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La mia opinione sulle piattaforme

La mia opinione sulle piattaforme

Amici della redazione e Gigliesi tutti, scrivo da Latina e, come qualunque italiano, desidero esprimere la mia opinione sulla controversa questione dell’eliminazione delle piattaforme, e delle relative strutture, poste a sostegno del relitto della Costa (dis)Concordia.

Breve premessa: vorrei aggiungere una particolare motivazione (posso dire sentimentale?) che mi ha sollecitato a dare, nei limiti delle notizie, apprese per mezzo di GiglioNews, che ho consultato tutti i giorni a far data dalla notte del naufragio, il mio piccolo contributo circa il problema delle piattaforme; la mia famiglia paterna è di antiche origini orbetellane (intorno al 1500), la nonna paterna era portosantostefanese e il sottoscritto, nell’ormai lontano 1987, ha trascorso in un Albergo al Campese un proficuo periodo di vacanza, (con moglie al seguito, 25 anni di matrimonio) e di lavoro! Naturalmente nel peregrinare dal Campese, al Castello, al Porto ho potuto dialogare con molti gigliesi, la maggior parte rimasti sconosciuti, ma tutti disponibili e cordiali verso lo straniero!

Ora vengo all’argomento piattaforme.

Ma prima gradirei ascoltare, almeno con un filo di voce, uno dei catastrofisti in servizio permanente effettivo che, alcuni con ragionevoli argomenti, temevano che questa straordinaria, direi unica impresa, non avesse potuto giungere in Porto! Certo che i rischi e le incognite erano sempre possibili, ma un minimo di fiducia nella eccellenza della nostra e dell’altrui cantieristica doveva essere concessa, e così è stato.

Concludo: in oltre due anni, al contrario di tanti nostri indegni amministratori, la natura non è rimasta impassibile e penso che il ripristino “dello stato dei luoghi” sia praticamente impossibile (penso solo a dove possa essere andato a finire tutto il materiale di trivellazione).

Allora, ad eccezione di tutto ciò che possa essere di ostacolo alla pesca e alla navigazione, sia commerciale che da diporto, le famigerate piattaforme debbano essere mantenute a lasciare che la natura faccia il suo corso senza ulteriori e, forse negative interferenze di ecologisti talebani e non. Spero di non essere stato noioso e comunque vi invio un caro saluto.

Maurizio Bonsanti

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32 commenti

  1. Attilio Regolo

    Sono numerose appassionate e convincenti le invocazioni espresse su GiglioNews da parte di cittadini del Giglio che chiedono la permanenza sotto Punta Gabbianara delle grandi piattaforme subacquee per il raddrizzamento e la rimozione della Concordia.
    Appare infatti illusorio e perfino dannoso in definitiva predisporre un apposito progetto-cantiere per la espiantazione di strutture invisibili e innocue che sono ormai quasi monoliticamnte integrate con il fondale naturale dell’Isola.
    Mettersi d’accordo su modalità e gestione futura di suddette piattaforme è solo una questione di buon senso tra i vari soggetti pubblici e privati responsabili.
    Dopo il disastro Concordia non si faccia un altro grave errore a danno dell’isola più gentile e immacolata del Mediterraneo.
    Saluti.

  2. Pietro Rinaldi

    I fondali sui quali si affacciano gli scogli e le spiagge dell’Isola non sono proprietà del Comune del Giglio ma dello stato italiano._ La richiesta preventiva di risarcimento conseguente alla costituzione di parte civile da parte del Comune non la conosco nei dettagli, sarà sicuramente stata orientata e motivata dal collegio avvocatizio._ Negli archivi di giglio news, ripercorrendo il tempo di questa notizia, si dovrebbe trovare un mio commento assai critico su tale iniziativa e un invito a rivedere tale richiesta o annullarla con un grande scatto d’orgoglio Gigliese,_ Questo perché poteva sembrare uno scambio in funzione dell’aiuto spontaneo dato in massa dalla popolazione, a partire dai residenti del porto e poi un’estensione a tutti i volontari presenti nell’isola (sottolineo la definizione di volontari spontanei)._ Inoltre anche gli aspetti connessi al recupero intero della nave non erano ben noti: uno “negativo”riguarda i tempi di occupazione del porto, uno positivo per gli operatori turistici dell’area porto (e non solo) e un altro sulla non dettagliata conoscenza del tipo di intervento che sarebbe stato messo in atto sul fondale (leggi metodo delle mega strutture da realizzare per sostenere la Concordia in fase di rotazione)._ Quindi tutto potrebbe essere riconsiderato ma bisogna intervenire subito con la sospensione della gara di appalto che, ho già detto, giunge adesso come quasi incomprensibile (ovvero non attribuita originariamente alla T/M ?).

