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Via libera del Governo alla rimozione della Concordia

Via libera del Governo alla rimozione della Concordia
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Foto G. Modesti

E’ stato il Presidente del Consiglio Renzi in persona ad annunciarlo nella Conferenza Stampa al termine del Consiglio dei Ministri. “Capisco le ragioni di chi spingeva giustamente per altri porti – ha detto il Premier – ma l’esigenza di non perdere ulteriore tempo è stata prioritaria nell’approvazione del progetto di Costa Crociere che prevede il trasferimento a Genova.”

Il Comunicato Ufficiale – Il Consiglio dei Ministri ha approvato la delibera che sancisce l’approvazione del progetto di rimozione del relitto della motonave Costa Concordia dall’Isola del Giglio ed il suo trasferimento presso il porto di Genova. La decisione ha reso necessario il pronunciamento del Consiglio dei Ministri poiché nella conferenza di servizi appositamente convocata l’ accordo è stato votato a larga maggioranza, ma non all’unanimità. Il Consiglio ha approvato il progetto per il trasferimento e lo smaltimento del relitto della nave Costa Concordia, proposto dalla Costa Crociere SpA con le prescrizioni assunte dalla stessa Conferenza dei servizi, allo scopo di allontanare il relitto dall’Isola del Giglio entro il mese di luglio e di avviare lo smantellamento del relitto nel più breve tempo possibile. La delibera consente di arrivare ad un determinante passaggio della complessa procedura che ha visto impegnata la Protezione civile a seguito del naufragio avvenuto nel gennaio del 2012.

La soddisfazione di Costa Crociere – “L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del progetto per il trasferimento del relitto della Concordia a Genova, per il successivo avvio a smaltimento e riciclo, ci consente ora di vedere sempre più vicino il compimento di quell’impegno che la Compagnia ha assunto due anni e mezzo fa: rimuovere il relitto della Concordia dall’Isola del Giglio il prima possibile e in sicurezza”. Così Michael Thamm, ad di Costa Crociere commenta la decisione del Consiglio dei Ministri. “Il traguardo è vicino – scrive Thamm in una nota -. Ci troviamo a due settimane dal possibile rigalleggiamento. Affronteremo la fase finale con l’impegno e l’attenzione che sin dall’inizio abbiamo messo in questo progetto non privo di sfide, impiegando le migliori professionalità e tecnologie, nel rispetto dei più elevati standard di salvaguardia ambientale e in piena collaborazione con le autorità”.

Tra 15 giorni il rigalleggiamento – Con il via libera al rimorchio del relitto della Concordia a Genova, gli oltre 350 tecnici di Titan Micoperi, impegnati nelle operazioni di rimozione, “possono ora procedere speditamente alla conclusione delle operazioni preparatorie al rigalleggiamento del relitto”, si legge nella nota di Costa Crociere. Attualmente restano da installare solo 2 del totale di 30 cassoni necessari per far rigalleggiare la nave. L’avvio delle operazioni di rigalleggiamento è previsto entro la metà di luglio, previa autorizzazione da parte dell’Osservatorio di Monitoraggio, e l’allontanamento definitivo dall’Isola del Giglio potrà avvenire quindi entro la fine dello stesso mese. “L’ultimo viaggio della Concordia avverrà sotto la guida di Titan Micoperi, il consorzio già incaricato delle attività di rimozione del relitto nel cantiere dell’Isola del Giglio – ha spiegato Thamm -. Una volta a Genova, potremo contare sulle forti capacità tecnico-gestionali del consorzio formato da Saipem, che curerà gli aspetti ambientali delle operazioni di smaltimento della Concordia, e da San Giorgio del Porto, il primo cantiere in Italia ad essere iscritto all’albo speciale delle imprese di demolizione navale e storicamente attivo nel settore delle riparazioni e trasformazioni navali. La solidità tecnica e finanziaria di Saipem/SGdP rappresenta un’importante garanzia per il progetto”. I dettagli sulle ultime fasi del progetto di rimozione del relitto della Concordia – rigalleggiamento, trasporto e smaltimento/riciclo – saranno illustrate in dettaglio da Costa Crociere e dai propri partner nei prossimi giorni.

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18 commenti

  1. Alida Carletti

    Ora che finalmente anche il grande cetaceo della Concordia se ne andrà presto, in questo gioiello di isola rimarranno i suoi piccoli animali lasciati nell’incuria e nelle malattie che offuscano la sua bellezza agli occhi del turista.

  2. Giovanni Zardoni

    E’ in corso l’installazione dell’ultimo cassone di prua.
    Il primo dei due rimorchiatori oceanici che traineranno la Concordia nel suo ultimo viaggio, il “Resolve Earl”, è arrivato stamane a Piombino ed il secondo, ovvero il “Blizzard”, è salpato ieri sera dall’Olanda ed arriverà al Giglio il 12 luglio. Ormai ci siamo.

