Vandalismo per il parcheggio

Vandalismo per il parcheggio

Al mio arrivo al Giglio, giovedì 6 Agosto, ho trovato un posto auto in zona Monticello, nel primo spiazzo salendo da via del Castello e lì ho lasciato la macchina. Era l’unico spazio libero.

Sabato 8 prendo la macchina per andare al Castello, tornando dopo circa mezz’ora. Ovviamente il posto era occupato. Da una macchina che era già parcheggiata e si è spostata. Allora io ho parcheggiato nel posto lasciato libero.

Lo scorso Martedì 11, alle ore 19, vado a prendere la macchina per portarla al porto, vista la partenza della successiva mattina. Trovo un bigliettino sul parabrezza con scritto “per favore lasciare il passo”.

Il passo lo avevo lasciato, un’eventuale carrozzina/passeggino ci passava tranquillamente, come si vede dalle foto allegate. Vorrei sapere chi è quell’impavido signore/a a cui prudevano le mani che si è divertito/a con la carrozzeria, lasciando due ricordini sulla fiancata sinistra. Impavido perché, mancando totalmente di attributi (e qui volevo essere meno edulcorato …), lo avrà sicuramente fatto con il favore del buio e in ogni caso guardandosi intorno, per evitare che qualcuno vedesse.

È così che fa la gentaglia, i poveracci come lui/lei. Non so se sia stato qualche turista o gigliese. Ma in quest’ultimo caso mi farebbe male. Metà del mio sangue è gigliese, anzi il 51% visto che la mia bisnonna materna era del Castello.

Amo quest’isola e non voglio eventualmente giudicare solo per qualche rifiuto della società. Perché questo è chi si comporta in questo modo. Spero che la polizza mi copra le spese di carrozzeria. Altrimenti mi auguro con tutto il cuore che quello che darò al carrozziere lui/lei lo spenda in medicine fino all’ultimo centesimo. Magari più di una volta.

STEFANO ANSALDO di VENDELLOVA!!!!!!

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4 commenti

  1. La carognata è stata riparata. Mi è anche andata bene,visto che ho la polizza che copre gli atti vandalici. Ma c’è una franchigia e per questo ho comunque dovuto sborsare 200 €,che avrei preferito spendere in altro modo. Il mio augurio è che il/la cuor di leone(lo sanno chi è……) che mi ha costretto a questa spesa,ne spenda almeno dieci volte tanto in medicine ed esami.

  2. Stefano Ansaldo

    Dott. Calchetti la ringrazio. Ma non deve sentirsi mortificato,non è necessario. È solo che pensavo fosse una questione che potesse interessare di più,visti i diversi precedenti. E mi dispiace che sia toccato anche a lei. Nel precedente commento ho dimenticato di aggiungere una cosa. Il mio caso,quello che ho descritto nel commento(entrambi abbiamo origini gigliesi,non sono sicuro se questa persona sia anche nativa),la signora di cui ho detto,il suo. E chissà quanti di cui non sono a conoscenza. C’è una caratteristica che ci accomuna,oltre quella di avere una proprietà. Non siamo residenti,non viviamo in loco. Mi verrebbe da dire la stessa cosa che diceva Andreotti….. Se così fosse,sarebbe veramente molte triste…….

