diversi sistemi d’utilizzo per avvalersene, che la società globale, nell’ambito d’un’economia globale, se i “presidi” di garanzia internazionale, universalmente costituiti, non imporranno, a salvaguardia dell’inviolabilità dei diritti d’ogni cittadino, rinverdendo i “fastigi” della loro originaria istituzione, nuove regole universali, cogenti, in chiave d’indirizzo e di comportamento, al cospetto di questo, lo ripeto, malinteso senso del Liberismo, identificato quale liceità di fare, sempre e comunque, il proprio comodo e, quindi, il proprio esclusivo interesse, alla faccia del prossimo, diventerà sempre più “sistema”, al limite della prevaricazione, e del ricatto, prevalere con ogni mezzo, come l’evento, di cui trattasi, conferma, da parte di chi detiene, sfacciatamente, sotto varie fattispecie, il “Potere reale”.

Lascia un commento