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Il Giglio saluta l’amico Andrea Pittiruti

Il Giglio saluta l’amico Andrea Pittiruti

Nella giornata di ieri, 15 Aprile, si è spento a Roma tra l’affetto dei suoi cari il giornalista, gigliese d’azione e lettore appassionato del nostro giornale, Andrea Pittiruti.

A darne notizia il figlio Luca che ci scrive un affettuoso messaggio di saluto e a cui vanno, insieme al resto della famiglia di Andrea, i nostri più sinceri sentimenti di vicinanza:

Papà ha amato il Giglio e la sua gente dal primo giorno in cui vi mise piede, nel 1961. Da allora quell’amore si è rinnovato di anno in anno, “contagiando” sua moglie Pinuccia e poi i figli.

Da che ho memoria del Giglio, ho memoria del mio papà e queste due immagini in questi momenti di dolore, sono una cosa sola. Grande parte della tristezza che negli ultimi anni velava lo sguardo di papà era dovuta all’impossibilità di tornare a osservare il mare del Giglio dalle finestre della sua casa.

Ma anche se le forze e la salute non gli hanno più consentito di ricongiungersi con il suo “scoglio”, una parte del suo cuore così coriaceo, è sempre rimasta lì, a guardare quel mare.

E persino quando la malattia ha cominciato a impadronirsi della sua coscienza, ha trovato le forze per esprimere il desiderio di essere sparso davanti al suo mare. Lo stesso mare dove lo andrò a cercare tutte le volte che mi mancherà il suo abbraccio…

Ciao papà…”

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2 commenti

  1. Luca Pittiruti

    Mille Grazie Angelo, un pensiero molto apprezzato.

    Buona Pasqua, a presto.

    Luca

  2. Angelo Stefanini

    Grande amico di mio babbo Ottavio come del resto di tanti gigliesi. Ci accumunava la passione per le immersioni subacquee, io come pescatore, Lui come “bombolaro”. E’ stato proprio Lui, se non ricordo male, a creare dal nulla la prima troupe di operatori subacquei della Rai, azienda per la quale ha lavorato per tanti anni. Fu in questa veste che me lo ritrovai sul molo di Brindisi, nel lontano novembre del 1976. Ero militare ed imbarcato su nave Proteo. Eravamo lì per cercare di recuperare dalla nave Cavtat affondata al largo di Otranto, alcuni bidoni “sospetti” che la nave stessa trasportava perché venissero analizzati. Mi chiese se avevo bisogno di qualcosa e mi disse di salutargli mio babbo. Veramente una bella persona. A tutta la famiglia le condoglianze più sentite mie personali e di tutta la mia famiglia. Angelo Stefanini

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