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La Madonna del Porto

LA MADONNA DEL PORTO

Bianca la tua veste,
come la schiuma dell’onde
che timorose lambiscono i tuoi piedi.

Ma qualcosa nell’aria è diverso,
l’onda s’increspa e l’incertezza di ogni speranza
s’infrange sul tuo corpo.

Il mare mugghia, si gonfia
e con la forza del vento che sibila,
si frantuma su di te.

Pezzi di pietra cadono ai tuoi piedi
anche il Bansaracino si arrende alla furia di
un’onda impietosa.

Tu, schiaffeggiata con violenza, non cedi.
Rimani lì con le braccia aperte per raccogliere
la sofferenza dei tuoi figli.

La vita riprende colorandosi di ora in ora,
ritorna la quiete,
di questa tempesta rimarranno le ferite
nell’anima, che solo tu puoi curare.

Lo sguardo torna al mare,
l’onda fugge e poi afferra.
L’animo scappa, ma spera.

Assunta Centurioni
1 Novembre 2018

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3 commenti

  1. Ad Assunta Centurioni rivolgo un grato pensiero per la sensibilità che ha esternato, in rima, su quanto accaduto recentemente al Giglio. Devo dire, avendo osservato in diretta su FB il frangere delle onde sul molo rosso e quelle che scavalcavano con violenza il muraglione di protezione (che certamente non faceva da diga foranea, come avrebbe dovuto essere). Guardavo la Statua resistere IMPERTERRITA a quella furia del mare rimanendo veramente esterefatto.

  2. E’ stato proprio così, Gian Piero, hai descritto in rima quello che è esattamente accaduto !!!

  3. Gian Piero Calchetti

    GRAZIE! ad Assunta Centurioni e Giuseppe Modesti

    Or che l’ho vista,
    sola e trista,
    come una colonna,
    quella Madonna
    vereconda,
    che. abbandonata,
    alla mareggiata
    ed all’onda,
    scatenata
    che, accanto,
    le rimbomba
    e, accanto,
    le s’infrange
    ma che,
    per incanto,
    appen la “lambe”,
    quasi, reverente,
    le baciasse,
    veste e piede,
    ecco che gente
    come me,
    che poco crede,
    ben si ravvede,
    che’ il miracolo,
    “intravede”.

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