gloria neve isola del giglio castello

“I giorni della sua gloria”

I GIORNI DELLA SUA GLORIA

Passano i giorni.
Scorrono i mesi sfogliati dalla mano del tempo che plasma gli anni, intanto che i ricordi restano ingabbiati nei sentimenti più svariati.

Passano i giorni.
In un mondo confortante ma circondato da – guerre – sostantivo Plurale che non ha bisogno di aggettivi che ne autentichino il significato. La parola, oggi la più usata sulla terra, dice tutto.

Passano i giorni.
Nel Mare, per me isolana guerriera di pace, animato da corpi senza volto e nome.

Passano i giorni, ma non passeranno tutte le nefandezze che mortificano e disfano le poche certezze conquistate spesso con unghie sanguinanti da chi ha Coscienza Civile.

I pensieri volano sfogliati dalla stessa mano che plasma gli anni … e corrono al rifugio del calore natio dove – pane – voleva dire famiglia e – acqua – attesa di un turno.

Sassi e pietre sovrapposte in un’architettura vincente sono l’anima del mio Paese, anima che fa battere il cuore ad ogni ritorno.
Timorosi i primi passi; il primo vicolo; poi tutto torna in un’armonia di ciò che quel mondo contiene racchiuso dal cielo sempre azzurro anche innevato e dal conforto di spalancare porte e finestre altre volte, mille volte sino a quando gli occhi – che hanno visto tanto – si chiuderanno chiedendo perdono per ciò che non è stato.

Palma Silvestri – della Barroccia
Foto di Luciana Brizzi – d’Allori

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3 commenti

  1. Pietro Rinaldi

    Leggo un amore sconfinato per la Tua Isola, che cresce addirittura negli anni consolidandosi con lo sguardo ai tempi trascorsi._ Percepisco un pò di malinconia legata alla consapevolezza che il tempo non lo ferma nessuno e, fosse pure fra 100 anni, ci toglierà i nostri tesori che hanno sostenuto corpo, cuore ed anima nella nostra vita._ Mi è piaciuto anche il riferimento alle pietre sovrapposte (probabilmente avrai pensato alle mura granitiche delle case, ma io ho immaginato anche alle “poste” terrazzate dai nostri ascendenti Gigliesi con maestria sì, ma anche con tanta fatica, per trattenere quel pò di terra che sarebbe servita per autosostenersi)._ E la Famiglia, la cosa più importante della vita, CHE DIRE DI PIU’._ B R A V A P A L M A

  2. Palma Silvestri

    Caro Giampiero, in effetti i miei pensieri scritti di getto nell’empatia di un’immagine, sotto la tua guida diventano poesia. Grazie caro Maestro, te ne sono grata e così il mio paese, che risplende ancora di più.
    Con stima e affetto.
    Palma
    p.s.

  3. Gian Piero Calchetti

    Carissima ed amata “Sivestra” tu, che pur ben sai d’essere un poeta, forse senza avvedertene, ma non credo, nel descrivere i sentimenti ed i ricordi, che, alla vista dell’isola innevata, sono scaturiti dal tuo grande cuore, commosso, anziché esporli, in versi, li hai donati, in prosa, a chi ti legge. Siccome, però, il poetare è un’arte che si sostanzia non tanto per la forma, che può essere molteplice, ma per le espressioni che contiene, onde evidenziarle, in altra veste, più attinente a quel che dici e senti, ho pensato, mazzinianamente, che fosse, addirittura, doveroso, scansionando e, lievemente, ritoccando, qua e la’, le tue splendide frasi d’ossequio all’isola ed ai principi d’umana solidarieta’ che ti distinguono e t’onorano, quasi fossi un “maieuta”, far sbocciare dal tuo scritto, che tanto m’ha commosso, il fiore della splendida, poesia, che hai concepito.
    Per carità, non adontartene, pero’, come facesti altra volta, perché ben più grande e profondo è quello che hai scritto oggi, perché non sia tuo e tuo soltanto questo magnifico gioiello, cui io, come fanno quelli che intagliano diamanti o smeraldi, ho imprestato, meccanicamente, le mie mani, per far uscire dalla pietra grezza, gli splendori che in sè ben contenevano. Un abbraccio!!!

    I GIORNI DELLA SUA GLORIA

    I giorni della sua gloria
    passano.
    sfogliati dalla mano del tempo,
    che plasma i mesi e gli anni,
    mentre i ricordi ed i sentimenti,
    fuor che da me,
    restano inespressi!

    Passano
    ma, circondati dalla guerra,
    parola, oggi tanto usata,
    che dice tutto.

    Passano
    nel mare,
    per me isolana
    guerriera di pace,
    animato da cadaveri
    senza nome e volto.
    .
    Passano
    i giorni, i mesi
    e gli anni,
    ma non passeranno
    le nefandezze
    che mortificano
    e disfano
    le poche certezze,
    spesso, conquistate
    con unghie sanguinanti,
    da chi ha Coscienza Civile
    ed ama il suo simile,
    da qualunque parte venga,
    qualunque colore abbia
    e qualunque lingua parli.

    I pensieri volano,
    sfogliati dalla stessa mano,
    che plasma gli anni …
    e corrono al rifugio
    del calore natio,
    ove pane,
    voleva dire famiglia
    ed acqua,
    l’attesa del turno.

    Sassi e “coti” sovrapposte,
    da mani salde,
    in architettura vincente,
    sono l’anima del mio Paese,
    anima che fa battere, forte,
    il cuore,
    ad ogni ritorno.

    Timorosi
    i primi passi,
    il primo vicolo,
    poi. tutto torna
    un’armonia
    di ciò che quel mondo,
    anche se innevato,
    tiene racchiuso da un cielo
    sempre azzurro,
    e dal conforto di spalancare,
    di nuovo, porte e finestre
    che s’affacciano
    su vicoli antichi
    o su panorami,
    che sanno d’eterno.

    Quante volte?
    mille e mille,
    sino a quando gli occhi,
    che tanto hanno visto
    si chiuderanno appagati,
    chiedendo, però’, perdono,
    per ciò che non è stato,
    per ciò che, meglio,
    avrebbe potuto essere!

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