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Pulizia Giglio Castello: lettera in difesa dei volontari

Pulizia Giglio Castello: lettera in difesa dei volontari

Molte persone nella giornata di ieri si sono rivolte alla nostra redazione polemizzando rispetto all’articolo “Fioriture di Primavera” pubblicato nella rubrica Dite la Vostra.

Pur essendo l’opinione personale di una lettrice, il post ha suscitato polemica in quanto ha coinvolto i volontari di un’associazione isolana ed ha avuto una forte risonanza sui social network.

Ferma restando la libertà di chi ha espresso una sua opinione, è nostro dovere dar voce alle relative risposte riassunte nella lettera che di seguito pubblichiamo.

Carissima Gina,
chi scrive non è candidata e neanche amministrata, ma in primis, una “castellana verace”; guai a chi mi tocca il Castello ed i castellani, o meglio ancora “certi castellani”.

L’anno scorso non hai scritto e potevi non farlo anche quest’anno. Queste attività vengono ormai svolte da decenni e non per motivi politici o reverenziali, ma solo per amore allo stato puro per il proprio paese.

I ragazzi che si prodigano in queste attività fanno parte del Comitato San Mamiliano, che non si preoccupa solo di organizzare i festeggiamenti in onore del Santo Patrono, ma anche di altre iniziative e tutto per volontariato. Sono un gruppo ormai ristretto, i superstiti di quello che un tempo è stato il glorioso “Comitato San Mamiliano”, anch’esso molto spesso criticato.

In tutto quello che fanno ci mettono del loro, sacrificano tempo libero, lavoro, famiglia e affetti; potrebbero utilizzare questo tempo per divertirsi vista l’età, ed invece imperterriti continuano, malgrado ricevano sempre critiche e giudizi spesso negativi. Bisognerebbe ricoprirli d’oro, e soprattutto incoraggiarli e sostenerli, finiti loro non ce ne sono più … stanno sopravvivendo e tengono duro con le unghie e con i denti. Appena mi si presenta l’occasione cerco nel mio piccolo di affiancarli e lo faccio con immenso orgoglio e soddisfazione.

Perché queste attività non vengono spostate di quindici giorni circa? Semplice, tra quindici giorni saranno impegnati tutti nelle proprie attività o lavori.

Non è affatto vero che le immondizie che si palesano vengono lasciate dove sono, saranno tolte appena possibile. A riprova del fatto che tutto si svolge nei ritagli di tempo che i ragazzi riescono a rubare alle proprie vite private o ai propri lavori, può capitare che certi interventi richiedano più giorni: un giorno si fa una cosa, un altro ancora una ed un altro ancora si pulisce, meglio di come era prima!

L’intervento di ieri che riguardava la potatura del verde dei giardini di Piazza Gloriosa, del monumento e la verniciatura delle panchine in legno, nonostante lo staff fosse ridotto ai minimi termini ed il tempo non aiutava, è stato iniziato e terminato nel migliore dei modi, senza lasciare traccia alcuna di sporcizia, anzi “palesando”, come piace dire a te, un senso di ordine e decoro.

Perché? Perché da un anno all’altro si prendono cura del luogo che li ospita per le loro manifestazioni e non solo, e di questo ne godiamo tutti.

Non penso che il taglio di questa bellissima fioritura spontanea di primavera in alcune aree sia uno scempio, abbiamo un’intera isola con “zoncole, papezzole, mucchi, scopi, ombrellacci, cepite e chi più ne ha più ne metta. Tu c’hai messo la faccia scrivendo, altri lo hanno detto a voce.

Aspetto con ansia la pubblicazione delle foto a lavoro ultimato a dimostrazione della serietà e dell’impegno di questi ragazzi, per ora prendo atto solo del fatto che sei andata fuori dal vaso.

Sandro invece non ci mancherà, è già simpatizzante del Comitato San Mamiliano, collabora con loro ogni volta che ne richiedono la presenza; per cui quello che ora fa per lavoro magari dopo continuerà a farlo come volontario nel sociale; certi lavori da pensionato vengono ancora meglio.

Niente di personale Gina, ma ci tenevo a puntualizzare alcune cose.

Ilva Danei di “Parasole”
o come mi avete sempre chiamata
“la figliola di Meco la guardia”

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Un commento

  1. Angelo Stefanini

    Ciao Ilva, preciso subito che queste mie parole non vogliono essere ne contro il Tuo pensiero ne una mancanza di rispetto nei confronti di chi, sacrificando il proprio tempo libero, ha eseguito questi lavori. Mi sono fatto anche io qualche anno fa una quindicina d’anni di Comitato San Mamiliano e conosco i sacrifici che si fanno. Mi riferisco chiaro unicamente alla rasatura della ” zoncola ” e dei fiori ( gialli, papaveri….). Qualche anno fa e per diversi anni, questi lavori di volontariato li faceva mio fratello Argentino con l’aiuto di altre persone tipo Silvano Ingrasciotta, Enrico Centurion I ecc. Mi trovavo già allora a discutere con loro se fosse o non fosse giusto fare quel lavoro, proprio nel momento in cui la natura esplode in quel senso e, ma è sempre una mia opinione personale, anche il centro abitato del Castello ne trae un notevole giovamento dal punto di vista estetico, sia ai nostri occhi che a quelli dei turisti. Ho dei ricordi bellissimi di qualche anno fa, quando nessuno toccava niente e la natura faceva il suo corso. Ecco, come dicevo sopra senza biasimare o sminuire il lavoro e l’impegno di nessuno, io vorrei provare un anno magari, a lasciare che la natura faccia il suo corso e vedere così quale possa essere la soluzione migliore. Cosa ben diversa è, ma lo do x scontato, ripulire da carte, cartacce, plastica di ogni tipo, verniciare le panchine o curare le varie conche di fiori o piante in qualsiasi luogo esse si trovino. Su questo credo siamo e dobbiamo essere tutti d’accordo nel manifestare profonda gratitudine a chi ci si dedica. Un abbraccio

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