Il teatro dell’Isola riparte da Molière

Il teatro dell’Isola riparte da Molière

La Compagnia teatrale Pietro Buttarelli di Isola del Giglio riapre le porte all’estate all’insegna di un grande classico: “Il malato immaginario”, l’ultima, e tra le più importanti, commedie di Molière.

teatro malato immaginario moliere isola del giglio giglionewsTesto comico, ma allo stesso tempo impegnativo e realistico, l’opera venne fortemente voluta da Molière, il quale, reduce da una lunga quanto misteriosa malattia, si tolse la soddisfazione di portare in scena la sua frustrazione nei confronti dei medici dell’epoca, in barba finanche al mancato appoggio economico da parte del Re Luigi XIV, che era solito finanziare generosamente le sue rappresentazioni, garantendone la messa in scena a Parigi e a Versailles.

“Il malato immaginario” è ricordato in Italia soprattutto per le straordinarie interpretazioni di Peppino De Filippo a teatro e di Alberto Sordi in TV. Per questo motivo ha rappresentato, fin dalle prime prove, una sfida importante per gli attori isolani, chiamati a contestualizzare la storia nelle dinamiche sociali della nostra terra sotto la guida del regista Andrea Giannoni. Mai come quest’anno gli attori si sono messi alla prova per trovare una particolare caratterizzazione dei personaggi, “aiutati” da estenuanti sedute di trucco.

Le rappresentazioni de “Il malato immaginario” avranno luogo all’interno della Sala Consiliare presso la Rocca di Giglio Castello, nei giorni 11-18-25 Luglio, 1-13-22-27-29 Agosto e 5-12 Settembre.

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3 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    Presto fatto, basta cambiare questa frase “in barba finanche al mancato appoggio economico da parte del Re Luigi XIV, che era solito”, con questa ” in barba finanche al mancato appoggio economico da parte della Marchesa di Pompadour, “favorita” del “Re Sole”, Luigi XIV”.
    Quanto alla “carenza” della mia descrizione, non solo ho premesso che il computer, per mia colpa, ha cancellato, quanto, più dettagliato ed informato, sulla figura della Pompadour, avevo scritto, in prima battuta, ma, avendo citato a memoria, non ricordo la figura del personaggio (Lulli) di cui Lei mi dice. Ragion per cui, appena riesco a trovare la corposa “monografia” della signora Poisson, cosa che, al momento, non avendo provveduto a realizzare un “indice” della mia biblioteca, che consta di circa 3.000 volumi, piuttosto affastellati, in disordine, non sono in grado di rintracciare, me la rileggerò e Le faro’ sapere, cosa dice, sempreché lo dica, di questo personaggio, che, comunque, e’, per cosi’ dire, fuori tema, rispetto alla mia semplice puntualizzazione del fatto che “plenipotenziario” e meritevole “protettore” delle arti e delle scienze, in Francia, ai tempi, appunto, del Re Sole, non era il Monarca, bensì, se me lo cosente, per cosi’ dire, la sua amante “morganatica”, donna non solo di rara bellezza, ma anche di grande intelletto, cultura, fascino e liberalità, in aggiunta ad un altissimo livello di sensibilita’ politica, interna ed internazionale, che la videro diretta protagonista di molte e delicate vicende di real politik, in piena consonanza con Luigi XIV, che ne era affascinato al punto di tollerare anche ingerenze indebite, siccome d’accettare, spesso, la prevalenza della sua personalità nella gestione della “res publica” e nella nomina dei Ministri
    Purtroppo, la figura che la Storia “ordinaria” di questa vera e propria “Donna di Stato”, ci ha tramandato e’ solo quella di un amante. Distinti saluti!

    P. S.: Gia’ che ci sono, mi consenta d’aggiungere che, convinto d’essermi, semplicemente, permesso di suggerirLe, come “contributo”, una piccola rettifica, in prospettiva di future “presentazioni” di questa memorabile opera di Moliere, seppure non m’aspettassi un “grazie”, men che meno avrei pensato, per favore non me ne voglia, che fosse così suscettibile da adontarsene.

  2. Giuseppe Monti

    Spiace Dott. Calchetti ma non ho alcuna intenzione di rettificare alcunchè, a meno che non mi dimostri che quanto sopra da Lei scritto non sia sintetizzabile in pochissime righe (direi al massimo 2). D’altra parte anche Lei ha fatto una descrizione carente, dal momento che si è dimenticato di narrare come sia stata determinate in questa vicenda la prepotente ascesa di una figura come Lulli. Un articolo di una testata online deve essere necessariamente sintetico e nel particolare deve semplicemente presentare una rappresentazione teatrale di una Compagnia amatoriale, e non può e non deve narrare la vita dell’autore. Cordialmente La saluto.

  3. Gian Piero Calchetti

    Esimio signor Giuseppe Monti, “pago”, con Lei, la mia, innata “saccenteria”. Le avevo, infatti, scritto, rifacendomi alla storia accreditata, invece, che a quella corrente e popolare, in merito alla signora Jeanne-Antoniette Poisson, divenuta, poi, Marchesa di Pompadour, per farle rilevare, come, di fatto, sostanzialmente, imperfetto sia il riferimento al “Re Sole”, nipote di Caterina dei Medici, per non aver “finanziato” Moliere.
    Purtroppo, il computer, ha, per mia, ormai consolidata, imperizia, non ostante ne faccia uso da molti anni, cancellato, mi perdoni la presunzione, la “dotta e documentata” menda.
    Ragion per cui, non sentendomela di ricominciare da capo, me la cavo, più semplicemente, facendole rilevare che, nella fattispecie, LUIGI XIV, attraverso i Suoi Ministri, era solo un semplice “elergitore” di “risorse” alla nutrita, per quei tempi, rispetto agli altri Stati, classe intellettuale francese, in quanto, “protettrice” acclarata, con potestà di assegnare o negare, titoli e denari, ai membri di questa, per cosi’ dire, “corporazione”, era, pressoché istituzionalmente, la “Favorita” del Monarca, grazie alle sue indubbia sensibilità e cultura, in vari campi della scienza, dell’arte, dell’esecuzione e composizione musicale, nonché della storia, della filosofia e della poesia, ivi comprese le lingue antiche, greca e latina.
    Evidentemente, allorché Moliere ebbe a scrivere ed allestire “Il malato immaginario”, si trovava in disgrazia, presso la Pompadour, siccome, ad esempio, ebbe a trovarsi, per anni, in disgrazia, la piu’ grande personalità del secolo XVIII, uno dei padre dell’illuminismo, ovvero, l’enciclopedista, scrittore, autore drammatico, narratore, poeta, storico e filosofo, Francois-Marie Arouet de Voltaire.
    A questo punto, precisato, quantomeno, per dovere giornalistico, che le, per altro, rarissime, revoche di favori, ausili e prebende, esercitate contro qualche esponente della classe intellettuale, caduto, per cosi’ dire in “disgrazia”, non derivavano da occasionali mutazioni caratteriali della “Quasi regina”, benì’ da comportamenti di aperta irriconoscenza e slealtà verso la corona, se non, addirittura, da vero e proprio tradimento della Francia, da parte di qualche “protetto”, messosi al servizio ed al soldo d’altri Stati, Le sarei grato, senza volermene, se, in altra occasione, volesse rettificare, quanto ha, specificatamente, scritto di LUIGI XIV, trasferendolo alla Pompadour.
    Chiudo, augurando a Lei ed all’ accreditata e consolidata Compagnia di bravi attori gigliesi, i migliori e più gratificanti successi, come sempre, ampiamente, meritati.

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