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La Minoranza sull’ecomostro di Giannutri ed il “condono” nel Parco

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COMUNE DI ISOLA DEL GIGLIO
GRUPPO CONSILIARE PROGETTO GIGLIO
GIANNUTRI, L’ECOMOSTRO E IL “CONDONO EDILIZIO” NEL PARCO

Qualche anno fa la stampa locale riportò a galla la vicenda dell’ecomostro dello Spalmatoio a Giannutri, uno degli abusi edilizi da sempre nel mirino di Legambiente.

In quella occasione (era il 2009) l’allora presidente del Consorzio Giannutri, Gabriele Scotto, affermava: «Il Sindaco Ortelli si è rimboccato le maniche cominciando ad affrontare, con impegno e sollecitamente, alcuni dei problemi che possono essere risolti nell’ambito delle sue competenze. In particolare è fermamente intenzionato a definire con la società Margutta la pratica di condono edilizio del famoso ecomostro che si trascina, stancamente, da oltre trentacinque anni”.

Sul tema venne presentata a suo tempo dal precedente Gruppo di Minoranza Consiliare una interrogazione al Sindaco ed all’Assessore all’Urbanistica dell’epoca (Vicesindaco Pellegrini), che non ha mai avuto risposta, per conoscere “…..se l’Amministrazione intendeva continuare a muoversi all’interno degli accordi stabiliti in passato, per quanto riguarda la definizione del condono edilizio Margutta Immobiliare nell’Isola di Giannutri, considerati gli aspetti complessi connessi con la pianificazione e la gestione del territorio, nella quale le esigenze di tutela e di conservazione della natura devono contemperarsi con quelle di sviluppo delle comunità locali, favorendo un “compromesso”, qualora ammissibile, che lo renda ampiamente accettato e condiviso dalla popolazione locale ……..”.

Solo per la precisione venne ribadito che l’iniziativa era finalizzata “……a tenere ben accesi i riflettori sull’Isola di Giannutri, per ottenere, dopo moltissimi anni, un intervento di riqualificazione del territorio conclusivo e definitivo, con l’abbattimento di alcuni volumi della società proprietaria, che è consenziente alla definizione…..”.

Nello stesso periodo (2009), l’allora Presidente dell’Ente ParcoNAT, Mario Tozzi, affermava che «La situazione rispetto ad allora (anni ’80) non è cambiata ed i fatiscenti immobili in cemento armato (circa 11.000 metri cubi), sono ben evidenti da oltre 20 anni nell’insenatura dello Spalmatoio a Giannutri, Isola che fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Delle costruzioni, iniziate negli anni ’80 senza regolare concessione edilizia dalla società Val di Sole e poi interrotte, rimangono oggi alcuni scheletri in cemento e qualche villetta in completo stato di abbandono”.

La risposta dell’Amministrazione Comunale sta tutta nella immutata odierna situazione rispetto al passato.

Nulla si è mosso rispetto alle affermazioni del 2009 e l’eredità ricevuta dal sindaco Ortelli del lavoro avviato diversi anni prima, non è proseguito con gli intenti già delineati, nei quali era prevista una procedura di demolizione, con riqualificazione ambientale, da sottoporre all’Ente Parco per l’approvazione prima del rilascio della concessione in sanatoria dato che, nella Conferenza dei Servizi del 9 settembre 2008 vennero già rilasciati dall’Ente PNAT e dalla Regione i pareri di competenza.

Otto anni di Amministrazione del Sindaco Ortelli di solo silenzio (o discussioni inutili) e niente più, ma che comunque dimostra chiaramente come una Amministrazione non può essere retta da chiacchiere e annunci mediatici ma abbisogna di fatti concreti e l’unico fatto concreto, purtroppo fino ad oggi sul tema, è un grave atto di negligenza nell’azione amministrativa e di disinteresse nei confronti del territorio e dei diritti dei cittadini di Giannutri e non solo.

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    Solo poche parole, in difformità rispetto alle mie abitudini, che mi vedono, com’è’, per solito, degli anziani, alquanto verboso e logorroico.
    Poche parole per dire che i tre problemi evidenziai in questo “palinsesto”: “ecomostro”, concessioni delle spiagge, nonché il sentiero di Giannutri, fanno capo ad un medesimo sistema di gestione della cosiddetta “Cosa Pubblica”, ossia quella di perseguire il “Proprio Comodo”, alla faccia dell’omogeneità delle regole e del rispetto della legge. Da cui, a mio parere, ovvero quello d’un Mazziniano iperconvinto, nonche’ di ex Addetto stampa, della L.I.D.U. (Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo), discende, in primis,, ovvero nel caso dei primi due, l’urgenza, pena la denuncia, da parte della Magistratura, per omissione di atti d’ufficio a carico dei Amministratori Pubblici, cui fanno capo, il “dovere” di provvedere, con la massima urgenza, ad abbattere l’eco mostro e riparametrare la superficie delle spiagge, e, per il terzo, l’omogeneizzare della prassi comportamentale tra le diverse isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
    E’, insomma, secondo me, l’ora di svegliarsi e di fare del diritto comune una salvaguardia per tutti e non lo “strame” per coltivare, al meglio gli egoismi e gli interessi dei furbi e “furbetti” di qualsivoglia fattispecie, che, in Italia, sembra abbiano trovato la “serra” ideale per crescere.

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