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IL DOPO 14 APRILE VITALE PER L’ELBA-ARCIPELAGO

All’Elba e Giglio la vicenda delle AMP almeno due pregi li ha avuti: ha fatto riscoprire ai residenti il potere del "popolo sovrano" espresso con la raccolta firme; ha mostrato a tutti quali denti si celino dietro al sorriso accattivante, quasi ingenuo, del Presidente del Parco Tozzi. Inutile aggiungere altro, se non l’auspicio che dal 14 aprile segua la sorte del Governo che l’ha nominato.

Ma dopo il 14 aprile, se per il Paese cambierà poco o punto, all’Elba e Arcipelago potrà cambiare tutto se sarà messa a frutto la presa di coscienza dei residenti. Quando ci si mobilita non per manifestazioni di piazza ma con civili raccolte popolari di firme i risultati arrivano. Se poi ci si mobilita come indicato nel Titolo V della Costituzione riformata nel 2000 può arrivare anche la Provincia dell’Elba Arcipelago e con essa il "federalismo fiscale" realizzato con la legge 267/2000; auspicato anche dal Presidente della Repubblica Napolitano.

Non che l’Elba "porto franco" non sarebbe bella ed utile, solo che pare un privilegio antistorico, uno "status" irraggiungibile in assenza delle necessarie condizioni sociali, economiche, logistiche. Livigno nel dopoguerra era una povera, sperduta ed irraggiungibile località di alta montagna al confine; fu resa "porto franco" per ovviare a tali (ed altre) condizioni spiacevoli. Chi oggi si "spiacerebbe" per l’indigenza ed irraggiungibilità dell’Isola d’Elba? Se poi l’On. Matteoli sarà capace di dare seguito alle intenzioni: "chapeau", tanto di cappello.

Come già dimostrato invece il progetto dell’Elba Arcipelago ha i presupposti oggettivi per la realizzazione della Provincia dell’Elba Arcipelago e trae forza dalla volontà dei suoi residenti. La Provincia Autonoma avrebbe poteri e risorse economiche tali da realizzare o bloccare qualunque iniziativa sul territorio, anche quelle "calate" da Roma. Per tali ragioni "questa" politica vagheggia l’impossibile abolizione delle province con la scusa di tagliare i costi; per questo Bossi non lo consentirà mai: dal territorio e dalle Province trae tutto il suo potere realizzativo e di interdizione. Peccato ogni tanto sproloqui di divisioni e fucili. 

Altro che "giudole" o "ghiozzi" come vorrebbero insinuare, quando ci contano di lasciare perdere, di non cogliere l’occasione storica della Provincia dell’Elba Arcipelago ci scambiano per "marvizzi" – o pesci tordo – tanto per restare in tema.  Sarà bene essere chiari: chi è contro la Provincia è contro l’Elba e le altre Isole dell’Arcipelago; sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Il responsabile nazionale,
Stefano Martinenghi

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