Allontanamento Concordia non sarà una festa

COMUNE ISOLA DEL GIGLIO
Provincia di Grosseto

Il sindaco Sergio Ortelli ha riferito in Consiglio Comunale alla vigilia dei lavori di rimozione
ALLONTANAMENTO CONCORDIA NON SARA’ FESTA PER QUELLA CHE E’ E RIMANE UNA TRAGEDIA
Quanto alle piattaforme Ortelli ha comunicato del parere espresso in modo netto e contrario da parte del Ministero dell’Ambiente che ha competenza sulla materia

sergio ortelli sindaco del comune di isola del giglio«Siamo entrati nella fase critica e ci stiamo avviando verso la fase finale. Una volta che la nave Concordia si sarà allontanata definitivamente dalla nostra Isola non faremo nessun festeggiamento perché quella che abbiamo vissuto in questi oltre due anni è e rimane una tragedia e il Giglio dovrà farsi carico della memoria di questo drammatico evento».

Così Sergio Ortelli, sindaco di Isola del Giglio riferendo in Consiglio Comunale alla vigilia dell’avvio dei lavori di rimozione della Costa Concordia. «Quello che ancora oggi non sappiamo, se non attraverso comunicazioni verbali in occasione di pubblici incontri, sono gli orari in cui le operazioni prenderanno il via, le limitazioni alla balneazione delle spiagge e quelle all’utilizzo dei traghetti e della portualità – ha aggiunto Ortelli –  Ciò che come gigliesi ci auguriamo è che questa ultima fase si concluda il prima possibile ma dobbiamo anche vedere riconosciuto il nostro diritto alla restituzione del nostro territorio integro e ripulito entro un anno».

Quanto alle piattaforme Ortelli ha comunicato del parere espresso in modo netto e contrario da parte del Ministero dell’Ambiente che ha competenza sulla materia. Nelle prescrizioni il Ministero ha intimato la rimozione di ogni genere di oggetto nel mare. Da questo punto di vista – ha concluso Ortelli – «la discussione che si è aperta all’Isola del Giglio potrà essere eventualmente affrontata qualora il Ministro dell’Ambiente Galletti verrà in visita all’Isola del Giglio».

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Consiglio Comunale il prossimo 17 Maggio 2019

Comune di Isola del Giglio Provincia di Grosseto CONSIGLIO COMUNALE IL PROSSIMO 17 MAGGIO 2019 …

22 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    RIFLESSIONI SU QUEL CHE HA SCRITTO, CON PACATEZZA ED EQUILIBRIO FRANCO PEPE

    Gentile signor Pepe,
    ancora una volta la rileggo con piacere.
    La rileggo con piacere perché Lei è, almeno da come scrive, persona equlibrata. dallo stile asciutto e misurato.
    Non a caso, così come l’ho letta in occasione della “crociera” (ispettiva?) di “Greenpeace e Legambiente, pure questa volta s’è espressa con garbo e competenza, cogliendo nel segno , per darmi (per questa parte) ragione, rifacendosi ad esempi lontani, ancorché assai vivi, di tradizioni e riti funerari, cui nessuno aveva prestato attenzione. Ossia quelli di New Orleans in cui spesso si celebrano i morti accompagnandoli con sfoggio di colori rutilanti e di gran musica al Camposanto.
    Al riguardo, però, per dare senso assoluto a questa tradizione, dovremmo chiedere alla gente cristiana in generale ed a quella del Giglio in particolare, talmente religiosa e credente da venerare addirittura una reliquia, mi pare un braccio di San Mamiliano, strappata (secondo una storica leggentda) ad altri contendenti che, parimenti, ne rivendicavano la salma, perché mai la morte, a parte i sacrosanti momenti di dolore che seguono lo strappo dagli affetti, con le naturali dilacerazioni affettiva, soprattutto dei più intimii, deve essere, poi, seguita da cupi riti di cerimonia, cui la liturgia dà troppo spazio, quando “qualcuno” avendo detto “Non è di questo mondo il mio regno” ed “Un giorno voi sarete presso di me”, ha voluto significare il momento del “distacco”, per chi ha fede, è solo l’incipit d’un cammino gratificante verso un “mondo migliore” ed eterno.
    Ma questa è materia di Filosofi e Teosofi, ed io non sono abbastanza “ferrato” per percorrere le impervie strade della Teologia.
    Tornando, invece, nella fattispecie delle Concordia, a quanto Lei scrive, tirandomi un po’ le orecchie in merito agli oltre trenta morti ed al rispetto che si deve loro ed ai loro famigliari, ragion per cui, non è proprio il caso di parlare di fuochi d’artifico, Le rispondo invitandola a leggersi quanto, per interposto interlocutore, ho scritto al Sindaco sull’uso paradossalmente strumentale che ho inteso fare sia delle luminarie che dei fuochi d’artificio, così come so ben compenetrarmi, tanto da conviverli, in fatti e tragedie che “strappano” il cuore.
    Quanto a quest’ultima affermazione, siccome, scrivendo al Primo cittadino, ho accennato, quale testimonianza d’un mio modo d’essere, ad una mia poesia, assai sofferta, scritta anni fa, in occasione dell’ultima grande tragedia del Polverificio d’Orbetello Scalo; tragedia in cui ebbero a morire bruciate, tra grandi spasimi e sofferenze, diverse persone, se il direttore di questo validissimo “foglio” gigliese me lo consente, dandomi spazio, vorrei “declinarne” di seguito i versi, nella certezza che chi ci legge, al di là delle virtù strettamente poetiche, intenderà quanto il sottoscritto sappia “vivere” un dramma.
    Un Caro saluto.

