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Rimozione: relazione settimanale 14 – 20 Giugno

schema installazione cassoni rimozione concordia refloating isola del giglio giglionewsRiceviamo e pubblichiamo la relazione che Costa Crociere mette a punto settimanalmente in merito all’andamento dei lavori di recupero del relitto Costa Concordia al largo del porto dell’Isola del Giglio. Il documento contiene la cronistoria delle attività svolte durante la settimana dal 14 al 20 Giugno con tanto di dati tecnici e fotografie delle operazioni di cantieristica.

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32 commenti

  1. Attilio Regolo

    Anche senza il pennone ce lo vedrei bene lo stesso in piedi lì davanti a prua ma senza la moldava e con gli occhiali da vista questa volta a scorgere meglio la presenza di qualche eventuale scoglio nelle vicinanze.
    Saluti. (per la miseria non so come metterci una faccina ridens!)

  2. Daniela Robasto

    però questa volta lo legherei al pennone di prua (anche se non c’è) 😀

  3. Giovanni Zardoni

    Ricordo che, anche se un relitto, si chiama ancora “Costa Concordia”, non “Titanic”. Suvvia Attilio, se anche dovesse andare qualcosa di storto, mica tutto calerebbe a picco in due minuti… Ci sarebbe tutto il tempo di “sbarcare” la squadra sulla Concordia, che è stata ben definita nel piano. Come ben definito nel piano vi è ogni più piccolo passo, studiato nel dettaglio. Andrà tutto bene, ne sono certo 🙂 Io, e non datemi del “magnanimo”, ci metterei sopra pure anche l’ormai ex comandante, per l’ultimo viaggio della “sua” nave…

  4. Attilio Regolo

    Mai parlato di affondamento volontario della Concordia , bensì di rischio di affondamento accidentale, e vorrei vedere chi si sente di escluderlo al 100%, per perdita di assetto o malfunzionamento del sistema di tenuta e controllo del galleggiamento forzato parziale.

  5. Daniela Robasto

    stando ai ritmi dimostrati con la fine della prossima settimana i cassoni sono belli che installati, quindi avranno quei 10-15 giorni per gli ultimi preparativi.
    per quanti malignassero che la nave venisse inabissata alla prima occasione, sono state richieste precise fidejussioni a garanzia che non succeda nulla di diverso da quanto previsto dal piano di traino.

  6. Attilio Regolo

    Ma poi, Urs, sei proprio sicuro che durante la manovra di traino verso Genova della Concordia con tutti i suoi cassoni attaccati ai fianchi vengano dislocati a bordo diversi operatori umani addetti al controllo diretto visivo dell’intero sistema?
    Non ti sembra tutto ciò un vero azzardo, con quell’enorme convoglio precario suscettibile di affondamento in ogni momento?
    Ma le norme di sicurezza in mare permettono tutto questo?
    Non sarebbe assolutamente preferibile un controllo a distanza senza alcun operatore a rischio a bordo del relitto?
    Se poi dovesse affondare perlomeno non si porterebbe dietro qualche decina di padri di famiglia.
    Saluti.

  7. Attilio Regolo

    Ma poi, Urs, sinceramente, ti sembra un atteggiamento utile e intelligente quello di Costa-T/M che sta dimostrando di voler fare di tutto per mettersi di traverso a quanto richiesto e desiderato da enti istituzionali locali importanti e determinanti per il corretto svolgimento delle attività del cantiere Concordia nell’Isola quali la Presidenza della Regione Toscana e la Provincia di Grosseto?

  8. Attilio Regolo

    E comunque, Urs, resta il fatto che siamo già a fine giugno, il meteo è alquanto perturbato ( a Castiglione della Pescaia ieri una tromba d’aria improvvisa ha fatto decine di migliaia di euro di danni nell’area delladrsena) e fra poco più di tre settimane dovrebbe avviarsi la grande e critica operazione del riflottaggio della Concordia quando ancora mancano tutti e 4 i grandi cassoni, due di prua e due di poppa, sul lato sinistro della nave e vanno ancora fatte tutte le verifiche e prove preliminari del caso sull’intero sistema.
    Mah, Urs, dimmi sinceramente quello che pensi: tu ci credi davvero?
    Saluti.

