Tutti in piazza oggi con le “stagnatacce di Sant’Andrea”

Tutti in piazza oggi con le “stagnatacce di Sant’Andrea”

La Pro Loco di Isola del Giglio invita la popolazione a prendere parte alla scorribanda delle “Stagnatacce di Sant’Andrea” oggi, 30 Novembre, a Giglio Castello.

L’appuntamento è alle ore 17,00 in piazza Gloriosa per “scacciare insieme gli spiriti dell’inverno”. L’invito è ad indossare una maschera e portare con se barattoli e tutto ciò che possa far rumore.

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4 commenti

  1. La tradizione delle stagnatacce che sia arrivata al Giglio dalla Tuscia, dal Viterbese, è una supposizione di cui non si trova alcuna documentazione ne´scritta ne´orale: tutto è possibile, ma chi ce l’ha la presenti. Secondo informazioni orali potrebbe essere stata importata al Giglio dai coloni greci visto il discreto/lungo apostolato di Andrea pescatore in quel di Tessalonica. L’uso delle stagnate vuote che contenevano tonnina e acciughe e simili è susseguente, in minima parte, alla seconda guerra mondiale, mentre la tradizione delle stagnatacce, come raccontava il mio babbo, nato nel 1912, “era già qui”.

  2. Aggiungo qualcosa a ciò che ha scritto Angelo Stefanini e ribadisco che l’uso delle maschere per tale ricorrenza è fuori di ogni logica della tradizione. Chi della Pro Loco ha scritto tale sproposito si informi prima. Per chiarire il significato di questa tradizione si troverà in archivio ciò che anni addietro ho scritto al proposito. La cantilena originaria tradizionale esiste tramandata oralmente e non è presente nella canzoncina di Alessio. Quelli della mia generazione e di quella precedente la conoscono e molto bene. Il rumore prodotti dagli arnesi i più strani una volta (c’è un collegamento con la scampanacciata) e dagli anni trenta dei barattoli di conserva non doveva poi scacciare gli spiriti dell’inverno anche perché il 30 Novembre non è ancora inverno, ma semplicemente gli spiriti cattivi che aleggiavano nei vicoli più bui e poco frequentati del paese.

    Andrea Arienti

  3. in effetti, caro Angelo, l’antica tradizione di Sant’Andrea Pescatore, (che arriva a noi dalla Tuscia, nel viterbese), è quella di “strascinare per le vie del borgo stagnatacce ottenute dai vuoti della tonnina e delle acciughe, senza l’uso di maschere e cantilenando una canzoncina riferita a Sant’Andrea pescatore.
    Tutt’al più s’indossano abiti medievali caratteristici del luogo, ma la nostra piccola società non ne ha mai avuti.
    Ciao e che Sant’Andrea ci porti …BUONO.

  4. Angelo Stefanini

    Iniziativa da lodare questa della pro loco, che serve a tenere viva una delle più belle tradizioni del Giglio. Con un appunto però, anche a costo di passare per quello a cui non va bene niente. Ma mi spiegate cosa c’entrano le maschere? La ” gara ” se così si poteva chiamare tra noi ragazzini, era tra chi ” strascinava ” le stagnatacce più numerose e rumorose….. le maschere mai viste. Non riesco proprio a capire questo voler orientare ogni cosa, tradizione in questo caso, verso forme di consumismo che con la ns storia non c’entrano proprio niente. Sant’Andrea non è Halloween e pure su quello ci sarebbe tanto da dire. Qualche anno fa ha scritto una simpatica canzone Alessio su questa festa. Andatevi a leggere se nel testo esiste un riferimento di qualsiasi tipo al fatto che si svolgesse con i bambini mascherati. Detto questo, buon divertimento a tutti

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