  3. Giuliano Marchetti

    Chiedo lumi a chi è esperto in materia: queste “piattaforme” ammesso che venga deciso di lasciarle in loco
    avranno in futuro necessità di manutenzione? Ed eventualmente chi si assumerebbe l’onere di finanziarne i lavori?
    Hai visto com’è quando serve aprire ribinetti e portaflgli vari per erogare finanziameti come consuetudine arrivano i distinguo le prese di posizione i vari “io l’avevo detto” ecc.ecc.i

  4. Attilio Regolo

    Pecrhè dovrebbe esser fatta la rimozione delle piattaforme almeno dal punto di vista della Società Armatrice proprietaria e responsabile, Pietro?
    Mi pare piuttosto evidente.
    A Costa Crociere sono stati già richiesti in via informale e preventiva 80 Milioni di euro di risarcimento per danno e alterazione ambientale.
    Eliminando la parte subacquea visibile sopra fondale delle piattaforme, anche se come dici con un lavoro improbo, e dopo aver ripulito il fondale stesso dei sacchi di cemento detriti e rifiuti vari può dimostrare in sede di giudizio di aver ottemperato nella sostanza alle richieste del ministero dell’ambiente e di aver diritto quindi ad una drastica riduzione delle richieste risarcitorie.

  5. Claudia Di Giuseppe

    Volendo, le piattaforme potrebbero anche essere utilizzate come base per ancoraggi temporanei di piccole imbarcazioni, così da non intasare il porto o creare disagi a chi lavora quando il turista in barca occupa il posto (delle barche da lavoro) per scendere a terra a prendere un caffe’. Sarebbe anche da incentivo per un servizio-taxi dalla Gabbianara al Porto, un pò come hanno fatot per tutti questi mesi i ragazzi che facevano la spola sui piccoli tender (tipo JimmyTender, per capirci).
    Secondo me non sarebbe una brutta idea, se realizzabile. Lasci una parte per l’ormeggio su boa (quindi niente lancio dell’ancora in testa ad eventuali e malcapitati sub) ed una parte per le immersioni.
    E’ sempre il pensiero della ‘sciura del pianerottolo’, non di professionista, magari non è neanche possibile creare degli ormeggi…
    In ogni caso, a monte di tutto ciò, arrivare sull’isola, o costeggiare la Gabbianara per andare in acqua, e non vedere più la povera Concordia, sarà fantastico!
    Cordialità

  6. Senza voler offendere nessuno, al fine di evitare battute da vernacoliere, ihihihihihih, rispondo alla sig. Daniela no non è come dice lei, non è acciaio e anche il ferro che ricopre i pali di cemento non è più vendibile alla cifra che lei sostiene.
    1 non è che si và li si taglia e ciao, le basi delle piattaforme andrebbero anche loro divelte con un maggior danno all’ambiente
    2 se valessero 50 milioni tra il recupero lei pensa che non avrebbero negato il consenso ad una possibile discussione sulla rimozione?
    3 le piattaforme possono essere una base per rilanciare la maggiore attività dell’isola, che riesce a coprire anche quei mesi dell’anno in cui non ci sono turisti.
    4 oltre ad un rilancio economico le piattaforme darebbero all’ambiente quella spinta in più per ricostituirsi più velocemente e naturalmente.
    5 ma non certo meno importante, il Giglio deve diventare il nuovo imput per tutte quelle zone disastrate dall’uomo, accanto a queste strutture possono nascere, zone di ittiocultura, punti di ricerca e tante altre cose.
    e nell’ombra che nascono e vivono piccoli ESSERINI la meraviglia del nostro mare non è in piena luce ma nell’ombra sotto scogli e altro.
    franca melis

  7. Pietro Rinaldi

    Se fosse così Urs, ogni piattaforma, se considerassimo l’altezza media dei pilastri di 10 m (4-5 pilastri a PTF) ed il loro diametro 2 m, un solo pilastro peserebbe circa 78.500 kg in più, che moltiplicato 4 o 5 sarebbe un totale di 314 o 392 tonn circa a piattaforma come peso in più rispetto al suo originario._ Ergo, converrebbe tagliarle a pezzi per tirarle su._ Un lavoro veramente improbo …. e perché mai dovrebbe essere fatto ??? E lasciamole lì “maremma maiala” !!

  8. Nella preparazione contro lo scirocco invernale hanno riempito “i pali di fondazione ed alcuni bracci delle piattaforme di appoggio della nave con malta cementizia”.

