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Io non voglio quelle piattaforme

Io non voglio quelle piattaforme

“Io non voglio che rimangano sul fondale della Gabbianara quelle mastodontiche piattaforme”! Voglio gridarlo con forza attraverso le pagine di questo giornale perché so di rappresentare il pensiero di tanti gigliesi che come me sono costretti a stare zitti.
Pur gridando questo mio desiderio di ripulire il tutto là sotto al Lazzaretto, il mio appello devo farlo in maniera anonima, questo perché aver anche solo accennato questo mio pensiero in sedi dove si sosteneva il contrario, mi ha provocato, e non solo a me, ripercussioni indirette e minacce velate.

piattaforma 2 rimozione costa concordia isola del giglio giglionewsSono tanti i motivi a sostegno della mia contrarietà, in primis il fatto che la permanenza delle piattaforme non porterà nessun beneficio all’economia dell’isola, se non, forse, a qualche singola categoria. In cambio di cosa? Magari l’isola dovrà rinunciare alla contropartita di un risarcimento danni? Dunque ne perderebbe un’intera comunità, che vedrebbe sfumare possibili finanziamenti a progetti, per favorire solo alcune lobbies?

Poi un motivo prettamente tecnico: chi ci dà la sicurezza che lasciare le piattaforme sia un beneficio per l’ambiente? Perché la parte della comunità scientifica contraria alle piattaforme non è mai stata convocata sull’isola? Sarebbe corretto far sentire tutte le voci in proposito e poi decidere con serenità.

Sia chiaro che questi sono solo alcuni dei motivi della mia contrarietà e che non pretendo che i miei pensieri siano la decisione finale, come invece fanno altri! Mi piacerebbe soltanto che il Sindaco ed i rappresentanti delle istituzioni non si facciano trascinare dagli interessi di una parte in decisioni frettolose ed irreversibili senza aver prima la contezza delle implicazioni che potrebbero scaturire a fronte di scelte scriteriate.

Chiedo a nome mio e di tantissimi altri che la pensano come me che venga messo in atto ciò che il presidente Rossi aveva promesso: una consultazione referendaria che, dopo aver istruito la cittadinanza in maniera esauriente sui i pro ed i contro di determinate scelte, lasci alla comunità intera la libera facoltà di decidere il proprio destino su un argomento così delicato.

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28 commenti

  1. Un “Museo della Concordia” in un luogo storico e significativo del Giglio?
    Veramente una bella idea, gent. Sig.a Di Giuseppe, sicuramente condivisibile dalla stragrande maggioranza della popolazione Gigliese.
    Cordiali saluti.

  2. Claudia Di Giuseppe

    Egr. Attilio
    come dico e sostengo sempre, la nostra fortuna è che c’è ancora libertà di pensiero ed espressione.
    Personalmente, non sono d’accordo con Lei, per me è già tanto lasciare le piattaforme, figuriamoci portare pure parte del relitto, seppur strutturato a mo’ di museo subacqueo…
    Magari il museo potrebbe farsi, ma fuori dall’acqua, in un locale appositamente studiato, perchè no? Un locale accessibile a tutti, non solo ai subacquei. Magari per miracolo salterebbe anche fuori la campana della Concordia da esporre….
    In ogni caso, però, come detto sono per la libertà di pensiero, quindi non sarò certo io a darle del ‘bizzarro provocatore’ come ha scritto sopra.
    Cordialità

  3. E comunque, Claudia, senza voler andare fino ai fondali di Cancun tra Cuba e il Golfo del Messico, basterebbe fare una capatina (ovviamente attrezzati di bombole e boccaglio) alla nostra Filicudi nelle Eolie dove è stato allestito di recente il primo sito-museo aperto subacqueo italico, quello di Capo Graziano, per rendersi conto che la mia idea-proposta di un museo archeologico subacqueo al Giglio avanzata su GiglioNews non mi sembra proprio sia assimilabile ad una bizzarria da provocatore internauta come da taluni adombrato.
    Cordiali saluti e Buona Domenica.

