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Concordia, Costa deve chiedere dissequestro

CONCORDIA, COSTA DEVE CHIEDERE DISSEQUESTRO

rimozione installazione cassoni concordia refloating isola del giglio giglionewsPer poter smantellare la Costa Concordia la compagnia Costa Crociere spa deve chiedere al tribunale di Grosseto il dissequestro della nave. Ma l’istanza necessaria, cioè la richiesta formale ai giudici, non è ancora stata presentata dai legali della compagnia, che hanno deciso di presentarla in base all’andamento delle udienze di questa settimana a Grosseto.

È quanto si apprende a margine dello stesso processo. La nave, infatti, è fonte di prova: per essere smantellata, parzialmente o totalmente, serve l’ok del Tribunale di Grosseto al dissequestro, mentre per il traino dal Giglio a Genova nel mare Tirreno potrebbe bastare un’ordinanza che autorizza il trasferimento, mantenendo comunque la Concordia sotto sequestro.

Traino e smantellamento sono due fasi distinte che il tribunale potrebbe, quindi, affrontare con due decisioni diverse. L’ufficio legale di Costa attenderebbe lo svolgimento delle udienze  dedicate ad approfondire perizie ed aspetti tecnici, pensando che potrebbero provenire eventuali nuove evenienze. Non solo. Anche quando il tribunale riceverà l’istanza di Costa, a sua volta, il collegio giudicante, prima di decidere, dovrà richiedere un parere favorevole della procura di Grosseto.

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25 commenti

  1. Maurizio Scholl

    A pensarci bene Pietro Rinaldi ha perfettamente ragione. Si potrebbe allestire un bel campo d’immersione con tanto di corpi morti dove ormeggiare le barche e sagole di risalita dove posizionare bombole di emergenza e step per la decompressione. La vicinanza al Porto permetterebbe immersioni in notturna. Si, sarebbe un buon richiamo per centinaia di appassionati.
    Spero che la questione si risolva. Il problema mi pare di capire è tra Costa e MinAmbiente. Spero che Costa dopo tutto quello che ha combinato non si agrappi alle piattaforme per avere uno sconto sulla multa che giustamente deve pagare.
    La causa sul risarcimento per danni di immagine tra Comune di Isola del Giglio e Costa dovrebbe viaggiare su un altro binario.

    Io , caro Pietro, non ho un curriculum subacqueo grandissimo. Avrò fatto una cinquantina di immersioni in acqua. Ogni volta ho sforato le quote prefissate. Una volta mi sono trovato a -90 senza neanche accorgermene. Sono riuscito a terminare la decompressione senza utilizzare il bombolino di emergenza che pendeva dalla barca a -9.
    In camera iperbarica ho fatto migliaia di immersioni. Una volta ci lavoravo con le camere iperbariche, tanto che mi sono preso una specializzazione in medicina subacquea.
    Un saluto

  2. Daniela Robasto

    http://www.youreporter.it/gallerie/La_Concordia_con_tutti_i_cassoni_di_galleggiamento_le_foto/#6

    da questo link può vedere lo stato dell’arte con i cassoni di poppa a dritta ancora da calare

  3. Claudia Di Giuseppe

    @Robasto: al contrario, non confermo nulla 🙂 . ‘Molti sub’, non è la maggioranza dei sub. Sono solo ‘molti’. Molti altri hanno brevetti che permettono di scendere ben oltre i 30mt e fino alla base della struttura. Inoltre, e la piattaforma Paguro di Ravenna ne è testimonianza, le specie animali non si insediano solo sul fondo o nella struttura, ma vi nuotano intorno, arricchendo sicuramente la zona.
    @Scholl: Lei ha ragione, ma sa, non sono necessarie le piattaforme per fare un sub idiota e senza responsabilità. E di questa ultima specie, anche se fortunatamente rara ma purtroppo non in via di estinzione, se ne trovano esemplari sia che si immergano su un relitto, che in grotta, che in mare aperto, che in parete, che sulle ipotetiche piattaforme. Poi chiaramente sta in chi accompagna la gente sott’acqua mettere i dovuti paletti ed evitare le ‘teste calde’.
    In ogni caso, il mio era un intervento solo per dire che se il danno per lo smantellamento è eccessivo, non sarebbe male lasciarle lì, queste piattaforme. Fare in modo che madre natura le ripopoli e rendere particolare un punto di immersione che, ricordo, esisteva già, non sarebbe ex-novo. Lo smantellamento delle piattaforme, che danni provocherebbe? Perchè la Gabbianara era un’immersione fantastica (diving o non diving), se non si può ripristinare l’originale, almeno che si cerchi di non deturparla ulteriormente con lo smantellamento (se provoca altre distruzioni).
    Saluti cordiali