    Vedi ‘Gabrielli alla Camera’, Aprile 2014, pagine 9-10, punti 2 e 6 >>> http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/AudizioneVIIICamera17apr2014aggiornamentoConcordia.pdf#page=9

    Per evitare un giro orizzontale o uno spostamento della Concordia nelle onde, hanno installato supporti tubolari tra cassoni e piattaforme (punto 2.)… con l’effetto secondario che le piattaforme dovevano incassare anche le forze orizzontali delle onde.
    Solo il riempimento dei tubi (punto 6.) poteva aumentare la loro resistenza alla deformazione e quindi alla flessione.

    Cosi, con una malta adeguata, la longevità della costruzione sarebbe raddoppiata, la corrosione all’interno dei tubi è bloccata… ma c’è un affare per specialisti.

    Saluti
    Urs

  9. Attilio Regolo

    Daniela Robasto, volevo concedermi una mezza domenica di sosta internautica ma il tuo intervento mi costringe a ribattere.
    Già l’informazione ricevuta da Costa-T/M per la vicenda del cantiere Concordia è stata frammentaria e lacunosa specie nei dettagli tecnici, cerchiamo quindi di non aggiungere incertezza e confusione con i nostri interventi su GiglioNews.
    Parli di assenza di fondazioni nelle piattaforme subacquee e cosa sono mai quei piloni infilati nei buchi del granito e cementati o sigillati con malta cementizia se non delle strutture di fondazione atte a trasmettere nel sottofondale i grandi pesi e sforzi prodotti nel sopra fondale?
    Riferisci poi di 50 mln di euro da recuperare dal ferro vecchio prelevato da Costa.
    Il ferro vecchio viene pagato circa 200 euro a tonnellata, per ricavare 50 milioni occorre recuperare circa 250 mila tonnellate cioè circa 5 volte il peso della intera Concordia a secco.
    Scusa Daniela, ma dove pensi che si possano recuperare 250.000 tonnellate di acciaio dal cantiere Concordia?
    Non è per caso che questo primo vero caldo d’Agosto ci ha confuso un po’ le idee?
    Saluti.

  10. Daniela Robasto

    i piloni delle piattaforme non hanno fondazione, ovvero sono state infilate nei fori trivellati sul granito del fondale. (ho letto di un riempimento nell’inverno scorso con della malta cementizia, ma non so nulla di preciso. Anche perchè si parlerebbero di centinaia di mc: i piloni avevano un diametro di 2 mt quindi per ogni metro di elevazioni sono 3 e rotti mc di malta, già solo 20 mt sono più di 60 mc a pilone. Sempre che con riempimento di malta non intendessero la costipazione tra il foro trivellato e il pilone e non il riempimento dello stesso, nel qual caso taglierebbero a filo roccia). Sono tn di acciaio che possono essere recuperate. Anche considerandolo ferro vecchio sono oltre 50 mln di euro (si ripagherebbero l’eventuale risarcimento all’isola del Giglio che ha richiesto 80 mln. Non li vedrà mai, forse una 40ina o di meno…).

  11. Attilio Regolo

    Non vedo risposte al mio ultimo commento sulle fondazioni delle piattaforme.
    Bene, chi tace acconsente o per lo meno non ha immediati argomenti convincenti per controbattere.
    E allora mi spingo un po’ più in là e dico che se sotto Punta Gabbianara ci sono ottime fondazioni subacquee per circa 50 Milioni di Euro esse non aspettano altro che di essere riutilizzate con una nuova costruzione poggiante su di esse di valore perlomeno quadruplo e in totale farebbero 250 Milioni di Euro spendibili.
    Pagati da chi e per fare cosa a voi tutti l’ardua sentenza.
    E ora passo e chiudo per aiutare mia moglie a preparare una bella spaghettata allo scoglio augurandovi buona Domenica d’Agosto.

