“Scoglionato: una triste storia senza coraggio”

Ecco a voi… SCOGLIONATO 
LO SCOGLIO DELLA CONCORDIA: UNA TRISTE STORIA SENZA CORAGGIO

La canzone Scoglionato parla ironicamente di Schettino, di questo Comandante “sui generis” che ha infranto la prima “regola” non scritta della Marina: il Comandante deve affondare con la propria nave. Questa espressione richiama una consuetudine storica di tipo cavalleresco/marinaro che esige che il Comandante di una nave, in caso di pericolo, si sacrifichi con la nave stessa o sia l’ultimo a lasciarla. Dietro questa usanza, così romantica, da uomini d’altri tempi, vi sarebbe un grande e profondo senso del dovere: in un’epoca in cui chi andava per mare rischiava la vita, questo atto era un modo per potersi elevare a figura eroica con un gesto di sacrificio estremo che sublimava il dolore per la perdita delle persone, della nave e dell’equipaggio, una sorta di catarsi del Comandante che si inabissava assieme al suo vascello per dimostrare di aver fatto tutto il possibile per salvarla. Tutto questo Schettino non l’avrebbe fatto, anzi risulterebbe sia stato Lui il primo ad abbandonare la Concordia!!! Così Schettino, il Comandante che ha fatto “prima a scappare che a partire”, è l’elemento di scherno e di satira nella canzone. Detto questo Scoglionato è si una canzone ironica, ma una canzone dal sorriso amaro. L’ironia è il pretesto per ricordare la tragedia della Concordia e, soprattutto, per non dimenticare che sono morte 32 persone. Proprio per questo nel video sono state inserite delle immagini/filmati della Concordia, al fine di ricordare l’ac​caduto ed onorare, per quanto possibile, le vittime. Ed è proprio nelle immagini finali del video stesso che si tenta di ricucire le fila di una vicenda dolorosa ed onorare, se volete, “commemorare” coloro che hanno perso la vita nel naufragio della Concordia. Così il lancio della chitarra in mare rappresenta, idealmente, un salvagente a cui le anime delle vittime possono aggrapparsi per essere liberate dalla loro condizione, da quel mondo sommerso che le ha strappate alla vita; il cantante che entra in acqua al tramonto rappresenta l’uomo che va incontro alle anime delle vittime nel tentativo di aiutarle a ritornare sulla terraferma, per liberarle da quel “crepuscolo liquido” che le ha condannate al buio dei fondali marini; i sacchetti di plastica che fluttuano dal fondo verso la superficie del mare rappresentano la liberazione delle 32 anime delle vittime della Concordia che finalmente vengono liberate dal buio del fondale e restituite alla luce, ovvero il ritorno ad una forma ideale di libertà; il countdown da 32 a zero serve a ricordare in maniera chiara quante persone sono morte e la scritta finale: per non dimenticare….. si commenta da sola.
In conclusione la canzone ed il video vogliono, ovvero tentano di rendere onore alla tragedia, in modo ironico, si, ma anche delicato, senza intenzione di mancare di rispetto alle vittime. Il ricordo come monito per i posteri affinché non si ripetano più simili disgrazie, il ricordo di ciò che è accaduto affinché non si muoia più in modo così assurdo e, soprattutto, il ricordo delle vittime affinché questo non svanisca nel tempo. Come affermava il grande Ugo Foscolo, è la sublimazione della poesia che permette ai mortali di vivere in eterno nel ricordo non solo dei loro cari, ma di tutti gli uomini; la precarietà e le illusioni della vita sono così vinte dalla poesia, che rende immortale l’oggetto del proprio canto e i valori ad esso associati: non conoscevamo nessuna delle 32 persone che sono morte, ma vorremmo che il loro ricordo vincesse il tempo attraverso la forza della musica e la potenza delle immagini.

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