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Olga Maddalena Centurioni

Spett.le Redazione, solo oggi ho letto la Vs. rubrica e vorrei rispondere a "lettera firmata" quanto segue:
posso essere relativamente d’accordo su quanto dici perchè, per quanto mi riguarda, non vengo spesso al Giglio, ma c’è una frase che non accetto "che poi penso che non lo amate così tanto visto che non venite quasi mai"
E’ proprio perchè, parlo sempre per me, veniamo di rado che il Giglio è radicato nei nostri cuori. La nostalgia, il rimpianto, tu non sai che cosa sono. Io sono venuta via quando avevo 17 anni, ho seguito i miei genitori, non potevo fare altrimenti, ma se tu leggi le mie poesie che trovi sull’altro sito scoprirai quanto sono vivi i  miei ricordi. Sono certa che tu ami molto l’isola, ma non ci sono misure per l’amore ed io per il mio scoglio ne provo tanto ed è radicato e profondo.
Sento parlare di acqua allo Scalettino, di palestre, di colonie di gatti, devi sapere che la mia generazione, immediatamente successiva alla guerra, è quella che ha avuto meno di tutte. L’acqua dovevamo andarla a prendere alla fonte, per avere la terza media ho studiato tramite il Telescuola, e mio padre, Leo Centurioni di Baciacco si è rotto la schiena per bonificare un pezzo di terra al Capel Rosso durante il  "tempo libero". La nostra palestra era la vita quotidiana.
Quanto sopra è un inciso del tempo passato, per fortuna oggi le cose sono cambiate, ma ho voluto ricordartelo per farti capire  che il tempo della mia infanzia e adolescenza al Giglio è stato molto importante, l’ho vissuto intensamente per questo posso dirti con franchezza che NON MI SENTO MENO GIGLIESE DI TE.

OLGA MADDALENA CENTURIONI

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