  12. Attilio Regolo

    Maurizio Bonsanti aveva aperto una discussione sulle piattaforme subacquee di Punta Gabbianara al Giglio.
    Tale discussione si è praticamente sviluppata su due filoni distinti: uno sul destino materiale delle piattaforme e una su quello delle posidonie.
    Urs Klaeger, di cui è ammirevole la conoscenza tecnico-scientifica non solo delle imbarcazioni ma di tutto ciò che riguarda il mare, ci dice che quello delle posidonie è in definitiva “un falso problema” cioè un problema che non esiste per il fondale roccioso del Giglio e io gli credo.
    E allora di cosa stiamo dibattendo?
    Qui al Giglio siamo semplicemente di fronte alle conseguenze del più grottesco disastro navale della storia marinara civile cui si sta cercando di porre il massimo rimedio possibile affichè il bilancio complessivo non sia alla fine così negativo specialmente per l’isola e i suoi abitanti.
    In pratica: fino al 22 luglio scorso davanti a Punta Gabbianara al Giglio c’era una nave gravemente incidentata, la Concordia, da 100 Milioni di euro circa di valore su d una base di sostegno di piattaforme subacquee di altrettanto valore (sempre con cifre di larga massima opinabili).
    I 100 Milioni della nave si sono presi il volo verso Genova-Voltri.
    Degli altri 100 Milioni delle piattaforme assai probabilmente la metà, quella esterna al fondale più pregiata e riutilizzabile, verrà smontata ed espiantata e portata via tramite un bando di gara assai probabilmente verso dove sono pervenuti cioè Veneto ed Emilia-Romagna.
    I restanti 50 milioni di euro (perchè tanto sono costate di lavoro e fatica), di fondazioni profonde nuove di zecca non espiantabili non li potrano utilizzare nè le posidonie, né le pinne nobilis né i sommozzatori per diletto.
    E allora che ne dobbiamo fare o a chi vogliamo regalarli noi gigliesi, grossetani e toscani per poter rimanere alla fine “cornuti e mazziati” come si dice al sud e non solo completamente a bocca asciutta e assetata?
    Saluti

  13. Maurizio Bonsanti

    Lo scopo del mio intervento era finalizzato a sollecitare le opinioni degli interessati all’argomento piattaforme.
    Non è mia abitudine commentare quelle altrui, specialmente se espresse in forma di civile dibattito.
    Consentitemi una eccezione: il Sig. Giovanni Ciriani suggerisce un parere parere tecnico dell’Osservatorio.
    Pregherei la cortese redazione, se possibile, richiedere l’intervento di un noto geologo, particolarmente conosciuto da tutti gli isolani dell’Arcipelago Toscano per esserne stato il Presidente. Magari alcuni avranno qualche riserva sulla simpatia del personaggio, ma la sua cultura scientifica non può essere messa in discussione: mi riferisco al Prof, Mario Tozzi (quartiere San Lorenzo) Roma.
    Ancora un cordiale saluto da Latina.

  14. Giovanni, c’era un’imboscata nella mia ricerca sbagliata, secondo Wikipedia la Posidionia OCEANICA >>> “questa specie si trova solo nel mar mediterraneo”…
    Lo stesso articolo dice “vive tra 1 e 30 metri di profondità, eccezionalmente e solo in acque molto limpide fino ai 40 metri”.

    Il fondale sotto le piattaforme è più profondo, quindi l’argomento della posidonia è falso.
    Di più, mi sa che il fondale sia roccioso e non sabbioso, il fondale preferito della posidonia.

    Saluti
    Urs

  15. Attilio Regolo

    Caro Pietro, non sono affatto d’accordo con te anche se rispetto il tuo pensiero.
    E’ stato dimostrato con la vicenda Piombino-Genova che il più forte e chi ci mette i quattrini alla fine fa come gli pare a prescindere dalle lamentazioni e le richieste di Comune Provincia Regione e relative popolazioni.
    Figurati un pò se gli stessi soggetti proprietari responsabili, basta che lo vogliano sopratutto se ci trovano il loro interesse, non ci mettono quattro e quattro otto a espiantare quelle ancora nuove pregevoli e costose piattaforme per riutilizzarle da qualche alta parte.
    Il dilemma, lo ripeto ancora, sarà che cosa eventualmente farne dopo delle grandi fondazioni praticamente a raso del fondale naturale di suddette piattaforme che possa davvero tornare utile all’isola e ai suoi abitanti.
    Di nuovo saluti e buon sabato sera.

  16. Pietro Rinaldi

    Attilio, la decisione del ripristino totale dei fondali è stata presa subito da Carnival-Costa, già nella fase di affidamento del recupero di Concordia alla T/M, ma le situazioni, mi consentirai, dopo due anni e mezzo, sono ben cambiate (chi sapeva cosa e come avrebbero proceduto ?)._ Sul territorio Italiano hanno competenza “fino al giorno prima di inizio lavori di qualsiasi appalto” gli Enti territoriali e sovra territoriali (il Governo)._ Quindi nessuno potrà accampare scuse di sorta._ Di sicuro non può essere “zittita” una legittima e civile protesta da parte dei Gigliesi, dei loro rappresentanti politici locali, provinciali e Regionali, sulla base di motivazioni più che giustificate._ Per esempio. fossi Io il Sindaco, reclinerei subito l’invito a presenziare alla visita annunciata all’Isola e, se venisse lo stesso, lo contesterei duramente in tutti i modi.