  4. Mah, Claudia, a Belfast in un edificio avveniristico e imponente hanno fatto un museo sul Titanic visitato da tutto il mondo e Belfast è il logo dove fu costruita quella grande nave da crociera diventata emblema del più tragico disastro navale di tutti i tempi.
    Non vedrei pertanto così illogica e immotivata l’idea di utilizzare quelle grandi piattaforme subacquee che hanno sostenuto il relitto Concordia come struttura di base per una eventuale caratterizzazione museale a tema.
    Un museo subacqueo di potenziale grande interesse che non costituirebbe poi nemmeno l’unico esempio al mondo, basti pensare ad esempio al museo subacqueo se pure a carattere artistico di Cancun in Messico.
    Saluti.

  5. Claudia Di Giuseppe

    Egr. ‘Attilio’ (ma poi perchè ‘tra virgolette’? il mio non è mica un nome di fantasia! 😀 )
    lo so, lo so che l’Isola è mondialmente famosa per la nave… ma personalmente, e in questo frangente parlo da subacquea…. a me non piacerebbe proprio vedere la ‘carcassa’ posizionata sulle piattaforme.
    Sono stata tra i primi civili a visitare il punto di impatto della nave alle Scole, e Le assicuro che non è facile dimenticare quel che ho visto lì sotto, sebbene fossero solo ‘pezzi di vernice, legno e metallo’. Ma poi mentalmente viene automaticamente collegato alla tragedia…. e il risultato è un luogo che suscita tuttora, nonostante il mare abbia ripristinato in parte il fondale, sentimenti di commozione e disagio.
    Per me le piattaforme devono restare ma tutto sommato non come memoria storica, ma solo per i motivi scritti in precedenza.
    Per me….
    Cordialmente,
    Claudia

  6. Gian Piero Calchetti

    L A S C I A M O L O D O V ’ E’
    C O M E S I T R O V A !

    Sembra una grande
    bocca di ferro,
    con tanti denti,
    quell’incastellatura,
    che sorresse
    e tenne “aggiogata”
    la Concordia.

    E’ come un “Concassè”,
    una tramoggia
    che spezza
    e frange il mare,
    facendolo schiumar
    di rabbia,
    perché non gli ha
    concesso d’inghiottirla.

    E’ un simbolo, ormai,
    quel mastodonte,
    fatto di travi
    e lastre di metallo,
    che vieppiù s’arrossa
    mentre il tempo passa,
    e pur se non è bello
    è sempre il “segno”
    della prevalenza
    dell’uomo sul creato
    quando s’impegna
    a fare cose grandi.

    E poi, se resta lì,
    che male fa,
    quale mai occhio
    offende
    che sia d’esteta
    o artista raffinato?
    Quello ch’è stato
    è stato
    e mai ritornerà.

    Perché smontarlo
    allora?
    Perché farne
    strame
    per la forgia?
    Lasciamolo dov’è,
    come si trova,
    esposto
    ai quattro venti
    e alle bufere
    e a tutte le salsedini
    del mondo!
    Lasciamolo al volo
    dei gabbiani
    e ai lor “riposi”,
    fin quanto durerà,
    pei loro “attracchi”
    e per le imbarcazioni
    e per chi nuota
    o s’immerge
    a visitare un luogo
    di dolore,
    brutto e imperituro
    qual si voglia,
    ma testimone
    e monito
    d’un “dramma”,
    che, forse,
    non ha eguali:
    non per i morti,
    seppure furon
    tanti,
    ma per la fellonia
    del Comandante,
    la solidarietà del Giglio
    e per l’impresa
    che vide
    il bel natante
    tornar malconcio
    a galla
    e risolcare il mar
    pel Camposanto.

  7. E sempre a proposito di quell’idea “bislacca” di riportare il “corpo estraneo” di un pezzo della Concordia sulle sue originarie piattaforme subacquee di raddrizzamento al Giglio vorrei ricordare che nello statuto del Consiglio Internazionale dei Musei un “museo” viene definito come:
    “Un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della Società e dello sviluppo aperto al pubblico che compie ricerche riguardanti le testimonianze materiali e immateriali dell’Umanità e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone ai fini di studio, educazione e diletto”.
    Si tratta allora di capire meglio a questo punto se un pezzo della Concordia riappoggiato sulla sua piattaforma possa essere considerato una “testimonianza materiale e immateriale dell’Umanità e del suo ambiente” oppure soltanto un “corpo estraneo” all’Isola del Giglio come prospettato dalla Sig.a Claudia Di Giuseppe.
    Saluti.

