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Carte, contanti ed evasione fiscale

Carte, contanti ed evasione fiscale

Ho letto, giorni addietro, un articolo di un giornalista che riportava delle frasi di un politico, il quale sottolineava che per combattere l’evasione fiscale dovremmo pagare tutti con le carte bancarie, perciò eliminando il contante si eliminerebbe l’evasione fiscale.
Come sempre considero questi articoli assurdi e completamente fuorvianti.
Ma la vera mazzata per gli esercenti è la percentuale da pagare per ogni transazione fatta con bancomat o carta di credito. Già, per ogni cliente che sceglie di pagare con carta c’è un negoziante che versa un “dazio” a un istituto di credito. A quanto ammonta? Circa il 2,5% della cifra pagata con carta di credito e circa l’1,9% se si paga con un bancomat. Già questo farà lievitare i prezzi. Chi pensa che sia poco il 2,5% provi a sommare il tutto non solo ma quando devi pagare le tasse il famoso dazio non viene conteggiato nella dichiarazione dei redditi. Dopo incominciamo a valutare le situazioni di tutti i giorni, il bambino che entra dal gelataio per comprarsi un gelato deve avere la carta di credito? poichè è in valutazione di imporre ai commercianti anche spese minime di 5 euro, tutto questo diventa ancora più assurdo. L’anziano che compra abitualmente poco, giornalmente deve avere oltre alla carta di credito una buona memoria, oppure segnarsi in bella vista il famoso PIN. L’evasione non si combatte così, si combatte diminuendo le tasse, permettere che alla fine del mese restino soldi nel borsellino sia del commerciante che del cittadino. Quando il costo della vita supera il guadagno mensile qualcosa non funziona. Le tasse ormai tra dirette e indirette sono arrivate al 67% solo le dirette variano tra il 50% e il 50,2%.
Come è pensabile di non alimentare l’evasione quando non solo paghi quelle cifre, ma nel caso italiano non puoi portare in detrazione le spese vere e reali il cibo, la benzina, il canone d’affitto non comprende nemmeno una delle mensilità, un canone d’affitto di 750 euro mensili la detrazione è di 299 euro. le spese mediche salvo diverse situazioni 199 euro, le spese di luce e gas per il comune cittadino non sono detraibili. tutto questo non è che avvantaggia il libero professionista o il commerciante che può portare in detrazione soltanto l’iva. Perchè tutto questo oggi? Semplice stiamo per entrare in una nuova stagione, come sempre avremo discussioni sul caro vita dell’isola confrontandola con altri luoghi turistici. Vorrei che si riflettesse che la colpa purtroppo non è ne del commerciante, dell’agenzia che fornisce servizi, dei costi che alcuni considerano esosi, poi per l’amor di dio ci sono quelli che usano e abusano della loro singolarità sull’isola, ma non facciamo di tutta un’erba un fascio, basterebbe che chi fornisce dei servizi controllasse le persone a cui li fornisce, ma questa è un’altra storia. L’evasione è il risultato di una cattiva gestione da parte di uno stato che nell’ultimo trentennio ha cercato solo di soddisfare pochi a scapito dei molti.

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8 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    Caro dottor Marchetti, innanzi tutto, La ringrazio per i suoi apprezzamenti in merito a quanto scrivo. In secondo luogo, precisazione per precisazione, ritengo utile chiarire, nel caso avessi indotto equivoci in merito alla mia opinione, che la mia posizione non e’, affatto, a parte le mie personali riserve ad usarla, contraria alle varie carte elettroniche, atte ad effettuare qualsivoglia pagamento, cosi’ come non e’ favorevole, in assoluto, all’uso del contante. Sia le carte che il contante sono utili e funzionali a pagare certi servizi ed a soddisfare certe esigenze. Insomma, come dicevano i Romani; “In medio, stat virtus!”. Lasciamo agli Italiani, quindi, la possibilita’, secondo quanto prescrivono le norme ed i limiti in materia, di pagare come preferiscono, ovvero, come più torna loro comodo, avendo sempre ben presenti, le differenze di classe sociali, le abitudini consolidate e, soprattutto, l’eta’, che, al riguardo, fa molta differenza. Questo, infine, senza agitare “spaventapasseri” quali il rischio di favorire, attraverso il contante, l’evasione fiscale, per la quale, semmai, da altri Stati, come ad esempio gli U. S. A., chi ci governa dovrebbe adottare “metodi e sanzioni”, ivi compresa la galera, che, tra gli esempi storici, annovera la sorte di Al Capone, finito, appunto, in carcere, non per i suoi efferati e molteplici delitti, bensì per avere, semplicemente, eluso il Fisco. Cari saluti e non me ne voglia!