  9. Attilio, il Senior Salvage Master e tutto il personale necessario saranno a bordo della Concordia, durante l’intero rimorchio.

    Vedi l’allegato della Titan-Micoperi (alla fine della Relazione Ambientale), il punto 6.4.3 >
    >> http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2014/06/07/news/concordia-nel-piano-di-costa-tutti-i-no-a-piombino-1.9378628

    Saluti
    Urs

  10. Attilio Regolo

    Caro Giovanni, a scanso di equivoci devo innanzitutto esprimere la mia ammirazione per il coraggio e l’ ingegno che stanno profondendo T/M e lo staff di aziende specialistiche di contorno del settore in questa straordinaria impresa della rimozione della Concordia.
    Ciononostante non riesco a scacciare dalla testa i miei dubbi sulla effettiva possibilità non tanto del riuscire a riportare parzialmente a galla quel grande convoglio fino alla quota prevista per il suo successivo ricovero nel porto di destinazione quanto sul fatto di riuscire a mantenere per giorni e giorni in alto mare il controllo attivo del sistema di tenuta di quel rigalleggiamento.
    Come avviene quel fondamentale controllo?
    E’ diretto e “manuale” con congruo numero di osservatori e operatori umani addetti a 30 e più volumi di spinta da controllare e a bordo o a ridosso del convoglio trainato o è un telecontrollo indiretto centralizzato e dislocato all’esterno dello stesso?
    Sai o puoi dirci qualcosa a proposito, Giovanni?

  11. Attilio Regolo

    Rispondo un po’ in ritardo alla tua domanda Daniela perché ho voluto rifletterci sopra un po’ e mi sono convinto che puoi aver ragione: non c’è molta logica infatti fare tutto quel casino per rasare la nave a filo del mare o giù di lì e lasciare tutto il resto dritto e sommerso sulla piattaforma subacquea.
    Insomma, se non dovessero decidere in tempi brevi di portare via la Concordia dal Giglio allora sarebbe meglio
    lasciarla stare dov’è tutta intera a continuare a fare compagnia all’Isola e ai suoi abitanti almeno per un altro inverno in attesa che venga a chi di dovere qualche buona idea davvero risolutiva dell’aggrovigliato problema.
    Saluti.

  12. Giovanni Zardoni

    @ Daniela. L’installazione del P14 da cronoprogramma è prevista da oggi ed in effetti il tug Garibaldo è già in rada a Porto Santo Stefano con il pontone con caricati i cassoni P14 e P15. Forse le lavorazioni sul lato offshore devono essere effettuate con il mare più calmo (sul lato terra vi era il riparo del relitto) e stanno attendendo che il moto ondoso si riduca. Forse.

  13. Daniela Robasto

    tra meno di 30 gg. sarà solo più un brutto ricordo… qualcuno sa dire perchè da due giorni la gru ha il braccio abbassato, tutto sembra fermo? Un guasto? Manutenzione? Cassoni in ritardo? condizioni meteo-marine avverse?

  14. Attilio Regolo

    Io sempre più illeggibile?
    Mah, Giovanni, la grafia digitale su GiglioNews è sempre la stessa, forse ti sono meno digeribili i contenuti espressi.
    Per fortuna c’è ancora libertà di espressione ed è lodevole l’atteggiamento di suddetto giornale on-line locale che non esercita alcuna censura almeno finchè si rimane nell’alveo di un dibattito civile.
    Per quanto concerne le mie ultime considerazioni, quelle che risultano a te illeggibili, Giovanni, ho preso spunto dai vincitori del concorso internazionale di idee svoltosi a cavallo degli anni 2012-13, quando ancora la Concordia non era stata raddrizzata, intitolato “New Concordia Island” e organizzato dalla IC Splat i cui risultati furono riportati anche su GiglioNews.
    Ebbene i vintori del primo premio il duo di architetti italo-londinese Laig-Belfiore proposero una cosa assai simile alla mia proposta-protesta da te ritenuta illeggibile.
    Quindi nessuna farneticazione visionaria da parte mia.
    Poi so bene, Giovanni, che una macchina poderosa come quella avviata per il progetto di rimozione in svolgimento in quel cantiere del Giglio assai difficilmente può essere fermata così come può essere cambiato il percorso già deciso.
    Saluti.