  8. NO ATTILIO, non intendevo “matto visionario”, ho dimenticato per un attimo che sei un provetto “Blogger” e, quindi, cerchi di stimolare in tutti i modi, anche con idee e proposte “assai provocatorie”, LA DISCUSSIONE._ L’ultima alla quale hai fatto cenno è semplicemente assurda ed improponibile anche come “provocazione”.

  9. Gent.ma “Claudia”,
    l’sola del Giglio è oggi nota in tutto il mondo per via del “corpo estraneo” Concordia….
    Cordiali saluti.

  10. Claudia Di Giuseppe

    Se fosse possibile ripristinare il fondale a prima del naufragio, io voterei per togliere le piattaforme. Ma è pura utopia, considerando quanti e quali lavori son stati fatti per permettere di portar via la nave. Quindi per quanto mi riguarda, se fossi gigliese (cosa che non sono) voterei sicuramente per lasciare lì le piattaforme. Per non creare altro danno al fondale, per una memoria storica (anche se visibile solo ai sub), per ripopolare quel tratto di mare….
    Non vedrei molto bene lo scafo della nave…. Mi perdoni, Attilio, ma sinceramente per me sarebbe un intruso ancor più delle piattaforme…
    Saluti cordiali

  11. Grande Pietro!
    Se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti.
    Perchè sei l’unico su tutta l’isola e circondario che ti sei premurato di rispondere, anche se dandomi praticamente del “matto visionario” se pure in forma assai garbata ( destituito di ogni logica) e forse con un fondamento di ragion , al mio appello referendario su GiglioNews sul destino delle piattaforme Concordia.
    Eppure caro Pietro, non ti scandalizzare troppo e dimmi: cosa c’è di logico in tutto quello che è successo con una nave-città che è stata fatta zigzagare, nella benevola e tacita complicità dell’intero sistema di navigazione locale e nazionale, in piena velocità tra gli scogli del Giglio portandola ad infrangervisi di notte per diletto personale?
    E allora anch’io comune cittadino partecipe dei blog-forum di GiglioNews mi sento come autorizzato a fare ipotesi un po’ surrealistiche come anche quella di un museo navale subacqueo con la presenza su quelle piattaforme non solo di un pezzo di Concordia ma anche eventualmente di altri relitti navali che dovessero essere recuperati nelle vicinanze di Punta Gabbianara o altrove.
    Ti saluto simpaticamente.

  12. E se si dovesse organizzare, come auspicato da “lettera firmata”, un referendum popolare al Giglio sul destino delle “Piattaforme Concordia” sarei avvero curioso di sapere quanti voti raccoglierebbe, nel caso fosse inserita tra i quesiti referendari, l’ipotesi da me prospettata nell’ultimo intervento su GiglioNews.
    Saluti.

  13. Attilio ….. ormai ti conosco sufficientemente e consentimi di rappresentarti il mio pensiero pubblicamente._ Ci sono momenti nella Tua vasta messe di interventi sui blog di giglioews nei quali i tuoi commenti non trovano giustificazione in nessuna logica._ Ieri hai addirittura dichiarato che potrebbe essere un’idea praticabile quella di rimandare indietro un “pezzo” di Concordia ……. per posizionarlo sopra le piattaforme di punta Gabbianara (giustificandone così il mantenimento sui fondali)._ E non voglio aggiungere altro.

  14. Attilio Regolo

    Queste benedette piattaforme Concordia, a dispetto del nome della grande nave che hanno contribuito a raddrizzare e risollevare, stanno diventando la causa di una vera e propria faida generale, senza esclusione di colpi bassi e mancini e acide invettive personalizzate.
    C’è chi con la motivazione del ripristino totale dei fondali originari (cosa peraltro impossibile da ottenersi) e lo smantellamento delle piattaforme vorrebbe in sostanza riaprire un sostanzioso e prolungato cantiere di lavori che possa riportare almeno in parte i benefici economici goduti durante la megaoperazione T/M di rimozione del relitto, e c’è invece chi paventa proprio l’avvio di un simile cantiere di demolizione che sarebbe causa di altri mesi ed anni di blocco della vita terra e di mare sia ordinaria che d turisti specie nella zona portuale senza portare poi ad un effettivo e tangibile miglioramento della situazione dei fondali.
    Perché allora non pensare di mettere d’accordo tutti aprendo un cantiere che sia si di ripulitura e risanamento dei fondali ma senza toccare le piattaforme lasciate lì a mò di memoriale e anzi, perchè no, riportandovi e appoggiandovi sopra una porzione più o meno estesa della parte inferiore ripulita e opportunamente trattata dello scafo della Concordia in fase di smantellamento a Genova-Voltri?
    Non sarebbe un modo per rispettare la memoria della incredibile vicenda che ha coinvolto il Giglio e un futuro grande richiamo turistico per diving e non di tutto il mondo?
    Saluti.

