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In 6 giorni il rigalleggiamento della Concordia

In 6 giorni il rigalleggiamento della Concordia

«Non può sopportare un altro inverno. Deve andare via il prima possibile». Così il Commissario per l’emergenza della Costa Concordia, Prefetto Franco Gabrielli incontrando questo pomeriggio al Giglio la popolazione. «Oggi siamo in grado, quando avremo il via libera del Consiglio dei ministri e dell’Osservatorio, di rimuovere la nave entro il 20 di luglio» ha aggiunto precisando che «questa nave un altro inverno non lo può sopportare.

Enzo Russo FotoFinestra favorevole dal 13 luglio all’8 agosto – «Se questo è il problema la soluzione passa dalle cose possibili non desiderabili. Lo spostamento della nave a Genova – ha detto Gabrielli – ha una finestra favorevole che va dal 13 luglio all’8 di agosto che è l’ambito in cui statisticamente ci sono le condizioni meteo più favorevoli». E poi ha aggiunto: «L’allontanamento della nave deve avvenire senza soluzione di continuità dal rigalleggiamento, come indica la delibera del Governo».

Sindaco del Giglio: «Per noi priorità è che la nave se ne vada prima possibile» – «Per noi la priorità rimane quella che la nave se ne vada dall’isola il prima possibile. Per questo in conferenza dei servizi abbiamo dato parere favorevole ponendo sempre al primo posto la riduzione dell’impatto sociale ed economico di questa brutta vicenda sulla nostra isola». Così il sindaco dell’Isola del Giglio Sergio Ortelli. «Il nostro parere – ha detto – è stato vincolato ad alcune prescrizioni circa l’impatto delle operazioni sulla stagione turistica in corso, la terza con la convivenza forzata con il relitto. Oggi – ha aggiunto Ortelli – dopo le nostre sollecitazioni sono arrivate le prime risposte. Si è iniziato a fare quel minimo di chiarezza che auspicavamo. La prime indicazioni del privato ci dicono – ha concluso – che le interferenze alle attività potranno essere minimali e contenute».

Le fasi del galleggiamento – Proseguono intanto le operazioni di montaggio dei cassoni che faranno galleggiare il relitto. «Le operazioni vanno molto bene. Rimangono da installare gli ultimi quattro cassoni prima di far rigalleggiare la nave» ha detto nel corso dell’incontro Franco Porcellacchia responsabile del progetto di rimozione di Costa Crociere. «Le operazioni di rigalleggiamento sono suddivisibili in quattro fasi – ha detto Porcellacchia – nella prima fase ci sarà un rigalleggiamento parziale e lo spostamento del relitto. Nel primo giorno, il relitto verrà rigalleggiato di circa 2 metri dalle piattaforme e spostato con l’ausilio di rimorchiatori di circa 30 metri verso Est. Questa fase durerà circa 6 ore, durante le quali proporremo di sospendere il traffico intorno alla nave. Al termine di questa operazione – ha proseguito Porcellacchia – il relitto sarà ormeggiato in sicurezza e tenuto in posizione da punti di ancoraggio fissi e dai rimorchiatori e il traffico potrà riprendere normalmente». Sarà effettuato il collegamento e tensionamento delle catene e dei cavi e messa in posizione definitiva dei cassoni sul lato di dritta. Questa fase durerà circa 2 giorni. Si dovranno collegare le ultime 4 catene mancanti e 7 cavi di collegamento dei cassoni sul lato dritto e “abbassare” alcuni cassoni nella loro posizione definitiva. Nella terza fase avverrà il rigalleggiamento vero e proprio. L’espulsione dell’acqua dai cassoni avverrà step by step, un ponte alla volta a partire dal ponte 6 progressivamente fino al ponte 3, fino a raggiungere la posizione finale di rigalleggiamento. Si arriverà così alla manovra finale di partenza. Si procederà dopo l’arrivo del primo traghetto da porto Santo Stefano. In questa fase saranno collegati i rimorchiatori e si avvieranno i controlli e le manovre per la partenza del convoglio. In questa fase, e per la durata di circa 4 ore, il traffico portuale potrà essere interdetto per consentire di effettuare le operazioni in totale sicurezza».