  15. Pietro Rinaldi

    Ho visto il servizio su RAI 1, oggi voglio essere di poche parole … a differenza di altri._ VOGLIO CREDERE alle parole finali pronunciate ….. La Concordia tra un mese sarà solo un triste ricordo !!_ Il Sindaco ed i Gigliesi potranno cominciare a ragionare sul dopo.

  16. Giovanni Zardoni

    Dico ad Attilio, e lo dico senza offendere, che è sempre più illeggibile. Ora ci mancava pure di tirare fuori la storia di una demolizione parziale in loco, esclusa sin dal primo momento per ragioni di tutela ambientale e di ulteriore disturbo al Giglio.
    Costa e T/M non hanno nessuna intenzione di fare una cattiva figura e quindi credo che la Concordia, o ciò che ne resta, arriverà a Genova.
    Interessante invece il servizio del TG1 già citato da Maurizio.
    Per alcune immagini che hanno mostrato come la Concordia sia già stata liberata di tutto quello che si poteva rimuovere, come ipotizzato non appena installata la gru da cantiere. Per un Ortelli preoccupato che non ci siano disturbi eccessivi ma ormai consapevole che il relitto verrà spostato nella seconda metà di luglio, per Porcellacchia che conferma che i disservizi che saranno creati ai gigliesi saranno estremamente limitati.
    Ecco il link al servizio:
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9a2b3b45-01e5-4b79-b25d-6144710fbed0-tg1.html

  17. Maurizio Scholl

    Ennesimo servizio sul Tg Rai di questa sera a proposito della rimozione…..Sembrerebbe tutto pronto e già deciso. Intervista al sindaco Ortelli che reclama le giuste preoccupazioni socio economiche nello spostare il relitto in piena stagione turistica. Contro intervista all’ ing. Porcellacchia che assicura che i fastidi sul movimento portuale sarà minimo. Non so’ più a chi credere. Da quel poco che forse, ma dico forse, ho capito è che il 26 di questo mese si riunirà non so’ più quale comitato. In mancanza di accordo deciderà il Governo. Ovvero Renzi che conserva la delega alla Protezione Civile. Che il buon Dio ce la mandi buona. 🙁

  18. Daniela Robasto

    a me sembra che Ministero, regione, provincia e comune abbiano preteso la rimozione tutto in un blocco senza demolizioni parziali sul luogo con la prerogativa della tutela ambientale. La Costa si è adeguata con questa soluzione. Qual è la logica di lasciare sott’acqua una porzione di relitto?

  19. Attilio Regolo

    Ah, scusami Daniela, ti avevo già salutato ma permettimi una ultima considerazione.
    Ma quale convenienza ha Costa Crociere, dopo aver brillantemente recuperato prestigio con il parbuckling della sua ex nave ammiraglia naufragata al Giglio, proprio nel momento in cui sta cercando di rilanciare la sua tradizionale campagna pubblicitaria pro crociere estive nel Mediterraneo, quale convenienza ha dicevo a rischiare una brutta ricaduta d’immagine di fronte al mondo se qualcosa sia nel refloating della Concordia che nel successivo eventuale trasporto alla sede di demolizione dovesse andare malauguratamente storto?
    Di nuovo saluti.

  20. Attilio Regolo

    Quali alternative, Daniela?
    Ma diamine, c’è sempre stata e continua ad esserci una soluzione logica di compromesso che avrebbe accontentato tutti, Pietro Rinaldi compreso, e per la quale saremmo ancora in tempo se ci capitasse un colpo di ragionevolezza.
    Invece di stare in un insopportabile stallo autunno-invernale per decidere poi di addossare in quella indecente maniera provvisoria traballante e instabile la schiera di cassoni già pronti in deposito dall’anno prima sul fianco destro deformato ex-sommerso facevi venire, a parbuckling completato, una schiera di squadre da Piombino, Livorno, Pisa, Massa Carrara,Civitavecchia, Genova, Vattelapesca etc, specializzati in smantellamento di relitti navali e senza bisogno di tanti sommozzatori utilizzavi autunno e primavera per scoperchiare la Concordia nel luogo dove si trova ora e dove è stata solidamente stabilizzata dai cassoni saldati di sinistra e ancorata lato terra e lato mare a prova di mareggiate invernali e se non ultimavi il lavoro sospendevi per l’estate e ricominciavi il prossimo autunno fino a ridurre quell’ingombrante oggetto a filo mare o un po’ sotto così da ripristinare almeno il panorama davanti a Punta Gabbianara e poi lasciavi la parte sommersa sulle sue piattaforme come monumento subacqueo a futura memoria.
    Che te ne pare, Daniela?
    Troppo tardi, Daniela?
    E allora riguardati le lezioni del maestro Alberto Manzi e forse cambierai idea.
    Ciao e saluti con stima.