  17. Giovanni Ciriani

    Urs, secondo Wikipedia la Posidonia oceanica va al di sotto dei 35 metri se le acque sono ad elevata trasparenza. Non è dato di sapere come venga misurata tale trasparenza, e se l’acqua antistante punta Gabbianara possa essere classificata ad alta trasparenza.

    Secondo questo altro articolo: “… la produzione fotosintetica può avvenire … in acque costiere abbastanza trasparenti fino a circa 50 m”.

  18. Attilio Regolo

    Veramente ammirevole e comprensibile questo tuo agitarti, Pietro, per promuovere la permanenza delle piattaforme per la Concordia anche senza più la Concordia all’isola del Giglio.
    Ma ho l’impressione netta che ci sia ben poco da fare rispetto ad una decisione di caratura internazionale come quella di rimessa in pristino e di bonifica del fondale di Punta Gabbianara che è stata già ampiamente presa.
    Una decisione che non può prescindere dalla rimozione fino alla base delle loro fondazioni delle piattaforme stesse progettate e realizzate appositamente per il compito specifico della rimozione Concordia che peraltro hanno svolto egregiamente e che costituiscono ancora un notevole valore economico da poter riutilizzare in altro sito per altro scopo.
    Certo è che dopo la rimozione della Concordia che, uscendo dall’ipocrisia, costituiva comunque una forma di attrazione turistica e una fonte di reddito per una parte di isolani per la presenza di quell’intensa attività di cantiere, anche la rimozione delle piattaforme, se pure con i proventi locali ridotti per un cantiere minore rispetto a quello precedente della Concordia, lascerebbe alla fine di quest’ultima operazione praticamente a bocca asciutta, senza più Concordia senza più piattaforme e senza più cantieri aperti sotto costa, l’intero circondario gigliese e per di più con una vasta parte del fondale alterato per sempre anche per la presenza di enormi infrastrutture di fondazione di calcestruzzo profondamente infisse nel granito del fondale e non più eliminabili.
    E vedo un solo modo, caro Pietro, per tentare di provvedere a quello che si può definire un danno perenne senza possibilità certe risarcitorie, quello cioè di pensare fin da ora a come riutilizzare in futuro quelle fondazioni che sono state capaci di sostenere sforzi e pesi di decine e centinaia di migliaia di tonnellate.
    Saluti.

  19. Pietro Rinaldi

    Cari amici, scuserete la mia insistenza nel concentrarmi su questioni urgenti e, a mio avviso, aventi carattere di priorità sull’argomento delle piattaforme e quindi mi allontano dall’ombra che potrebbero proiettare sul fondo per parlare alla luce del sole._ Non vorrei che qualcuno, con intelligenza super sviluppata, tenda a deviare le discussioni al colore del piatto per salvare la pietanza che esso contiene._ SE LA GARA DI APPALTO PER LA BONIFICA DEI FONDALI DI PUNTA GABBIANARA, CHE CONSIDERA ANCHE LA RIMOZIONE DELLE PIATTAFORME, NON VIENE SOSPESA è INUTILE STARE A “DISQUISIRE” SULLA LORO UTILIZZAZIONE._ Ne deriva che, Comune del Giglio, Provincia di Grosseto e Regione Toscana si esprimano immediatamente e chiaramente sul problema e facciano arrivare “PRESTO” le loro decisioni al Ministro per l’Ambiente._ Ripeto, l’Isola tutta deve fare pressione sull’argomento e la petizione a favore del mantenimento delle piattaforme “tal quali” è tesa allo scopo._ Ad ogni buon fine e per sfrondare pregiudizi e posizioni dubbiose sull’argomento ho speso pochi minuti sul web per cercare di segnalarvi qualche documento che può essere letto e meditato: http://nonsoloeco.com/navi-affondate-mediterraneoe-rifiuti-tossici-nei-mari-italiani/ per capire dove sono le priorità in Italia._ http://www.infondoalmar.info/ per ricordare e non guardare solo la pagliuzza che si ha nell’occhio._ http://ampsecchetorpaterno.it/avviati-i-lavori-per-i-dissuasori-della-pesca-a-strascico-nellarea-marina-protetta-secche-di-tor-paterno/ 96.000 € messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente 2013 in un’area marina protetta (Lazio)._ http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCAQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.arpat.toscana.it%2Fnotizie%2Feventi%2F2010%2Frelazione-e-presentazioni-ai-convegni%2FCOM12.pdf&ei=lV_cU6LoBYGV7AbB8oDYAQ&usg=AFQjCNG9ho-ZSqcEOEKzs3eQ3I3qoh0CgA&bvm=bv.72197243,d.bGQ – Dal 2006, Allocazione in dettaglio dei blocchi di cemento e ferro dal golfo di follonica a partire da Piombino e fino a Castiglione della Pescaia. (Ci sono stati dubbi anche sul loro posizionamento)._ http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=13&ved=0CDkQFjACOAo&url=http%3A%2F%2Fwww.gionha.it%2Frisorse%2Fpubblicazioni%2Freport%2Fil-monitoraggio-marino-costiero-in-toscana&ei=8WDcU5jXDuWr7AaqiYCYCg&usg=AFQjCNGT9uNukdhHzxkKDOhsnqNM912o5A – Regione Toscana FASE 2: Studio sullo stato ambientale e sulla tendenza evolutiva degli ecosistemi marino costieri caratterizzanti il Santuario dei cetacei._ Sulla base di quanto sopra esplicitato, il nuovo piano di monitoraggio, con inizio a febbraio 2010, ha previsto punti di campionamento posti all’interno di 19 transetti come specificato dalla tabella che segue: Andate a leggere la tabella di pag. 4 e cercate se hanno messo nell’elenco l’Isola del Giglio._ http://www.academia.edu/4178694/Siti_sommersi_in_alto_Adriatico_un_progetto_di_archeologia_e_ingegneria_per_la_tutela_e_valorizzazione_in_situ – Una parte del progetto prevede l’installazione di un web server, esterno alla
    stazione di ricevimento, che ospiti documentazione di progetto a scopo di ricerca edi promozione._ Una delle numerose idee che possono essere prese in considerazione per Punta Gabbianara utilizzando le piattaforme.