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37 commenti

  1. Pietro Rinaldi

    FRANCO……. sai quanto sostengo spassionatamente il Tuo auspicio, ma te lo voglio confermare !!!

  2. Greenpeace è certamente un gruppo di rompiscatole di cui si potrebbe fare a meno, tuttavia definirli terroristi è possibile solo ragionando da Americani, dove tutti quelli che sono “contro” sono terroristi. I poco (per non dire nulli) vantaggi che ha prodotto questa aberrazione è chiara in ogni luogo dove gli USA hanno “portato la democrazia” con le bombe.

    Detto questo: è stato deciso che Concordia torna là dove è stata costruita, sempre che la mia interpretazione del progetto (affondamento “incidentale”) non abbia risposta positiva.

    Non capisco gli interrogativi dell’Illustrissimo Prof. Regolo circa il regolare proseguio delle operazioni; dal mio elementare punto di vista, nel momento in cui la spinta di galleggiamento supera il peso del relitto Concordia viene su. Che poi siano – 29,5 (appena sollevata), – 18 o qualcosa di meno nel caso in cui le cose vadano meglio del previsto, quello che importa è che questa spinta non scenda mai sotto il minimo necessario a tenere su la “mia” nave.
    Trovo estremamente facile comprendere come funzionerà il tutto: penso di non andare lontano dal vero immaginando che i cassoni saranno abbassati uno per volta, appesantendolo fino a rendere il galleggiamento quasi neutro, così basterà un tiro minimo alle catene per farlo scendere al punto voluto, quindi nuovamente bloccato e svuotato per procedere al successivo.
    Per il traino due super-rimorchiatori sono più che sufficienti, mica devono farla planare; credo poco praticabile la soluzione di applicare una falsa prora per migliorare la navigabilità. Questa soluzione è stata adottata ai tempi della II^ GM per trasferire unità che avevano perso la prora (es. il Regolo da Palermo a Genova), ma si trattava di tagliamare applicati a scafi (di cui mantenevano la larghezza) stretti e con un pescaggio limitato a pochi metri, , qui ce ne vorrebbe uno di 65 metri per 20 di profondità …
    Coraggio Gigliesi, fra 20 giorni Concordia toglierà il disturbo e la perfetta riuscita di questa ultima operazione di recupero metterà la parola fine a tutta la vicenda … e a tutte le discussioni.

  3. Greenpeace è un’organizzazione terroristica.

    Greenpeace is a terrorist organization.

  4. Daniela Robasto

    in questo momento (19:03) sta passando la Rainbow Warrior di Greenpeace… anche loro a fare casino al tavolo tecnico?

  5. Anders Bjorkman

    Ci sono molte cose che non posso capire circa la ri-galleggiamento del relitto.

    1. Prima della finale re-galleggianti molti esperti sono a bordo del relitto che è ancorata a circa 30 metri redigere un po ‘fuori Isola del Giglio.

    2. Gli esperti poi si riempiono di 30 cassoni con circa 4 000 m3 di aria compressa e il relitto galleggianti fino a 12 metri a 18 metri di pescaggio.

    3. Gli esperti sono ora in cima a 12 metri di tuga puzzolente piena di merda marcio che sono appena usciti dal mare.

    4. Gli rimorchiatori collegano al relitto puzzolente che viene rimossa.

    Domanda – come fanno gli esperti scendere il relitto? In elicottero?

    There are many things I cannot understand about the re-floating of the wreck.

    1. Before final re-floating many experts are aboard the wreck that is anchored at about 30 meters draught a little off Isola del Giglio.

    2. The experts then fill 30 caissons with about 4 000 m3 of compressed air and the wreck floats up 12 meters to 18 meters draught.

    3. The experts are now on top of 12 meters of stinking deck house full of rotten shit that have just emerged from the sea.

    4. The tugs connect to the stinking wreck that is towed away.

    Question – how do the experts get off the wreck? By helicopter?

  6. Anders Bjorkman

    Se ho capito bene, la seguente avrà luogo al ri-galleggiante del relitto:

    1. 11 cassoni di dritta # S4-13 sono galleggianti in linea di galleggiamento e collegati al relitto da catene. Poi sono pieni di 20 000 m3 di aria compressa per consentire al relitto di galleggiare su due piedi. Le 11 cassoni dritta applicano una forza di circa 20 000 tonnellate al relitto.