  21. Daniela Robasto

    Spesso la soluzione è quella più semplice: la nave andava rimossa dal Giglio senza se e senza ma. Quale alternative vi erano? Anche fare un finto progetto con la sola finalità di smuoverla tanto basta per farla finire negli abissi non avrebbe retto ai vari controlli. Poi gli anglosassoni sono più seri in certe faccende.

  22. Attilio Regolo

    Suvvia Daniela Robasto, ancora insisti facendo finta di non capire che ho capito benissimo che con il sistema T/M la Concordia può essere sollevata fino ai fatidici 18.5 mt di pescaggio ed anche oltre.
    Basta dare un’occhiata geometrica appena un po’ più approfondita ai due schieramenti di galleggianti per rendersene conto.
    Le mie perplessità e dubbi ad arte hanno in realtà una motivazione più recondita e ritengo che solo una persona del tipo di quella che si cela dietro il tuo nome o nickname può comprendermi.
    Che senso ha, infatti, mi sto chiedendo da molto tempo, spendere oltre due anni di tempo e oltre mezzo miliardo di euro per giungere infine a far finta di ridare una parvenza di rigalleggiamento in assetto a quel gigantesco cadavere navale e a far finta ancora di farlo rinavigare a strascico o su altra nave-carro funebre per decine o centinaia o forse anche per migliaia di miglia verso una più o meno improponibile meta per farne chissacchè con il rischio- intenzione di farla affondare in qualche tratto di alto mare volontariamente dopo che era riuscita miracolosamente a non affondare per conto suo contribuendo a salvare un’intera città di naviganti terrorizzati?
    Ecco, gent. Daniela Robasto, quale diabolica motivazione c’è realmente dietro a tutta questa grottesca messinscena contraria ad ogni principio di sana ingegneria marittima e di corretta politica economica?

  23. Daniela Robasto

    in fase di galleggiamento, a parte gli 8 (4 a prua e 4 a poppa), gli altri rimarranno immersi (tant’è che hanno provvedduto ad allungare i tubi in cui scorrono i cavi in modo che i martinetti restino all’asciutto) appunto per non perdere in spinta (poi dalle foto si vede ad esempio che l’S14 è installato più in alto dell’S15: probabilmente non possono andare più in basso per ostacoli naturali del fondale e verrà riallineato nel mentre lo scafo rigalleggerà).

  24. Attilio Regolo

    E comunque, Daniela, non penserai che io sia convinto davvero che T/M abbia sbagliato clamorosamente i calcoli del rigalleggiamento della Concordia?
    Ti dirò di più.
    Quando T/M afferma fin dall’inizio del progetto che riuscirà a far rigalleggiare quel mastodonte fino a 18.5 mt, in realtà tiene per se un congruo margine di sicurezza e sono convinto che almeno sulla carta quel sistema scelto è in grado di far sollevare la nave anche un 20% in più del minimo necessario previsto per il traino in sicurezza fino a Genova o meglio ancora a Piombino che è più vicino con fondali a -20 mt.
    Rimane il fatto che in tutti i casi si tratta di un rigalleggiamento solo parziale e artificiale rispetto a quello naturale di circa 8-9 mt a nave integra nuova di fabbrica e quindi di un grosso corpo in sospensione provvisoria e forzata in acqua e in una situazione del genere non c’è proprio da sottovalutare o minimizzare un bel nulla definendo il tutto semplicisticamente un “problemino”.

