“Regolare il passaggio delle due navi”

COMUNE ISOLA DEL GIGLIO
Provincia di Grosseto

Il Sindaco del Giglio interviene sul passaggio ravvicinato di due navi davanti alla costa del Giglio:
«TUTTO REGOLARE MA SI TRATTA DI SEMPLICE STRUMENTALIZZAZIONE»

sindaco ortelli isola del giglio giglionews«Gli allarmi sui passaggi ravvicinati di alcune navi dalla costa del Giglio, recentemente rilevati dalla stampa locale, sono privi di fondamento. Infatti, tramite una verifica effettuata dai sistemi di rilevazione della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, non è stata accertata alcuna violazione del decreto Rotte Sicure.

È facile presumere una possibile violazione con la semplice visione di un’immagine ma, dai dati oggettivi rilevati dagli strumenti di monitoraggio che costantemente controllano il mare, è da escludere che si sia trattato in alcun modo di un passaggio troppo vicino all’isola.

La sensazione di vicinanza è da ricondursi esclusivamente ad un effetto ottico dell’obiettivo fotografico ed anche, forse, agli ultimi fatti del naufragio della Costa Concordia che al Giglio hanno costituito un caso di forte impatto emozionale»

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4 commenti

  1. Il lavoro principale di un funzionario eletto è quello di proteggere le persone che servono.

    La nave non può aver violato i regolamenti marini, ma la nave era troppo vicino al Giglio per il comfort. I regolamenti devono essere modificate per rendere le navi passare l’isola più al largo. E ‘compito del signor Ortelli per vedere che questo è fatto per evitare un’altra tragedia.

    The primary job of an elected official is to protect the people they serve.

    The ship may not have violated marine regulations, but the ship was too close to Giglio for comfort. The regulations need to be changed to make ships pass the island farther out to sea. It is Mr. Ortelli’s job to see that this is done to prevent another tragedy.

  2. Gian Piero Calchetti

    AD UN AMICO, PERCHE’ SI RICREDA

    Giusto a voi, che navigate
    pe’ quest’acque assai salate,
    diventate sconsolate,
    senza mai che v’atteniate
    alle regole fissate,
    ben ovunque ve ne andiate,
    sotto costa o al largo mare,
    arrischiando d’annoiare,
    per il lento “veleggiare”,
    mi vien voglia di gridare
    che l’inchin non imitiate
    se passate presso il Giglio
    ch’è ben più d’un “visibiglio”,
    evitando le accostate
    acciocchè non naufraghiate
    e gran vittime facciate.

    E se poi, per curiosare
    sullo scoglio dell’impatto,
    tosto visto e catafratto,
    da Concordia nel suo andare,
    con l’abbrivio a Gabbianara,
    alla stregua di ch’impara,
    dall’impavido Schettino
    ch’è sol colpa del destino,
    se la moda dell’inchino
    s’è risolta in un “casino”,
    insisteste a navigare,
    più vicino, men vicino,
    ove quasi frange il mare,
    e la gente spaventare,
    da venirle un accidenti,
    coi “disagi” coseguenti,
    allo scopo d’”acquetare”
    la “canea”, ognor presente,
    tra chi assente e chi dissente,
    un augurio è giusto fare
    a chi è stolto d’azzardare
    che il passato abbia a tornare:
    “Che s’affondi in altomare,
    senza speme di salvare
    chi ha mestier da lupanare!!”

  3. Su via Gian Piero, non te la prendere così tanto per un’imbarcazione che si è accostata un pò all’isola per curiosità o chissà perchè, a velocità moderata, ben edotta dei rischi in campo, di dimensioni ridotte e senza turisti a bordo.
    Ma che si vuole davvero che il Giglio diventi un eremo inaccessibile ed inavvicinabile per l’intero millennio dopo che è stata al centro del mondo per quasi tre anni anche se a causa di un evento disastroso quale il naufragio Concordia?
    Anzi ti dirò di più e cioè che ci sarebbe da fare perfino un plauso alla Grimaldi Lines per aver avuto l’ardire e l’iniziativa di sfilare sotto costa mettendoci la faccia alla luce del sole nell’ovvio rispetto delle necessarie norme di prudenza e di sicurezza sfatando così un tabù e sfidando quella specie di coprifuoco di blocco fisico e psicologico che si era creato attorno all’isola dopo l’evento del gennaio di tre anni fa.
    E con questo ti auguro buona domenica e ti ricambio i graditi auguri di feste natalizie.

  4. Gian Piero Calchetti

    “NON E’ TUTT’ORO QUEL CHE RILUCE?