    2. Poi il relitto si sposta 30 metri verso est da rimorchiatori e ancorata. Il relitto non ha ancore!

    3. E poi i 11 cassoni di dritta sono affondati fino a 12 metri sotto la linea di galleggiamento e ri-connessi al relitto per consentire finale re-mobile.

    Come si fa affondare 11 cassoni di dritta di 12 metri, quando sono pieni di aria compressa e si applicano a 20 000 tonnellate di forza al relitto?

    If I understand correctly, the following will take place at re-floating of the wreck:

    1. 11 starboard caissons #S4-13 are floating in the waterline and connected to the wreck by chains. Then they are filled with 20 000 m3 compressed air to enable the wreck to float up two feet. The 11 starboard caissons apply a force of about 20 000 tons to the wreck.

    2. Then the wreck is shifted 30 meters eastwards by tugs and anchored. The wreck has no anchors!

    3. And then the 11 starboard caissons are sunk down 12 meters below waterline and re-connected to the wreck to enable final re-floating.

    How do you sink 11 starboard caissons 12 meters, when they are full of compressed air and apply 20 000 tons of force to the wreck?

  7. Attilio Regolo

    E per chiarezza, caro Giovanni, in realtà non mi aspetto alcuna risposta al quesito precedente semplicemente perchè non ci può essere al momento alcuna possibile risposta.
    Tutto il progetto di rimozione in atto in quel cantiere, infatti, ruota su un assunto di base su un valore atteso sperato e augurato e cioè quei fatidici 18.5 mt di pescaggio che qualche geniaccio del bunker tecnico di T/M
    ha voluto stimare per soddisfare le esigenze del committente.
    Purtroppo quel valore ideale lo puoi riscontrare solo a conclusione di un’operazione irreversibile avviata appunto con il fatidico taglio degli ormeggi e non ne puoi essere affatto certo in via preventiva.
    Ma è per questo che non ci si deve stancare di raccomandare tutte le precauzioni e la prudenza del caso prima di staccare quegli ormeggi e per di più con l’ansia e la fretta di acchiappare la finestra a cavallo di luglio-agosto.
    In fin dei conti, senza voler sembrare provocatorio, in quale ricovero provvisorio può al momento stare meglio rispetto a tutto il Mediterraneo quella grande nave abbacchiata e malandata se non in quella comoda brandina provvisoria protetta vincolata e stabilizzata che il genio dell’uomo le ha approntato a -30 mt sul fondale della costa del Giglio?
    Saluti.

  8. Attilio Regolo

    Giovanni, non vorrei sembrare troppo insistente, ma devo ripetere la domanda già rivolta a te e al forum di GiglioNews senza ricevere fino ad oggi alcuna risposta:

    “Cosa succede se a ormeggi irreversibilmente tagliati con la fiamma ossidrica e completata l’operazione di massimo rigalleggiamento della Concordia si dovesse riscontrare che tale galleggiamento risulta anche se di poco inferiore a quello previsto e atteso sulla carta?”

  9. Attilio Regolo

    E allora, cari Urs e Giovanni, se si deve rischiare di andare a finire di fare il rigalleggiamento della Concordia sotto ferragosto, tanto vale decidere fin da ora di soprassedere e far slittare il tutto di almeno una settimana dopo ferragosto.
    La situazione sull’Isola e d’intorni sarà più calma e le operazioni potranno proseguire con più serenità e sicurezza.
    Saluti e buona Domenica anche se con lo scirocco.

  10. Attilio Regolo

    Va bene ,Urs e Giovanni, cerchiamo di rimanere su un semplice livello di principio intuitivo di base, che tanto i dettagli tecnici non possono essere alla nostra portata
    E allora vi faccio osservare, sempre ragionando a braccio, che siamo praticamente alla settimana di vigilia di quella prevista per l’eventuale ora “x” di avvio del la prima fase del riflottaggio ed è appena sufficiente un po’ di mare mosso da scirocco per bloccare i lavori di completamento del sistema di rigalleggiamento con i cassoni P1 e P2 di prua di sinistra fermi su un rimorchiatore all’isola d’Elba.
    Vuoi vedere che di questo passo il riflottaggio si fa per ferragosto?
    Saluti.