  25. Pietro Rinaldi

    Caro Franco, concordo con Te su “quasi tutto quello che dici” escludendo l’accenno all’affondamento della Concordia anche se accidentale._ Sono stato per qualche giorno alla Mia Isola (scusate se dico mia, come dicono tutti I Gigliesi) e vi assicuro che per chi abita al Porto è uno spettacolo “angosciante”, ora poi, con la presenza della del pontone Conquest che, insieme alla nave, costituisce una barriera visiva che nasconde l’orizzonte ad est, l’assedio del porto dove rimane il posto “serale” per circa 5 barche da diporto (delle quali evidentemente a nessuno interessa), il pontile in pratica interdetto ad estranei, ricoperto di container di vario tipo ._ Leggo dall’ultima relazione settimanale che il totale persone coinvolte nel progetto attualmente all’Isola del Giglio è 362, di cui: 96 a bordo dei mezzi navali e 266 a terra… Un esercito di lavoratori, impiegati dello staff, tecnici addetti ai servizi, sub, Ingegneri, dirigenti, marinai, comandanti e quant’altro._ MI DOMANDO QUANTO UN TALE ASSETO POSSA COSTARE GIORNALMENTE …… c’è qualcuno che è in grado di ipotizzarlo ??_ Ho visto montare l’ultimo cassone di dritta a prua e mi ha colpito il fatto che era in parte già arrugginito …. Forse nel’attesa di essere trasportato al Giglio e penso a quelli che sono sommersi sul lato sinistro che è più di un anno che sono stati già applicati.__ Infine mi soffermo perplesso sui pensieri-commenti che alcuni continuano a produrre per giustificare ritardi nell’allontanamento della Concordia da punta Gabbianara ._ Nei miei commenti, per quello che possono valere, caro Franco ho sottolineato più volte che occorre affrontare da ieri il “dopo Concordia” anzi, questi giorni ne ho parlato con molti amici “Portolani” e ti assicuro che vorrebbero fosse discusso alla luce del sole e subito.

  26. Attilio Regolo

    E’ l’eccesso di sicurezza che dimostri parlando a favore della T/M , Daniela, che mi dà da pensare.
    Definisci infatti “problemino” quello che sta affrontando la T/M nell’imminente operazione di rigalleggiamento parziale forzato della Concordia, un gigante ammalorato di 500.000 mc semiaffondato davanti alle coste del Giglio.
    E poi, con la Concordia, non siamo di fronte al semplice caso di una mela che cade dal tavolo e va a finire necessariamente e conclusivamente sul pavimento ma piuttosto ad un “braccio di ferro” tra Archimede e Newton dove la forza del braccio del primo è massima e provvisoriamente prevalente nel momento iniziale del distacco dal fondale ma va riducendosi man mano che alcuni volumi vuoti di spinta riemergono dalla superficie del mare fino a che non eguaglia la forza costante del braccio del secondo cosicchè il braccio di ferro nel suo complesso non riesce a raggiungere una conclusione definitiva rimanendo a mezz’acqua.
    Saluti.

  27. Daniela Robasto

    ma se le cade una mela dal tavolo, cosa mai si potrà aspettare? che cada e rimanga a mezz’aria? che prenda il volo? oppure che finisca nell’unico posto dove potrebbe finire? Oramai è solo più una questione di fisica: ci sono determinati volumi d’acqua spostati che determinano una precisa spinta idrostatica. Ora se T/M non fosse nemmeno più capace a risolvere un problemino del genere, farebbe meglio a scomparire. Cioè hanno stabilito che 32 cassoni fossero sufficienti a farla galleggiare quanto basta per trainarla via? Saranno sufficienti. Se rimane qualche dubbio è sul comportamento dei cassoni appesi sul lato di dritta, sui collegamenti tra i cassoni ed i cavi/martinetti. Ma si ritorna alla questione iniziale: avranno deciso un margine di sicurezza? penso di si. Non resta che aspettare il 19 luglio (così dal cronoprogramma, poi tra qualche giorno la politica dovrà decidersi una volta per tutte sul dove portarla) per vederla riemergere dalle acque 😉 le ultime discussioni potrebbero essere se mantenere inabissate le piattaforme o se portarle via

  28. Sapevo della rimozione delle pinne e dei timoni, questi ultimi inevitabili visto che dovevano ancora essere virati tutti da una parte, immaginavo quella delle eliche di manovra, perché hanno usato i fori per farci passare dei tiranti, ma nulla sapevo sulla rimozione delle eliche propulsive.

