Massacro delle Foibe: giorno del ricordo

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Massacro delle Foibe:
GIORNO DEL RICORDO

10 Febbraio 2016

Siamo qui a condividere il nostro sentimento di vicinanza verso chi ebbe a subire gli effetti di intollerabili azioni di massacro, per troppo tempo nascoste sotto il tappeto della storia per il loro ingombrante peso.

Il “Giorno del ricordo” è stato istituito con la Legge 30 marzo 2004, n. 92 (http://www.camera.it/parlam/leggi/04092l.htm) e riconosce il 10 febbraio quale giornata per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Il nostro pensiero va quindi a coloro che restarono vittime dei risentimenti e delle mire espansionistiche Jugoslave seguite all’armistizio dell’8 settembre 1943 e ai rappresentanti delle associazioni che coltivano la memoria di quella tragedia e dell’esodo di intere popolazioni.

Oggi alcuni di noi saranno anche presenti ad una commemorazione che appunto ricorderà tutte le vittime di questo tragico evento.

FORZA NUOVA ORGOGLIO NAZIONALE

Forza Nuova Isola del Giglio

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5 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    ……ED IO, PAZIENTEMENTE, STO ANCORA ASPETTANDO CHE “FORZA NUOVA”, CHE S’E’ FATTA, GIUSTAMENTE, PALADINA, AL GIGLIO COME ALTROVE, DELLE VITTIME DELL FOIBE, PROMUOVENDONE UNA COMMEMORAZIONE SPECIALE, CUI HO ADERITO CON UN DOVEROSO MESSAGGIO DI SOLIDARIETA, FACCIA COMPARIRE SU “GIGLIONEWS”, ALMENO UN BREVE CENNO D’UMANA SOLIDARIETA’ PER I MILIONI DI VITTIME DELL’OLOCAUSTO, STERMINATI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZIFASCISTI. NON CREDANO, QUELLI CHE SI SONO FATTI PROMOTORI DELLA COMMEMORAZIONE DELLE MIGLIAIA DI “INFOIBATI”, VITTIME DEI COMUNISTI “TITINI”, DI FARLA FRANCA, PENSANDO CHE MI DIMENTICHI DELLA LORO, FINO A QUESTO MOMENTO, ESECRABILE “DIMENTICANZA”, PERCHE’, A DIFFERENZA DI LORO, IL SOPRASCRITTO HA LA MEMORIA LUNGA (MI SONO IMMUNIZZATO, AL RIGUARDO, ATTRAVERSO ANNI ED ANNI DI VOLONTARIATO PER GLI ALZHEIMER). RAGION PER CUI, FINO A CHE “GIGLIONEWS” ME LO CONSENTIRA’, DI TANTO IN TANTO, COME UN TARLO CHE RODE SENZA DARE TREGUA, CERCHERO’ DI RISVEGLIARE QUELLA COSCIENZA DI CUI, FINO AD OGGI, PER PURO SPIRITO DI PARTE, SEMBRANO ESSERE TOTALMENTE PRIVI!!!!

  2. Gian Piero Calchetti

    ED IO, PAZIENTEMENTE, IO CHE HO RESO ONORE ALLE VITTIME DELLE FOIBE, STO ANCORA ASPETTANDO CHE QUALCUNO DI “FORZA NUOVA”, DI ISOLA DEL GIGLIO, COME, INDIRETTAMENTE, HA PURE CHIESTO MIO CUGINO ACQUISITO, ANGELO STEFANINI, ESPRIMA UN CENNO D’UMANO CORDOGLIO PER I TANTI MILIONI DI VITTIME DEI LAGER NAZISTI, CHE GLI ITALIANI “DEMOCRATICI”, DA UN PO’ DI ANNI A QUESTA PARTE, USANO CELEBRARE IL 27 DI GENNAIO, DEFINITO, ORMAI, QUALE “GIORNO DELLA MEMORIA”. CHE DEBBA ATTENDERE INVANO ?

  3. Gian Piero Calchetti

    SICCOME HAI PERFETTAMENTE RAGIONE, CARO ANGELO, E MI FAI VENIRE IL DUBBIO CHE I “CAMERATI” DI FORZA NUOVA, NON PER CASO, MENTRE HANNO CHIESTO DI SOLIDARIZZARE IN MERITO ALLA TRAGEDIA DELLE “FOIBE”, ABBIANO VOLUTAMENTE OBLIATO QUELLA, ANCOR PIU’ IMMANE, DELL’OLOCAUSTO, METTENDOSI ALLO STESSO LIVELLO DEI COSIDDETTI “NEGAZIONISTI”, HO VOLUTO RECUPERARE, TRA LE MIE POESIE, QUELLA, APPUNTO, DEDICATA AI “NEGAZIONISTI.
    POESIA CHE, QUI, RIPROPONGO, CHIEDENDO, UMILMENTE, CHE ANCHE SOLO UN RAPPRESENTANTE DI FORZA NUOVA DI iSOLA DEL GIGLIO MANIFESTI, IN QUALCHE MODO, LA SUA CONDIVISIONE NON TANTO PER LA FORMA QUANTO PER I CONTENUTI DELLA MIA MODESTA “COMPOSIZIONE”.
    BRAVO PER LA TUA COERENZA E PER LO SPIRITO UMANAMENTE SOLIDARISTICO CHE, ANCHE IN QUESTA CIRCOSTANZA, HAI DIMOSTRATO DI POSSEDERE.