  11. Giovanni Zardoni

    Nel frattempo anche uno dei due rimorchiatori oceanici che saranno impegnati nelle operazioni di traino a Genova, il “Resolve Earl”, è nella zona di Gibilterra in navigazione per Piombino, dove è atteso il 2 luglio alle 12.00 UTC. Vedremo quale sarà il secondo rimorchiatore nelle prossime ore, il “Blizzard” è ancora fuori zona.

  12. Caro Attilio, restiamo nel principio, non conosciamo i dettagli e l’operazione era un successo.
    Prima della rotazione anche la Titan non conosceva ogni forza possibile.
    Esempio: la forza necessaria per districare la rocca dello scafo dove era entrata. Avevano certamente previsto le riserve adeguate.

    .
    Ieri il rimorchiatore “Mario B” è partito da Livorno con le due ultimi cassoni di prua P1 e P2.
    Adesso è al Nord dell’Elba a velocità ridotta. Probabilmente resterà al ridosso davanti a Porto Ferraio.

    Il bollettino da stamattina alle 02:00 prevede per il Tirreno Settentrionale lo scirocco forza 7…

    Saluti
    Urs

  13. Attilio Regolo

    Ciao Urs, ti ringrazio per il tuo intervento a chiarimento della statica del raddrizzamento Concordia ma in mancanza di uno schema geometrico-statico di dettaglio rimangono alcune incertezze di fondo.
    Concordo con te che i cavi tra sommità dei cassoni e piattaforme sono in forte stato di tensione essendo delegati al tiro di ribaltamento dello scafo ma mi riesce difficile pensare che le piattaforme siano soggette allo stesso tiro che è invece destinato al fianco sinistro della nave per farlo appunto ruotare e raddrizzare.
    Bisognerebbe conoscere meglio posizione e funzionamento dei martinetti oleodinamici che stanno o sui cassoni o sulle piattaforme per avere un chiarimento definitivo ma quello di cui sono convinto è che le piattaforme non sono soggette a pericoloso tiro di trazione-estrazione bensì di compressione come reazione appunto all’azione di trazione dei martinetti.
    Saluti.

  14. Attilio, “…i cavi di collegamento tra la sommità del cassone con il suo martinetto e il parapetto obliquo della piattaforma non sembrano assegnati particolari gravosi compiti di carico ma solo funzione di trattenuta tensionale…”…
    …ma dove sarebbe allora l’utilità dei martinetti e dove era la forza che aveva effettivamente raddrizzato la nave? Non credo ai miracoli…

    Una forza tra un punto fisso e un punto volatile non esiste, la forza sarebbe zero. Esistono forze tra due punti mobili quando c’è una resistenza di frizione o altra; esempio l’aggancio tra la locomotiva e i vagoni.

    Uno schema semplificato è perfetto per mostrare il flusso delle forze principali, le forze secondarie interessano solamente la statica interna, nel nostro caso la statica dello scafo.

    Per raddrizzare la Concordia abbiamo solamente due punti fissi, le torri con martinetti, tra il relitto e la costa, e le piattaforme subacquee. Tutta la forza applicata è tra quelli due punti fissi. La disparità nel tiro sul relitto (le torri sopra la chiglia, le piattaforme in alto dello scafo, introducono nello scafo il momento necessario per la rotazione.

    Le torri hanno un lavoro quasi statico, di ritenuto, salvo piccole correzioni eventuali dell’asso longitudinali della Concordia.
    Le piattaforme tirano effettivamente il relitto nella posizione voluta.

    Dove sono installati i martinetti, in alto sui cassoni o al livello delle piattaforme non cambia niente alle forze, l’installazione e il controllo sott’acqua sarebbero semplicemente molto più difficile.

    Saluti
    Urs

  15. Giovanni Zardoni

    Mancava il pezzo:
    “4.6.2 SCOLLEGAMENTO DEGLI ORMEGGI PROVVISORI
    La Costa Concordia è stata mantenuta nella posizione attuale mediante un sistema d’ormeggio
    provvisorio. Ciascuno dei 7 ormeggi sarà tagliato utilizzando attrezzatura da taglio (ossiacetilene).
    Durante le operazioni di taglio il Snr Salvage Master e il Towmaster verranno informati in modo chiaro e
    costante sullo stato di avanzamento.”

