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Addio a Puny, ristoratore di Portofino con il Giglio nel cuore

Addio a Puny, ristoratore di Portofino con il Giglio nel cuore

E’ morto la notte tra il 13 ed il 14 Ottobre in una clinica genovese, vinto da un male che lo aveva segnato, il mitico Puny, uno degli ultimi personaggi di Portofino.

Luigi Miroli, 82 anni, era il titolare del ristorante che con gli anni ha sostituito il suo nome di battesimo. Puny vuol dire “piccolino” in genovese, ma quel locale si è fatto grande per tanti personaggi famosi: Denzel Washington, Magic Johnson, Steven Spielberg, Elton John, per citarne alcuni. Teste coronate, personalità della moda, della finanza, dello sport. E soprattutto Silvio Berlusconi, suo grande amico. 

Puny era un portofinese doc che aveva nel suo cuore la nostra isola sulla quale nella giovinezza aveva trascorso mesi interi nel periodo della caccia. Ogni volta che un gigliese si recava nel suo locale tirava fuori dalla sua tasca una foto di cui andava orgoglioso che lo ritraeva al Giglio in compagnia di Abramo Stefanini, Trento Modesti ed Ivano Scotto.

Vi proponiamo di seguito le toccanti parole con cui il suo amico Michele (Lino) Vernazza lo ricorda sulle pagine di LevanteNews:

“Avrei desiderato davvero tanto non dover scrivere queste righe ma, purtroppo, a certe chiamate, nessuno può sottrarsi!
Che dire di una persona come Puny senza essere riduttivo?
Chi ha avuto il privilegio, come me, di conoscerlo appieno sa quanto fosse sconfinata la sua generosità, indistruttibile l’energia che profondeva nel suo lavoro.
Aveva, nel tempo, saputo creare un’attività che ben presto ha varcato i confini di Portofino, della Liguria, dell’Italia tutta e, così, nel mondo, oggi, al nome di Portofino, grazie a lui, si associa quello di Puny.
Molti sanno che, anno dopo anno, da tutto il mondo tornavano a trovarlo tantissimi amici, nobiltà e teste coronate, al vertice di imprese ed attività prestigiose che ne apprezzavano le doti umane, la simpatia, l’allegria, l’innata predisposizione al rendere le persone a proprio agio coinvolgendole in serate indimenticabili ed indimenticate.
Il ristorante è così divenuto nel tempo centro di riferimento di un’elite che qui si trovava a casa e si riconosceva.
La malattia, subdola ed implacabile, si è fatta rapidamente strada sino ad un epilogo così repentino che anche in questo assomiglia a quello che lui era: tutto di fretta, senza respiro….
Io credo si debba riconoscere ed ammettere che oggi Portofino è più povera ed ha perso una delle figure più carismatiche e note.
Mi restano, per mio grande privilegio, chiusi nel prezioso scrigno della mia memoria tantissimi bei ricordi di momenti spensierati, di serate felici, di giornate emozionanti a caccia all’Isola del Giglio o di serate trascorse nella casa degli Olmi davanti al camino con i nostri rispettivi figli ancora piccoli.
Per questo e tanto altro ancora io lo ringrazio e mi auguro che il trapasso sia stato per lui lieve come meritava fosse.
Ad Andrea ed a Vanna, corre il mio pensiero nella speranza che riescano a superare questa sofferenza e possano resettare in fretta la loro vita.
Loro sanno che io sarò vicino con il cuore e non solo e farò tutto quello in mio potere nel caso ne avessero bisogno.
Arrivederci Puny e grazie per tutto quello che mi hai insegnato e dato.”

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Un commento

  1. Michele (Lino) Vernazza

    Desidero ringraziare per l’evidenza che avete dato alla scomparsa di Puny.
    Persona straordinaria che amava il Giglio e spesso mi manifestava l’idea di tornarci a trovare i tanti amici che si era creato nei soggiorni passati.
    Il destino, troppo spesso, interrompe bruscamente i nostri sogni….
    E’ per questo, forse, che inconsapevolmente, lui ha accelerato la sua vita in ogni attimo in cui l’ha vissuta buttandosi sempre oltre l’ostacolo con determinazione ed intensità.
    Un caro saluto all’Isola del Giglio dove anch’io conservo amici e di cui, lucidamente, mantengo viva la memoria di tanti giorni felici che vi ho trascorso.

    Michele (Lino) Vernazza

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