  20. Giovanni, io sottoscrivo la Tua osservazione sulla luce diffusa.
    Invece ho una domanda ai veri sommozzatori, che discendano, più dei miei due metri, nell’abisso (Wikipedia non ritorna la risposta):

    Mi sa che le Posidonie utilizzino la luce per la fotosintesi, quindi a una certa profondità la luce forse non è sufficiente >>>
    >>> Le Posidonie possono vivere e riprodursi normalmente a che profondità, al Giglio?

    Saluti da un velista che preferisca la superficie del mare
    Urs

  21. Giovanni Ciriani

    Daniela, senza voler sminuire altre problematiche, ed affrontando la questione dell’ombra da un punto di vista scientifico, a 30 e passa metri forse una grossa porzione della luce è luce diffusa per cui l’ombra forse relativamente meno importante. Comunque penso a tutte queste questioni sia in grado di rispondere in maniera professionale l’osservatorio. Sarebbe interessante avere qualche referenza.

  22. Gabriello Galli

    La Sig.ra Robasto, di solito molto precisa, non é a conoscenza che le piattaforme, progettate dalla Tecon di Assago, hanno il pavimento asportabile e quindi non ci saranno zone d’ombra ma la luce filtrerá normalmente favorendo un piú rapido ripristino del fondale.

  23. Attilio Regolo

    Ingegnosa idea Maurizio questa della gabbia per itticoltura!
    Ma la dovresti chiuderla con spessi pannelli trasparenti tipo Kevlar di Ermanno Manini e data la dimensione e robustezza delle sbarre metterci pesci aggressivi di grande mole come squali tigre e pescecani.
    A parte gli scherzi parolai agostini da “fancazzisti” che fanno tanto arrabbiare il livornese “Fabio” che di offese e pernacchie da Vernacoliere se ne intende assai più di noi e tornando a discorsi seri non si può escludere che quella pur poderosa struttura subacquea delle piattaforme sotto Punta Gabbianara sia stata progettata e realizzata volutamente e consapevolmente in modo provvisorio e provvisionale con finalità “una tantum” per sostenere gli sforzi del parbuckling e che esaurita la sua funzione peraltro espletata in modo egregio abbia ormai perso sostanzialmente le sue qualità originarie di resistenza agli sforzi e di stabilità geometrico-strutturale tale da consigliarne la rimozione il più presto possibile.
    Saluti.

  24. Maurizio Scholl

    La butto tra il serio ed il faceto

    E se si trasformassero in gabbie offshore per l’itticoltura?