  15. Claudia Di Giuseppe

    Buonasera a tutti.
    Al di là del fatto che non sapevo ci fosse una lobby dei diving, posso assicurarvi che tra penuria di posti letto, affitti degli appartamenti in certi momenti raddoppiati con conseguente dirottamento dei sub verso altri lidi subacquei e paura di trovare l’acqua sporca e inquinata a causa della presenza della Concordia (???), forse quella dei diving è proprio la categoria che più ci ha rimesso, in termini di numeri, a causa del disagio creato dal naufragio.
    Ma a parte questa piccola precisazione, è piuttosto brutto leggere che il mantenimento delle piattaforme ha il solo scopo di arricchire taluna o tal altra categoria. Personalmente, lo vedo più come un modo per non deturpare ulteriormente il fondale, nel momento in cui si decidesse di procedere allo smontaggio delle piattaforme.
    Dubito fortemente che, anche in caso di eliminazione delle piattaforme, il fondale possa essere restituito integro ed allo stato pre-naufragio.
    Saluti cordiali

  16. Dott.re Calchetti la ringrazio di avermi citato, è stato divertente leggerla, piuttosto carina.
    Vede però io sono in certe cose molto strana, sono nata nel 58, ho vissuto il boom sia economico che culturale dell’Italia di quei tempi, non potevo votare ma appoggiavo la legge per il divorzio, ho votato per l’aborto, credo nella libertà di pensiero e di parola, le minacce si rispediscono al mittente anzi in un posto così piccolo non si deve nemmeno permettere che questo accada.
    la mia è una provocazione, se l’innominato o innominata ha raccontato la verità perché non arginare subito certe situazioni incresciose, se poi l’innominato o l’innominata ha raccontato una balla per difendere il suo pensiero, proprio perché è il suo pensiero và rispettato, allora le cose cambiano, queste persone vanno fermate prima che creino il subbuglio e la paura nella comunità.

  17. Attilio Regolo

    E comunque la si pensi sul mantenimento o meno delle piattaforme Concordia, non credo che abbia alcun senso in ogni caso smantellare e smembrare una struttura subacquea ad impatto territoriale impercepibile e a forte potenziale di riutilizzazione costata decine di milioni di euro per la sua realizzazione.
    Saluti.

  18. Le piattaforme sono immondizia sul fondo del mare. Non sono un memoriale, sono solo spazzatura. Costa dovrebbe essere costretto a rimuovere la spazzatura e ripristinare il fondo del mare al suo stato naturale. Non posso credere che i vostri politici sono a favore di lasciare questa spazzatura dove si trova. Devono essere sempre tangenti.

    The platforms are garbage on the bottom of the sea. They aren’t a memorial, they’re just garbage. Costa should be forced to remove their garbage and restore the bottom of the sea to its natural state. I cannot believe your politicians are in favor of leaving this junk where it is. They must be getting bribes.

  19. Gian Piero Calchetti

    “SE LA FONTE E’ IGNOTA
    MAL SI BEVE TRA LA MOTA” (ANONIMO)

    Il sottoscritto,
    piuttosto afflitto
    nel suo “sentire”,
    solo a “leggire”
    quel c’ha da dire,
    con competenza,
    Melis Francesca,
    che sa di scienza
    e vede “tresca”,
    che vuole indagine
    e, in appendice,
    come si dice,
    quale propagine,
    una “sentenza”
    da “imposizioni”
    per l’opinioni
    di chi vorrebbe
    che ‘l maufatto
    sia “catafratto”,
    dice a Francesca:
    “Se ne stia fresca,
    non s’accalori,
    non s’infervori,
    non perda tempo
    non perda fiato,
    ché se c’è tresca,
    ed, al contempo,
    quale reato,
    anche un complotto
    fu perpetrato,
    è un “Quarantotto”
    non dimostrato,
    giacché coperto,
    a cielo aperto,
    d’anonimato,
    se pur chi ha scritto
    è innominato”.