  16. Giovanni Zardoni

    Ti incollo qui sotto il passaggio sul taglio degli ormeggi. Credo che sul galleggiamento abbiano un certo margine di sicurezza e diciotto metri e mezzo dovrebbe essere il massimo pescaggio atteso…

  17. Attilio Regolo

    Beh, ora , Pietro, stai ragionando da tutt’altro che da Ingegnere e per di più del settore marittimo.
    A te sembra interessare solo che la Concordia con tutti i suoi strascichi scompaia in un baleno come neve al sole dal panorama del Giglio così come è apparsa improvvisamente a gennaio del 2012.
    E allora la domanda di prima la rivolgo soprattutto a te: ti sembra ragionevole anzi razionale che in fretta e furia dopo due anni e mezzo in poco più di un mese si sia deciso irreversibilmente e senza alcun rimedio o via d’uscita alternativa di liberare la Concordia dai suoi vincoli davanti al Giglio per trasportarla nientepopodimeno che a Genova in quelle condizioni in cui si trova anche nel caso che si dovesse riscontrare qualche grave anomalia nella fase del riflottaggio come quello dello scarso livello di galleggiamento?

  18. Pietro Rinaldi

    Stai sereno .. è un consiglio che di questi tempi non è molto gradito, specialmente se pronunciato da un Toscano._ Però se starai sereno Tu sono sicuro che non me ne dispiaccerò più di tanto, anzi, l’attesa della dipartenza della Concordia trascorrerà più veloce._ Ma so che la partita non sarà finita e l’occupazione del porto del Giglio continuerà, come pure la presenza dei mezzi di lavoro e di qualche pontone intorno a punta Gabbianara._ Sarà forse meno forte la pressione ma ce ne vorrà almeno per un altro anno ed alla prossima primavera si discuterà ancora se consentire l’accesso alla cala di “mezzo” e del Lazzaretto, entrambe interdette da due anni e mezzo, così come le escursioni delle scuole di sub intorno alla secca della Gabbianara._ Spero altresì che nel porto sia nuovamente consentito il pernottamento delle imbarcazioni da diporto ed anche l’ancoraggio delle stesse a ridosso del maestrale davanti agli scogli dello scalettino fino a cala Lazzaretto … ed altro ancora … come il ripristino della visuale libera verso est e senza elementi che infondono angoscia e tristezza.

  19. Attilio Regolo

    Beh, Giovanni, ti confesso che questa cosa della totale irreversibilità dell’operazione distacco dalle piattaforme con taglio definitivo degli ormeggi mi risulta alquanto nuova e non mi tranquillizza affatto.
    Lo ripeto, che succede se ci si rende conto che il galleggiamento è inferiore a quello previsto per portare il relitto al Porto di Genova?

  20. Giovanni Zardoni

    Caro Attilio, il rigalleggiamento è una azione irreversibile, non si può ricollocare la Concordia sulle piattaforme, questo è stato chiaro sin dall’inizio… Tanto che i sette ormeggi verranno tagliati con la fiamma ossidrica….

  21. Attilio Regolo

    Caro Pietro, stai sereno, ormai siamo alle porte coi sassi, fra pochi giorni sapremo la verità su quel cantiere davanti a casa tua al Giglio.
    Noi come cittadini grossetani di fronte ad un evento storico come quello della Concordia abbiamo solo cercato di partecipare al relativo dibattito con la massima intensità possibile e con le nostre competenze basse o elevate che siano.
    I molteplici problemi emersi e discussi non li abbiamo inventati noi, erano già sul campo, si trattava di vederli
    e metterli in evidenza senza infingimenti o opportunismi di parte.
    Non so se tutto questo dibattito su GiuglioNews sia stato utile a qualcuno, a me senz’altro perché mi ha tenuto intellettualmente vivo e vegeto soprattutto dopo che sono andato in pensione dalla mia amata quarantennale attività scolastica.
    Saluti.