    Per sei figli di Dio
    (Olocausto)

    Solo la voce, ormai,
    solo la voce,
    ancor viva e struggente,
    li distingueva uno ad uno,
    e li faceva uguali e diversi,
    sotto una comune
    corona di spine,
    in un ribollente
    sudario di pece.

    Solo la voce,
    che, però,
    non era già più voce,
    ma un rantolo,
    lungo e infinito,
    di “strenuo” dolore,
    che, invano,
    impetrava
    pietà e lenimento.

    Ad uno ad uno,
    mentre gli occhi
    fissavano il vuoto
    d’un’ormai
    conchiusa esistenza.
    Ad uno ad uno,
    mentre la pianta
    dei piedi martoriati,
    come suola divelta,
    pendeva, inerte,
    dalla trama delle ossa,
    la falce della morte,
    spietata,
    li andava recidendo,
    tra spasmi incontenibili
    di sete,
    che, inesausta,
    ne lacerava
    le viscere incombuste.

    Furono tutti
    ugualmente “immolati”
    quel giorno
    di tragica sventura:
    giovani e anziano,
    padre e figli, fratelli,
    vittime, in eterno,
    d’una medesima malasorte.

    Tutti uguali:
    vite perdute sul lavoro,
    arse da un fuoco inestinguibile;
    corpi dilaniati …
    sagome di catrame,
    che ancora mostravano
    parvenze di vita,
    palpitando sotto un costato
    di carne enfia e disfatta.

    Io … ne fui testimone,
    mio malgrado,
    e fu terribile
    oltre ogni dire.
    Io … che, pure,
    m’ero, a volte,trovato
    al cospetto d’altri “scempi”
    e d’altre disumane disgrazie,
    le ho viste con occhi “stupefatti”,
    che non riuscivano a piangere,
    quelle “specie” di uomini,
    che, quasi fossero creature
    venute da altri mondi,
    da altri spazi siderali,
    boccheggiavano
    ed ansimavano,
    alla vana ricerca
    d’un respiro rigeneratore.

    Ed ho, pure,
    parlato con loro,
    per minuti di reciproco affanno,
    che pareva non finissero mai.
    Ben rammento Aramo Marri,
    adagiato tra bianche lenzuola,
    che, via via,
    s’andavano abbrunendo;
    Marri, orgoglioso
    “Maestro del Lavoro”,
    che, sperando, in qualche modo,
    di salvarsi comunque,
    stava ad occhi ben chiusi,
    per non vedersi,
    per non vedere
    il suo corpo devastato.

    Riconosciutomi alla voce,
    “Gian Piero … Gian Piero!”,
    mi disse,
    con “arrocate” parole,
    fiaccate da un convulso sfinimento;
    parole che sembravano gorgogliare
    dal fondo d’un pozzo di melma.
    “Per favore, Gian Piero,
    per favore!,
    va’ da mia moglie
    (che avevo veduto, poco prima,
    già commiserata come vedova,
    chiedere, invano, di lui
    al cancello della fabbrica)
    e dille di non preoccuparsi …,
    dille che me la caverò senz’altro!
    Dì a Mario che studi …
    mi raccomando!
    Per Alfredo non ce n’é bisogno!!”
    aggiunse
    in un sospiro “estenuante”.

    Anche gli altri,
    che, pure, ho consolati
    e, maldestramente, rassicurati,
    senza sapere cos’altro dire
    e chi veramente fossero
    coloro che si celavano
    dietro quelle maschere orrende
    di sfortunati lavoratori,
    “chiamati” e radunati
    a faticare, per l’ultima volta,
    sulla strada d’un Golgota,
    che non meritavano,
    d’un Golgota, al quale,
    a differenza di Cristo,
    figlio di Dio,
    erano stati “avviati”,
    ignari di quale sorte,
    in fondo, li aspettasse,
    scontarono
    tutta quanta
    la loro passione
    e la loro umana ruina.

    Una cupa esplosione,
    come lo schianto
    d’un fulmine,
    come i roveti ardenti
    delle Scritture,
    li vinse e li annientò
    senza rimorsi,
    senza umane ragioni,
    senza cause parventi,
    nell’atto di compiere
    il loro rischioso lavoro.

    Chi sa se,
    da quell’abbacinante tempesta,
    da quel turbine sterminatore,
    nell’”ora di Satana”,
    una voce tuonante,
    ovvero
    la voce del Signore,
    per il loro martirio,
    abbia promesso
    i Giardini dell’Eden
    ed il Paradiso?