  4. Attilio Regolo

    E a proposito della “solida rimotivazione” per una lunga permanenza di quelle piattaforme, Maurizio, non intendo certo riferirmi alla eventualità che le stesse debbano provvedere per forza in futuro al sostegno di un altro peso da decine di migliaia di tonnellate come quello della Concordia, ma più semplicemente al fatto che, ormai sussistendo sul posto anche se con struttura e robustezza sovradimensionata, potrebbero essere comunque utilizzate come ampia area piana di appoggio subacqueo complessiva (l’estensione è circa quella di un campo di calcio) per una qualche applicazione da ideare e che si presenti veramente vantaggiosa per l’isola e i suoi abitanti.
    Saluti.

  5. Daniela, quando misuro nello schema generale, l’altezza dei cassoni alti è da 28 m circa, quella dei cassoni bassii è da 18 m circa.
    Gabrielli intanto scriva da 33,05 m e da 21,80 m, vedi Gabrielli alla Camera >>> http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/AudizioneVIIICamera17apr2014aggiornamentoConcordia.pdf#page=10

    Supposto che la Concordia riposi veramente a -30 m e che i cassoni di prua siano installati più in alto da 4/5 m sopra la chiglia, la parte dei cassoni fuori dell’acqua sarebbe in questo momento >>>
    33 m (Gabrielli) – 30 m (falso fondale) + 4/5 m = 7/8 m fuori del mare.
    Con la webcam Saraceno questa stima è plausibile, ma non sullo schema.

    Non ho visto foto recenti con i cassoni alti alla poppa.

    Saluti
    Urs

  6. Attilio Regolo

    Hai proprio ragione,Maurizio, quello delle piattaforme è proprio un bel problema.
    Sono state realizzate per un fondamentale scopo specifico cioè di permettere il raddrizzamento e il sostegno della Concordia affondata e sono costate un mucchio di soldi ma una volta che la nave sarà rimossa non avranno più ragione di esistere.
    A meno che non si riesca a trovare una solida rimotivazione per una loro prolungata permanenza là sotto a Punta Gabbianara.
    In fin dei conti sommerse come sono a 30 mt di profondità non danno alcun fastidio alla vista del panorama davanti alla costa del Giglio e non costituiscono alcun particolare pericolo al traffico marittimo e turistico dell’Isola.
    Saluti.

  7. Pietro Rinaldi

    No, non arrenderti Maurizio, proprio Tu che da quanto ho capito hai avuto esperienza dei fondali Gigliesi._ Potresti spiegare a qualche partecipante del forum che l’interesse è, in molti casi, la osservazione o fare due fotografie e ritornarsene a galla e poterlo raccontare ??._ Potresti confermare, a chi non conosce l’Isola, che bastano 10 o 15 minuti di immersione, oppure ancora che già queste semplici attività attirerebbero migliaia di turisti – sub._ E poi ancora che le acque dell’Isola ti permettono di vedere i fondali fino a 30 metri di profondità anche da una imbarcazione ?_ Esiste altresì la platea dei turisti a cui piace l’apnea e che immergendosi senza tanta maestria fino a 8 – 10 metri riuscirebbero a vedere tutti quei fondali ?__ Vorrei inoltre chiedere agli interlocutori del forum dove vedono le speculazioni sulle disgrazie altrui !! La disgrazia ha interessato la Concordia, ma anche l’Isola del Giglio._ Il porto è sotto occupazione da due anni e mezzo, lo smantellamento di quelle enormi piattaforme prolungherebbe sine die queste servitù ed il sequestro di quel ramo di costa tra i più ambiti per chi non vuole allontanarsi dal porto in barca o in gommone, specie con mare non tanto sicuro._ E infine lasciate (e già l’ho detto) perdere i crolli e le manutenzioni delle strutture subacquee …… altrimenti dovremo cominciare a parlare anche delle rocce di granito in bilico che incombono dall’alto a pochi metri dalla costa dove si deliziano i bagnanti o chi vuole solo prendere il sole sugli scogli !!

  8. Maurizio Scholl

    Boh.. che vi devo dire? Nel mio intervento precedente volevo solo mettere in guardia chi con ilDivig lavora da facilonerie eccessive perchè una volta che scendi a -30 è molto facile che ti ritrovi a -50. Quindi maggiore necessità di aria e tempi di decompressione che si allungano. Ma mi sembra che la Claudia sappia il fatto suo e se mai si troverà nella necessità di organizzare immersioni sul sito prenderà i dovuti accorgimenti per far si che nulla vada storto.