  3. Renzi is full of beans and gas.

  4. Attilio Regolo

    Ciao Urs, probabilmente siamo agli ultimi “battibecchi” su questo straordinario forum di GiglioNews sulla Concordia , godiamoceli.
    Certamente hai ragione quando affermi che il galleggiamento di progetto avviene fino al limite del sopraggiungere dei cassoni bassi al pelo dell’acqua.
    Si tratta però di sapere se questi cassoni vi giungono completamente riempiti d’aria oppure con margine d’acqua all’interno perché nel secondo caso si potrebbe spingere il galleggiamento oltre i circa 12 mt previsti e quindi con i cassoni bassi che fuoriescono dal pelo dell’acqua.
    Naturalmente accantoniamo, ma solo per scaramanzia, l’ipotesi estrema dell’impossibilità anche a cassoni sia bassi che alti completamente svuotati d’acqua, di riuscire a distaccare la nave dal fondale, perché cioè significherebbe una grave sottostima iniziale del peso della stessa acqua interna compresa e di una errata sovrastima della spinta residua iniziale.
    Non penso però si debba escludere del tutto infine anche il caso limite di una spinta iniziale a cassoni vuoti d’acqua appena sufficiente per il distacco ma che viene equilibrata sia dal peso della nave che dalla perdita di spinta residua man mano che lo scafo riemerge così da lasciare sospesa la nave a mezz’acqua tra -30 e -20 mt.
    Saluti cordiali.

  5. Pietro Rinaldi

    Nei momenti di “ripensamento” caro Attilio leggo, come nel tuo ultimo commento (ma lo hai fatto spesso) che oltre alle “pervicaci” infinite domande-problema sulle problematiche Concordia, inserisci, subito dopo, la risposta adeguata o comunque più ragionevole.__ A Franco Pepe che si pone la domanda se per i Gigliesi basta che si alzi Quanto Basta per poterla portare via da lì … o no ? Direi senz’altro di SI (maiuscolo) fatti salvi quelli che ancora credono che conservarla a punta Gabbianara possa costituire un affare economico …. alla barba di tutto il resto.

  6. Giovanni Zardoni

    Bravo Franco, ottima risposta. Speriamo che a questo punto Attilio si convinca della bontà delle operazioni…

  7. Dall’inizio del progetto nel 2012, T/M avevano il pescaggio finale a 18 m, non hanno cambiato niente. Qualche confusione era introdotta solamente nel nostro forum…
    Oggi scrivono da 18.50, altrove da 18.40. La differenza da 40 o 50 cm è semplicemente lo spessore delle catene sotto lo scafo.

    Le 18 m non sono un massimo, né un minimo, è la quota costruttiva. Cosi la linea di galleggiamento concorda con la superficie dei cassoni bassi. Ci sono certamente riserve di spinta per arrivare alle 18 m in ogni caso, ma alzare i cassoni fuori dell’acqua è impossibile, la spinta relativa sarebbe perduta.

    Saluti
    Urs

  8. Attilio Regolo

    E per concludere almeno per il momento su questo argomento, Daniela, in realtà non penso affatto che i progettisti T/M abbiano “toppato” i calcoli sul pescaggio, poichè anche in mancanza di una conoscenza perfetta dei parametri precedentemente citati si saranno senz’altro garantiti un adeguato margine di manovra e sicurezza.
    In fin dei conti il pescaggio di “targa” dei 18.5 mt è sempre stato considerato solo un obbiettivo minimo orientato agli eventuali ricoveri portuali italiani più praticabili e disponibili quali Piombino, Civitavecchia e Genova e quest’ultima, anche se più lontana e disagevole, si è mostrata in definitiva di gran lunga la più dinamica organizzata e interessata per accogliere immediatamente e per operare sul grande relitto della Concordia.
    Saluti.

  9. Il porto di Genova Voltri ha un fondale minimo di -20, dove è previsto di attraccare Concordia si arriva a – 22. In ogni caso per i Gigliesi basta che si alzi Q.B. per poterla portare via da lì … o no ?

  10. Attilio Regolo

    Ma proprio qui sta il punto, Daniela.
    Conoscono senz’altro la geometria dei cassoni, ma non sono sicuro che conoscano on precisione il peso della nave la sua spinta residua e il peso dell’acqua confinata.
    In fin dei conti basta sbagliare di 1000 mc o di 1000 tonn e già la nave può galleggiare in più o in meno di 1/4 di mt circa.

  11. Daniela Robasto

    penso sia un’evenienza remota: conoscono il peso dell’acqua che rimarrà confinata, conoscono il peso della nave e la spinta residua che svilupperà, conoscono il peso dei cassoni e la relativa spinta esercitabile… non hanno altre incognite particolari.

