Le barche al Campese spariranno … e con esse i turisti?

Le barche al Campese spariranno … e con esse i turisti?

Salve a tutti, nella giornata di ieri, 7 settembre, la Capitaneria di Porto ha affisso sulle barche che si trovavano in acqua al Campese (compreso la mia), una diffida a rimuoverle entro 72 ore.

porticciolo torre isola del giglio campese giglionewsOra vorrei fare una piccola premessa, e una lunga riflessione, sulla presente questione: LA CATENARIA, dice la C.P. è vietata nei porti e quindi anche nel Campese … ma questa è stata sempre tollerata da almeno 30 anni che io vengo al Giglio … e meno male che fino a ieri è stato così … Ma provate ad immaginare che sarebbe a luglio e agosto,  il porticciolo pieno di almeno 200 piccole, medie e grandi barche e gommoni, senza quella catenaria che li ordina e protegge dalle onde del mare, che alcune volte si arrabbia davvero … Ma provate ad immaginare ogni volta, ogni giorno, se si dovessero scendere e risalire tutte le barche allo scivolo (non sicuro !!), perché, rendiamoci conto senza prenderci in giro, ormeggiate all’ancora si possono tenere le canoe, ma no i gommoni da 6 -7 -8 metri.

PERICOLOSO sarebbe poi, per tutti i turisti, il via vai di macchine col carrello sulla via che va al mare … sarebbe il caos più assoluto … e alla fine andrebbero via i turisti da quel caos infinito. Altra cosa poi che poi mi chiedo, se il Comune ha rilasciato ben 3 (TRE) licenze di NOLEGGIO barche, S A P R A’ insieme alla C.P. che ci sono decine di barche pronte per essere noleggiate, e conoscerà anche le loro dimensioni e peso, perché mi spiegavano, che a ogni uscita, viene presentato un foglio di via. E queste barche le terrebbero all’ancora?????

In conclusione, direi che sarebbe più sensato quindi, mantenere le barche in ordine, così come stanno, ancora per quel po’ di tempo utile, fino alla costruzione del nuovo porticciolo, già previsto dal piano di recupero del Giglio, facendo tornare la tranquillità a tutti i possessori di barche (residenti e non), ed evitando quel malumore generale, che già è iniziato a trapelare.

Un saluto a tutti da Lucio … (il tonnarolo).

Print Friendly, PDF & Email

Controlla anche

caserma carabinieri bravata isola del giglio campese giglionews

Una bravata che costerà cara ad un giovane 29enne

Una bravata che costerà cara ad un giovane 29enne Alle 2,30 del 15 agosto è …

4 commenti

  1. Se la Capitaneria interviene è perchè è stata coinvolta in qualche questione fra locali. Lascio il mio barchino sotto la torre da quasi trenta anni e non ci sono mai stati problemi salvo gli atteggiamenti ignoranti di qualche soggetto che si muove come se fosse il padrone del Campese e fa parte della fauna protetta.
    Mi auguro che passata la stagione turistica tutto rientri nella normalità.

    Paolo Cattaneo

  2. Gian Piero Calchetti

    COSA SONO MAI UNA “CATENARIA” ED IL MODO, “INTRANSIGENTE”,
    DI “DISFARLA” SECONDO IL “PENSIERO” DI CHI LA BARCA NEPPURE CE L’HA!

    Carissimo Angelo,
    cugino di secondo grado, acquisito, ancorché di questioni di catenarie, di attracchi, di “porticcioli”, quali Campese e Cannelle, e d’altre cose attinenti la materia della messa in sicurezza delle barche, ben poco sappia, ho tenuto a leggere, attentamente, quello che hai scritto perché hai il buon gusto, a differenza del sottoscritto, di non essere logorroico e di sapere esprimere e far capire, nel giusto numero di righe che occorrono, a chi legge, la tua opinione in merito a cose che ben conosci.
    Ho, quindi, letto più volte e con la massima attenzione le tue riflessioni che mi hanno colpito sia per lo stile e la correttezza didattica d’esprimerti, nel giusto linguaggio e con la sintassi perfetta (compresa la “Consecutio temporum” per i verbi), sia, soprattutto, per quel che hai evidenziato di anomalo e distorsivo nella gestione delle competenze affidate alle diverse autorità pubbliche, che, raramente, collaborano tra loro, rendendo, di fatto, sempre più ingovernabile questo nostro “disgraziato” Paese, in cui la Burocrazia la fa da padrona, rallentando ogni dinamica evolutiva ed economica della società (a differenza di quel che avviene, ad esempio, in Francia, ove non solo esiste un’Alta Scuola per la Burocrazia, ma il “Sistema burocratico” è sinonimo di massima efficienza).
    Con questo, non voglio arrivare a condividere fino in fondo, le dure “critiche” mosse su questo stesso “palinsesto”, da altro “commentatore”, che arriva addirittura ad accusare i pubblici servizi di tenere comportamenti, spesso addirittura opposti, rispetto al comune sentire ed allo spirito della norma, attraverso interpretazioni cervellotiche, in quanto i loro rappresentanti, fruendo, a differenza della gente comune, di stipendi regolari e sicuri, a prescindere dall’utilità generale dei loro comportamenti, se ne fregano dei risultati dei provvedimenti adottati.
    Non voglio arrivare a tanto perché “sparare” nel mucchio, ove pure c’è chi fa il proprio dovere, con onestà e competenza ed acume, cercando di indirizzare le regole verso il bene comune, non è né leale, né corretto.
    Pur tuttavia, quello che tu, analiticamente, denunci, partendo dal provvedimento della Capitaneria di Porto, a carico della Comunità, turisti compresi, di Campese, è lo specchio d’una situazione del Paese, in cui giorno dietro giorno, praticamente da sempre, il cittadino comune è messo di fronte, per così dire, al fatto compiuto, senza potere esercitare il diritto, non solo di potere esprimere, per tempo, la sua opinione, ma addirittura d’essere preventivamente informato di quel che “bolle in pentola”.
    E questo modo di fare, ovvero subire e tollerare discriminazioni ed ingiustizie, quali nemmeno s’addicono ad un suddito, è assai pericoloso. Pericoloso perché in un contesto di Democrazia “per modo di dire”, ossia incerta, indefinita e sostanzialmente oligarchica, al punto d’essere “intransigente” con i deboli e “servile” con i prepotenti, la Società civile, finisce per essere talmente “minata” nel suo parenchima strutturale, costituente il tessuto connettivo, che lega, in modo equanime, in un contesto di piena corrispondenza tra diritti e doveri (come asseriva Giuseppe Mazzini), i membri d’una medesima società, da trovarsi costantemente esposta al rischio di subire colpi di mano da parte di gruppi organizzati, movimenti, associazioni etc., che, costituiti, in buona parte, da esaltati e facinorosi, dietro il comodo usbergo di voler “rimediare” al malessere generale, finiscono, prima o poi, col portare, come la Storia insegna, a sistemi dittatoriali “reversibili” solo attraverso “rivoluzioni”, guerre civili o vere e proprie guerre guerreggiate, in cui, sempre e comunque sono le masse popolari incolpevoli a pagare il prezzo più alto.