    PS: A tutti i commenti “non educati” risponderò con termini da “Vernacoliere”.
    Grazie

  25. Attilio Regolo

    Ecco, Pietro, mi confermi un mio retropensiero che avevo già espresso qualche commento fa.
    Si sta forse cercando di ingigantire a dismisura (fino a rasentare il ridicolo on le ombre le posidonie le pinne nobilis o gnacchere etc) il problema ecologico provocato dalla eventuale permanenza delle piattaforme al Giglio per giustificare in qualche modo l’apertura di un nuovo prolungato e lucroso cantiere (o meglio la non chiusura dopo la rimozione della Concordi), cantiere ovviamente questa volta a carico dei contribuenti cosiddetto di “bonifica e ripristino” del fondale di Punta Gabbianara?
    Sarebbe una cosa di un cinismo stomachevole e la mia preoccupazione è che possa accadere davvero.
    A meno che….., a meno che non ci sia davvero, opportunamente coperto e sottaciuto, qualche grave rischio nel lasciare quelle enormi strutture là sotto per la semplice e banale ragione che non sono state realizzate per durare a lungo con il necessario grado di sicurezza di norma ma solo finalizzandole a quella unica circostanza funzionale del raddrizzamento del relitto Concordia.

  26. Pietro Rinaldi

    Qui ad essere piccati non sono solo i sommozzatori, Sig.ra Robasto, ma è quasi la totalità dei residenti nell’Isola ed in particolare coloro che, legittimamente, basano la loro economia sul turismo._ Tra questi quelli che la notte del 13 gennaio 2012 si sono impegnati allo spasimo per salvare vite umane ed hanno tirato in barca anche dei cadaveri cosa questa che non potranno mai dimenticare nella loro vita (e non voglio dire altro)._Ma le piattaforme arrecherebbero danno a chi ?? A quattro piante di posidonia della quale è tappezzato tutto il fondale sabbioso dell’Isola o a qualche pinna nobilis che qualcuno voleva trapiantare a seguito del naufragio ??_ Qualcuno che, avesse controllato, nel posizionare le transette ove prelevare campioni per analisi o ricerche a 100 m di distanza dalla poppa della Concordia adagiatasi sul fondale – nella cala vicina (cala di Mezzo) – avrebbe facilmente visto che le Pinne Nobilis (o Gnacchere come le chiamano qui) la stanno colonizzando sul fondale a cominciare da 3 metri di batimetrica. _ Inoltre Le avevo già risposto su un suo commento che analizzava il discorso “corrosione” delle strutture e relativa manutenzione._ Ma non le sembra di esagerare ad insistere su questo argomento ….. ma quale è la sua preoccupazione ?_ Che possano crollare fra 20-30-50 anni e schiacciare i rizomi delle posidone che, nel frattempo si sono sviluppate tutt’intorno ?_ Oppure uccidere qualche pinna Nobilis ?_ O, e questa sarebbe forse la ragione più valida, uccidere un sub che pur se accompagnato da esperti, finisca sotto un pilastro della piattaforma che si sta ribaltando ?_ E queste sarebbero le responsabilità della Carnival ?_ Ma su, Sig.ra Robasto sono sicuro che neanche Lei ci crede a quanto ha scritto e quindi debbo pensare che ci siano ragioni assai assai più convincenti …. Almeno per Lei, quindi aspettiamo che ce le descriva nel dettaglio._ Saluti e cordialità

  27. Attilio Regolo

    Suvvia, Daniela Robasto, secondo te una struttura della dimensione e consistenza delle piattaforme Concordia con tutte le sue fondazioni profonde andrebbe estirpata dal fondale del Giglio per poter meglio stimare il danno ambientale rispetto all’ “ante” e perchè fa ombra al fondale e perchè tanto i sommozzatori turistico-sportivi a 40-50 mt non ci possono andare e infine perchè non si saprebbe chi farà la manutenzione anticorrosione.
    Sei troppo razionale e pragmatica per poter pensare che tu per prima creda davvero a queste tue arrampicature sugli specchi per dimostrare una tesi del tutto inverosimile.
    La verità è che dopo essere costate tantissimi soldi per la loro realizzazione ora nessuno ha voglia di spenderci ancora tanti soldi per tirarle via.
    E allora si lascino lì sotto a Punta Gabbianara in pace per ora queste benedette piattaforme che non solo non danno fastidio a nessuno ma prima o poi una qualche buona idea ingegnosa per una loro proficua riutilizzazione qualcuno la tirerà fuori.
    Saluti.