  3. Gian Piero Calchetti

    Mi creda sulla parola signor Ansaldo se Le dico che mi sento mortificato per non averLe, quantomeno, reso testimonianza e solidarietà per il grave gesto di cui è stato vittima. Gesto consimile a quello che, a suo tempo, la mia famiglia ebbe a subire, nell’imminenza della ripartenza dall’isola (una gomma squarciata ed il rischio di perdere il traghetto, non per un presunto torto fatto a persona che, nella fattispecie, non ha tutte le rotelle a posto, bensì per aver semplicemente rivendicato un diritto che, disinvoltamente, sottrattoci, aveva anche visto mio genero e suo padre (il sottoscritto si trovava a Roma), subire minacce al limite dell’aggressione.
    Le confesso che, pur potendo avvalermi di testimonianze, non ostante fossi stato sollecitato a sporgere formale denuncia, sia per il danno che per il comportamento arrogante, alla fine, desistetti dal proposito, perché chi viene da fuori ed ha investito in uno o più immobili, una volta ripartito dal Giglio, per forza di cose, lascia esposta, per mesi e mesi, alla pubblica fede le sue proprietà, rischiando atti di vandalismo, danneggiamenti, sottrazione di beni di servizio, etc., utili alla permanenza vacanziera personale ovvero di chi affitta (quest’anno, ad esempio, l’agenzia di intermediazione, mi ha comunicato il “furto” del serbatoio dell’acqua di riserva).
    Questa condizione di subordinazione psicologica nel mio contesto familiare è, ormai, diventata talmente naturale che, figlie e moglie, visto che, come giornalista, sovente, mi permetto di criticare questo o quel partito, a prescindere dal fatto che “governi” o si trovi all’opposizione, mi rimproverano dicendomi: “Stai attento, perché, un giorno o l’altro, va a finire che ci danno fuoco alla casa”.
    Purtroppo, in questo contesto di società oltremodo permissivista e ben lungi dal fornire le giuste tutele al cittadino abilitato a rivendicarle, di delinquenti comuni e di personaggi psicologicamente “instabili” e prepotenti, ce ne così tanti in giro che la cronaca non riesce quasi più a tenere il conto delle loro gesta.
    Gesta che, talvolta, li vedono addirittura abbandonarsi, per così dire, “come contorno” ad atti di puro disprezzo di beni e cose delle loro vittime.
    Mi consenta di ricordare, al riguardo, quel che, a suo tempo, a Roma, capitò alle vicine di casa (due giovani studentesse americane) d’un mio autorevole amico (Giuseppe Candidori, Segretario dei Gruppi parlamentari del P.R.I.).
    Ebbene, i ladri, dopo aver scassinato l’appartamento delle malcapitate ed aver messo in un sacco gli oggetti di valore, non paghi del danno procurato, per “contentino” defecarono sui letti delle ragazze.
    Comunque, per tornare a Lei ed al Suo caso, se le voci che ha raccolto sono veritiere, mi viene da domandarmi, quale differenza, in fondo, esista tra quello splendido gioiello di bellezza ambientale, di solidarietà sociale, di generosità e d’altruismo che è, senz’altro, il Giglio, cui addirittura, per i fatti della Concordia, è stata conferita una medaglia d’oro, ed altri ambienti caratterizzati dal fare malavitoso e dall’omertà, quando, impunemente, i vicoli del porto vengono ammorbati, nottetempo, dalle deiezioni corporali di uomini che si comportano da animali, quando una barca, debitamente attrezzata per supportare escursioni subacquee di valore scientifico, viene rimossa, in pieno porto, dagli ormeggi e debitamente “ripulita” d’attrezzature e quant’altro, quando un intollerante, apparentemente anonimo, dalla mente labile, ovvero insofferente della libertà di qualsivoglia cittadino di “stazionare”, nel rispetto delle regole, la propria auto dove meglio gli conviene, si permette di danneggiarla, potendo contare sull’impunità che gli addiviene da una condizione di sostanziale omertà del contesto in cui vive ed agisce?

  4. Stefano Ansaldo

    Pensavo che qualcuno volesse dire qualcosa su questi accadimenti(perché non sono l’unico ad aver subito),vabbe’…….. Ho saputo che in questi giorni una signora ha avuto lo stesso trattamento a due pneumatici,con conseguente disagio,anche per l’acquisto di due nuovi in terraferma. Ed ha chiamato il sindaco lamentandosi. Con quest’ultimo che si è detto dispiaciuto. Se è questo il modo di far ricordare la vacanza sull’isola….. Un ultima cosa. Corrisponde al vero che da quelle parti vive una persona che,diciamo,ha qualche rotella fuori posto e che non vuole che si parcheggi lì? Facendolo capire con questi regalini? Potete rispondermi,se volete, anche in privato. Autorizzo fin d’ora la redazione a dare il mio indirizzo e-mail.

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