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Mostra antologica di Bruno Caponi

Mostra antologica di Bruno Caponi

E’ stata inaugurata lo scorso 14 Agosto ed andrà avanti fino al 30 Agosto a Giglio Castello nella sala polivalente de “I Lombi” dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23, una mostra antologica di Bruno Caponi, artista orbetellano/gigliese scomparso lo scorso mese di Febbraio.

IMG_3622L’esposizione, una retrospettiva con opere inedite di Bruno dal 1960 al 2014, è descritta con dovizia di particolari dalle parole e dalle immagini che di seguito vi proponiamo.

Fulvia Raffaelli – “Bruno Caponi – anzi zio Bruno – è per me indissolubilmente associato al mare e al sole del Giglio. Ė infatti grazie alla parentela che mi lega alla sua incredibile famiglia, che ho avuto l’occasione di conoscere e apprezzare l’uomo, ma soprattutto l’artista Caponi attraverso le sue lagune ‘lunari’, i suoi mari infiniti e le sue nature morte così allo stesso tempo incorporee e materiali. L’elemento che ho sempre ammirato in lui è la costante dinamicità della sua pittura sempre alla ricerca di purezza e essenzialità. Da questo punto di vista, la sequenza di quadri attualmente esposti nella sala dei Lombi sono un’occasione unica per scoprire il percorso di Caponi. Dai primi quadri di interni – intimi direi, in qualche modo ripiegati su stessi – la pittura si allarga e si svuota, guadagnando in luminosità, serenità e soprattuto essenzialità. Non c’e vuoto senza pieno, non c’è linea senza forma … la pennellata di Caponi si smaterializza e ricompone all’infinito nel rifiuto di una visione del mondo ‘conforme’ al pensiero comune. Nel grande ‘NO’ che apre la mostra c’è l’essenza della poetica di questo artista risolutamente contemporaneo. Grazie davvero Bruno; grazie a te i tramonti del Giglio non saranno più solo sdolcinate immagini da cartolina ma provocanti inviti ad andare ‘oltre’!!!

Marta Paolini – “- E’ permesso?
– NO.
E infatti Caponi, pipa in bocca di traverso, non aveva più raccolto l’idea di rimettere in mostra le tele raffiguranti gli interni, di aprire le porte del suo privato. Caponi, il pittore della laguna, dei suoi silenzi e della sua quiete; l’artista delle enormi lune e delle agavi/sculture, dei paesaggi sospesi, degli orizzonti sottili che stentano a tener separato il mare dal cielo, la dimensione terrena dall’esplorazione spirituale.
Alle radici di una continua ricerca artistica verso forme sempre più sintetiche, scopriamo delle tele cariche di vissuto, vibranti del carattere colorato, passionale e generoso dell’artista.
Gli ambienti privati della propria intimità, come le camere da letto, diffondono un calore gioioso che smaschera il lato più affettuoso di Caponi, quello che Bruno si divertiva a tenere nascosto dietro il suo umorismo pungente e lapidario.
La spalliera di un letto, uno specchio ovale alla parete, le larghe foglie di Philodendron, la luce bianca che filtra dalle tende, accecante tanto da scomporre quasi gli oggetti; una dimensione inedita che ci piace scoprire con la misura ed il garbo che merita.
Gli interni di Caponi raccontano la quotidianità degli ambienti ma anche e soprattutto le persone che li hanno vissuti, così come le spiagge deserte ed i cieli abitato dai gabbiani diventano luoghi universali e quasi simbolici di una dimensione ideale per smarrirsi fra i pensieri.

Violante Santoro – “Le visioni marine di Caponi, definite da linee cromatiche essenziali e da orizzonti così netti da sembrare dolcemente surreali, sono esattamente e magicamente la trascrizione in pennellate del nostro immaginario.
La luna, il cielo, il mare, sono elementi essenziali complici e protagonisti del fortissimo minimalismo di Caponi, studiato, cercato, sudato, arrivato dopo un percorso di sottrazione.
Dagli interni scuri, disordinati e vissuti, dove letti, riflessi e lenzuola idealizzano scorci di vite private, si passa all’esterno. I gabbiani volano via, le dune svaniscono e tutto diventa orizzonte. Cielo, mare, e libertà, che l’autore aveva conquistato con il suo sottile sarcasmo, rappresentato dalla pipa, non sono accessori ma simboli, un ideale, un quadro (“c’est ne pas un pipe”).
Le opere di Caponi parlano d’amore, di sogni e di infinito, come la poesia di Baudelaire “uomo libero amerai sempre il mare”.

Rossella Rispoli Segato – “Bruno Caponi non si è mai fossilizzato su un tema, è stato sempre un Artista in continua evoluzione, rappresentando interni, nature morte, la serie dei letti. Una ricerca continua, uno studio costante, perché così deve essere, e il suo talento è andato sempre crescendo in una sicurezza e un’armonia che lo rendevano particolare e godibile.
La mostra postuma al Giglio è il giusto omaggio in quell’isola che lo ha adottato e accolto. Il suo Studio era una tappa fissa per turisti e residenti: Bruno e la sua pipa, lo sguardo sornione, la battuta pronta, il suo fare scanzonato. Il Sindaco Ortelli, nell’apprendere della sua scomparsa, ci ha ricordato la famosa frase di Caponi “un mare di differenza” che l’artista usò per descrivere l’Isola del Giglio su un manifesto, che esprimeva perfettamente il concetto di unicità di questo luogo paradisiaco.
Così, uno sguardo al mare e uno ai suoi lavori, mentre saliremo per le strette vie di Giglio Castello, ci parrà di sentire l’odore inconfondibile della sua pipa e dei suoi colori.

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