    AI “NEGAZIONISTI”
    Cosa mai cambierebbe,
    se, invece d’essere stati
    sei milioni d’Ebrei,
    più tant’altri,
    gli sterminati
    nei “Campi nazisti”,
    di cui un milione e mezzo
    solo ad Auschwitz-Birkenau,
    fossero stati, rispettivamente,
    un milione e qualche centinaio
    di migliaia in meno?
    Sarebbe stato forse diverso,
    se i lager censiti
    fossero stati meno di cento,
    e non avessero cominciato,
    già nel 1933, a costruirli?
    Sarebbe, sempre
    e comunque, un Olocausto,
    una strage di razza,
    compiuta con ogni mezzo:
    un atto di pura viltà,
    per fare, d’uomini uguali,
    puri strumenti degli uni
    a vantaggio degli altri.
    Nemmeno le bestie!
    Altro che Thomas Hobbes,
    col suo “Homo homini lupus”!
    Gli animali uccidono
    per sopravvivere,
    i Nazisti
    ed i Fascisti,,
    al loro “servizio”,
    sterminarono
    per prevalere!
    Io so quel che ho veduto,
    oltre ai campi,
    alle baracche,
    ai forni crematori,
    alle foto, orrende,
    di coloro, che s’impiccavano
    ai rubinetti dei lavabi,
    assieme a quelle
    delle cataste
    di membra
    affastellate
    e ammucchiate,
    ai bordi delle fosse,
    in un biancore livido
    che sapeva già
    di putrescenza.
    E’ stato orribile
    oltre ogni dire,
    recarmi a Mauthausen,
    dopo la visita,
    consueta,
    alla storica Birreria
    di Monaco,
    ove, l’allucinato Adolf Hitler,
    prima del “Mein Kampf”,
    “rivelò” al mondo
    il suo “disegno” delirante
    di carnefice perverso
    ed assoluto!
    Era un’umida e grigia
    Primavera di tanti anni fa,
    quando, compunto
    per ciò che m’aspettava,
    avendo preferito visitare
    il lager, piuttosto,
    che il villaggio olimpico,
    teatro d’una recente
    strage d’atleti ebrei,
    compiuta dai Palestinesi,
    ed in procinto di passare
    l’osceno arco trionfale
    del lavoro che rende liberi,
    fui costretto a fermarmi:
    tutto il terreno intorno,
    quasi mi trovassi
    in un “carnaio”,
    brulicava di grossi
    e lunghi vermi rosa.
    Sostai a lungo piangendo
    e quasi mi ritrassi,
    ché non tenevo “core”
    ad entrare in quello
    smisurato
    carcere infame,
    in quell’aberrante
    mattatoio:
    “avello” di vessazioni
    e torture inenarrabili;
    finalizzate allo sterminio
    più feroce
    ed alla “fossa comune”,
    per coloro le cui ceneri
    non furono disperse nell’aria
    coi fumi dei forni crematori,
    costantemente accesi.

  4. Angelo Stefanini

    Concordo su tutto, dalla prima all’ultima parola. Tra l’altro vorrei segnalare un bellissimo spettacolo teatrale al riguardo ” Magazzino 18 ” che Simone Cristicchi porta ormai da diverso tempo in tutti teatri italiani e che , lo dico a ragion veduta avendolo visto, rende bene l’idea della tragedia che si è consumata in quel tempo e in quei luoghi. Agli ” amici ” di FN così solerti nel ricordo diciamo così ” di parte ” , dico però , vi siete forse dimenticati di celebrare con la stessa attenzione il 27 gennaio giorno in cui tutto il mondo ricorda l’olocausto? Mica sarete anche Voi tra quelli che dicono che non è avvenuto e che si tratta di un falso storico. Se Vi va di dire una parolina in tal senso per sapere come la pensate, ben venga.

