Una proposta: un ticket per chi sta in rada?

Una proposta: un ticket per chi sta in rada?

Vorrei porre all’attenzione di autorità portuali, politico-amministrative e cittadinanza le contraddizioni ed i nonsensi in cui incappano soggetti animati da pressappochismo e, solo perché sono buono, inesperienza.

Nella baia di Campese, nel rispetto di ordinanze e disposizioni varie, stazionano ancorati in mare massimo due pedalò per stabilimento (Meco e Carma), dal momento che dovrebbe trattarsi di natanti altamente inquinanti, nocivi e pericolosi presumo; mentre sabato 24 giugno, favoriti dal vento di scirocco, ho contato ormeggiati in rada 45, dico quarantacinque, barche medio-grandi ed enormi pari al traghetto, certamente di gente ricca, etica e responsabile che mai si sognerebbe di scaricare in mare wc chimici e robe varie, il tutto senza pagare un solo centesimo per lo stazionamento ed il disturbo arrecato.

Dubito fortemente che le attività commerciali del luogo abbiano un qualche beneficio da detta permanenza di qualche giorno in quanto non credo che facciano cambusa a Campese pertanto credo sia opportuno e doveroso far pagare un ticket per lo stazionamento in rada, senza eccedere ci mancherebbe, magari di soli 5 € a giornata che, essendo benestanti, non credo intacchi minimamente le loro finanze mentre sarebbero un beneficio per le magre casse Comunali dando pure un segnale di cura e controllo delle coste e, sia chiaro, parlo da turista innamorato cronico del Giglio senza alcun interesse personale.

Saluti, Giuliano Marchetti.

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4 commenti

  1. Sono trent’anni che frequento da diportista la magnifica isola e le sue rade, per favorire la fruizione dei servizi commerciali da parte di noi diportisti suggerirei di attrezzare un campo boe a pagamento e prenotabili a Campese ed a Cannelle tutelando fondali e poseidonia e garantendo la possibilità di un ormeggio sicuro e magari un approdo per i battelli di servizio (tender). Nella nostra vicina Francia che ha una tradizione diportistica molto più avanzata nei campi boe esistono servizi di consegna cibo a bordo e ritiro immondizia. Per quanto riguarda i prezzi, visto che l’ambitissimo posto in porto casta intorno ai trenta euro, direi che 15 Euro siano equi; impensabile tassare i “giornalieri”. Siamo tutti propensi (credo) a pagare ma con qualche servizio in più!!!

  2. Giuliano Marchetti

    Gent. Dr.Calchetti,
    alcuni anni fa sulla “la nuova Sardegna” lessi incuriosito una notizia che aggiornava il nuovo record di rifornimento del porto di Olbia, la barca di proprietà del magnate russo (Gasprom) imbarcò 400.000 litri
    di gasolio pagando il prezzo pieno alla pompa essendo di proprietà sua e non intestata ad alcuna società.
    80.000 € furono l’accise regionale incamerata da detto rifornimento dove ben 11 camion facevano la spola Porto Torres – Olbia, insomma per farla breve oltre 500.000 euro per un pieno.
    Credo che dietro queste realtà nessuno si scandalizzerà per un tiket di qualsiasi cifra venga stabilito e ovviamente congruo alle caratteristiche della barca da versare al Comune, a meno che come consuetudine più abbienti sono e più la manica è stretta ed il braccio corto confortato dal pianto cronico del “non se ne può più, basta dove andremo a finire” ovvero il pianto del ricco.
    La saluto con massima stima.

  3. Antonio Malanima

    Mi corre l’obbligo di ricordare che la zona franca tra lo stazionamento dei natanti e la riva è già stabilito dal Codice della Navigazione.
    Esiste poi il corridoio di lancio per permettere di entrare ed uscire traversando detta zona franca.
    Saluti

  4. Gian Piero Calchetti

    A suo tempo e più volte, a motivo del fatto che, il pomeriggio, “bavette” marroni di residui organici, o residui di cibo delle “barche” (si fa per dire) ormeggiate in rada, per stazionamento, ovvero per riparo dal vento, determinavano, sulla “battigia” di Campese, nonché sull’acqua prossima alla riva, , dove, per solito, si bagnano vecchi e bambini, accumuli di materiale inquinante, ho denunciato, sulla stampa locale, il fenomeno su cui scrive, in modo pertinente, il signor Marchetti. Fenomeno, da cui, come pure, in diverse occasioni, ebbi ad asserire, mentre modestissimi vantaggi addivengo all’economia locale, s’aggiungono, in base a quanto sopra, problemi d’igiene, nonché fastidiosi (a volte, addirittura, pericolosi) “”andirivieni”, di scialuppe a motore, dovuti a spostamenti ed attraversamenti della rada per fruire di migliori siti d balneazione, ove l’acqua è più limpida e cristallina, rispetto a quella a ridosso dei natanti, ovvero per scendere a terra per consumare un aperitivo od un caffè.
    Ebbene, in base a quanto detto e, soprattutto, facendo riferimento a quel che ha scritto il signor Marchetti, mentre ritengo che, a quelle imbarcazioni di stazza ragguardevole, sia che calino le ancore nella rada del Campese, per ragioni di sicurezza o per motivi, dati l’ambiente ed il paesaggio circostante, di “goduria” vacanziera, debba essere fatto obbligo di posizionarsi a debita distanza dalla riva, onde lasciare, per così dire, “mare aperto”, a chi entri in acqua, dalla spiaggia, per una nuotata pulita ed in piena sicurezza, reputo che il “ticket” di 5 Euro, anche solo facendo riferimento al costo d’una sdraio e d’un ombrellone, per chi non può consentirsi altro che la spiaggia, costituisca una “fetecchia”.
    Ragion per cui, suggerisco che debba essere portato, a prescindere dalla durata della “sosta” in rada ad un livello di almeno 10 volte di più, ossia, pari a 50 euro.

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