De minimis, ovvero “cose dell’altro mondo”

DE MINIMIS, OVVERO “COSE DELL’ALTRO MONDO”

In questi giorni in cui viene, finalmente, svelato all’incolto ed all’inclito, il “mistero” della T.A.S.I. (Tassa sui Servizi Indivisibili), in modo che, entro il 16 Ottobre p.v., sia l’uno che l’altro, possano, doverosamente, provvedere a pagare l’ennesimo “balzello” sulla casa, m’è giunta da un Comune che non è quello del Giglio, l’ingiunzione di pagamento sulla T.A.R.I. , ovvero la Tassa sui Rifiuti, ossia un tributo comunale che il cittadino è costretto a pagare, anche se, nella fattispecie, insista su un’abitazione di vacanza che, come il sottoscritto, non è più “frequenta” od affittata da almeno tre anni.

Senza voler polemizzare sulla giustezza del tributo, che si moltiplica secondo il numero delle abitazioni che il cittadino possiede (per quel che mi riguarda: due miniappartamenti davanti al campo sportivo di Campese; una ex casa rurale, riattata, in quel dei Gretini di Santa Fiora, un ex casello ferroviario, disastrato, ad Orbetello, ed un “attico”, costruito, in cooperativa, in regime di “diritto di superficie”, secondo la tipologia dell’edilizia economico-popolare; tutto quanto realizzato con sacrifici ed economie, ivi comprese quelle d’un intera vita lavorativa d’un padre Capotecnico della Montecatini), una cosa, che ritengo assai ingiusta, vorrei puntualizzare, chiedendo ai “frequentatori” di “Giglionews” ed alle autorità municipali cui fanno capo i miei beni (ivi comprese, quindi, anche quelle dell’isola), che si pronuncino in merito a quello che, di seguito, faccio rilevare.

Ebbene, nella cosiddetta cartella di pagamento, che prevede il pagamento in tre rate (che, a scanso d’errori, effettuo attraverso un unico versamento, a ragione del fatto che, anni fa, dopo aver saldato la prima, mi dimenticai delle altre), ritenendo erroneramente di agevolare il “suddito”, viene, letteralmente riportato che: “Il contribuente ha la facoltà di effettuare il versamento delle rate in unica soluzione entro la scadenza stabilita per il versamento della 1^ rata”.

“Sticavoli!!!”, mi sono detto. “Col cavolo che questa è un’agevolazione!!”. “E’ lapalissiano che si tratta, invece, d’un artificio maldestro per riscuotere in anticipo l’intero tributo!”.

E come potrebbe essere mai un’agevolazione, se mi si consente di pagare il “dovuto” tutto insieme con la prima rata? Trattasi solo di una sonora presa di cu…!

Si sarebbe trattato d’un’agevolazione solo nel caso in cui, al contribuente, fosse stato consentito, senza incorrere in sanzioni, di poter pagare l’intero tributo allo scadere della rata finale.

Semmai, le amministrazioni comunali, perché a loro vanno gli importi relativi alla T.A.R.I., per favorire veramente il cittadino, che intende adempiere correttamente ai suoi doveri contributivi, dovrebbero, senza per altro rimetterci nemmeno un Euro in termini economico-finanziari (perché il posticipo della 1^ rata sarebbe compensato dall’anticipo dell’ultima), “suggerire” la praticabilità d’un’ipotesi di pagamento, per così dire, intermedia: consentire, cioè, per chi volesse farlo e fosse in grado d’adempiervi, il versamento dell’intero importo della T.A.R.I., entro la scadenza della 2^ rata.

O no?

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