LA PAROLA D’ORDINE E’ … TAGLIARE

ISOLA DEL GIGLIO
L’Amministrazione Brothel si è contraddistinta, si può dire sin dai suoi primi vagiti, per una spiccata predisposizione  al taglio. Cercherò di menzionare le numerose amputazioni e soppressioni in ordine cronologico:

Primo taglio, non proprio indolore, immagino, e certamente molto traumatico, anche dal punto di vista psicologico, quello riservato, a partire dall’estate 2004, agli attributi maschili di tanti poveri felini.

Secondo taglio, meno doloroso dal punto di vista fisiologico ma certamente più drammatico sotto l’aspetto sociale, oltre che particolarmente nocivo all’immagine di chi governa, quello riservato all’occupazione ed in particolare ai dipendenti del CO.SE.CA.. Risultato: tre persone a spasso ed il sudiciume che regna sovrano, in perfetto regime di par condicio, sia al Castello che al Porto. Trattamento privilegiato invece al Campese, dove nemmeno la residenza di due assessori, tra i quali quello all’ambiente, riesce a garantire la rara apparizione di una creatura, che un Darwin redivivo avrebbe sicuramente catalogato fra quelle in via di estinzione: lo spazzino!

Terzo taglio, quello effettuato alla palestra-teatro, sacrificata per una promessa elettorale fatta a pochi che però penalizza tanta parte della cittadinanza, soprattutto quella costituita dai giovani e dagli alunni delle scuole.

Quarto taglio, che questa volta ha colpito il progetto di ristrutturazione della scuola media di Giglio Porto: nonostante il bisogno urgente di interventi di sistemazione e messa a norma, i lavori relativi al progetto redatto, per un importo di 650.000 euro, dall’Architetto Mecarozzi per la precedente Amministrazione, sono stati differiti, nella seduta di consiglio per l’approvazione del bilancio di previsione, all’esercizio finanziario 2007.

Quinto taglio, quello effettuato alla pianificazione dei parcheggi di Castello e Porto, questa volta dovuto probabilmente all’incapacità di attuare le giuste procedure necessarie a rendere cantierabili i due progetti indispensabili alla vivibilità dei suddetti centri abitati.

Sesto taglio, quello dell’allungamento del Molo Rosso e della previsione di sviluppo portuale, opere indispensabili ad offrire un’ipotesi di futuro ad un’isola che, anche dal punto di vista turistico, si aspetta delle risposte ormai indifferibili. Opere, è il caso di aggiungere, in grado di offrire un minimo di speranza ai Gigliesi che, sempre più spesso, infreddoliti, imbufaliti e imprecanti, aspettano, vagando allo sbando come anime in pena, la partenza dei traghetti che si fermano per un po’ di tramontanella. Infrastrutture queste che purtroppo sono state sacrificate sull’altare dell’ambientalismo fondamentalista, ipocrita e peloso di chi da un lato non vuole deturpare la cartolina di Giglio Porto, sia pure a vantaggio della comunità, ma dall’altro non esita a fare scempio, per fini meramente personali, della cartolina del Fenaio, piazzando nel proprio terreno una bella baracca di lamiera (beninteso verde!).

Ultimo e recentissimo taglio, che un’Amministrazione, che si proclama attenta e sensibile alle problematiche ambientali, non avrebbe dovuto nemmeno immaginare, è quello di pioppi e pini, oltre ad un cipresso secolare nel cimitero del Castello. Tutti hanno potuto vedere in questi giorni le motoseghe in azione a Giglio Campese per rimuovere, come poco credibilmente sostiene il buon Peppetto, ultimamente particolarmente solerte nel correre in soccorso dell’Amministrazione Comunale, chissà quale incombente pericolo per l’incolumità dei cittadini. A me pare piuttosto che si sia eliminata, con un atto vandalico, la preziosa ombra, nell’assolato Campese, di piante che oltretutto, essendo a debita distanza dalle abitazioni, non potevano neppure lesionare muri o marciapiedi; forse il motivo vero è da ricercarsi nel fastidio che specialmente i pioppi, magari nei giorni di scirocco primaverile, potevano arrecare, con il tipico laniccio della fioritura, a qualche personaggio particolarmente sensibile e topograficamente ben individuabile.

Per concludere, fra bisturi, impietose delibere, inconcludenze varie e ultimamente seghe in azione, questa amministrazione rischia di passare alla storia proprio per non aver fatto… niente! Per l’appunto… 

Giacomo Landini

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