    Sulla permanenza delle strutture non saprei come esprimermi. A quanto ho capito è in atto una richiesta di risarcimento danni da parte del ministero dell’ambiente Vs Costa e contemporaneamente una richiesta di risarcimento danni da parte del comune del Giglio Vs Costa.
    E’ necessario un parere da parte del min. ambiente, Marina mercantile, Marina militare e chissà quanti altri soggetti. Un bel casino davvero.

    Dopo non si faranno attendere le critiche di chi mi-ci-vi accuseranno di voler lucrare su una tragedia.
    Io alzo bandiera bianca.

  9. Daniela Robasto

    quindi conferma la mia visione, a che serve ad un sub una piattaforma? si stende e prende il sole? 😉 visto che la struttura tralicciata (quella che credo più interessante da nuotarci intorno) è dai 30 metri in giù?… quindi si riduce ulteriormente la platea di professionisti in grado di immergersi…

  10. Claudia Di Giuseppe

    Egr. Sig. Scholl
    credo di aver espresso in modo ambiguo il concetto dei ’30mt in poi’, creando un equivoco. Intendevo dire dai 30mt alla superficie, non dai 30mt al fondo, qualunque esso sia.
    E dunque, in quest’ottica, per scendere a 30mt è sufficiente un brevetto che abilita a tale profondità. Nulla di più. Poi si può chiamare ‘P2’ come in Federazione, ‘Ara’ come in Fias, ‘Due stelle’ come mi sembra in Anis, Advanced come in Padi o via così. E’ un tipo di brevetti che oggigiorno ha la gran maggioranza di subacquei. Oltre i 30mt, il discorso ovviamente e per fortuna cambia, per cui certe profondità sono precluse a molti.
    Cordialità

  11. Attilio Regolo

    Insomma quello che voglio dire è che tutti stanno già ballando sui sagrati delle chiese e i piazzali dei castelli con cori e bandierine come se quel lugubre relitto che continua ad incombere sul mare del Giglio fosse già in procinto di scomparire all’orizzonte e si comincia già addirittura a litigare sulle spoglie dello scheletro metallico che lo ha sostenuto da sotto fino ad oggi evitandogli di inabissarsi rotolando miserevolmente davanti all’isola quando invece l’impressionante sagoma contorta di quell’emblema del più gigantesco e grottesco disastro navale della storia della marineria commerciale civile sta ancora ferma e apparentemente inamovibile tutta li davanti a Punta Gabbianara.
    Ma non è meglio per il momento pregare invece che festeggiare?

  12. Attilio Regolo

    Il vecchio vizio italico di speculare sulla pelliccia dell’orso prima di averlo ucciso.
    Voglio ricordare che mentre per il parbukling (raddrizzamento sul fondale) si garantì all’operazione un margine di sicurezza per la sua riuscita di oltre il 100% per il refloating (rigalleggiameno forzato parziale) è stato predisposto un sistema operativo con un margine di sicurezza assai più basso e gli addetti ai lavori lo sanno bene.
    Attendiamo quindi con la giusta apprensione che quel gigante ammalorato riesca effettivamente a staccarsi dal suo giaciglio provvisorio e solo dopo potremo cominciare a scatenare la fantasia polemica per cercare di incidere sulle sorti future del giaciglio.
    Saluti e buona Domenica.

  13. Maurizio Scholl

    Insomma, non vi è dubbio che ci siano migliaia di subacquei amatoriali in grado di immergersi a -30 -50 ed anche più. Ma da qui a dire che non occorrono brevetti avanzati per immergersi a quelle profondità ce ne passa…
    Ho letto con curiosità l’episodio della adolescente colpita da malore durante una immersione nei giorni scorsi. Probabilmente un semplice attacco di panico. Trasportata a Grosseto via elisoccorso con partenza dal Castello quando tutte le linee guida impongono un trasporto al di sotto dei 300 metri di altitudine. Ed al Castello siamo giusto al limite.
    Per quale motivo l’elisuperficie del Monticello non è più disponibile?
    L’eventuale mancata rimozione delle piattaforme subacquee impongono un aggiornamento delle carte nautiche?
    Perchè se la risposta è si quelle piattaforme vanno rimosse e prima o poi collasseranno comunque.
    Scusate l’OT.