    Angelo Stefanini – 16 febbraio 2016

  5. Gian Piero Calchetti

    PUR NON AVENDO NIENTE A CHE FARE CON “FORZA NUOVA ” (SONO, INFATTI, REPUBBLICANO E MAZZINIANO SENZA RISERVE), RITENGO CHE SIA PIU’ CHE DOVEROSO, SENZA ABBANDONARSI A STRUMENTALIZZAZIONI DI SORTA, CELEBRARE LA “MEMORIA” DELLE FOIBE COME UNO DEI PIU’ EFFERATI DELITTI DELLA STORIA, COMPIUTI A DANNO DI UN’ETNIA,QUELLA ITALIANA, CHE, EGEMONE, DA SECOLI, SU REGIONI, CONQUISTATE E, SOPRATTUTTO, CIVILIZZATE OLTRE OGNI DIRE, AL COSPETTO DEL MONDO, CON IL MUTARE DELLA SORTE, DA CHI ALLA FINE PREVALSE, SI INTESE, DOPO L’ULTIMA GUERRA, LETTERALMENTE SPAZZARE VIA DAL TERRITORIO, SIA IN TERMINI ANAGRAFICI, ATTRAVERSO IL CAMBIAMENTO DEI COGNOMI, SLAVIZZANDOLI, CHE IN TERMINI FISICI, PRECIPITANDOLA, A DECINE E DECINE DI MIGLIAIA DI INDIVIDUI, IN PROFONDISSIME QUANTO SEMINACCESSIBILI “DEPRESSIONI” CARSICHE.
    PER LA MIA PARTE, CONTRIBUISCO A QUESTA CELEBRAZIONE, RECUPERANDO DAL MIO ARCHIVIO UNA “COMPOSIZIONE”, IN VERSI, DEL 1991, SCRITTA CONTRO L’ALLORA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CHE, AVEVA, DI FATTO, ASPRAMENTE CRITICATO UN BRAVO GIORNALISTA ITALIANO, CHE, DI FRONTE ALLA RECRUDESCENZA DI ATTI DI DISCRIMINAZIONE E VIOLENZA CONTRO GLI ITALIANI CHE, SCAMPATI ALLE FOIBE, ERANO VOLUTI RIMANERE IN JUGOSLAVIA, S’ERA FATTO CARICO DELLE LORO PROTESTE.

    A COSSIGA
    (Per l’articolo
    de “Il Corriere della Sera”
    di Lunedì 22 Luglio 1991, scritto
    da Gian Antonio Stella)

    Caro Presidente,
    questa distinzione
    tra padri e figli
    non ha senso
    e mi lascia di sasso.
    Come si può
    non capire
    che se, allora,

    i padri,
    non fossero rimasti,
    rischiando
    d’essere infoibati,
    come lo furono
    tanti e tanti altri,
    oggi,
    non ci sarebbero
    i figli,
    e i figli dei figli
    degli Italiani d’lstria?
    Come si può
    non capire questo?
    Avrebbero, forse,
    dovuto soccombere
    o farsi “macellare”,
    magari, piegarsi,
    vigliaccamente,
    alla propaganda,
    o farsene, addirittura,
    portatori,
    come, purtroppo,
    qualcuno, ha
    pure fatto?
    Scomparire?
    Oppure, emigrare tutti
    e cancellare
    dalla storia,
    dalla nostra storia,
    di secoli …
    e d’onore
    una parte
    del nostro Paese?
    Come si può,
    così speditamente,
    disinvoltamente,
    Presidente!
    liquidare
    una tragedia
    di tale portata,
    cancellando
    dalla faccia
    della terra
    questa nostra,
    antica,
    italica gente
    che fu veneziana,
    ben prima che slava?
    Si sappia,
    per chi ancora
    lo ignora
    o non intende capirlo,
    che quelli che restarono
    e cambiarono,
    incoattivamente,
    nome e cognome,
    avvinti dall’ideologia
    imperante,
    furono minoranza
    della minoranza!
    Gli altri,
    tutti gli altri,
    ovvero quelli
    che rimasero
    fedeli a se stessi
    ed alle loro origini,
    lo fecero
    per non lasciare
    i loro ricordi,
    i loro campi,
    le loro case,
    i loro morti,
    sepolti,
    da generazioni
    e generazioni,
    nei cimiteri
    dei loro paesi,
    scavati
    dai loro padri
    e dai padri
    dei loro padri.
    E questi
    hanno sofferto,
    più d’ogni altro,
    l’intera tragedia
    di questa terra
    insanguinata
    e irriconoscente,
    quale il cane
    che morde
    la mano
    che lo nutre
    e l’ha nutrito
    nel tempo;
    una tragedia
    che, oggi,
    s’intende
    riproporre.
    Hanno sofferto,
    infatti,
    come e più
    degli esuli
    che, alla fine,
    vollero e seppero
    dimenticare,
    quasi fossero
    “emersi”
    da un incubo,
    da obliare
    per sempre,
    mentre loro
    diventarono,
    invece,
    stranieri
    e “nemici”
    in una terra
    che non era più
    la loro Patria;
    una terra
    d’usi e costumi,
    linguaggio e civiltà,
    “fondata” dai loro avi.
    Nessuno ha
    il monopolio del dolore,
    caro Presidente!
    Soprattutto
    non ce l’ha
    chi, dall’alto
    d’un comodo scranno,
    fa mostra di parlare
    senza voler conoscere
    e sapere
    quello che tutti
    ormai sanno;
    mentre la vicina
    Nazione, “matrigna”
    come non mai,
    sebbene invocata
    ed implorata,
    cerca di non sentire
    e non vedere
    questi figli spuri,
    che, in quanto “rifiutati”,
    ancora una volta,
    rischiano
    d’essere sopraffatti,
    perché nessuno,
    proprio nessuno,
    per real politik
    o, peggio,
    per falsi pudori,
    osa difenderli:
    neppure il Presidente!

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