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‘CHI DI FARSA FERISCE DI FARSA PERISCE’

Leggiamo perplessi ma non stupiti l’intervento del Presidente del Parco Tozzi, che rivendica la regolarità dell’eventuale istituzione della AMP al Giglio a Governo caduto; atto che a suo parere: "fa ampiamente parte dell’ordinaria amministrazione di questo periodo". La frase non è espressa a caso perchè quando un Governo cade, in attesa che quello nuovo gli succeda, è consentita la sola ordinaria amministrazione e la istituzione di una AMP non pare atto di ordinaria amministrazione ma di straordinaria; dunque non consentito. E poi che fretta c’è, dal momento che la prossima settimana si elegge (forse) il nuovo Governo? Sembra questo modo di argomentare tipico di chi intende piazzare "colpi di mano" a tempo scaduto.

Quando poi il Presidente Tozzi scrive indignato di "…..ristabilire almeno i minimi criteri di verità e decenza……" ci sovviene la cerimonia del suo insediamento a Presidente del Parco alla sala De Laugier nel 2006, presenti il Governatore della Toscana Martini ed il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio. Nell’occasione dai tre fu pubblicamente promesso – tutti i più importanti media ne riferirono – che si sarebbe rimediato all’anomala esclusione dal Direttivo dell’Ente dell’unico rappresentante di centro-destra; per non dare adito ai sospetti adombrati di: "voler tenere nascosti nei cassetti progetti ed atti di pubblico interesse". Come l’AMP.

Ogni volta che qualcuno rammentava pubblicamente tale pubblica promessa, con sempre maggiori distinguo questa veniva ribadita dall’uno o dall’altro; con il Presidente Tozzi che si trincerava dietro la definizione di semplice tecnico per scaricarsi la "patata bollente". Finchè calò il silenzio e nulla più accadde, a dispetto di ogni promessa e, soprattutto, del rango istituzionale di chi l’aveva profferita. Si può usare per allora il termine "farsa" adottato ora dal Presidente Tozzi?

Al quale sommessamente consigliamo di non intestardirsi nei suoi impopolari propositi di AMP, perchè se lui è il tecnico che allora affermava di essere, cessi di prendere decisioni politiche. Anche perchè nel frattempo le circostanze sono mutate: è caduto il Governo Prodi sotto al quale era stato nominato; è stato travolto dallo scandalo "monnezza" di Napoli ed indagato per altre vicende il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio; si sono fermamente ribellati alla sua visione dell’ambiente ideologica e dannosa i suoi "indigeni".

In caso contrario non si stupisca se a leggere la sua conclusione: "(l’ambiente) …….. c’è chi vuole ancora continuare a rosicchiarlo fino al midollo, fino a quando non ci sarà più polpa per nessuno. Una mancanza di prospettiva tragica, nonostante i connotati spesso farseschi della discussione ……." paradossalmente qualcuno possa fraintenderne il senso: sarebbe spiacevole ma inevitabile.

Il responsabile nazionale
Stefano Martinenghi

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