  3. Angelo Stefanini

    Premesso che non conosco i motivi che hanno determinato l’emissione da parte della Cap.di Porto di un provvedimento di questo tipo a stagione turistica ancora in corso, mi domando appunto se , qualsiasi siano le motivazioni, non si potesse aspettare un altro po’ di tempo ad es. la fine di ottobre. Certo non credo che quanto sopra possa avere motivazioni legate alla sicurezza perchè le cose stanno come sono adesso da anni senza che nessuno abbia avuto mai da obbiettare alcunchè. Mi piacerebbe inoltre sapere se, in qualche modo, l’Amm. Comunale era stata preventivamente informata del provvedimento che stava per essere preso perchè, se è vero che ognuno deve svolgere in piena autonomia il proprio compito, la collaborazione e l’intesa fra le parti che hanno competenza e responsabilità istituzionali su questa come su altre materie è, a mio modesto parere, il primo tassello per evitare che si arrivi al punto di cui sopra. Se ciò non avviene, serve a poco il solo camminare fianco a fianco nelle Processioni.
    Ho tenuto anche io per tanti anni una piccola barca, un RIO 410 per l’esattezza, attaccata ad un corpo morto proprio davanti allo scivolo della torre, poi l’ho cambiata e un po’ per motivi personali, ma soprattutto per il fatto che la barca che avevo acquistato e che anche adesso possiedo, pur essendo un semplice gozzo di 5 mt. ha un peso (circa 7 quintali) che non avrebbe consentito in alcun modo di tirarla in secco al Campese in caso di improvviso cattivo tempo, come più volte anche di notte mi è capitato di fare con l’altra, la tengo ormeggiata al Porto.
    Detto questo, una cosa non mi torna oggi come non mi è mai tornata e cioè, qualcuno mi corregga se sbaglio, che il Porto sia l’unico posto dove si debba pagare per tenere la barca in acqua e come mai non si sia provveduto nel tempo alla realizzazione di una catenaria sia nel porticciolo di Campese sia a Porto Arturo alle Cannelle. Quanto sopra avrebbe a mio avviso due effetti: l’ormeggio sarebbe comunque più sicuro e soprattutto, tutti i cittadini residenti e non, sarebbero trattati allo stesso modo. Qualcuno potrà dire che non si tratta di porti veri e propri e che quindi non ci sono le condizioni per un ormeggio sicuro ma, anche al Porto occorre firmare annualmente una dichiarazione che solleva il gestore della catenaria e cioè l’Amm. Comunale qualora gli eventuali danni all’imbarcazione ormeggiata si siano verificati in condizioni di mare particolarmente mosso, mi sembra a forza 5 . Al Campese e a Porto Arturo si potrebbe abbassare questo limite.
    La morale di quanto sopra è che , lasciando sempre che le cose vadano avanti per inerzia, senza una corretta programmazione e gestione ,magari per non andare a toccare amicizie o interessi particolari, si arrivi sempre ad affrontare i problemi sotto la spada di Damocle o di un provv. giudiziario oppure come in questo caso, della Cap.di Porto.
    Questo modo di fare è tipico di tutta l’Italia, anche per situazioni di estrema pericolosità e gravità legate ad esempio alle calamità naturali e il Giglio, in questo senso, non rappresenta purtroppo un’eccezione.

    Angelo Stefanini

  4. Giuliano Marchetti

    Indubbiamente un messaggio che lascia perplessi.
    Ai lungimiranti delle capitanerie di porto (a proposito ma chi da tutti questi poteri e per quali motivi e meriti a
    questi signori?) poco importa le perdita di turisti anzi per loro è tutto chiamiamolo lavoro in meno con tanto di stipendio garantito e giretto in barca nelle ore calde chi se ne frega se i turisti vanno alle Tremiti.
    Rimane curioso pensare al cava e metti imbarcazioni in acqua in spazi di movimento esigui auto e carrelli che
    sfiorano bambini per poi lasciarle dove è tutto da stabilire, pertanto viene da chiedersi se detti volantini siano stati messi da qualcuno disceso dal cielo tanto da non vedere la realtà quotidiana oppure sono la conseguenza di questa estate torrida che inevitabilmente ha lasciato il segno.
    Speriamo che il fresco e l’avvicinarsi di “cantine aperte” con tanto di ansonaco porti a più rag .. no razionali consigli.

Lascia un commento