Addio “Aquila Rossa”, guardiano del Tirreno

Addio “Aquila Rossa”, guardiano del Tirreno

All’età di 88 anni si è spento all’Ospedale Misericordia di Grosseto Giovanni Stefani, conosciuto al Giglio come “Nanni di Mosè” e da tutti i naviganti del Mar Tirreno come “Aquila Rossa”.

In tutti questi anni è stato un punto di riferimento per le navi ed i natanti che navigavano vicino all’Isola del Giglio. Bastava chiamarlo sul canale 16 del VHF con il suo nominativo di “Aquila Rossa” e dopo un attimo di silenzio rispondeva subito: “Chi chiama l’Aquila?”

Dopo esserci identificati ci diceva di cambiare canale: “Vai di la’.. 72”. Ci domandava di tutto e di più e alla fine quando ci salutava, ci augurava: buona navigazione.

Grazie Aquila Rossa della compagnia e dell’assistenza che ci hai fatto. Ci mancherai … buona navigazione a te R.I.P..

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2 commenti

  1. chiudo e passo Aquila

  2. Gian Piero Calchetti

    Ho rivisto, per l’ennesima volta,
    in questi giorni,
    “”Ombre rosse”,
    un film ch’e’ stato un’epopea.

    Un film che una carrozza,
    ha portato a spasso,
    correndo, forsennata,
    per le praterie,
    inseguita dagli “indiani”
    tante storie, belle e buone,
    di cui Ford, con Wyne,
    fece un capolavoro, irripetibile.

    Immaginate, allora,
    “Nuvola rossa”, “Toro seduro”,
    “Cavallo pazzo” e Cervo scalciante,
    i re dei re di quelle tribu’,
    di primitivi, abitanti le terre
    d’America,
    da prima che venissero
    gli Europei.
    quando il selvaggio West era di tutti
    e di nessuno,
    ed i bisonti sciamavano
    secondo le stagioni,
    perche’ il caldo e il freddo
    seguivano
    il loro corso secolare
    senza mai deflettere d’un mese

    Quelli erano i re della natura,
    sicommme la natura, via via,
    li assecondava,
    fornendo il giusto e il necessario,
    sicommme Aquila selvaggia,
    tutti soccorreva, se
    nell’arcipelagono toscano,
    ricco di soprannomi,
    il mare col vento prevaleva,
    e metteva a rischio
    il navigare, specie dei “fuscelli”,
    piu’ fragili e insicuri.
    alla stregua di quei mastodonti,
    di camionisti
    che, imperterriti,
    si chiamano colle loro radio,
    per sapere se i tempo imperversa
    ed è inclelemte e perigliglioso.

    Immaginateli, un tempo.
    “Aquila selvggia”, “Toro seduto”,
    “Cavallo pazzo” e gli altri,
    con le loro lunghe penne
    d’aquila al vento
    che “maestri” d’un mare impetuoso,
    di cui fuono padri-padroni i loro avi,
    incutevano calmi il rispetto che si deve
    ai consigli di chi, spesso, senza saperlo,
    s’avventura tra dune, picchi, sabbie,
    e secche di cui
    non hanno contezza di periglio.

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