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LEGAMBIENTE: ‘LE AMNESIE DI MATTEOLI E BOSI’

La campagna elettorale sembra fare strani scherzi e sviluppare misteriose amnesie agli onorevoli Altero Matteoli (Pdl) e Francesco Bosi (Udc) che oggi si scagliano contro la proposta della Consulta tecnica del Ministero dell’Ambiente di Area marina protetta all’Isola del Giglio.
L’On. Matteoli dice:«Dopo due anni di silenzio ora, a pochi giorni dalle elezioni e con un governo sfiduciato, il Ministro dell’ Ambiente decide di avviare l’iter istitutivo dell’ area marina protetta dell’ arcipelago toscano in totale dispregio della volontà delle comunità locali. L’istituzione di un’ area protetta non può essere calata dall’alto, ma deve sempre coinvolgere chi vive e lavora nel parco. Se vinceremo le elezioni ritireremo il provvedimento e apriremo un confronto costruttivo con le comunità locali».
L’Onorevole Bosi afferma: «Dobbiamo stare in allerta contro i colpi di coda di un governo che non è più legittimato a prendere decisioni sulle aree marine protette né su altre questioni decisive per il futuro dell’Elba e dell’arcipelago. Il ministero dell’Ambiente, come gli altri dicasteri, in questa fase può gestire solo l’ordinaria amministrazione, ed è giusto che la materia della tutela ambientale sia demandata al nuovo Parlamento e al nuovo esecutivo che scaturirà dalle elezioni. In ogni caso, le aree marine protette senza i Comuni e senza regole sensate e condivise dalla popolazione non si fanno, altrimenti sarebbe un colpo di mano inaccettabile, inaudito e inutile».
C’è da trasecolare: sia Matteoli (allora ministro dell’Ambiente), sia Bosi (allora sottosegretario alla difesa) facevano parte dello stesso governo Berlusconi che riavviò nel 2005 l’iter di istituzione dell’Area Marina Protetta dell’Arcipelago Toscano, che d’altronde è prevista in tre leggi della Repubblica Italiana, tanto che al momento dell’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nel 1996, vennero affidate al parco, in previsione della realizzazione dell’Area Marina dell’intero Arcipelago Toscano, anche le zone di mare già protette di Gorgona, Capraia, Montecristo, Giannutri, che erano state realizzate con diversi decreti del governo pentapartito, alle quali nel 1997 si aggiunse il mare di Pianosa, precedentemente protetto dal vincolo carcerario.
Sulle proposte del 2005 provenienti dal ministero diretto da Matteoli furono avviate le consultazioni dei comuni. Nessuno, tranne i Comuni di Marciana e Campo nell’Elba in quota centro-sinistra, ebbe nulla da eccepire (almeno ufficialmente) fino a che la stessa proposta fu ripresentata nel 2006, praticamente identica, dal nuovo ministro Pecoraro Scanio. Solo allora l’Onorevole Bosi, che faceva parte del governo che la aveva fatta un anno prima, si schierò contro, accodandosi agli altri sindaci elbani che (solo allora) cominciarono a criticarla ed a renderla nota.
Quelli che Matteoli definisce due anni di silenzio sono stati invece lunghissimi mesi di un dibattito rumorosissimo, fino all’isteria, con una disinformazione sparta a piene mani al Giglio e sulla costa grossetana.
Il Comune dell’Isola del Giglio ha fatto una propria proposta di AMP, a questa ha fatto una sua controproposta la Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente (come dice la parola stessa un organo tecnico e non politico, come si vorrebbe oggi far credere).
Spetterà ora al comune dire se va bene o meno e fare le proprie eventuali controdeduzioni.
Il tutto si svolge nel pieno rispetto proprio di quelle procedure che Matteoli ha avviato nel 2005 e che Bosi dovrebbe conoscere bene, visto che era ed è sindaco di Rio Marina, uno dei comuni interessati all’istituzione dell’Amp, e che partecipava al governo che ha riaperto quell’iter istitutivo, sulla base di una proposta della stessa Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente che ci si affrettò immediatamente a definire "tecnica e non politica" e da prendere come semplice base di discussione.
E’ strano che ora una proposta frutto di una discussione fatta in un tavolo tecnico diventi "un colpo di coda" politico del ministro "verde" che ormai non c’è più e che, comunque vadano le elezioni, non potrà partecipare alla sua ulteriore discussione.
Un ex ministro ed un ex sottosegretario dovrebbero sapere bene che, in questa fase dell’iter istitutivo, quella ministeriale è ancora solo una proposta tecnica e che un eventuale provvedimento, che Matteoli già ora vuole ritirare anche se non può ancora esistere, sarà predisposto solo al termine delle prevista concertazione con i comuni, la regione e le province.
E’ anche strano che sindaci di altri comuni (Orbetello e Rio Marina) si arroghino il diritto di decidere al posto del comune dell’Isola del Giglio, e facendo questo dicano di voler tutelare la libera scelta dei comuni e delle comunità locali.
La procedura, e Bosi lo dovrebbe sapere bene, fa quindi parte esattamente della "normale amministrazione", anche se i tempi politici nella quale viene fatta gli danno la possibilità di fare un po’ di demagogia elettorale a buon mercato e di cercar di far  dimenticare che quella delle AMP è una scelta bipartisan, visto che è contenuta in leggi della Repubblica italiana e fa parte di accordi europei ed internazionali, che Matteoli è forse il ministro ad avere istituito più Amp e che Bosi, come sottosegretario del governo che le istituiva, non ci risulta fosse allora in disaccordo.

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