  22. Attilio Regolo

    E comunque, Urs, giunti a questo punto dovrebbe essere evidente a tutti, favorevoli o contrari, che almeno la fase del rigalleggiamento in cantiere della Concordia al Giglio non è più rimandabile.
    Perchè questa fase del preventivo rigalleggiamento costituisce la vera e propria “prova del fuoco” per tutta l’impresa in atto.
    Se suddetto rigalleggiameno riuscisse senza contoindicazioni ostative, infatti, è del tutto evidente che si potrebbe andare avanti tutta nel conseguente aggancio a traino verso Genova.
    Se invece da quella prova preliminare fondamentale di cantiere dovessero emergere difficoltà o rischi eccessivi allora nulla osta dal poter ridepositare la grande nave sulla suo letto di riposo artificiale davanti a Punta Gabbianara per vedere di rimediare agli eventuali malfunzionamenti in attesa che il vicino ricovero di Piombino sia finalmente pronto.
    Saluti.

  23. Attilio Regolo

    Mah, Urs, nello schema da te riportato da “the parbukling project”, estremamente semplificato e senza alcun dettaglio statico funzionale, al cavo di collegamento tra la sommità del cassone con il suo martinetto e il parapetto obliquo della piattaforma non sembrano assegnati particolari gravosi compiti di carico ma solo funzione di trattenuta tensionale al cui effetto ribaltamento verso terra farebbero comunque contrasto oltre ovviamente l’attrito anti sfilamento delle gambe lato mare anche il piano inclinato del fondale naturale e il riempimento di sacchi di cemento lato terra.
    Nel caso invece di ancoraggio alla piattaforma del relitto spostato a mare suddetto ribaltamento stavolta verso mare non appare adeguatamente contrastato specie rispetto ad uno sfilamento delle gambe lato terra.
    Comunque la visione apocalittica di Anders Bjorkman e Jim Harris sulla possibilità di cedimento a pezzi dello scafo una volta risollevato dalle piattaforme non la condivido affatto: uno scafo di costruzione recente come quello della Concordia che ha resistito brillantemente al tiro di rotazione-raddrizzamento dovrebbe essere ancora strutturalmente quasi integro.
    Saluti.

  24. Pietro Rinaldi

    Attilio ti sei tirato dietro risposte esaurienti a sufficienza ??_ Adesso presenta un altro argomento basato su una prevedibile disgrazia (credo che ormai ti stanno finendo) …. comunque come vedi NON SEI L’UNICO !

  25. Attilio, da dove viene la tua insistenza che le piattaforme non accetterebbero forze orizzontali? Allora la rotazione sarebbe stata un vero miracolo…

    Tutte le forze necessarie per il raddrizzamento erano il fatto dei martinetti sui cassoni. I cavi di trazione andavano dei martinetti alla parte elevate delle piattaforme (l’unica utilità della parte obliqua, adesso tolta).

    All’inizio i cavi scendevano con un angolo da 40° circa, cioè la direzione della forza risultante sulla piattaforma. Con le componenti verticale (l’estrazione dei piloni) e orizzontale (la flessione dei piloni).
    >>> http://theparbucklingproject.com/multimedia_detail.php?eid=UEQCEwdeA2IEOA%3D%3D&cat=progetto&type=video

    Saluti
    Urs

  26. Anders, non capisco perché è così difficile per le persone a credere che il Concordia è stato talmente danneggiato che quando viene rimessa a galla, cadrà a pezzi. Sono d’accordo che il metodo migliore per la rimozione sarebbe stata la demolizione della nave in cui è affondato. Dopo che coud hanno ripulito tutti i problemi ambientali.

    Il progetto Concordia non è mai stato sulla rimozione della nave. Si trattava di rendere le aziende e le persone politicamente legate ricco – e circa riempire le tasche dei politici.

    Anders, I don’t understand why it is so difficult for people to believe that the Concordia has been so damaged that when it is refloated, it will fall apart. I agree that the best method for removal would have been demolition of the ship where it sank. After that they coud have cleaned up any environmental problems.

    The Concordia project was never about removing the ship. It was about making politically connected companies and people rich – and about lining the pockets of the politicians.

  27. Anders Bjorkman

    Ho la sensazione netta che non funzionerà come spiegato al http://heiwaco.com/news811.htm.
    Penso che il relitto si rompe quando lascia il fondo.
    E che società di rimorchio deve essere utilizzato?