  2. Giuliano Marchetti

    Gent.Dr.Calchetti volevo solamente far presente che in un pacchetto di sigarette vuoto entrano svariate migliaglia di euro (dicono tra i 20 e 30.000) da traslocare allegramente e contemporaneamente ho notato che in Svizzera si acquista il giornale con carta di credito senza stupore e meraviglia, pertanto prendere esempio da terzi dove le cose funzionicchiano discretamente non sarebbe male.
    A ben guardare da noi per tante persone lo sport principale della giornata sta tutto sul come mettere un nuovo corno alla moglie, ma in primis e molto più rilevante come evadere e fregare il fisco.
    Cordiali saluti e massimo apprezzamento per i suoi scritti.

  3. desidero rispondere sia al sig.Fenigli che al sig. Marchetti.
    Sig. Fenigli l’uso delle carte elettroniche non deve essere primario in una società, se così fosse non pensiamo alle varie zecche in giro per il mondo, che facciamo le chiudiamo tutte? quanto all’uso da parte di persone anziane e altro come lo risolviamo, gli compriamo uno smartphone abbiamo risolto il problema. già non riescono nemmeno ad usare il cellulare figuriamoci il resto. Non diamo per scontato che il costo resti a questi livelli, un domani essendo l’unica forma di pagamento le banche si metteranno d’accordo in toto e addio al gioco del ribasso che stà avvenendo in questi ultimi tempi.
    Sig Marchetti veramente lei crede che le carte elettroniche risolveranno il problema evasione, droga e tutto il resto? ha mai sentito parlare di metalli preziosi, pietre preziose o altro, facilmente acquistabili con carte di credito e facilmente “spacciabili” per pagare droga, pizzo, usura. Sembra assurdo ma se in tasca ai lavoratori dipendenti, commercianti e altre categorie, restassero più soldi, mi creda sarebbero in pochi ad evadere. lei parla dei commercianti evasori, sa quanti lavoratori dipendenti da altre ditte o aziende fanno lavori al nero? questo danneggia l’economia, le aziende e i lavoratori stessi, che usufruendo di lavori non giustificati, non possono nemmeno detrarre le spese. E’ un circolo vizioso, ma il male è nell’esosità delle tasse che paghiamo non nel contante rintracciabile o meno da parte dello stato. Comunque vi ringrazio di aver partecipato alla discussione, a qualcuno almeno interessa il nostro futuro.

  4. io voglio solo vedere un bambino di 6 anni al bar dell’oratorio che compra 2 € di caramelle e che le paga con carta di credito o bancomat……siamo al ridicolo…ricordiamo che se la mia banconota da 50€ passa di mano 100 volte, il suo valore è sempre di 50 €…….provate a fare voi 50 transazioni con carte di credito o bancomat e vedere se il valore è sempre lo stesso…..ovvio che le banche ci guadagnano un botto di soldi…..

  5. Gian Piero Calchetti

    Gentile signor Marchetti,siccome dicevano i Romani “In medio stat virtus!”. nessuno, si augura, tanto meno il sottoscritto che non e’ un “luddista” si augura che venga abolita la cosiddetta “carta elettronica”, ma, neppure, come Lei, invece, sembra sperare, l’uso del denaro contante. Denaro contante che, tra l’altro, nessuna nazione modernamente organizzata ed evoluta, ha cancellato o prefigura di cancellare. Basta il giusto contemperamento. Del resto, mi consenta di farle notare, in veste di Giornalista e di Sindaco revisore dei conti, che l’uso del contante, sia nelle normali transazioni commerciali, sia nei rapporti con le banche, è assai contingentato e regolato. Stia pure tranquillo che il normale uso del contante, con i suoi attuali limiti, non è lo strumento con cui si possa evadere il fisco, specie nella misura che “accusa” il nostro Paese. Paese che, al cospetto di altri stati similari vanta il peggior record negativo, in quanto, fa male e poco uso dei controlli indiretti della spesa e del patrimonio del cittadino, al cospetto del “tenore” di vita, accertando se corrisponda o meno a quanto evidenzia la “Denunzia dei redditi”.