    Chi sa se,
    negli istanti,
    brevi ed eterni,
    del loro olocausto,
    ebbero forza
    e tempo
    d’invocare,
    come Gesù
    nell’orto del Getsèmani,
    che, quell’amaro
    calice di dolore
    fosse loro risparmiato?

  2. Pietro Rinaldi

    RIPETO …. dopo aver letto i commenti degli altri interlocutori tra i quali anche il SINDACO del Giglio: la partenza di quel “mostruoso convoglio” ovvero la Concordia trasformata in un gigantesco trimarano, non è in alcun modo un evento triste._ Anzi FINALMENTE TUTTI i Gigliesi dovrebbero “tirare un sospiro di sollievo” e pensare al dopo … che comporterà importanti e, spero, unanimi scelte e decisioni._ La tarantella e la mazurca la balleremo durante i festeggiamenti del prossimo S. Lorenzo, quando sarà ripristinato anche l’antico tratto di mare da destinare alla regata.

  3. Anders Bjorkman

    I give up. I write one thing and it becomes something else. Anyway:

    Nobody knows if the floating wreck does not break apart at lift off.

    You need about 200 m3 extra compressed air for an upwards lift of 2 feet and it can be filled quickly.

  4. Anders Bjorkman

    They are floating in the waterline with their bottoms at 20 meters depth and need only 220 000 tons – 30 meters eastwards away from the shore and how long it takes. The tugs are probably connected to the wreck before starting phase 1.

  5. Anders Bjorkman

    Strange how text goes missing. This is what I have written

    The starboard caissons are not in their final positions.

    They are floating in the waterline with their bottoms at 20 meters depth and need only 220 000 tons – 30 meters eastwards away from the shore and how long it takes.

  6. Anders Bjorkman

    “The starboard caissons are not in their final positions. They are floating in the waterline with their bottoms at 20 meters depth and need only 220 000 tons – 30 meters eastwards away from the shore and how long it takes.” does not make sense.

    I actually wrote:

    The starboard caissons are not in their final positions. They are floating in the waterline with their bottoms at 20 meters depth and need only 220 000 tons – 30 meters eastwards away from the shore and how long it takes.

    I cassoni dritta non sono nelle loro posizioni finali. Essi sono galleggianti in linea di galleggiamento con il loro fondo a 20 metri di profondità e necessitano solo di 220 000 tonnellate – 30 metri verso est dalla costa e quanto tempo ci vuole.
    I cassoni dritta non sono nelle loro posizioni finali. Essi sono galleggianti in linea di galleggiamento con il loro fondo a 20 metri di profondità e necessitano solo di 220 000 tonnellate – 30 metri verso est dalla costa e quanto tempo ci vuole. ???

