Un Natale speciale

Un Natale speciale

Camminava a passo spedito il chilometro che l’avrebbe portata alla meta: la casa dei suoi nonni situata in un paesino dell’alta Maremma.
Due file di casette adagiate su un morbido colle e tagliate da un’unica strada; davanti agli usci, grossi conchini di gerani che in primavera avrebbero adornato di rosso la lunga via, e oltre le case, terreni arati e prati scoscesi con intere mandrie di pecore sparse un po’ ovunque.
San Martino era tutto là, piccolo gioiello di affetti, di amore paterno dove il fuoco acceso aspettava la giovane studentessa e che inondava l’aria, pungente per il freddo, di sostanze aromatiche.

Mancava da tanti anni, forse troppi.

Si era guastata la RAMA – avaria – proprio in prossimità del paese e tutti i passeggeri non hanno potuto fare altro che continuare con i propri bagagli, l’ultima salita.
“Era meglio se non venivo.” Aveva lasciato la comodità del Giglio, le amiche, per trovarsi così: sbarzagliata in un clima gelido. E che diamine, i nonni avrebbe potuto visitarli nella buona stagione!

Intanto, tremante di freddo, non vedeva l’ora di entrare in quella casetta a pian terreno riscaldata dalla legna che il nonno ottantenne, alto, dritto nel suo gilet di velluto marrone con l’ orologio a taschino, portava dall’orto ogni giorno, e dal “prete” già posizionato da nonna sotto le lenzuola del lettino, che la aspettava.
Sulla tavola c’erano i ravioli, il formaggio di pecora, il vino fragolino … Sapori conosciuti, ma dimenticati.
Mangiarono; sorriso beato e sguardi teneri dei vecchi che si tenevano la mano: mano nodosa dalle grosse vene, sopra quella più piccola, dalla pelle arrossata e stanca.

Sotto il suo piatto, la giovane trovò ben distese, mille lire; un movimento le pervase tutto il corpo ed ecco le lacrime, calde, come la legna che continuava a scoppiettare. Merilde, in silenzio appoggiò la sua giovane mano bianca, con ancora il sentore di inchiostro e pagine sfogliate, sopra quelle dei Nonni e attese che suonasse Natale.

Natale 1970
Palma Silvestri

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2 commenti

  1. BRAVA Palma, queste storie mi affascinano sempre. Questa mi ha richiamato anche Carducci e la sua poesia, S.Martino: la nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare.
    Buon2017 a Te e famiglia.

  2. Gian Piero Calchetti

    Bel racconto palma, anzi bellissimo, in quanto breve e significativo, come si conviene a chi sa scrivere in modo essenziale. Bel racconto anche perche’ mi ricorda ambienti e luoghi che mi sono cari e che, essendo, il sottoscritto, d’origine contadina, fanno ormai, profondamente parte della sua natura. Un grazie, un abbraccio e tanti, tanti Auguri, a te e famiglia, di Buone Feste!! Gian Piero

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