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C’ERA LA LUNA … Emozioni e ringraziamenti

C’ERA LA LUNA … Emozioni e ringraziamenti

Come nelle fiabe di “Le mille e una notte” le storie di chi ha vissuto quel lembo di terra tra la torre medicea, lo Scalettino e la costa ovest del Campese, sono tornate nella magia di una sera illuminata dalla luna, i cui raggi benevoli carezzavano un pubblico attento e composto seduto dove passi antichi e costruttivi hanno lasciato memoria.

Pescatori per eredità familiare, ma priva di rendita: ecco i protagonisti di una lunga saga andata avanti più di un secolo, che tornano all’ombra della meridiana con le loro battaglie contro il vento, i marosi, la fame, ma anche confortati da affetti e amore. Tornano condotti per mano da Gaetano, ultimo nipote che ha portato ai gigliesi le qualità del mare e della pesca sino alla pensione seguendo la strada della grande famiglia Pini, il cui capostipite fu Giuseppe detto Tuttompezzo.

“L’Ultimo pescatore del Trenino” è il titolo del libro presentato nella calda notte di luna piena d’agosto – edito dalla Casa Innocenti di Grosseto – che contiene tali storie e da me scritto con l’intento di approfondire il valore del “Mare” conosciuto da sempre come familiare che lambisce le coste isolane.

Il Mare è di più, molto di più.

I nostri antichi lo avevano capito e affrontato lavorandoci sopra come fa il contadino con la terra fresca e ricca di humus.

Il Giglio ha bisogno di attività stabili … Il Mare ha grandi risorse …

Potesse tornare il Mare di una volta!

“L’Ultimo Pescatore del Trenino tra storia, racconti e naufragi.”
Libro presentato dal sindaco dell’Isola del Giglio Sergio Ortelli, da Armando Schiaffino, storico locale, Stefano Innocenti editore e coordinati dal dr. Sandro Capitani, giornalista rai.

Ringraziamenti:
Per questa serata magica terminata con un brindisi di vino ansonaco – BUGIA – offerto dall’Azienda agricola di BIBI GRAETZ, ringrazio tutti: i relatori sopra citati; Gaetano Pini; le donne del Trenino (Lidia, Alberta, Teresa, Bianca, Pierina e Moma) Nildo e Giovanni, bisnipoti di Tuttompezzo; Sergio Giorgi che ha fatto da tramite per il passaggio di notizie e foto; Alvino Pini per “l’albero preistorico”, Duilio Barni per “l’albero genealogico” e la cara amica Ester Bertelli, anche questa volta preziosa presenza come impaginatrice-grafica.

Grazie al Comune di Isola del Giglio; al Circolo Culturale Gigliese; alla Pro-Loco; all’Agenzia Ammiraglio; all’Associazione San Rocco e alla premiata ditta – Forno di Cristina.

… e grazie a me, sempre emozionata quando parlo del Giglio e soddisfatta per questa ultima impresa letteraria portata felicemente a termine.

Giglio Campese: 5 agosto 2017
Palma Silvestri
Servizio fotografico di Sergio Giorgi
Foto in b/n del 1906 – interno della casa di Tuttompezzo – per gentile concessione del museo delle culture del mondo – Castello D’Albertis – comune di Genova

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    Complimenti, cara, bella e valente “Silvestra”. Forse, per ancor più impreziosirlo, a compendio del tuo libro sull’ultimo pescatore del Trenino, ovvero “Tuttompezzo”, a rimarcarne il contestuale attaccamento al mare ed all’isola, avresti potuto aggiungere il contenuto della lapide, apposta all’ingresso della Torre di Campese (non discosto dalla “Meridiana” di D’albertis), che, espunta dalle Epistole di Orazio (lib. I, epi. II, ver. 27), riporta queste parole: “CAELUM, NON ANIMUM MUTANT QUI TRANS MARE CURRUNT”.
    Quanto a Sandro Capitani, che, a quanto pare, ha presentato il tuo libro, sappi che è stato mio giovanissimo collaboratore (letteralmente alle prime armi), quando, stavo lasciando la Direzione Nazionale del P.R.I., del cui Ufficio Stampa ero Responsabile operativo, per approdare alla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue. Se si trova ancora sull’isola, salutamelo caldamente. Se, poi, una buona volta, avremo l’occasione d’incontrarci, ti racconterò un episodio, assai significativo, di cui fummo, in modi diversi, entrambi protagonisti, durante il Congresso del Partito, in quel di Genova, in occasione dell’arrivo della Delegazione ufficiale dei Radicali, guidata da Marco Pannella, che, al solito, per attrarre su di se’ l’attenzione dei delegati repubblicani, in funzione antilamalfiana (Ugo La Malfa), dimenticando d’essere ospite, si mise a distribuire un volantino contro l’Onorevole Aristide Gunnella, allora Sottosegretario alle Partecipazioni Statali, in odore di Mafia, facendo, letteralmente, “scoppiare” un “pandemonio”. Un abbraccio!

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