  7. Gian Piero Calchetti

    PACATA REPLICA AD ORTELLI

    Caro Sindaco,
    che, complessivamente, apprezzo (non è questa una capatatio benevolentiae Le assicuro), poiché non mi piace essere definito “reverendo”, né tantomeno reverendo addetto, assieme ad altri, che non conosco e non frequento, alla “chiamata” di bande festaiole o processionali, come, con poca grazia, qualcuno, non Lei (Lei non ne sarebbe stato capace), ha voluto definirmi, senza avere rispetto delle opinioni degli altri, le faccio avere, benchè privo del benestare del destinatario, che non avrei potuto ricevere in tempo utile, quanto ho scritto ad un esimio signore che, in un certo senso, m’ha rimproverato per l’”arditezza” con cui mi sono a rivolto a Lei, dicendomi d’esserne rimasto, in un certo senso, addirittura “infastidito”.
    Le mando, quindi, questa lettera, avendo emendato solamente la parte iniziale, relativa ad un “fraseggio” del tutto personale che nulla toglie e nulla aggiunge a quello che io penso circa la “dipartita” definitiva della Concordia e della decisione del “Primo cittadino” di non festeggiare il fausto evento, siccome testualmente riportato di seguito.
    Solo una premessa (ed anche questa non è una captatio benevolentiae): apprezzo molto che Lei abbia, in fondo, apprezzato, lo stile, il modo, nonché lo spirito con cui ho scritto le mie considerazioni sulla vicenda, che ci vede, purtroppo, specularmente collocati su posizioni contrapposte.
    Questo è quel che ho scritto questa mattina ad un amico:
    Quanto al compenetrarsi fino in fondo nella tragedia ed avere, davanti agli occhi, quegli eventi, come fosse ieri, premesso che anche il sottoscritto, nel corso di quasi sessant’anni d’attività giornalistica, ha visto e documentato (all’inizio faceva anche le fotografie) vere e propri tragedie (gente bruciata; gente squartata, membra in disfacimento d’annegati,, enfi come otri, etc.), non posso non riferire che, seppure, mentre fotografava, mentre scriveva il pezzo, mentre ripensava a quel che gli era toccato vedere e constatare, talvolta gli veniva da piangere ed ha pianto (leggiti, per favore, la poesia sui morti bruciati del Polverificio di Orbetello Scalo) ciò non ostante, quando il dramma, con l’inumazione dei cadaveri, si concludeva, ha sempre tirato, pur senza gioirne, un sospiro di sollievo.
    E’ umano, anzi, è addirittura necessario saper distinguere i momenti del dramma irreversibile da quelli della rassegnazione, che preludono sempre ai momenti del sollievo e della gioia.
    Non a caso, il film “Via col vento”, si chiude con la frase, diventata poi un punto di riferimento indimenticabile della filmografia internazionale, “Domani è un altro giorno!”, pronunziata, al cospetto della tragedia generale della guerra civile americana, dalla protagonista Rossella O’Hara.
    Perché mai, secondo te, mi sono “inalberato” a leggere quel che ha detto il Sindaco? Mi sono inalberato perché quel che ha detto m’è parso la quint’essenza dell’ipocrisia.
    Non si può dire, per quasi tre anni, che l’isola ha soccorso, meritando medaglie, che l’isola ha patito questo e quello, che l’isola ha subito danni irreversibili all’ambiente ed all’economia (in quest’ultimo caso, a dire il vero, almeno per quel che m’è capitato di sentire, la questione è controversa), che l’isola esige un ripristino ed un disinquinamento, che, per quanto è possibile, il tratto di costa e di mare prospicienti l’impatto e l’affondamento della nave, debbono essere risanati, etc., e poi, quando finalmente viene il momento della “liberazione”, il momento in cui il dramma si conclude, affermare che non si farà festa.
    E’ come (scusami per il troppo facile “accostamenteo”), se, al momento dell’immancabile “arrivano i nostri” dei films western, il pubblico, anziché battere le mani, si mettesse a fischiare.
    Per favore, (anche se luminarie e fuochi d’artificio sono state usate come un paradosso per significare ben altri comportamenti da tenere rispetto a quelli delle tristitia e delle contrizioni, che aleggiano dalle parole del Sindaco), festeggiate pure, senza sentirvi in colpa, il fausto evento, perché la festa è doverosa quantomeno come atto liberatorio d’un incubo, perché dopo tanto tempo d’ingombri e di costrizioni, che vi hanno fatto ingoiare soverchie amarezze, gioire vi farà buon sangue.

  8. Giovanni Zardoni

    Dai documenti ufficiali si legge chi terrà compagnia a Sloane:
    “6.4.3 Personale a bordo del rimorchio
    Il seguente personale sarà presente sulla Costa Concordia per le operazioni di rimorchio:
    – Senior Salvage Master
    – 2 x Salvage Master 12/7
    – 4 x imbragatori
    Questo team andrà ad aggiungersi allo staff delle operazioni di salvataggio composto da:
    – Ingegneri Navali – come necessario
    – 4 x Tecnici Controllo Zavorramento 12/7
    – 4 x Tecnici Fagioli – per aggiustamento strandjacks se necessario 12/7
    – Personale di sorveglianza – come necessario
    – Cliente – come necessario”

  9. A New Orleans i funerali sono talvolta celebrati al ritmo di gruppi jazz, ciò non toglie che si celebri l’estremo saluto a una persona.
    A chi propone fuochi d’artificio, ricordo i 32+1 morti di cui uno ancora a bordo. Rispettare il dolore delle persone che soffrono la perdita dei loro cari è il modo migliore per festeggiare la partenza di Concordia. Se qualcuno ha cuore lanci in mare un fiore, o magari 33 a ricordare chi ha chiuso gli occhi per sempre avendo negli occhi il paradiso del Giglio.

  10. Attilio Regolo

    Eh, caro Urs, vorrei essere una mosca o meglio un drone e vederlo Nick Sloane che sta comodamente seduto davanti al monitor di un computer a coordinare con il telefono tutte le operazioni di quelle centinaia di uomini impegnati allo spasimo lungo i trecento metri sopra e sotto la Concordia.
    Non è il tipo Nick Sloane, è più facile immaginarlo correre proprio da poppa a prua a visionare di persona e direttamente le cose per dare i comandi più appropriati.
    Sono d’accordo con Pietro che la Concordia vada benedetta al momento del nuovo “varo” ma la festa se proprio si deve fare è meglio rimandarla al momento che la nave raggiunge la banchina di Genova-Voltri.
    Saluti.