  28. Giovanni Zardoni

    Il problema che pone Attilio a mio modesto parere non sussiste:
    1) l’ormeggio sarebbe assolutamente provvisorio ed inserito nella famosa “finestra di mare calmo”, quindi nessun mare mosso in vista;
    2) ci sono ancora le anchor block , che credo possano nel caso rilasciare il cavo necessario tramite gli strand jack sulle torri, oltre che le piattaforme ed i rimorchiatori… (non quelli oceanici che saranno agganciati ad assetto raggiunto).

  29. Attilio Regolo

    Insomma , Daniela, più si riesce ad approfondire il problema e più si avverte una sgradevole crescente sensazione di approssimazione e azzardo in questo progetto di rigalleggiamento del relitto Concordia in 6 giorni e 4 fasi davanti a Punta Gabbianara al Giglio.
    Mi chiedo allora se non ha ragione Pietro Rinaldi a lamentarsi della farraginosità di tutta la procedura e se non è meglio invece allontanare avanti tutta dagli scogli del Giglio quel dannato relitto non appena distaccato dal fondale artificiale.
    D’altra parte è comprensibile che prima di far affrontare a quello sgangherato convoglio un viaggio rischiosissimo a traino di una settimana attraverso l’intero Tirreno Toscano fino al mar di Liguria si voglia effettuare con calma tutte le prove di verifica del caso completando in loco il montaggio del sistema e il rigalleggiamento forzato progressivo della nave fino alla quota strettamente necessaria per il suo successivo primo ricovero provvisorio nel Porto di Genova.
    Ma a questo punto viene naturale chiedersi se tutto questo enorme complesso e rischioso gioco avviato varrà davvero la grande candela che è stata accesa su quel benedetto cantiere del Giglio.

  30. Pietro Rinaldi

    Attilio è un periodo che vedi problemi da tutte le parti e se non li vedi ne ipotizzi altri._ Ma secondo te tutto quel plotone di tecnici ( che hai osannato per due anni) che compone lo staff della Concordia ha smarrito completamente i neuroni ?_ Oppure secondo te le ancore della Concordia sono più pesanti di una piattaforma o di due o di tre ._ E gli anchor block sono stati demoliti ?? O ancora le dodici torrette non possono funzionare da bitta e i rimorchiatori staranno lì a guardare lo spettacolo o avranno qualche funzione ??

  31. Attilio Regolo

    E non per ingenerare solo dubbi e sospetti , Daniela, ma tu ci metteresti la mano sul fuoco sulla reale capacità di quella piattaforma di sostenere sforzi in direzione diversa da quelli che ha dovuto sostenere quando gli è stata appoggiata sopra la Concordia nella rotazione-parbuckling del 16 settembre attutita dai cassoni semivuoti?
    E si badi bene, con tutto il rispetto e la fiducia per la stabilità e fedeltà costruttiva al progetto della base di appoggio della piattaforma, ciò che è stato destinato a funzionare a compressione disponendo di una base rigida infinita quale il fondale granitico del Giglio non è detto affatto che riesca a sopportare azioni di trazione o flessione consistenti quali quelli determinati dal tiro con vento e mare mosso come potrebbe statisticamente accadere in quei giorni di stazionamento della Concordia distaccata e dislocata a 30 mt dalla stessa piattaforma.

  32. Attilio Regolo

    Attenzione Daniela, che quelle piattaforme sono nate per reggere il peso della nave appoggiata non il tiro a mare della nave spostata.
    Saluti.

  33. Daniela Robasto

    non si sposteranno immediatamente in mare aperto perchè hanno bisogno di vincolarsi in maniera solida a qualcosa (alle piattaforme sommerse) mentre finiscono di allineare i cassoni lato dritta (sono ancora tutti posti troppo in alto: i due cassoni di prua lato destro devono finire a filo acqua, come i due di poppa lato sinistro che hanno appena finito di montare), inserire delle catene che non hanno ancora potuto mettere ed eventuali altre.
    30 metri non è che la metà della larghezza attuale del pacchetto: per avere un’idea basta guardare la webcam parbuckling per avere un’idea di dove finirà nel primo step. Lo stop del traffico è perchè in quei 30 metri ci saranno rimorchiatori ed altri mezzi in movimnto, soltanto per una questione di sicurezza. Poi quando sarà vincolata, il traffico potrà riprendere. Stessa logica quando inizierà il rimorchio e dovranno stendere i cavi ai due rimorchiatori (taglierebbero in due il corridoio).