    Qual mai “Carruba”,
    qual Finanziere,
    che san chi ruba,
    c’han gran mestiere;
    qual Forestale,
    quale “Daziale”
    può mai scoprire,
    con quest’aire,
    chi ha minacciato
    l’”Innominato”,
    quando i giornali,
    tutti i giornali!,
    dai più curati ai “dozzinali”,
    dai più diffusi, agli “sfigati”,
    lo sa chi legge!,
    so’ autorizzati
    da giusta legge,
    a custodire, irrivelato!,
    chi chiede tosto l’anonimato,
    anche se ha scritto e ben firmato?

  20. Pietro Rinaldi

    La mia era una battuta (scritta), ma è bene che Lei sia intervenuto (consiliere Comunale Belardo) ._ Forse, non volendo, ha dichiarato che il suo voto in consiglio comunale (o astensione ?) che si è distinto da tutti i suoi colleghi, non era per invocare il referendum, ma era per la sua contrarietà all’idea._ Mi viene in mente intorno alla fine degli anni 80 quando a Civitavecchia (dove vivo) ci fu un referendum che indicò “quasi” al 90 %” l’uso del metano come combustibile da bruciare nelle centrali termoelettriche presenti nel territorio comunale._ Adesso nella più grande centrale si brucia addirittura carbone …….._ E poi quanto gliene può interessare ai Campesani, ai Castellani o ai Giannutresi (si chiamano così ?) delle piattaforme posizionate a 30 m di profondità intorno a punta Gabbianara ???_ Infine ritorno sull’anonimato degli interlocutori sul blog-forum, e lo segnalo anche alla redazione, non è rispettoso di coloro che intervengono non nascondendo la loro identità ne può essere giustificato dalla firma messa su un comunicato che è inviato alla redazione stessa, ma dovrebbe essere una regola per tutti.

  21. Antonio Belardo

    Sig. Pietro Rinaldi io sono quel consigliere comunale che si è astenuto alla votazione da Lei menzionata, La volevo rassicurare che non sono io l’anonimo in questione. Ribadisco inoltre, l’ho già fatto pubblico tre volte, che sono contrarissimo a lasciare qualsiasi tipo di innaturalezza sui fondali del nostro mare, sono amico dei Diving ma sono rispettoso del pensiero dei miei concittadini che devono esprimere la loro volontà e non essere travalicati da Associazioni che rappresentano la minoranza dei Gigliesi. I Gigliesi che mi hanno confidato di essere favorevoli al ripristino in toto del fondale del Lazzaretto sono numerosi !!!!! Non è che si ha paura di uno strumento di alta democrazia che è il referendum??

  22. “Pur gridando questo mio desiderio di ripulire il tutto là sotto al Lazzaretto, il mio appello devo farlo in maniera anonima, questo perché aver anche solo accennato questo mio pensiero in sedi dove si sosteneva il contrario, mi ha provocato, e non solo a me, ripercussioni indirette e minacce velate.”
    Questo e ciò che scrive l’anonimo per questo scrivo quanto segue:
    Come cittadina credo sia mio dovere portare a conoscenza dei Carabinieri di Isola del Giglio di indagare su ciò che è stato scritto dall’anonimo, il quale si cela per non avere ripercussioni penso sul suo lavoro o di chi gli stà accanto, di velate minacce alla sua persona o a cose di sua proprietà. tutto questo senza portare a nostra conoscenza chi egli sia. trovo giusto che tutto ciò sia fatto a tutela della libertà di espressione e di pensiero che fa parte del nostro diritto.
    .
    Franca Melis