  11. Anders Bjorkman

    Below is the original text sent to Giglio News:

    14 luglio – sollevare

    Secondo T / M Fase 1 delle operazioni durerà circa 6 ore, durante le quali il traffico intorno al relitto è sospeso. La prima fase è in realtà in tre parti. Il primo è un ascensore fuori del relitto dalle rocce seguita, in secondo luogo, da un 2 piedi verso l’alto sollevamento del relitto dagli scogli e piattaforme di seguito, terzo, spostando l’acqua riempita relitto galleggiante con l’ausilio di rimorchiatori circa 30 metri verso est.
    Sollevare, cioè ricevendo il relitto galleggiante a 30 metri di pescaggio, è prevista per il 14 luglio, tempo permettendo, con i media presenti!
    Per lift off necessarie circa 47 000 m3 di aria compressa nei cassoni e non possono essere compilati dire 6 ore. Il riempimento aria dei cassoni può quindi avere iniziato già il 11 luglio se il decollo si è svolto 14 luglio come annunciato.
    I cassoni dritta non sono nelle loro posizioni finali. Essi sono galleggianti in linea di galleggiamento con il loro fondo a 20 metri di profondità e necessitano solo di 220 000 tonnellate – 30 metri verso est dalla costa e quanto tempo ci vuole. I rimorchiatori sono probabilmente collegati al relitto prima di iniziare la fase 1.
    La segnalazione dei media del turno di 30 metro sarà interessante. Il relitto è lungo 290 metri e difficilmente si può vedere, se si muove a 30 metri.

    14 July – lift off

    According T/M Phase 1 of the operations will last about 6 hours, during which the traffic around the wreck is suspended. The first phase is actually in three parts. First is a lift off of the wreck from the rocks followed, second, by a 2 feet upwards lift of the wreck from the rocks and platforms followed, third, by moving the water filled floating wreck with the aid of tugs about 30 meters eastwards.
    Lift off, i.e. getting the wreck floating at 30 meters draught, is scheduled for 14 July, weather permitting, with media in attendance!
    For lift off you need about 47 000 m3 compressed air in the caissons and it cannot be filled in say 6 hours. The air filling of the caissons may therefore have started already today 11 July, if lift off takes place 14 July as announced.
    The starboard caissons are not in their final positions. They are floating in the waterline with their bottoms at 20 meters depth and need only 220 000 tons – 30 meters eastwards away from the shore and how long it takes. The tugs are probably connected to the wreck before starting phase 1.
    The media reporting of the 30 meter shift will be interesting. The wreck is 290 meters long and you can hardly see, if it moves 30 meters.
    Something else was published.

  12. Attilio Regolo

    Excuse me for bad english, Ing. Bjorkman, but your Concordia removal program hipotesys appears very detailed and likely whit the T/M project.
    Then, why above-mentioned program schould not have successful in the real Concordia operations in development at Giglio Island?
    Many greetings for you.

  13. Anders Bjorkman

    Per aiutare i media e curiosi ho preparato il seguente programma:

    14 luglio – sollevare

    Secondo T / M Fase 1 delle operazioni durerà circa 6 ore, durante le quali il traffico intorno al relitto è sospeso. La prima fase è in realtà in tre parti. Il primo è un ascensore fuori del relitto dalle rocce seguita, in secondo luogo, da un 2 piedi verso l’alto sollevamento del relitto dagli scogli e piattaforme di seguito, terzo, spostando l’acqua riempita relitto galleggiante con l’ausilio di rimorchiatori circa 30 metri verso est.
    Sollevare, cioè ricevendo il relitto galleggiante a 30 metri di pescaggio, è prevista per il 14 luglio, tempo permettendo, con i media presenti!
    Per lift off necessarie circa 47 000 m3 di aria compressa nei cassoni e non possono essere compilati dire 6 ore. Il riempimento aria dei cassoni può quindi avere iniziato già il 11 luglio se il decollo si è svolto 14 luglio come annunciato.
    I cassoni dritta non sono nelle loro posizioni finali. Essi sono galleggianti in linea di galleggiamento con il loro fondo a 20 metri di profondità e necessitano solo di 220 000 tonnellate – 30 metri verso est dalla costa e quanto tempo ci vuole. I rimorchiatori sono probabilmente collegati al relitto prima di iniziare la fase 1.
    La segnalazione dei media del turno di 30 metro sarà interessante. Il relitto è lungo 290 metri e difficilmente si può vedere, se si muove a 30 metri.

    15 e 16 luglio – lavoro varie

    Secondo T / M fase 2 delle operazioni è in due parti e durerà circa 2 giorni, durante i quali il relitto viene prima ancorato e trattenuto in posizione da punti di ancoraggio fissi da rimorchiatori. Quindi, la seconda parte della fase 2 è i collegamenti finali e tensionamento delle catene e cavi e l’abbassamento nella posizione finale dei cassoni dritta sotto acqua.
    Fase 2 può avvenire il 15 e il 16 luglio meteo permettendo!
    Sarà interessante vedere come si ancorano il relitto galleggiante, senza ancoraggi. Perché ancorare il tutto? Lasciate che i rimorchiatori tenerlo in posizione.
    Ci sono 11 cassoni di dritta con circa 20 000 m3 di aria compressa per collegare finalmente, regolare e lavandino in posizione a 12 metri sotto l’acqua. Non è chiaro perché i cassoni dritta non stati fissati nelle posizioni corrette prima del decollo.
    Come si spodesta giù / lavello 11 cassoni di dritta di 12 metri, quando sono pieni d’aria? È ogni cassone riempito con acqua di nuovo e affondato per consentire adeguamenti catena e poi riempito con aria di nuovo? Non dimenticate di regolare la quantità di aria negli altri cassoni, quando si fa questo per mantenere relitto a galla con nessun cambiamento in assetto e di sbandamento.
    Media non ha molto da riportare qui.