    Beh, ci siamo quasi, settimana prossima è possibile che tutti i cassoni siano in opera, poi non resterà che svuotarli e Concordia toglierà il disturbo, scusandosi per il disagio involontariamente arrecato.

    Professor Regolo, non capisco che importanza abbia per il Giglio se Concordia sale a – 25, – 18 o -13, se a Genova c’è abbastanza fondo oppure dovranno incagliarla in rada e smontarla in mare aperto. Io auspico sempre l’affondamento in un altissimo fondale, ai Gigliesi dovrebbe bastare che si tolga di lì, già a 10 miglia, o anche meno, qualunque cosa accada non è più un problema che li riguardi.
    Nessuno però a finora pensato a un altro problema: su cosa verteranno le discussioni una volta che la Concordia non sarà più al Giglio ?

    Saluti a tutti.

  29. Attilio Regolo

    Insomma, quello che vorrei significare con i precedenti interventi è che mi sembra assai opportuno , prima che vengano avviate le operazioni di sgancio della nave dai suoi vincoli a terra e sulle piattaforme, verificare bene la effettiva capacità di spinta verticale e se malauguratamente la nave una volta deciso e avviato il refloating dovesse fermarsi ad una quota nettamente inferiore a quella prevista di non farsi prendere dalla frenesia di volerla portar via comunque a rimorchio girovagando per il Tirreno verso un qualsiasi punto di ricovero provvisorio magari con la sottoipotesi dell’autoaffondamento perché sarebbe davvero un miserabile finale di tutta la scena.
    Molto meglio semmai decidere di ridepositare la nave sulle piattaforme del fondale costiero del Giglio e rivincolarla il giusto necessario in attesa di studiare e prendere decisioni migliori e definitive.
    Saluti.

  30. Attilio Regolo

    E vorrei esortare alcuni “amici” del blog forum di GiglioNews a non considerare la precedente espressione di dubbio come un’ennesima esercitazione di gratuito e irriverente “gufaggio” nei confronti dell’operazione Concordia al Giglio da parte di un piccolo professore di periferia in pensione, ma piuttosto come una seria posizione critica da non sottovalutare affatto da chi di dovere perché non volendo nemmeno pensare alla figuraccia planetaria che deriverebbe da addirittura un non distacco della nave dal fondale artificiale cosa peraltro preventivamente accertabile senza prima svincolare l’abnorme relitto dai suoi numerosissimi “lacci” di contenimento e trattenuta lato terra e lato mare cionondimeno lo scorno mondiale sarebbe lo stesso inevitabile nel caso niente affatto improbabile che la nave si fermasse in sospensione subacquea forzata prima di riuscire a risalire dei necessari 10 e più mt di progetto per permetterne il successivo ricovero nelle idonee sedi di destinazione attualmente previste.
    Saluti.

  31. Attilio Regolo

    Ecco, ci siamo quasi, mancano solo i 4 cassoni alti di prua e di poppa del fianco sinistro, dopo di che si potrebbe passare ad avviare le operazioni di refloating controllato.
    Certo che dopo l’asportazione del fumaiolo e delle eliche di spinta e manovra e lo svotamento dello scafo di tutto il contenuto rimovibile la nave risulta fortemente alleggerita e la spinta verticale iniziale producibile dai 30 cassoni dovrebbe senz’altro essere sufficiente per smoverla e distaccarla dal fondale vincendo la forza d’inerzia determinata sia dal peso residuo della stessa con tutti i suoi cassoni saldati o montati in modo fisso sulla sua struttura sia da quella determinata dalla massa dì acqua interna e sottoposta a una sia pur non elevata accelerazione verticale iniziale da zero a circa 0.5 mt/ora se poi si vuol far rigalleggiare la nave come previsto di circa 10 mt in un giorno.
    Ma a questo punto mi chiedo: allorché la nave ha assunto la sua velocita di ascensione costante di circa 0.5 mt/ora riemergendo gradualmente in superficie e i cassoni di spinta più alti inizieranno pure essi a riemergere perdendo via via parte della propria capacità di spinta siamo poi così sicuri che la nave il cui peso complessivo rimane sempre lo stesso non si fermi sospesa a mezz’acqua senza riuscire a completare il suo tragitto di rigalleggiamento?

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