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Fondo Solidarietà: 572 Comuni pseudo-ricchi infuriati

FONDO SOLIDARIETA’: 572 COMUNI PSEUDO RICCHI INFURIATI

Si è tenuto ieri a Castagneto Carducci un incontro tra i rappresentanti dei 29 sindaci della Toscana coinvolti nel Fondo di Solidarietà negativo che da circa due anni protestano contro un meccanismo che toglie risorse alle piccole comunità e che, per assurdo, premia i comuni spendaccioni spesso costituiti dai Comuni grandi e/o capoluoghi di provincia.

La riunione è stata organizzata per fare un aggiornamento dopo gli incontri di Roma e per valutare le possibili misure da intraprendere per evitare che alcuni comuni possano entrare nella procedura di default.

Il sindaco di Castiglion della Pescaia, Giancarlo Farnetani, referente ANCI Toscana per la questione ha dato un’informativa dell’incontro con il sottosegretario Boschi e con il responsabile SOSE Marattin, di due settimane fa, secondo indicazioni che avevamo ricevuto durante vari incontri con persone vicine al Governo.

Intanto facciamo un po’ di chiarezza per meglio comprendere la materia del contendere.

Il Fondo di Solidarietà Comunale è (un prelievo dello Stato) nato come strumento di perequazione orizzontale al fine di superare, nel cammino verso il federalismo fiscale, i trasferimenti dal livello nazionale agli enti locali. Il suo meccanismo di funzionamento prevede un prelievo statale di una percentuale del gettito IMU del comune ad aliquota standard (pari al 22,43%) finalizzato ad alimentare un fondo e redistribuire le risorse prelevate dallo stesso al fine di perequare le differenze in termini di capacità fiscale. La redistribuzione del fondo così accantonato, tecnicamente chiamata “perequazione”, sottrae ancora risorse, maggiori del precedente prelievo percentuale, che oramai da qualche anno mette in crisi la tenuta dei bilanci comunali. Per questi motivi alcuni di questi (572 in Italia per la precisione, ma non tutti), definiti erroneamente comuni con notevole capacità fiscale, e quindi “ricchi” agli occhi dello Stato, stanchi di subire prelievi sulle entrate, da tempo si riuniscono per valutare i tagli e per decidere quali iniziative intraprendere per modificare un meccanismo oggi considerato perverso e convincere il legislatore ed il Governo a cambiare rotta.

Dicevamo, al momento sono 572 i comuni “turistici” in Italia coinvolti nel FSC negativo; in Toscana sono 29 (2017). Se escludiamo Rosignano sono tutti comuni al di sotto dei 30.000 abitanti. Quindi è evidente che ai grandi comuni (ovvero i grandi bacini elettorali) è consentito sforare nei bilanci tanto poi interviene lo Stato a pareggiare i deficit.

Dall’incontro di Castagneto Carducci sono emerse alcune idee che verranno portate ancora una volta all’attenzione degli organismi ministeriali competenti ma ovviamente non potranno esistere pretese data l’inconsistenza dei numeri costituiti dai piccoli comuni. La prossima legge di stabilità è l’ultima opportunità che abbiamo per introdurre le variazioni considerando che il sistema andrà a regime nel 2021.

Intervenire nel DEF 2018 è l’ultima possibilità che è sul tavolo per modificare il meccanismo. ANCI purtroppo non sta sostenendo i piccoli comuni tanto che una delle opzioni pensata potrebbe essere un’uscita eclatante dall’associazione che sotto sotto protegge i grandi comuni cioè i comuni che speculano con i nostri soldi.

Il primo problema è l’ANCI, quindi. Il secondo è che molti sindaci coinvolti non si rendono conto della gravità del problema e pertanto non partecipano a costituire un gruppo coeso e forte. Ma per il bene dei nostri comuni dovremo essere tutti presenti.

Al prossimo aggiornamento.

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