    17 luglio – re-galleggiante!

    Secondo T / M Fase 3 delle operazioni è il vero re-mobile, vale a dire il ripieno 4 000 m3 di aria compressa e l’espulsione di 4 000 tonnellate di acqua dai cassoni Step by Step, ponte da ponte fino a quando il relitto si è sollevato 12 metri – quattro ponti nella tuga diventano visibili – e ha raggiunto 18 metri di pescaggio.
    Re-floating può quindi avvenire il 17 luglio se tutto ha funzionato finora. Se ci sono dei ritardi, i media possono avere aspettare fino al 18 luglio (o versione successiva).
    Se si riempie l’aria a 300 m3/ora, completa Rimessa a galla può richiedere 12-14 ore, cioè il relitto sorge a circa 1 metro / ora.
    Sembrerebbe che ri-floating è controllato manualmente dal personale coraggio di T / M sul relitto galleggiante stesso. Il personale sarà in cima a 12 metri di tuga puzzolente che emerge dal mare a ri-mobile.
    In che modo il personale scendere il relitto più tardi? In elicottero? Vedremo!

    18 luglio – partenza
    Secondo T / M Fase 4 delle operazioni è che i rimorchiatori saranno collegati di nuovo e controlli e le manovre per la partenza del convoglio devono cominciare. In questa fase, e per un periodo di circa 4 ore, il traffico porta verrà vietato permettere ai soccorritori di eseguire il lavoro in sicurezza.
    Questo può quindi avvenire 18 luglio!
    Il relitto pieno d’acqua viene rimorchiata! Suppongo che le ancore sono lasciati alle spalle.
    Tutti i punti di ormeggio sul relitto sono ora 12 metri più in alto rispetto a prima ri-floating ma si spera che i rimorchiatori sono mai stati scollegati dopo la fase 1.

    23 luglio – Genova
    Se il rimorchio a Genova prende 5 giorni, il relitto può arrivare lì 23 luglio.
    Personalmente credo che il relitto sarà ancora a Isola del Giglio 24 luglio!

    To assist media and curious onlookers I have prepared the following program:

    14 July – lift off

    According T/M Phase 1 of the operations will last about 6 hours, during which the traffic around the wreck is suspended. The first phase is actually in three parts. First is a lift off of the wreck from the rocks followed, second, by a 2 feet upwards lift of the wreck from the rocks and platforms followed, third, by moving the water filled floating wreck with the aid of tugs about 30 meters eastwards.
    Lift off, i.e. getting the wreck floating at 30 meters draught, is scheduled for 14 July, weather permitting, with media in attendance!
    For lift off you need about 47 000 m3 compressed air in the caissons and it cannot be filled in say 6 hours. The air filling of the caissons may therefore have started already today 11 July, if lift off takes place 14 July as announced.
    The starboard caissons are not in their final positions. They are floating in the waterline with their bottoms at 20 meters depth and need only 220 000 tons – 30 meters eastwards away from the shore and how long it takes. The tugs are probably connected to the wreck before starting phase 1.
    The media reporting of the 30 meter shift will be interesting. The wreck is 290 meters long and you can hardly see, if it moves 30 meters.

    15 and 16 July – miscellaneous work

    According T/M phase 2 of the operations is in two parts and will last about 2 days, during which the wreck is first anchored and held in position by anchor points fixed by tugs. Then, the second part of phase 2 is the final connections and tensioning of the chains and cables and the lowering in the final position of the starboard caissons below water.
    Phase 2 may take place 15 and 16 July weather permitting!
    It will be interesting to see how they anchor the floating wreck without anchors. Why anchor it all? Let the tugs keep it in position.
    There are 11 starboard caissons with about 20 000 m3 compressed air to finally connect, adjust and sink in position 12 meters below water. It is not clear why the starboard caissons were not fixed in the correct positions before lift off.
    How do you displace down/sink 11 starboard caissons 12 meters, when they are full of air? Is each caisson filled with water again and sunk to enable chain adjustments and then filled with air again? Do not forget to adjust the amount of air in the other caissons, when doing this to keep wreck afloat with no change in trim and heel.
    Media has not much to report here.

    17 July – re-floating!!

    According T/M Phase 3 of the operations is the real re-floating, i.e. the filling by 4 000 m3 compressed air of and the expulsion of 4 000 tons of water from the caissons step by step, deck by deck until the wreck has lifted 12 meters – four decks in the deckhouse become visible – and reached 18 meters draught.
    Re-floating may thus take place 17 July, if everything has worked so far. If there are delays, media may have to wait until 18 July (or later).
    If you fill air at 300 m3/hour, complete refloating may take 12-14 hours, i.e. the wreck rises about 1 meter/hour.
    It would appear that re-floating is manually controlled by brave staff of T/M on the floating wreck itself. The staff will be on top of 12 meters of stinking deck house that emerges from the sea at re-floating.
    How will the staff get off the wreck later? By helicopter? We will see!
    During re-floating 100 000 m3 water inside the wreck deck house floats out into the sea but you cannot see it so media will not report it.

