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“Bene Titan-Micoperi ma nessuno tocchi le piattaforme”

“Bene Titan-Micoperi ma nessuno tocchi le piattaforme”

In riferimento alla notizia apparsa sulla stampa in data di ieri sulla assegnazione della pulizia dei fondali al Consorzio Titan – Micoperi, L’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia intende precisare alcuni punti che ritiene fondamentali.

Nella situazione data esistono due livelli di intervento. Il primo riguarda la rimozione dei materassi in cemento e inquinanti vari, ed il ciarpame abbandonato sul fondo dal Consorzio Titan – Micoperi stesso, dovuto alla propria opera di cantiere della rimozione della Costa Concordia. Il secondo la pulizia “fine” data dallo spargimento di rottami, suppellettili, bagagli e materiale vario distribuito dalla nave ferita sui fondali nella sua rotta finale e altro inquinamento dovuto dall’ improvvido decadimento del materiale biologico topicale, perduto dagli scafi dei mezzi di lavoro del Consorzio durante lo stazionamento al Giglio e sceso a fondo.

Una distinzione del genere diventa elemento di una corretta progettazione degli interventi dato che appare ovvio che, mentre il primo intervento appartiene ad una organizzazione di tipo industriale, che a nostro avviso, trattandosi di soldi pubblici, dovrebbe anche rispondere del danno arrecato durante l’esecuzione dell’opera di rimozione del relitto, il secondo dovrebbe essere affidato ad una gestione più capillare e prolungata nel tempo.

La nostra proposta di far intervenire il volontariato del mondo subacqueo sportivo su questa seconda fase, diventerebbe una occasione da non perdere che consentirebbe elementi di partecipazione, di crescita diffusa delle competenze e di distribuzione capillare di una parte delle risorse messe a disposizione dalla Costa Crociere, verso la popolazione del Giglio, le associazioni e i club sportivi subacquei locali e nazionali, che già hanno numerose esperienze di bonifica dei fondali nei propri territori, e verso l’imprenditoria locale della ristorazione, dei posti letto e quant’altre attività commerciali del Comune dell’Isola del Giglio, con beneficio anche della fidelizzazione di ampie fasce di frequentatori dell’Isola.

L’Associazione Nazionale Memoriale della Concordia invita tutti farsi bene i conti, ad agire nella massima trasparenza, ad informare dettagliatamente i cittadini sulle reali condizioni dell’appalto e ricorda quanto già comunicato il 29 di settembre: “chiunque intenda toccare le strutture da noi tutelate dovrà vedersela personalmente con la magistratura per i danni che arrecherà all’ambiente, all’economia del Comune di Giglio e a quella Nazionale per i prossimi cinquant’anni”.

Riteniamo in sostanza necessario aprire un confronto con il “Coordinatore per le attività di recupero ambientale del Giglio”, nominato dal Governo, dal quale aspettiamo una risposta ad una nostra precisa richiesta del 19 ottobre u.s., che possa costruire progetti di partecipazione e condivisione sulla tutela delle piattaforme.

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6 commenti

  1. Intorno a mezzogiorno, anche nelle giornate dell’Allerta Meteo Nazionale, Caro Attilio, mi permetto di asserire che hai il bioritmo alto ……. ne deriva che le tue osservazioni sono più acute del solito._ Bravo e approvo._ Anch’io credo che “qualcuno” ha la strategia consigliata dalle intelligenze eccelse: “Meno se ne parla e meglio è”. Saluti !!!

  2. Dai su, cara Associazione Memoriale Concordia, ma chi vuoi che le tocchi quelle benedette piattaforme che giacciono a 50 mt di profondità e più sotto la costa del Giglio?
    Ma non vedi che non gliene frega ormai più niente a nessuno né di esse né dei sacchi di cemento e quant’altro?
    Dici che hanno affidato l’appalto di pulizia ed il megacantiere di espiantazione al gigante Titan-Micoperi.
    Ma sarà vero?
    Se n’è forse accorto di qualcosa qualcuno fino ad oggi?
    Dai retta a me, cara Associazione, quelle piattaforme quei sacchi e tutto il pattume che giace sotto e attorno staranno comodi e indisturbati a tempo indeterminato e passato il momento nessuno più reclamerà più nulla.
    Saluti.

  3. Franco Ulderigo

    Ma nel frattempo organizzare una giornata di raccolta rifiuti marini lungo gli altri fondali Gigliesi??
    Al di la del parere sulle piattaforme, va riconosciuto ai sub e ai pescatori in apnea che frequentano le acque dell’Isola con regolare frequenza che hanno una conoscenza unica dello stato di salute del mare del Giglio.
    Vorrei sapere quanti di quelli che parlano di piattaforme e di tutela di fauna marina hanno messo la testa sott’acqua o passato ore e ore a osservare i fondali e a capire i cambiamenti del mare.
    Come è stato fatto per Giannutri si potrebbe organizzare una giornata di pulizia marina da parte di volontari per rimuovere tutti quei tramagli, filaccioni, corde e cose di questo generei abbandonate da chi del mare ne fa solo una questione di arricchimento e sfruttamento!

  4. Gian Piero Calchetti

    A parte i toni, sui quali anch’io ho da dire, non possiamo dimenticare che l’Italia e’ uno Stato democratico che, in quanto tale, consente a chiunque di costituire liberi sodalizi od associazioni aventi come scopo sociale fini legittimi. Fini, in base ai quali, ritenga d’aver voce in capitolo (se non addirittura di poter reclamare eventualii “rimborsi” risarcitori nel caso s’avveri l’ipotesi di “danneggiamento”).
    Nella fattispecie, infatti, sempreché la Magistratura ne ammetta la comparsa in giudizio, è previsto, per chi si senta danneggiato, l'”istituto” della Costituzione di parte civile.
    Cordiali Saluti!

  5. Raffaele Ronchini

    Giovanni, hai ragione….i toni poi…!

  6. Giovanni Zardoni

    Scusate ma mi sfugge una cosa: basta costituire una qualunque associazione per decidere autonomamente che si ha la competenza di tutelare un qualcosa che non è proprio nè appartiene alla collettività?

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