  12. Attilio Regolo

    E comunque, Giovanni e Daniela, a parte le considerazioni sullo stress delle maestranze, in realtà c’è una domanda che continua ad occupare la mia mente da molto tempo senza riuscire a darmi una risposta esauriente e che qui voglio ripetere:
    “Se alla fine dell’operazione di rigalleggiamento a metà o fine luglio ci si rendesse conto che il pescaggio del relitto non riesce in alcun modo a raggiungere i previsti 18.5 mt minimi necessari per il ricovero a Genova-Voltri quali provvedimenti o decisioni si pensa di prendere per risolvere il grave problema?”

  13. Attilio Regolo

    Senza considerare lo stato d’animo delle maestranze , sotto pressione da mesi, che stavano già pregustando un break anche per godersi i mondiali di calcio in Brasile con la squadra USA che rischia di andare ai quarti di finale se supera il Belgio stasera, e per potersi riposare un po’ staccando la cavalla per almeno una settimana sotto il caldo e l’afa di ferragosto che se lo sono ampiamente meritato , come tutti i cristiani di questo mondo, magari percependo un po’ di salario in più e invece niente di tutto questo, a massacrarsi ancora e di più perché i camalli genovesi non possono aspettare.
    Saluti particolari a Giovanni Zardoni e Daniela Robasto.

  14. Giovanni Zardoni

    Basta Attilio… Una decisione giusta. Il cronoprogramma consente anche dei margini, il team non sarà sottoposto a stress. Prima parte e prima arriva a Genova. Questo è quel che più conta per l’Isola del Giglio, ed infatti il Comune ha espresso parere favorevole, che è quel che più conta. Regione e Provincia tifavano solo per avere la nave a Piombino, non a risolvere il problema in tempi rapidi…

  15. Daniela Robasto

    avevo letto la relazione della protezione civile ante-parbukling in cui si evidenziava il raggiungimento di parti dello scafo del limite di snervamento (soprattutto della prua) dovendo lo scafo rimanere appoggiato sui due speroni rocciosi. Poi con la scelta del 2013 di ruotarla finita la stagione estiva si sono persi circa 3 mesi e l’impossibilità di sollevarla e portarla via, posticipando tutto al 2014 (ora). Nel frattempo le condizioni della stessa non sono rimaste cristallizzate al 2013 soltanto perchè è rimasta appoggiata ad un falso fondale… Piombino intanto ha realizzato le banchine, non ha dragato ancora nulla e non solo, non ha ancora realizzato nessun impianto necessario allo smaltimento dell’ingombrante rifiuto. Neppure dicono che per settembre tutto questo ci sarà… ma che verrà realizzato successivamente… si dimentica che si sta parlando di soldi e lavori pubblici, mentre Costa fino ad ora ha realizzato tutto quanto grazie a soldi privati, altrimenti come diceva Gabrielli saremmo ancora alla formula del “caro amico”. I tecnici costa hanno ribadito che durante la fase di rigalleggiamento, salvo rari casi, non verrà bloccato il porto per un mese di fila (poche ore nelle fasi più critiche e dove il rischio interferenze con la navigazione civile potrebbe essere maggiore). Ridomando, l’amministrazione comunale, le associazioni dei commericianti in fase di conferenza hanno richiesto compensazioni (anche non meramente economiche) agli eventuali disagi di questa specifica fase?

  16. Attilio Regolo

    Mi scusi Sig. Manasse, cerchiamo di non aggiungere confusione a confusione.
    Quella nave è già abbondantemente affondata fin dal gennaio del 2012.
    Il cantiere al Giglio è servito proprio ad evitare l’inabissamento in fondale più profondo.
    Insisto con il dire che questa gigantesca e complessa operazione del rigalleggiamento allo scopo del successivo allontanamento non aveva bisogno di questa improvvisa accelerazione solo perché il Porto di Genova ha presentato in fretta e furia un suo progetto di smaltimento.
    Il risultato è che non solo la squadra operativa di T/M ma anche l’intera organizzazione locale insulare che sovrintende ai lavori saranno ora sottoposte ad uno stress notevolissimo per rispettare i nuovi tempi imposti e non c’è cosa peggiore in casi ostici e complessi come questo della rimozione del gigantesco relitto Concordia dal Giglio che fare le cose con l’ansia spasmodica di completare le operazioni in tempi diventati ormai troppo inesorabilmente stretti.
    Saluti.

  17. Giacomo Manasse

    A me sembra invece una decisione giusta e opportuna..cosa dobbiamo aspettare ? Piombino non è attrezzato , aspettiamo che la nave affondi ? La volontà della regione e provincia mi sembra da considerare subordinata a quella della presidenza del Consiglio.

  18. Attilio Regolo

    Una decisione drastica, quella della Presidenza del Consiglio, presa contro la volontà espressa dai massimi organi politici e amministrativi, Regione e Provincia, che hanno giurisdizione diretta nel territorio locale e quindi anche sul cantiere Concordia.
    Veramente incomprensibile.
    Un errore politico e tecnico grave.
    Saluti.

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