    18 July – departure

    According T/M Phase 4 of the operations is that the tugs will be connected again and controls and rigging for the departure of the convoy shall start. At this stage, and for a period of about 4 hours, port traffic will be prohibited to allow the Salvors to perform the work safely.
    This may thus take place 18 July!
    The water filled wreck is towed away! I assume the anchors are left behind.
    All mooring points on the wreck are now 12 meters higher up than before re-floating but hopefully the tugs were never disconnected after phase 1.

    23 July – Genoa
    If towage to Genoa takes 5 days, the wreck may arrive there 23 July.
    Personally I believe the wreck will still be at Isola del Giglio 24 July!

  14. Pietro Rinaldi

    Adesso siamo arrivati alla RETORICA BELLA E BUONA._ E perché se l’operazione riesce, malgrado i Gufi, non si dovrebbe esultare come è stato per la fase di parbukling e stesso dicasi quando Mr Sloane sarà riaccompagnato in porto, dopo lo sperabile successo dell’operazione ….. bisognerà vestirsi di nero ??_ Piuttosto, come dicevo in altro post, chiediamo a Don Lorenzo di benedire la Concordia affinché giunga indenne al porto di destinazione._ Il “silenzioso rispetto” di chi ancora continua a sottolineare “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso” ._ Ed infine i lavoratori che stanno rischiando il tutto per tutto ?_ I lavoratori destro e sotto la nave hanno già rischiato molto per due anni e mezzo e, mi pare che qualcuno abbia pure pagato con la vita …… per quale motivo non dovrebbero manifestare in questo momento la gioia di vedere ripagato con il buon esito dell’operazione finale il loro impegno ???

  15. Attilio Regolo

    E’ davvero strano che in una comunità come quella insulare del Giglio nota per sane ed antiche tradizioni popolari sembra non si voglia dare alcun credito ad alcuni motti e proverbi caratterizzanti appunto la saggezza dei vecchi di una popolazione del tipo: “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso” …..
    Non si penserà davvero che l’apparente ed entusiastica frenesia che sta per scatenarsi in quel cantiere davanti a Punta Gabbianara significhi davvero la fine di ogni male e l’inizio di ogni bene.
    I primi a tremare per l’esito di quell’impresa ai limiti delle capacità umane sono proprio gli uomini della T/M che stanno rischiando il tutto per tutto e a loro va rivolto in questo momento insieme al ricordo delle vittime di una grande tragedia ed il Sindaco dl Giglio ha perfettamente ragione, il primo nostro pensiero ed un silenzioso rispetto.
    Saluti.

  16. Chiamino pure la banda i reverendi Calchetti, Brothel & C. Il confine tra i sentimenti in questa tragica vicenda è veramente sottile!
    Io invece, da parte mia, mi auguro che i cugini gigliesi continuino a mostrare la solita pacatezza, il solito equilibrio ed il forte senso di responsabilità che li ha sempre contraddistinti finora e che gioiscano per la “liberazione” dalla Concordia in estremo silenzio, un silenzio prezioso verso quella che rimane prima di tutto come una delle più grandi tragedie marittime dei nostri tempi!

  17. Attilio Brothel

    Concordo senz’altro con la posizione Rinaldi, Calchetti e Galli. Come è noto il 25 aprile (Festa della liberazione) è una delle festività civili della Repubblica italiana, quella in cui si ricorda la fine dell’occupazione tedesca in Italia, del regime fascista e della Seconda guerra mondiale, simbolicamente sancita al 25 aprile 1945. Invito il sindaco a valutare l’opportunità di istituire una locale FESTA DELLA LIBERAZIONE (nel giorno in cui la Concordia lascerà il Giglio), in modo che anche le generazioni future ricorderanno il naufragio e .. potranno festeggiare, pure loro la “liberazione” dell’Isola. Quanto alle “piattaforme” il sindaco da notizia “del parere espresso in modo netto e contrario da parte del Ministero dell’Ambiente che ha competenza sulla materia”, si deve rilevare che la posizione dello stesso Ministero non viene CONFERMATA, come si dovrebbe, con atti ufficiali , dato che la Pubblica Amministrazione parla SOLO con quelli (non certo con le sole affermazioni) e che , una volta che la Concordia lascerà il Giglio, prevedibilmente, il Ministro dell’Ambiente Galletti verrà all’Isola in vacanza ed in forma del tutto privata.

  18. Ognuno si assume Concordia sta per essere rimossa. Io non sono così sicuro di questo.

    Everyone assumes Concordia is going to be towed away. I’m not so sure about that.

