Scusate l’anacronismo dell’argomento, specialmente in un momento così “caldo” e denso di problemi più o meno importanti. Non voglio approfittare di questo giornale per esternare il mio punto di vista  riguardante la realizzazione  o no del piano di recupero a Giglio Castello della zona ex pizzeria “Santa Lucia”, sia perché non importerebbe a nessuno, ma soprattutto farei irritare da una parte, i proprietari degli immobili interessati al realizzo del piano, dall’altra chi vorrebbe invece che rimanesse tutto com’è, anzi demolendo il precario dell’ex pizzeria “Santa Lucia”. La mia considerazione è un’altra e cioè se venisse realizzato questo piano di recupero, direzione in cui sembra orientarsi l’amm.ne com.le, perché non includere il fabbricato attiguo dove adesso si trovano  due negozi, vedi foto;  è uno degli immobili che meno si intonano con il borgo di Giglio Castello. Considerando che l’amm.ne com.le ha in progetto la demolizione delle ex scuole medie, destinando la stessa cubatura  ad altro, non credo ci possa essere un risanamento di quella zona, non includendo nel piano di recupero questo fabbricato. Provate a guardare questa zona da diverse direzione e vedrete che è più antiestetico questo fabbricato che lo stesso precario dell’ex Santa Lucia. l’amm.ne  può tentare di convincere i proprietari ad includerlo nel piano di recupero, invogliando gli stessi con delle gratificazioni in termini di migliorie del fabbricato e maggiore cubatura, come per esempio indietreggiare il fabbricato di qualche metro cambiandogli la forma e togliendo così il pericolo derivante dal confine con la strada realizzando così dei porticati  se negozi o spazzi esterni se abitazione, ricavare un piano seminterrato, attualmente sembra prestarsi pur mantenendo la stessa altezza del fabbricato,  magari con una copertura a tetto che attualmente non c’e, insomma incrementare il valore del fabbricato almeno di quel tanto,  che serve  per il rifacimento dello stesso.

Pietro Baffigi


Isola del Giglio PIANO DI RECUPERO: UNA PROPOSTA 1

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