  28. Claudia Di Giuseppe

    Gent.ma Sig.ra Robasto
    non entro nel merito della discussione sulle piattaforme perchè, in ogni caso, a quanto par enon sono decisioni che ci competono.
    Volevo solo, senza polemica, farLe notare due cose:
    1. se con la frase ‘prontamente “smentita” da un “sommozzatore” piccato’ s iriferisce al mio intervento in altro post, Le assicuro che non ero assolutamente piccata, anzi, apprezzo lo scambio di opinioni, seppur diverse dalle mie
    2. le mie considerazioni sul tipo di subacqueo che visiterebbe il sito (e quindi le piattaforme), non sono quelle del villeggiante o del sub che viene, fa qualche immersione e se ne va, ma di persona che lavora in un diving dell’isola, quindi, sono state fatte numeri alla mano. Le assicuro che i subacquei ‘non della domenica’, che usufruirebbero del sito, sono più di quel che pensa.
    E in ogni caso anche quelli della domenica, che non verrebbero accompagnati oltre i 30mt senza il relativo brevetto potrebbero avere delle sorprese, in termine di ricchezza del fondale, anche già da profondità inferiori, proprio come succede in altri posti.
    Le ripeto, senza alcuna polemica.
    Cordialità

  29. Attilio Regolo

    E anzi, Sig. Bonsanti, se devo dire fino in fondo come la penso ritengo che un’opera nuovissima costata per lo meno 100 Milioni di euro, ad elevatissima tecnologia, sarebbe un autentico “delitto” tecnico-economico smembrarla e distruggerne configurazione e funzionalità solo per una non ben identificabile sensazione di ripulsa nei confronti di un presunto corpo estraneo infisso nel tessuto naturale del fondale dell’isola.
    Bisognerebbe invece nutrire forte riconoscenza per una mirabile opera sussidiaria dell’uomo che ha permesso il recupero e la rimozione del grande relitto Concordia e che se ne sta maestosa nella sua impeccabile poderosa geometria nascosta alla vista superficiale esterna come monumento duraturo alla memoria della più incredibile avventura marittima che potesse vivere un’isola come il Giglio insieme a tutti i suoi abitanti.

  30. Daniela Robasto

    non è essere degli ecologisti talebani, ma semmai degli “ecologisti” cum grano salis.
    dovendo il ministero valutare il danno ambientale è ovvio che lo stesso debba essere valutato allo state ante inchino (senza piattaforme). Se rimangono come si può valutare l’incidenza delle stesse? Ricordo che un problema della presenza dello scafo era l’ombra che generava sui fondali e l’impatto su alcune specie vegetali (la posidonia oceanica in particolare).
    Le piattaforme hanno un piano d’appoggio cieco non sono delle strutture reticolari e basta. Generano ombra tanto quanto lo scafo (di meno perchè hanno un’estensione minore, ma la generano).
    Secondo, la profondità. Il piano di appoggio su cui era adagiata la Concordia è a più di 30 metri. Le basi dei piloni si spingono anche a oltre 50 metri. Ho già sollevato in altro post la problematica della profondità e dei sub della domenica (prontamente “smentita” da un “sommozzatore” piccato).
    Terzo, la durabilità dell’opera. Non è perchè immersa allora non è soggetta alla corrosione. Chi gestirà la manutenzione o quei controlli perchè la struttura sia in sicurezza? Il comune del Giglio?, il ministero?, Carnival? chi si assume la responsabilità di quello che potrebbe succedere se non oggi, fra 20 – 30 anni?

  31. Attilio Regolo

    Ed è certamente vero che la sostenibilità delle piattaforme era strettamente legata alla rimozione della Concordia dal Giglio, ma è altrettanto vero che anche senza Concordia resta un’opera strutturale importante costata tantissimo tempo e denaro e non credo proprio, solo perché con la dipartita della nave sembra abbia perso la ragione d’esistere, debba per questo essere equiparata ad un ingombrante rifiuto subacqueo da rimuovere al più presto dal fondale del Giglio.
    Saluti.

  32. Attilio Regolo

    Sono d’accordo con Maurizio Bonsanti che sarebbe meglio mantenere le piattaforme dove stanno ormai da oltre un anno e lasciare che la natura faccia il suo corso.
    Ma, giacchè ci siamo, perchè non fare un pensierino anche al possibile riutilizzo delle stesse oltre che come nuovo habitat per pesci alghe e molluschi polpo Fritz compreso?
    Cerchiamo di non dimenticare e trascurare che quella struttura subacquea è riuscita a contenere egregiamente il peso e gli sforzi laterali d un gigante navale da 75.000 tonnellate quale la Concordia in balia delle mareggiate invernali del Giglio con tutti i suoi cassoni di zavorra e rigalleggiamento e che assai probabilmente avrebbe potuto sostenere uno stess da sforzo anche maqgiore.
    Saluti.

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