venerdì , 19 set 2014

Crolla cassone, progetto a rischio?

Isola del Giglio - Mentre nella tarda mattinata davamo con entusiasmo la notizia dell’autorizzazione da parte dell’Osservatorio all’installazione di tutti i cassoni (VISUALIZZA), dobbiamo registrare la notizia di qualche minuto fa. Erano circa le 17:30 quando uno dei 3 cassoni installati sulla fiancata destra della Costa Concordia, il primo (S13), quello orizzontale, ha ceduto ed è crollato da un lato, come testimoniano le nostre foto esclusive.

Adesso cosa succederà? Sono in molti a paventare l’idea che questo “piccolo” incidente debba costringere ad una rivisitazione generale del sistema di aggancio cassoni lato dritta con l’inevitabile allungamento dei tempi di rimozione che ciò causerebbe.

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11 commenti

  1. Attilio Regolo

    Grazie Urs per averci dato chiarimenti sul sistema dei cassoni galleggianti e tiranti tramite catene sul fianco destro della Concordia.
    Appare un sistema davvero innovativo e obbligato su quel lato deformato e ammalorato della nave.
    E meno male che l’inconveniente sul primo cassone S13 si è verificato subito, prima dell’applicazione di tutti gli altri, così si potrà studiare meglio il rimedio e il potenziamento della sicurezza e della funzionalità del sistema anche in emergenza.
    Saluti.

  2. In realtà questo sembra essere un problema di costruzione minore che può essere risolto. Nessuno si è fatto male e nessuno è morto. Questo è ciò che è importante.

    Mi chiedo se il progetto viene ricoverato per soddisfare la fine di scadenza di giugno? A volte le cose non può essere affrettata nel processo di costruzione, senza sacrificare l’attenzione al dettaglio e controllo di qualità.

    Actually this appears to be a minor construction problem that can be fixed. No one is hurt and no one died. That is what is important.

    I wonder if the project is being rushed to meet the end of June deadline? Sometimes things can’t be rushed in the process of construction without sacrificing attention to detail and quality control.

  3. Crollo? No! E’ un naufragio parziale, della parte anteriore del cassone!

    I nuovi cassoni non sono solidali della Concordia, neanche sospesi allo scafo.
    Alla fine saranno galleggianti e ancorati alle catene sotto lo scafo… che solleveranno la Concordia. La posizione orizzontale – longitudinale è regolata con i martinetti. La posizione verticale contro lo scafo della Concordia è ‘automatica’, il risultato della geometria del centro della spinta idrostatica del cassone e del centro d’attacco delle catene.

    Davanti al galleggiamento della Concordia ogni cassone installato ha una spinta minimale per tendere le catene sotto lo scafo e per restare al suo posto.

    Ovviamente il compartimento anteriore del cassone S13 ha perduto la sua spinta idrostatica.
    – La valvola per l’evacuazione dell’aria compressa è rotta?
    – Il sistema di controllo della zavorra ha aperto la valvola (errore del programma)?
    – Il martinetto (pazzo) anteriore ha tirato troppo?
    – Una ferita nel corpo del cassone?

    Saluti
    Urs

  4. Daniela Robasto

    io aspetto sempre che prima o poi facciano vedere come avviene in concreto il collegamento (anche solo con un video di questi primi 3 cassoni). Si capirebbe molto anche di quest’ultimo che a sentir dire sembrerebbe uno scivolamento dovuto ad un male tensionamento di una catena ancora incastrata (ma la libereranno con la fase di pregalleggiamento?) quindi fino alla fine di tutti i cassoni lo lasceranno così sbilenco? mah.