  14. Claudia Di Giuseppe

    Gentilissima Sig.ra Robasto
    da ‘addetto ai lavori’, Le assicuro che sarebbero veramente molto numerosi i sub in grado di sfruttare al meglio le piattaforme così come sono ora, anche dai 30mt in poi e senza essere in possesso di brevetti così avanzati.
    Cordiali saluti

  15. Daniela Robasto

    che i due prospetti non fossero in scala c’ero arrivata 😉
    sarà anche uno schema esemplificativo ma le dimensioni dei cassoni sono corrette, non corrisponde però l’installazione finale che è visibile dalle webcam. Sul lato sinistro il P14 e P15 (che ha le stesse dimensioni del S14 e S15) sono a filo d’acqua però quelli di dritta sono molto sopra (probabilmente non possono ancora calarli per via del fondale. Però se Il P14-15 sono a filo d’acqua come il P6-10, anche il P1 e P2 lo sarebbero dovuti essere, invece la posizione definitiva è quella che si vede, più in alto. Così tutti i cassoni di dritta (S12-13) nelle intenzioni originarie sarebbero dovuti essere installati molto più in alto (diversamente dal lato sinistro), tanto che hanno dovuto installare successivamente (solo nel passato inevrno) delle prolunghe per i cavi/catene prima di installarli. Questo vul solo dire che non hanno bisogno di tutta la spinta possibile dei primi cassoni di prua visto che ne hanno sacrificato (installandoli più in alto) una buona parte.

  16. Daniela, i video e immagine erano tutti creati davanti alla rotazione, una bella parte data anche del concorso nella primavera 2012.
    Gli schemi, che conosciamo, non sono una “ricetta” per la costruzione, ma difatti sono schizzi per mostrare un dettaglio… nella situazione generale approssimativa.
    Cosi lo schema con i due lati della Concordia, sul sito Parbuckling e nelle relazioni settimanale, mostra il progresso dei cassoni installati, ma è molto improbabile che il lato destro della Concordia sia veramente più lungo da 40 m del lato sinistro…

    Come già scritto altrove, i cassoni alti P6 e P10 erano probabilmente necessari nella rotazione per frenare la discesa sul falso fondale (i cassoni alti di prua e di poppa non erano a posto), i cassoni S6 e S10 non hanno questa funzione e quindi sono corti.

    All’inizio del progetto i blister sotto la prua non erano previsti. Adesso i quattro cassoni alti di prua sono fissati ai blister con una sorta di guancio. Mi sa che, durante l’installazione, hanno abbassato il cassone più del necessario e poi rialzato, per fermare i ganci. Adesso i quattro cassoni sono al livello definitivo.

    Secondo lo schema generale i quattro cassoni alti di poppa hanno la stessa altezza, ma i due cassoni tribordo sono installati a un livello superiore (da 4 m circa). Perche?
    L’attaccatura dei cassoni babordo allo scafo era preparata davanti alla rotazione.
    Possibilmente la spinta normale ridotta dei cassoni tribordo è sempre sufficiente, ma l’installazione più in alto era più facile sott’acqua… o hanno bisogno della spinta di riserva supplementare in alto per equilibrare la Concordia durante l’ascensione.

    I cassoni erano già pronti l’anno scorso (le sole “scatole”). Dopo, cambiamenti erano possibili solamente nel loro allestimento.

    Saluti
    Urs

  17. Pietro Rinaldi

    Purtroppo i Tribunale della tua città, Prof, non si è curato delle tue osservazioni._ Piuttosto ieri sera ho visto un video filmato dai carabinieri sub all’interno della Concordia nel quale non compaiono acque tanto inquinate confinate nello scafo della Concordia ….. avete avuto la mia stessa sensazione ??_ Sulla questione piattaforme da conservare sul fondale intorno a punta Gabbianara, Prof, ti sei perso qualche puntata, ho postato numerosi commenti nel merito, a partire dall’anno scorso._ Il Consiglio Comunale (spero all’unanimità) ha il compito di esprimere la sua posizione poi, come risaputo, non è ben chiaro chi ha voce in capitolo: Costa, osservatorio, Regione Toscana, Provincia di GR, Legambiente, Greenpeace, i saraghi e le murene che abitano nei fondali interessati e le pinne nobilis che sono state sfrattate a naufragio avvenuto.

