Chiusura anticipata della caccia per alcune specie

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FRA GOVERNO E REGIONI A PERDERE LA LOGICA È IL BUON SENSO

Nel Consiglio dei Ministri del 20 gennaio, è stata presa la decisione di chiudere anticipatamente la caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia, applicando il potere sostitutivo straordinario nei confronti delle Regioni che non avevano provveduto ad adeguare autonomamente i calendari venatori secondo le indicazioni del Ministero dell’Ambiente.

Una brutta pagina per la caccia ma soprattutto per le regole democratiche di questo Paese, quella scritta dal Consiglio dei Ministri di ieri, con cui il Ministro dell’Ambiente, non pago di aver deliberatamente trasformato una semplice richiesta di informazioni da parte della Commissione Europea in una inesistente procedura di infrazione, ha preteso che il Consiglio dei Ministri esercitasse il potere sostitutivo per imporre la chiusura con effetto immediato, dalla mezzanotte dello stesso giorno, della caccia a tordo bottaccio, cesena e beccaccia.

Un atto immotivato, non in linea con quanto richiesto dall’Europa e fortemente vessatorio nei confronti di quelle Regioni che non solo avevano rispettato pienamente la legge nazionale e la stessa normativa Europea nel compilare i propri calendari venatori, ma che, alla prima richiesta del Ministro di adeguarsi alle nuove indicazioni avevano prodotto atti e documenti a sostegno scientifico delle proprie posizioni.

A queste Federcaccia si era affiancata dando tutto il proprio contributo e quindi la decisione subita ha il sapore di una doppia sconfitta: come cacciatori e come alleati di Regioni che avevano applicato correttamente quanto la legge prevede, dovendo cedere alla stolta e immotivata volontà di un Ministro che non rispetta le stesse regole del Paese che rappresenta.

Al di là dei giorni di caccia persi, comunque inutilmente, un ben più grave problema si apre: da aprile fino alla prossima stagione venatoria si riaprirà la discussione sui calendari di fronte ai Tar.

E quale sarà la risposta del Ministro se non mantenere perennemente aperto un conflitto di cui nessuno sente il bisogno e dal quale nessuno esce vincitore?

Ci auguriamo che le Regioni si oppongano a questo atteggiamento inqualificabile, immotivato e fuori dalle regole del vivere civile e della corretta applicazione dei rapporti fra organi dello Stato reagendo in tutti i modi possibili. Federcaccia sarà ancora al loro fianco fino a giungere a una soluzione definitiva nel rispetto delle regole e con l’apporto della documentazione scientifica di cui disponiamo e che possiamo produrre in forza di quel senso di collaborazione con le Istituzioni che da sempre fa parte della nostra cultura e tradizione. Federcaccia e tutto il mondo venatorio si attiveranno per contrastare questa grave azione illegittima.

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

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