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Una targa in ricordo di Assunta “di Pucetta” nel Bansaracino

Una targa in ricordo di Assunta “di Pucetta” nel Bansaracino

assunta di pucetta ricordo targa isola del giglio giglionewsNella giornata di ieri, 17 Luglio 2018, con la cortese autorizzazione del Signor Troiani, sono riuscito a coronare la volontà di mio babbo Meco in riguardo a sua nonna Assunta “di Pucetta”. Abbiamo sistemato, sul muretto antistante la baia del Saraceno, una targa commemorativa con un dipinto simbolico che ho realizzato a mano e fatto cuocere su ceramica a mano, per una donna esemplare, che ha fatto tanto per i Gigliesi in epoca remota … ringrazio anche il Sig. Nino Turco per aver provveduto gentilmente alla sua installazione.

La scritta sulla targa dice testualmente:
“Qui visse Assunta Cavero ‘di Pucetta’ (1863-1947). Seppur analfabeta ebbe il dono divino di saper curare le persone con sistemi antichi e naturali. Le siamo riconoscenti per la sua grande opera di bene nell’aiutare a nascere, crescere e guarire intere generazioni di Giglio Porto, Castello e Campese. Con amore tuo Meco e Discendenti.”

Assunta era la moglie di Domenico Cavero e mamma di Antonio, Rosa, Michele e Margherita dai quali si sono poi diramate le famiglie Cavero, Mattera e Galeotti … noi tutti discendenti speriamo di poterla festeggiare e benedire insieme al più presto sulla baia del Bansaracino … invitando tutti naturalmente.

Grazie,
Renato Cavero

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3 commenti

  1. Gian Piero Calchetti

    Caro Cavero, permettimi (scusa il tu), innanzi tutto, di sottolineare che quel che mi sono permesso di scrivere è, semplicemente, una considerazione del tutto personale, in merito al bel “gesto” della targa in ricordo dei meriti della tua “avola”, Assunta di Pucetta, apposta dove aveva vissuto.
    Se mi ha letto, come dici, avrai capito quanta e quale venerazione abbia io per i morti, specie per quelli che si sono distinti per le loro buone azioni, nei confronti del prossimo.
    Venerazione che m’ha portato a scrivere, addirittura, un libro, inedito, uscito, comunque, a puntate, sul mio “profilo” Facebook, che tratta, soprattutto, di mio nonno materno, Venerio Bovicelli, da Casteldelci, zio di Laura Bovicelli e prozio di Barbara Bovicelli, ambedue sposatesi a Giglio Castello.
    Quanto al resto, sempre che tu mi consenta di farlo, aggiungo, come fossero mie (perché le condivido senza riserva alcuna), a quanto ho scritto, in base al solo testo della targa (essendomi ignote le vere motivazioni della sua “apposizione”), su Assunta e sulle sue spoglie mortali, che riposano in uno splendido cimitero, in cui, se la legge non me lo impedisse, vorrei, anch’io, essere sepolto, le tue “straordinarie” considerazioni. Un abbraccio ed un deferente, fraterno saluto.

  2. Caro Sig. Calchetti apprezzo sempre le sue rime sentite e sottili..Però questa volta mi sento in dovere di correggerla sul senso di questa targa. commemorativa. Non si tratta di una lapide ne di un ricordare i morti e le loro spoglie.. Quelli già lo abbiamo fatto nel ns cimitero al Porto (non Castello) Bensì questa targa e’ invece un vero INNO ALLA VITA … il rigoglio, la crescita, la continuità….. immerso in una luce di Giglio SOLARE E SPKENDENTE. Voglio definire la mia bisnonna anche se nella sua semplicità come una vera SACERDOTESSA DELLA VITA.. e l’amore verso il Prossimo. Quindi e’ essenziale per poterne godere degli influssi positivi che questa targa sia intesa come un augurio di rigoglioso proseguimento e fertilita’ per il Giglio nel futuro… un augurio perpetrato istintivamente gia’ dalle azioni di bene di Assunta la PUCETTA. Lasciamo i morti nei Cimiteri e ricordiamo invece il bene fatto. La invito ad andare di persona a vedere il disegno simbolico che tutto e’ all’infuori di un “requiescam in pace “ .. VIVA LA VITA! Comunque la ringrazio per la sua sempre attenta sensibilita’.
    Renato Cavero bisnipote di Pucetta

  3. Gian Piero Calchetti

    Bravo per quel che hai fatto e scritto, della tua ava, amico sconosciuto. Commemorare i propri morti, e’ sacro, siccome asseriscono i poeti, specie se, in vita, hanno meritato. Ed, a quanto pare, Assunta di Pucetta, donna analfabeta, ma istruita, dalla grazia e dalla vita, nel delicato, quanto importante, compito di curare il prossimo, ha largamente meritato della sua gente!
    Per cui, il dono che tu ed il signor Troiani le avete fatto, a mio parere, e’ ammirevole quanto “doveroso”,perche’, esemplarmente e con semplicita’, ne rammemora le “gesta”.
    “Lunga vita”, quindi, in cielo, alla sua anima immortale, ed alle sue spoglie mortali , che giacciono, siccome credo, al cimitero del Castello, un caro “Requiescant in pace!”!!!

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