  18. Daniela Robasto

    invece, il layout dei cassoni è stato corretto? perchè quello nel sito purbuckling presenta i cassoni P14-15 10-6 e P1-2 tutti sulla stessa linea del P6 e P10 ovvero a filo acqua. Da video ravvicinati i cassoni P1 e P2 sono stati stabilizzati non con dei tiranti che avrebbero permesso un ulteriore spostamento dei cassoni, ma con dei puntoni e stando alle cerniere di collegamento allo scafo e al cassone stesso, spostamenti lungo l’asse verticale sono impediti. Quindi la posizione dei cassoni di prua è quella che si vede, diversa dagli schemi progettuali. Quindi se il n. 14 e 15 sono stati collocati più in basso è pre sfruttarne al meglio la spinta, sacrificando quella del n. 1 e 2.

  19. Daniela Robasto

    mah il piano delle piattaforme non sta circa 30 metri sotto il livello del mare? pensare di appoggiarci “qualcosa” che affiori e fantasioso, così come sfruttarle per immersioni: quanti sub ci sono che hanno le capacità per scendere tra i -30 e i -50 metri? più dei sommozzatori che dei sub della domenica…

  20. Attilio Regolo

    E visto che sei anche ingegnere con esperienza marittima, Pietro, e vuoi bene all’Isola, perchè non ti fai promotore proprio tu di quel concorso di idee per la riutilizzazione delle piattaforme davanti a Punta Gabbianara?
    Intanto potrebbe essere un modo per dare radici ancora più profonde alle stesse piattaforme sul fondale del Giglio e per renderne più difficoltosa l’estirpazione e la rimozione.
    Di nuovo saluti.

  21. Attilio Regolo

    Pietro, amico mio, ho sempre avuto ben presente il problema del sequestro giudiziario della Concordia e mi auguro davvero che dopo oltre due anni e mezzo tale problema venga finalmente risolto e si lasci andare via quella benedetta nave.
    E se ci sarà qualche supplemento tecnico di indagine da approfondire hai proprio ragione tu meglio lo si potrà fare con la Concordia riemersa almeno parzialmente e ricoverata in apposito porto di lavorazione quale appunto appare essere Genova.
    Detto questo, state ben attenti voi gigliesi a farvi turlupinare dopo quanto avete già dovuto incolpevolmente subire facendovi portar via gratis anche quelle importanti piattaforme subacquee costate lacrime e sangue.
    Quelle piattaforme devono restare là sotto come minimo quale nuovo habitat per flora e fauna marina e turisti subacquei ma anche come possibile oggetto di interesse su cui impostare un eventuale concorso di idee per una loro ottimale futura riutilizzazione.
    Cordiali saluti.

  22. Pietro Rinaldi

    Vedo che il buon Prof. ha colto subito un nuovo argomento (forse prima sfuggitogli) che gli ha messo sul piatto il Tribunale di “Grosseto”._ Potrebbe essere un’ancora di salvezza per Concordia – Piombino ??_ Ben sapendo che, nel nostro paese, è possibile tutto ed il contrario di tutto._ Auguri Prof., ma come concigli questo Tuo commento con quello che hai fatto sull’altro articolo dove annunci un in c… alla Balena per l’imminente viaggio verso Genova della Concordia ?

  23. Le carrozze distrutte dalle bombe dei treni 904 e Italicus sono rimaste sotto sequestro a Bologna per moltissimi anni prima che le Ferrovie potessero definitivamente smantellarle.
    In Italia quando qualcosa finisce sotto sequestro viene congelata e dimenticata fin quando qualcuno non si trova nella necessità di “sbarazzarsi” dell’ingombro, da qualche parte ci saranno sicuramente le auto del sequestro Moro e di tantissimi altri fatti, per le quali, tra l’altro, paghiamo le spese di custodia.

  24. Attilio Regolo

    Stento a credere che con il processo di indagine tecnica sulla Concordia in pieno svolgimento presso il Tribunale di Grosseto e non essendo stato ancora richiesto nè il dissequestro della nave nè l’autorizzazione all’alienazione dal luogo dove si trova dal momento del naufragio si sia voluto comunque approntare un piano di rimozione urgente e rischioso da avviare e completare in poco più di tre settimane.

  25. Pietro Rinaldi

    Ma “sequestro de chè” ?? Ancora, dopo due anni e mezzo ? Questa notizia, portata a livello internazionale ….. NON FARA’ CERTO BUONA PUBBLICITA’ all’Italia.__ Ma non sarà invece meglio, quando la Concordia sarà portata nel bacino di smantellamento ASSOMMATA DI ALTRI 12 M CIRCA …… dargli uno sguardo da parte dei periti ?? E, che ci sarà mai ancora da scoprire ?

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