    Prendo atto delle rassicurazioni fornite alla cittadinanza dal Sindaco Ortelli, in merito ai due passaggi di navi Grimaldi sotto la costa del Giglio, e me ne compiaccio.
    Fino ad un certo punto però, perché mi rimangono addosso tanti dubbi. Dubbi che, di seguito, cercherò d’esporre sulla base di conoscenze che non attengono la navigazione, bensì al buon senso, e che sono frutto della cronaca d’ogni giorno su eventi che m’è capitato di leggere o trattare in tanti e tanti anni di “servizio” giornalistico.
    Direi, che senza azzardare, al momento, giudizi sull’attendibilità del Sindaco, che è persona d’altissima affidabilità, non sarebbe stato male che Ortelli avesse fornito, assieme alla fonte delle sue “certezze”, anche un “comunicato ufficiale” di quest’ultime (l’autorevolezza d’un personaggio qual è, ormai, diventato il primo cittadino del Giglio dopo la tragedia della Concordia, nonché il ruolo istituzionale che la sua persona ricopre, avrebbero, senz’altro, imposto a gli “osservatori” terzi, preposti alla salvaguardia del mare, di fornire una documentazione incontrovertibile, sempre che ci sia, della regolare navigazione dei due natanti) e ciò sarebbe bastato a chiudere la questione.
    Questo perché, in assenza di “dati probanti”, in merito a ciò che asserisce Ortelli, rimane in ballo il quesito relativo alla fedeltà del fotografo-cronista che, non solo ben sa quali effetti d’impatto visivo determina l’uso di un teleobiettivo, ma, prima e dopo effettuare gli scatti “incriminanti”, ha avuto modo di vedere e valutare visivamente la distanza dalla costa del secondo naviglio, messa confronto con, il, per ora “relata refero” del Sindaco.
    Ma tralasciando, per un attimo, questo punto, ancorché essenziale, e rifacendoci sia al buon senso, che alle cognizioni che supportano, per solito, l’opinione pubblica, per la quale, non a caso, d’usa dire “vox populi, vox Dei !
    Innanzi tutto, alla luce di tante tragedie che hanno, in passato, contraddistinto le cronache del mondo, è “assai improbabile” che le autorità preposte alla navigazione, abbiano potuto disporre, nella circostanza, e nei tempi, brevi, intercorsi tra la denunzia dell’ipotetico reato e la “pronunzia” del Sindaco, di documenti oggettivi, derivanti da strumenti di supporto, quali ad esempio, satelliti o radar, atti a suffragare la regolarità della rotta seguita dalle due navi.
    E questo, a mio parere, per alcune semplici ragioni:
    1°) l’”occhio” d’un satellite, a meno che non sia costantemente sulla “verticale” d’un soggetto “sensibile”, ovvero d’un veicolo tenuto, per molteplici ragioni, sotto controllo, non è detto che ne incroci casualmente la rotta; così com’è praticamente impossibile che si decida di “dirottare” un satellite per fargli seguire veicoli di nessuna sostanziale importanza ai fini strategici d’una qualsivoglia “potenza” del mondo;
    2°) la stessa cosa vale sostanzialmente anche per i radars sul territorio, con l’”aggravante” che le parabola emissive e ricettive dei radars, non possono essere spostate a piacimento, in quanto, per solito, a meno che non siano posizionate su veicoli (ma questo avviene solo in caso di guerra), insistono stabilmente su apparati fissi, a loro volta saldamente fissati a terra;
    3°) di più, se anche i radars fossero predisposti per effettuare eventuali “brandeggiamenti”, queste variabili potenzialità d’”avvistamento”, debbono essere opportunamente programmate per tempo e non già affidate al caso, ovvero per seguire, in modo estemporaneo qualsivogli veicolo si sposti in mare, in terra e in cielo;
    4°) infine, così com’è difficile “intercettare” un velivolo che voli “a pelo d’acqua”, è altrettanto difficile, fatta salva la minore velocità di crociera, un natante.
    In conclusione, senza voler, per punto preso, insinuare il dubbio che alla base delle rassicurazioni del Sindaco, più che fatti concreti e documentali, ci sono solo conversazioni telefoniche, che, sostanzialmente, alla stregua del “sentito dire”, lasciano il tempo che trovano (se così non fosse, Ortelli avrebbe dovuto analiticamente documentare le sue asserzioni attraverso il supporto di “riferimenti” specifici ed ufficiali), l’unico dato certo, in merito alla rotta seguita, quantomeno dal secondo natante della Grimaldi, è quello, che il “cargo”, nella circostanza, si trovasse, rispetto alla costa, ben al di qua dei limiti consentiti, siccome hanno unanimemente dichiarato, avendolo constatato “de visu”, diversi Gigliesi, ossia gente che di mare se ne intende, alla stregua di quanto ha documentato il cronista-fotografo Landini (sulla cui bravura e sulla cui onestà professionale non c’è niente da dire), che, solo dopo una verifica, ad occhio nudo, di ciò che stava transitando sottocosta, ha, con l’ausilio della sua macchina fotografica, fornita di teleobiettivo, effettuato gli scatti “incriminanti”.
    E poi, considerate tutte le evenienze possibili, per non dire, le emergenze potenziali che possono verificarsi in mare (al riguardo la Concordia fa testo), perché mai le navi non possono “veleggiare” un po’ più a largo dalla terraferma, rispetto ai limti attuali, che, a quanto si vede, quantomeno generano allarmi ed equivoci difficilmente “sanabili”, agli occhi, miopi, strabici o presbiti delle popolazioni rivierasche?
    Disposto, comunque, a ricredermi ed a darne formalmente atto, sempreché mi verrà dimostrato che ho torto, nella speranza di non averli soprattutto tediati, molto distintamente saluto i “lettori” di “Giglionews”, augurando a tutti i miei più sentiti AUGURI di BUONE FESTE!

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