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GIANNUTRI: BENE A TERRA MA IL MARE E’ SOTTO ASSEDIO

La nuova regolamentazione adottata dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è il primo tentativo, da quando fu istituito tale Ente ‘appena’ 12 anni fa, di gestire l’accesso e la fruizione dell’isola di Giannutri. A poche settimane dalla sua adozione già se ne cominciano a vedere i frutti con un calo dei visitatori "mordi e fuggi", che nel periodo estivo superavano le 1000 unità giornaliere.

La necessaria gestione dell’accesso dei visitatori (che fu aspramente contrastata solo poche settimane fa) ha lo scopo di proteggere le bellezze naturalistiche e archeologiche dell’isola più meridionale e la seconda più piccola dell’Arcipelago toscano, dando, al tempo stesso, la possibilità di cominciare una campagna di sensibilizzazione e informazione rivolta ai visitatori di un’area protetta che è anche una Zona di protezione speciale (Zps) dell’Unione europea a mare e a terra.

In questa nuova fase importante è l’apporto che sta fornendo il Corpo Forestale dello Stato che occorre rendere ancora più agevole fornendo mezzi adeguati.

«Dopo anni di battaglie, a favore della tutela della ricchezza terrestre e marina di Giannutri – dice il responsabile di Legambiente Arcipelago Toscano Giannutri, Emanuele Zendri – siamo soddisfatti dei risultati fin qui raggiunti, ma non vogliamo dimenticare le questioni ancora aperte, prime fra tutte la mancata regolamentazione della nautica da diporto che soltanto qualche mese fa sembrava ormai cosa fatta. In conseguenza di ciò, ancora una volta, si sta assistendo ad un vero e proprio assedio da parte di imbarcazioni di ogni tipo e stazza. Decine e decine di barche , infatti, provenienti dal continente si concentrano ogni giorno a Giannutri, in particolare nelle tre piccole cale, Spalmatoio, Volo di Notte e Maestra, mettendone in pericolo la ricchezza animale e vegetale. La fragilità dei fondali dell’isola, ricoperti da splendide praterie di posidonia e abbondanti di specie protette, male sopporta le innumerevoli ancore che vengono gettate sul fondo e gli scarichi e i rifiuti lasciati da questi "visitatori"».

A questo va aggiunto che non raramente, si assiste a pratiche non consentite come quella di ancorarsi a pochi metri dalla costa o addirittura di gettare l’ancora direttamente sulla roccia.

Legambiente chiede che vengano rafforzati i controlli a mare, anche perché spesso per chi ha voglia, poi, di ammirare con una semplice maschera la biodiversità marina di questa meravigliosa isola, diventa difficile e pericoloso farlo, in un contesto che assomiglia sempre più ad un parcheggio cittadino.

Tutti (ri)conoscono la bellezza dei fondali di Giannutri, ricchi di vita e di specie, ma tale bellezza ha bisogno di attenzione e protezione per poter rimanere tale. Per questo, ci complimentiamo con il parco per quanto ha avuto il "coraggio" di fare sfidando pressioni e impopolarità momentanee, ora chiediamo di rafforzare la salvaguardia di questo territorio anche a mare, per dare anche a Giannutri una fruizione corretta, oseremmo dire normale, delle sua coste, protette e non.

Isola del Giglio GIANNUTRI: BENE A TERRA MA IL MARE E' SOTTO ASSEDIO 1

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