  23. Quando si difendono le proprie idee non ci si nasconde, sembra quasi che si possa essere minacciati da come è stata impostata la lettere di dissenso sulle piattaforme.
    Le piattaforme non sono a vantaggio di un’unica categoria, siccome si rivolge ai diving al signore che non si firma gli spiego poche cose.
    traghetto, case o alberghi, ristorante, o alimentari se decidono di cucinare negli appartamenti, bar, negozio souvenir, taxi, autobus o motorino a noleggio o macchina, tabacchino, barche a noleggio se voglio fare da soli, se poi vengono in stagione gli accompagnatori vanno anche nelle spiagge dell’isola.
    mi sembra per questo veramente assurdo quello che è stato scritto, quando poi vengono fuori stagione usufruiscono di tutto quello che l’isola offre di inverno, e sappiamo tutti che non è molto.
    Vorrei far presente un’altra cosa non certo meno importante anzi primaria per il turismo dell’isola, grazie ai soldi spesi per siti internet della Pro Loco, delle Agenzie Immobiliari, dei Diving, degli Alberghi, dei noleggiatori di barche, delle Compagnie di Navigazione, che cercano di portare turisti anche fuori stagione, e fuori stagione da tanti anni la subacquea è sempre stata una delle poche realtà.
    Le piattaforme oltre che una nuova risorsa ambientale sono una nuova risorsa economica.

  24. Anch’io come l’amico Pietro Rinaldi , sono esterefatto, ognuno è libero di esprimere la propria opinione senza dover ricorrere all’anonimato.Certo quello che non capisco è quali lobby sarebbero favorite nel lasciare tutto com’è . Forse i Diving??Magari sarebbe anche un bene, secondo me sono gli unici che portano turismo anche nel periodo invernale .Forse è nel toglierle che sarebbero favoriti solo in pochi.Io come amante del mare e senza nessun altro interesse se non quello di rivedere presto la nostra Gabbianara e la nostra cala di mezzo libere di essere di nuovo patrimonio di noi GIGLIESI sono favorevole che rimangano dove sono senza far subire a quel povero tratto di mare ancora un anno e forse più devastazione per poi lasciarvi il deserto, mentre adesso come riferito dai sub che vi hanno lavorato e altri che fanno monitoraggio le fantomatiche piattaforme sono già rifugio di molti pesci e il mare se ne è già appropriato come solo lui sa fare.Saluti Giacomo Mollo

  25. Fabio Agugliari

    Ah, prima che qualcuno pensi che conosca o sia d’accordo con “Lettera Firmata”, uno non so chi sia o chi possa essere, due sul discorso piattaforme non sono nemmeno tanto d’accordo con lui!! Quello che mi fa schifo è il discorso delle minacce velate!!!!!!!

  26. Fabio Agugliari

    Mamma mia, siamo al punto in cui ognuno non può più neanche esprimere la propria opinione o il proprio pensiero? E come si fa allora a discutere sui vari argomenti e raggiungere un obiettivo comune? Qui si legge di minacce velate o ripercussioni indirette! Se ciò fosse vero (non metto assolutamente in dubbio ciò che scrive Lettera Firmata) secondo me il problema grosso non è più lasciare o togliere le piattaforme!! Il problema è che con la mentalità di far minacce indirette ecc. a chi la pensa diversamente SI VA POCO, MA MOLTO POCO LONTANO!!
    Io mi firmo, Fabio Agugliari.

  27. Attilio Regolo

    Anche se sono di opinione contraria ritengo del tutto ragionevole e giustificato quanto espresso e richiesto da “Lettera firmata”.
    Solo un ampio e chiaro dibattito referendario presso al popolazione del Giglio infatti può condurre ad una scelta veramente democratica circa la soluzione del problema delle piattaforme Concordia.
    Saluti.

  28. Pietro Rinaldi

    Sono esterefatto nel leggere questo commento per alcune semplici ragioni 1) i Gigliesi che scrivono su questi blog si contano sulla punta delle dita presenti in due mani, mentre quelle sul problema Concordia di una; 2) essere costretto a mantenere l’anonimato, quando il Consiglio Comunale del Giglio ha votato , in pratica all’unanimità, di essere favorevole al mantenimento delle piattaforme …. tranne un consigliere (che non sia proprio Lui che ha scritto questo commento !!) che ha sostenuto l’idea di un referendum popolare, è veramente singolare e “strano”; 3) aspettare un referendum, che poi sarebbe solo consultivo, significa allungare i tempi di un altro anno almeno così come le servitù portuali e della costa prospiciente._ 4) L’anonimato potrebbe anche significare essere in qualche modo coinvolto nei lavori di bonifica dei fondali piattaforme comprese e quindi ad un interesse lavorativo immediato escludendo o rigettando ogni eventuale visione futura che possa comprendere la conservazione della memoria di ciò che è accaduto.

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