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Fonti storiche, via ai lavori di recupero

COMUNE ISOLA DEL GIGLIO
Provincia di Grosseto

“Fonte Vecchia”, “Barbarossa”, “Santa Croce” e “Acqua Selvaggia” torneranno fruibili per la primavera
FONTI STORICHE DI GIGLIO CASTELLO, VIA AI LAVORI DI RECUPERO
Il sindaco Ortelli: «Obiettivo primario è incrementare, oltre al turismo estivo, anche quello di carattere ambientale e naturalistico che al Giglio ha grande potenzialità di sviluppo anche in altri periodi dell’anno che non siano l’estate»

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Fonte Barbarossa (prima)

Iniziati i lavori di recupero delle fonti storiche dell’Isola del Giglio, opera finanziata con fondi comunitari. Un’attività che ha preso il via con la diserbatura prodotta intorno alle costruzioni per consentire un agevole intervento di recupero e risanamento.

L’intervento riguarda le antiche fonti “Fonte Vecchia”, “Barbarossa”, “Santa Croce” e “Acqua Selvaggia”, che peraltro sono tutte collocate nelle vicinanze del centro storico di Giglio Castello, lungo le diramazioni delle antiche strade e rappresentano una presenza di particolare interesse storico-architettonico e culturale.

Nei secoli sono state l’unica fonte di approvvigionamento per l’acqua potabile degli isolani, prima della realizzazione della rete idrica. Inoltre venivano utilizzate per abbeverare gli animali, in particolare gli asini che costituivano l’unico mezzo di locomozione sull’isola e di aiuto per il lavoro nei campi.

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Fonte Barbarossa (dopo)

«Il progetto – spiega il Sindaco Sergio Ortelli – mira a rendere nuovamente fruibili alcuni luoghi cari alla memoria dei gigliesi e rientra nel più vasto programma di valorizzazione del sistema del sentieri e itinerari che ogni anno vengono percorsi da migliaia di turisti. Si costruiscono in questo modo alcune tappe nei percorsi dei sentieri ai quali accompagnare la storia e la tradizione che potrà essere raccontata con i moderni mezzi di cui si può disporre con la moderna tecnologia come ad esempio il QR code»

«Obiettivo primario – aggiunge Ortelli – è incrementare, oltre al turismo estivo, anche quello di carattere ambientale e naturalistico che al Giglio ha grande potenzialità di sviluppo anche in altri periodi dell’anno che non siano l’estate. Un lavoro promesso ai gigliesi e previsto nel Programma di Governo al quale gli amministratori volevano dare concretezza attraverso la realizzazione dell’opera». I lavori termineranno alla fine dell’anno e quindi le strutture saranno disponibili per la prossima primavera per la fruibilità di tutti. Per questo sarà condiviso un percorso comune con la Pro Loco e Banca Monte dei Paschi per la ristampa di un manuale che ne esalterà le caratteristiche storico-culturali.

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Un commento

  1. Gian Piero Calchetti

    … E L’ U L T I M A C H E “ S F O C I O’ “
    F U “ S A N T A C R O C E ”

    “Ricercar” le radici
    è cosa saggia,
    siccome rimuovere
    i ricordi
    è, invece, stolta.
    E dove e chi
    saremmo
    senza storia
    se non ci fosser
    tracce
    di chi fummo?

    Per questo,
    è più che bene
    cercar l’acque,
    attinte, con fatica,,
    dai “maggiori”,
    cui dettero
    le “insegne” pertinenti.

    La prima,
    fu di certo
    “Fonte vecchia”.
    La seconda,
    fu, forse,
    “Acqua selvaggia”
    in quanto scaturita,
    all’improvviso,
    tra forre e rovi,
    ai piedi del Castello.
    La terza,
    scavata sott’assedio,
    fece infuriar
    talmente il “Saracino”,
    che “Barbarossa”,
    costretto
    a lunga pugna,
    con il “saccheggio”,
    seco portossi schiava
    tanta gente,
    compresa “Solimana”,
    la più bella,
    che dettegli più eredi
    d’ogni altra.

    E dopo …,
    ad onor del Cristo,
    ch’è risorto,
    visto che ‘l Turcomanno
    s’era andato,
    l’ultima che sgorgò
    fu “Santa Croce”.

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