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Un omaggio al poeta Tonino

UN PIU’ CHE DOVEROSO
OMAGGIO
A TONINO ANSALDO

ruggero sabatini tonino ansaldo barbottone isola del giglio giglionewsAnche la sola fotografia,
evocativa
d’un rito “godereccio”,
con baccanti e fauni
“stravaccati”
in falsi laticlavi
e serti d’uva,
già basterebbe
ad illustrare
la “stagione bella”
della tua giovinezza
nel rammemorare
l’amico tuo scomparso,
caro, caro Tonino,
un Garrone deamiciasiano
che, non solo occupava
gran spazio nell’aria,
ma anche nel tuo cuore,
e, da quanto colgo
dal commento d’altri,
ben oltre quelli
della Classe “PIU’” del ‘55”.

Un caro amico,
da come lo descrivi,
“rozzo” e prezioso,
forte come un Aiace
Telamonio,
buono, generoso
ed anche estemporaneo,
qual è un verso “azzeccato”,
bello ed essenziale,
seppur fuor dalle righe,
come, con tocco magistrale,
azzardano e sanno fare
solo i poeti ch’hanno tempra.

Un caro amico,
ricco di virtù comitali
e di tanta voglia di vivere,
siccome spetta ed urge
a chi sente già prossima
la morte.

tonino ansaldo isola del giglio giglionewsQuanto sei bravo Tonino!
Quale piacere provo
a leggere e rileggere
la tua poesia su Ruggero,
affabulatrice e “descrittiva”,
com’esser dovrebbe
ogni poesia,
acciocché tutti capiscano
quel ch’ il poeta sente
ed intende,
e, viceversa, i versi
oscuri e vuoti,
non siano rutilanti
usberghi
pei contraffattori
e profanatori d’Euterpe,
Erato e Polimnia.
La tua poesia,
che seppur,
mi si cela, talvolta,
dietro parole
che non conosco,
la “intuisco” d’istinto,
come se fosse mia
(a quando una borsa
di studio per il lessico
e la sintassi del Giglio,
sindaco Ortelli?).

Ed allora,
mi s’aprono gli occhi
acciocché veda e tocchi
e partecipi a quello
che descrivi
sentendo sulla pelle,
l’afror denso dei tini,
il vociare scomposto
delle cantine,
i canti all’aperto,
i profumi della cucina,
anche sugli scogli,
i richiami della Muti,
le sue tirate d’orechhie
e i “gozzovigli”,
che pur dagli esiti
“spiacenti “,
per contrappasso,
aiutano a conoscere
la vita,
ch’è un’avventura,
e i limiti del rischio
e del buon gusto.

Purtroppo,
da come tu “dipingi”
Pitinicchio,
nome curioso,
irridente e tenace
come “Forbicino”
che, mentr’affogava,
coll’indice e ‘l medio,
insisteva a far segno
che, con le cesoie,
s’ha da miete’ il grano,
è ingiusto il mondo
pei poeti.
E questo,
non perché anch’io,
ormai con la canizie,
aspiri ancora ad esserlo,
ma perché l’amico di baldorie
cui fosti duce un tempo,
se n’è presto andato;
l’amico ch’animava le feste
e, come Iddio, era un poeta,
che faceva miracoli
con il suo “soffiar”
sulle “crete” dei convivii
e dei “raduni,
spargendo vino e risa
tutt’intorno.

Del resto,
pei poeti,
a men che sian “citati”,
non c’è vita,
ché, solitamente,
le loro “creazioni”
stannno in un canto,
quant’anche “riservato”.
Vedasi, a mo d’esempio,
anche solo il “sommario”
di Giglionews,
che, mentre tiene,
in giust’ evidenza,
altre cose, altre rubriche,
“traccia” la Poesia
solo in minuscolo,
tant’è ch’è difficile
trovarla per cliccarla.

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