  5. Maurizio Scholl

    Caro Giovanni (Zardoni), mi piacerebbe condividere il tuo ottimismo. Purtroppo sembra un cedimento strutturale.
    Io non sono qualificato per sostenere una discussione tecnica. Spero solo che per i punti di saldatura e di massimo sforzo siano stati utilizzati punti di appoggio fatti con acciaio non danneggiato dalla lunga permanenza in acqua del relitto. Speriamo che i vertici M/T, nei prossimi giorni, decidano di uscire dal loro abituale riserbo e ci dicano cosa in realtà è successo. Sembrava tutto semplice e veloce come infilare delle perle (i cassoni) in un nuovo filo (binari, catene, cavi e quanto altro) per formare una collana. Purtroppo non è andata così. Rimuovere quel bestione dai fondali del Giglio richiede calcoli precisi per minimizzare i possibili rischi di insuccesso.
    Sono davvero dispiaciuto da questa cattiva notizia.

    PS: a proposito dell’articolo di Legambiente, non sono 100 tonnellate di olio pesante ancora racchiusi nella pancia della Concordia. Bensì la bellezza di 350 m3…se ben ricordo. Giorno più giorno meno sono 24 mesi che il consorzio Smit -Neri ha ceduto il testimone alla T/M. Colgo l’occasione per ringraziarli del meraviglioso lavoro svolto in piena fase di emergenza.

  6. Giovanni Zardoni

    Daniela in realtà dalla nota Titan-Micoperi sembrerebbe essere un problema legato ad una catena (come sospettavo), quindii maggiormente gestibile: “LA NOTA DEL CONSORZIO – I tecnici del consorzio Titan Micoperi hanno individuato la causa del «disallineamento del cassone S13»: «Si tratta infatti – spiega un comunicato – di un problema legato al tensionamento di una catena che era rimasta impigliata sotto il relitto e quindi non in perfetta tensione». «La situazione – riporta sempre la nota – è sotto controllo. I tecnici interverranno quanto prima per ricollegare nel modo corretto la catena e ristabilire l’equilibrio originario del cassone»

  7. Daniela Robasto

    Spiega il consorzio Titan Micoperi che nella «fase di messa a punto dei cassoni installati, si è verificato uno spostamento dell’acqua di zavorra all’interno che ha causato uno sbandamento del cassone S13» e ora «i tecnici sono al lavoro per studiare le cause ed identificare gli interventi necessari a correggere la posizione del cassone e riportarlo nella posizione originaria. Non sono stati rilevati danni al relitto, al cassone adiacente né ai respingenti».

  8. Giovanni Zardoni

    Aspetterei le verifiche tecniche per capire se si tratta di un cedimento strutturale o semplicemente un allentamento delle catene: nella seconda ipotesi potrebbe essere tutto molto più semplice…

  9. Giulio Poladas

    Dalle foto postate da GiglioNews sembra che anche il cassone S12 sia inclinato verso il relitto. Ha ceduto anche quello o è solo una conseguenza del cedimento dell’S13?
    Incrociamo le dita, ma con concordo con Maurizio Scholl che questo non può essere considerato come un banale infortunio. Cosa sarebbe successo se il cedimento fosse avvenuto a rigalleggiamento avvenuto durante il traino verso il porto di destinazione?

  10. Maurizio Scholl

    Il progetto non sarà a rischio e certo non sarà questo incidente a fermarlo. Ma chiamarlo “normale infortunio” mi sembra un pochino riduttivo. Ha ceduto il “binario” al quale era agganciato il cassone….notizia da TG e Corsera…
    Questo vuol dire che, qualsiasi sia stata la causa del cedimento, bisognerà controllare tutta la linea di aggancio e magari rafforzarla con altro acciaio e altre saldature. Minimo 6 mesi tra verifiche, modifiche, permessi.
    Un altro inverno :-(
    IMHO

  11. Attilio Regolo

    Progetto a rischio?
    Ma vogliamo scherzare?
    E’ solo un normale infortunio meccanico nel corso di un’opera nuova ed estremamente complessa.
    A questo punto non si può più tornare indietro.
    Andrà ora attentamente esaminata e accertata la causa per farne tesoro nell’applicazione sia dei pochi altri cassoni già installati che di quelli ancora da installare per renderli più saldamente stabili.
    Occorrerà calma, ingegno e tempo e soprattutto solidarietà per quei 350 uomini e passa che ci stanno sudando le sette camicie.
    Saluti.

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