  34. Attilio Regolo

    E comunque, con tutto il rispetto che merita un professionista del livello e della qualità dell’Ing. Porcellacchia, come fa però a dire che le attività portuali del Giglio e il suo traffico turistico subiranno solo qualche ora di interruzione e precisamente 6 ore durante la prima fase del pregalleggiamento e 4 ore nell’ultima fase prima dell’allontanamento definitivo quando la settimana circa, se tutto andrà liscio ovviamente, necessaria per svolgere tutte e quattro le fasi in quell’enorme cantiere aperto e allargato davanti e a fianco di Giglio Porto non è al momento precisabile essendo solo ipotizzabile tra quelle comprese tra il 13 Luglio e l’8 agosto e quindi coincidente proprio con il periodo di punta del traffico turistico stagionale estivo?

  35. Attilio Regolo

    I delfini con videocamera sulla groppa a filmare da prospettiva subacquea l’affondamento della Concordia…..
    Esilarante, Jim, se Fellini fosse redivivo ti assumerebbe subito come scenografo preferito.
    Parlando in termini più seri, le quattro fasi sintetizzate dall’Ing. Porcellacchia appaiono abbastanza chiare e dimostrano il perché ci sia assoluto bisogno di una finestra temporale di calma meteomarina di ben 15 giorni per effettuare appunto rigalleggiamento aggancio ai rimorchiatori e traino fino a Genova.
    Certamente un uomo della sua esperienza e responsabilità conoscerà senz’altro bene le insidie riposte in questa operazione praticamente mai sperimentata prima al mondo ma ovviamente non le va a sbandierare ai quattro venti.
    Per esempio, cosa accadrebbe se ci si rendesse conto che per ottenere quei primi due metri di galleggiamento parziale sopra le piattaforme si sia dovuto ricorrere all’impiego di un maggior margine di riserva del volume di rigalleggiamento dei cassoni per una sottostima iniziale del peso del relitto?
    E poi, come si pensa di vincolare e ancorare la nave con i suoi cassoni per ben 2-3 giorni quando sarà spostata di 30 mt ad est rispetto alle piattaforme e quindi senza più il paracadute che sta sotto?
    Saluti.

  36. Pietro Rinaldi

    Leggo che la prima fase di rigalleggiamento durerà circa 6 ore: non si capisce bene il perché si dovrebbe sospendere l’arrivo o la partenza dei traghetti, visto che la Concordia sarà allontanata di circa 30 metri verso est, cioè verso il continente._ Altri due giorni per eseguire alcuni interventi di “aggiustamento”tenendo ormeggiata la nave._ Ultimati questi necessari lavori non comprendo perché il relitto non venga subito trainato a largo e contemporaneamente non possano procedere allo svuotamento completo dei cassoni per arrivare gradualmente al rigalleggiamento finale nel corso del traino, ovviamente effettuato alla minima velocità._ A Civitavecchia è nel frattempo arrivato un grosso Yacht (lungo circa 40 m) che si chiama Sea Owl …… Spero che prosegua la sua crociera dando un timido sguardo da lontano alla Concordia, passando tra il Giglio e l’Argentario, e poi SPARISCA ALL’ORIZZONTE.

  37. While this important meeting was taking place, I was spending my time training a team of fearless dolphins to swim along side the Concordia with video cameras strapped to their backs. We will be broadcasting the towing of the Concordia via GufoVisione.it. I know you’ll all want to see the sinking from an underwater perspective.

    Oh, if Mr. Fellini were alive today, how he would love this circus.

    Mentre questo importante incontro si stava svolgendo, passavo il mio tempo la formazione di un gruppo di delfini senza paura di nuotare lungo il lato della Concordia con videocamere legati alle loro spalle. Saremo trasmettendo il traino della Concordia via GufoVisione.it. So che sarete tutti volete vedere l’affondamento da una prospettiva subacquea.

    Oh, se il signor Fellini fosse vivo oggi, come avrebbe amare questo circo.

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