  19. Sergio Ortelli

    Gentile Calchetti,
    se lei avesse vissuto la vicenda come l’abbiamo vissuta noi,
    se solo avesse incrociato lo sguardo dei familiari delle vittime i primi giorni del naufragio,
    se solo si sostituisse un solo minuto alla figura del sindaco,
    non farebbe la riflessione che ha fatto nel suo simpatico testo.
    Fare i fuochi d’artificio è un assurdo, in una situazione del genere, ma se lei volesse donare un momento di allegria ai gigliesi, facendosi carico delle spese della ditta Mazzone, non mi opporrei.
    Saluti .
    Sergio

  20. Pietro Rinaldi

    SINDACO, niente di personale, ma Io ci sarò , e non accetterò il tuo invito a non festeggiare._ Certo non intendo festeggiare con canti e balli in piazza, ma almeno lasciami fare dei salti di gioia …… o come si urla allo stadio dopo che l’Italia ha segnato un goal, nei momenti in cui tutto andrà (spero) nel verso giusto con il refloating e il traino iniziale che porterà lontano dall’Isola quel mostruoso convoglio !!

  21. Gian Piero Calchetti

    UN’ “USCITA” ASSAI IMPROVVIDA DEL PRIMO CITTADINO

    E pensare che una volta, quando, per qualche miracolo, cessava una peste, oppure si fermava un incendio od un’alluvione, che stava devastando il territorio d’un paese, autorità civili e religiose indicevano una processione solenne inneggiante alla Madonna miracolosa, erigevano una cappella votiva (basta girare per l’italia per vedere quanti crocicchi testimoniano devotamente il ringraziamento) e facevano gran festa, a volte abbandonandosi addirittura alla gozzoviglia ed alla più sfrenata lussuria.
    Evidentemente, i tempi sono cambiati e siamo diventati più compunti, più riservati e più casti, se adesso la causa di una catastrofe e di tanti disagi patiti, finalmente rimossa, s’avvia verso altri lidi ed altri destini, senza neppure un applauso, com’è diventato di moda per ogni funerale.
    Infatti, non ostante si rivendichi giustamente il “ripristino” della conditio quo ante d’un tratto di mare e d’una scogliera disastrati; non ostante, da anni, si attesti il disagio patito da una popolazione e da un’isola altrimenti serena e spensierata, specie nel periodo delle vacanze, d’improvviso (a meno che la cronaca non abbia travisato, le sue intenzioni ed il suo pensiero in proposito, un Sindaco, per solito avveduto, se ne esce dicendo che la partenza verso la destinazione finale della Concordia, partenza per la quale tiriamo finalmente tutti un respiro di sollievo, non verrà festeggiata.
    Non verrà festeggiata perché forse vogliamo compenetrarci fino in fondo nella tragedia? Perché, come genitori adottivi abbiamo finito per affezionarci, avendolo sotto gli occhi, giorno dietro giorno, per anni, quel figlio ingombrante e disabile, bisognoso di cure assidue ed impegnative? Oppure, perché siamo diventati masochisti ed, alla fine, il disagio patito, siccome ha avuto il tempo di compenetrarsi profondamente, quasi si trattasse d’una libidine, nei meandri più riposti delle nostre intimità, verrà a mancarci al punto di soffrirne?
    Ma ci faccia il piacere signor Sindaco Ortelli, come avrebbe detto Totò.
    O Lei è stato frainteso ed allora deve chiedere una rettifica a chi ha riferito che il fausto evento non sarà festeggiato, oppure, a meno che non sia profondamente e serenamente convinto di ciò che ha detto (ed allora Le suggerirei quantomeno d’iniziare a recitare una “novena” al cospetto del catafalco, innanzi che s’inoltri in mare aperto), deve avere il pudore di “rimangiarsi” quanto affermato, che non solo non le fa onore, perché non ha senso, ma che, al limite, potrebbe anche esporla ad una richiesta di dimissioni da parte della Minoranza.
    Per favore, accetti un consiglio da un’anziano frequentatore dell’isola, che la vita l’ha vissuta e che pure ha assistito alle celebrazioni dei morti fatte attraverso pranzi e brindisi augurali per il loro viaggio alla volta dello Stige.
    Per favore, ci ripensi e si conceda la licenza di far approvare, in Consiglio, quale stralcio di bilancio, l’appostazione d’una congrua spesa atta a realizzare per tutta l’isola una “luminaria” da ricordarsi per secoli.
    Luminaria da accompagnare con i più bei fuochi d’artificio che il Giglio ricordi (magari, considerato l’evento celebrativo e ritenendosi, in gran parte, remunerato dalla pubblicità che ne trarrà, Mazzoni Le farà anche un grosso sconto), da innescare nel momento stesso in cui la Concordia, liberata dall’attracco che l’ha, per tanto tempo, tenuta avvinta alla Gabbianara, cui s’era appoggiata, prenderà finalmente a navigare verso Genova.

  22. Gabriello Galli

    l’Amministrazione Comunale parla solo attraverso atti e di atti di indirizzo fatti per mantenere le piattaforme o richiedere incontri con il Ministero dell’Ambiente non ne esiste uno. Non esiste uno straccio di documento dove il Comune dice la sua. E, come è giá successo, altri decideranno per noi. Ma non per il bene dell’Isola.

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