  6. Giuliano Marchetti

    Spero vivamente come sostiene il Dr.Paolo Fenigli che finalmente il futuro ci investa e magari portandosi via definitivamente l’evasione fiscale, pertanto sarei ben favorevole alla dismissione della moneta contante.
    In Stati più dinamici pure il giornale e le sigarette si acquistano con carta di credito e da come sembra sopravvivono pure bene. Il problema dei costi di gestione è tutto da trattare ed i POLITICANTI sarebbe bene che al posto di occuparsi del loto tornaconto elettorale (si sono buono) imponessero LACCI e laccetti ai signori banchieri. Se poi qualcuno abituato ad evadere le tasse, dal momento che c’è pure chi lo giustifica apertamente, non si trova daccordo e la cosa non piace perchè si sente limitato nella sua attività di evasore … pazienza. Chi vive di reddito da dipendente e/o pensione, pertanto costretto a pagare fino all’ultimo centesimo di tasse, vede questo provvedimento come la panacea di parecchi mali.
    Per fare un esempio semplicissimo vorrei vedere come in assenza di moneta si farebbe pagare uno spacciatore o gli addetti al mercato della prostituzione. Pertanto il provvedimento colpirebbe la malavita e non gli onesti commercianti e tutta la libera professione in quanto bravi e scrupolosi contribuenti.

  7. Gian Piero Calchetti

    Gentile signor Fenigli, senza vole fare il difensore d’ufficio della signora Franca Melis, che, tra l’altro non ne ha affatto bisogno, mi consenta di farle rilevare che i suoi riferimenti a quel che avviene nel mondo, che lei sottintende come più evoluto, non sono veri del tutto perché in quel mondo, non solo il “contante”, continua ad essere d’uso comune, ma per controllare e stroncare l’evasione fiscale, non fa esclusivamente uso della tracciabilità. a parte questo, non mi pare che la saggia signora, abbia solo evidenziato alcune “disfunzioni” dell’uso che si fa dei nuovi sistemi di pagamento, tra l’altro, alquanto ostici, sopratutto, per le persone anziane. Questo mentre, di converso, Lei, come “bancario”, mi pare, con un certo spirito di parte, non consideri, nemmeno lontanamente, che qualcuno, anche a prescindere dalla problematicità d’approccio, di alcune classi sociali, che l’uso del contante, storicamente pratico ed acquisito, come metodo di pagamento, costituisca un diritto irrevocabile. Al riguardo, mi piacerebbe sentire il parere d’un costituzionalista nell’ipotesi ne venisse, per assurdo, proibito l’uso. io, ad esempio, sarei il primo a ricorrere alla Corte costituzionale, perché da tempo, ho dismesso ogni strumento elettronico di pagamento, a ragione del fatto che, m’e’ parso di capire che, a differenza del blocchetto d’assegni e del contante, che implicano opportune riflessioni, in termini di disponibilità pratica e di “copertura”, sull’opportunità o meno di sostenere una spesa, inducano ad una certa “disinvoltura” negli acquisti, salvo, poi, a consuntivo, fare i conti!

  8. Buonasera Sig.ra Melis,
    solitamente non commento gli articoli, ma stavolta – da bancario – trovo giusto fare alcune precisazioni.
    Quanto riportato dal giornalista che lei cita viene dalla mera osservazione del mondo che ci circonda.
    E’ opportuno ricordare che il denaro contante è un titolo “al portatore” pertanto non tracciabile. In Italia ancora abbiamo un utilizzo elevato dei contanti e risultano potenzialmente non tracciabili tutte le transazioni effettuate con questo sistema di pagamento.
    Nel resto dell’Europa e nelle parti del mondo più evolute (USA, Giappone, EAU, ecc.) le transazioni commerciali sono regolate per moneta elettronica (Carta di credito per la maggiore) e risultano pertanto tracciabili.
    In aggiunta a quanto sopra, l’utilizzo dei sistemi elettronici ha portato ad una diminuzione considerevole del costo di transato. In Italia questo processo è all’inizio; il costo di transato si aggira sullo 0,50% sul bancomat e 1,20% sulle carte, ma i contratti già prevedono un sistema di riduzione del costo all’aumentare dell’utilizzo.
    In ultimo una considerazione sul futuro che ci attende; mentre noi Italiani ci stiamo approcciando all’utilizzo delle carte, il Mondo già utilizza i sistemi di pagamento collegati ai nostri smartphone (ApplePay, GooglePay, SatisPay), sistemi per i quali possiamo prevedere una veloce diffusione anche perchè hanno costi veramente risicati (esempio: 0,20 cent per transazioni fino a € 10,00, nessun costo per transazioni di costo superiore).
    Non rimane che attendere, il futuro ci investirà.
    Cordiali Saluti
    Paolo Fenigli

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