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In ricordo di Mario d’Abà

In ricordo di Mario d’Abà

Ieri, 29 dicembre, è morto Mario Bancalà, detto d’Abà, che era il padre.
Aveva 90 anni. Condoglianze ai figli e alla famiglia.

Con Lui si spenge una voce a tutto tondo. Come l’isola.
Una voce che sapeva di vento pungente; diretta come la pioggia; aspra e sincera come il vino che ricavava dalla vigna.

La sua figura per me era garanzia di appartenenza allo stesso vissuto; stesso linguaggio.
L’uomo parlava ed io sentivo rafforzare un filo.

In un famoso romanzo ho letto di una particolare disposizione vigente nella marina inglese secondo cui tutto il sartiame della flotta – dalle funi più grosse alle sottili – era interamente intessuto d’un filo rosso che non si poteva districare senza disfare tutto, e, dal quale anche il frammento più piccolo, riconoscibile, era riconducibile a quello Stato.
E proprio un filo formato da figure, avventure, amori intrecciati in paesaggi conosciuti, oggi si interrompe.
Ma non si spezza.

Ho perduto un amico dalla fune grossa e mi permetto di appartenere al piccolo frammento così da non disfare la storia che lega come una malìa noi isolani vicini al mare. O lontani.

Palma Silvestri (della Barroccia)

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3 commenti

  1. Cecilia Schwarz

    Grazie Palma per le tue belle parole
    e grazie a tutti coloro che ci sono stati vicino in questo triste momento.

    La famiglia

  2. Gian Piero Calchetti

    Deve essere stato, veramente, un grande uomo, questo signore che si e’ “spento” per aver ricevuto “encomi” come le parole che “Silvestra” gli ha riservato e che mi piacerebbe mi fossero riservate tali e quali., allorché verrà, forse presto, il mio turno. cosi’ come vorrei fossi pianto dalle mie figlie e dai miei nipoti, alla stregua di come ha fatto, coi suoi splendidi versi, Cecili Schwarz.
    Da parte mia, che non l’ho conosciuto, un semplice che “Gli sia lieve la terra che ricopre le sue spoglie mortali ed assai accogliente, per la sua anima, come sembra abbia meritato, il Paradiso in cui, certamente gia’ si trova!!”

  3. Per nonno Mario

    Una fiammella si spegne,
    un’altra si accende,
    un pianto, un conforto,
    una carezza …
    le lacrime scendono
    copiose, salutando un’anima
    che, leggera come una
    piuma, sta volando via.
    Camminando pensosi si
    pensa … pensa alla persona
    a noi cara che ha appena
    lasciato il nostro mondo e
    speriamo, in cuor nostro che,
    finalmente, abbia trovato
    la pace a lungo desiderata.
    La vita è come un fiore, nasce,
    cresce, fiorisce e poi
    inevitabilmente appassisce,
    morendo. La differenza è che,
    nella vita umana ci sono
    pensieri, emozioni e momenti
    che un fiore non potrebbe
    mai provare. Quando un fiore
    muore nessuno lo piange
    e in primavera subito un altro
    prende il suo posto.

    Cecilia Schwarz

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